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05 ago 2016

Foto | Cantiere parcheggio Galileo Ferraris: eppur si muove!

di Alessandro Graziano

Il parcheggio di corso Ferrarisi, a rilento per il ritrovamento di manufatti storici, comincia ad entrare nel pieno dell'attività. Operai a lavoro e gru in movimento.  Come avevamo riportato qualche settimana fa, ( http://torino.mobilita.org/2016/06/20/galileo-ferraris-un-parcheggio-a-rilento/ )  riprendono i lavori di realizzazione nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato in corso Galileo Ferraris. Oltre la gru intenta a spostare materiali pesanti, all'interno erano presenti parecchi operai specializzati. Il cantiere ha avuto un lungo stop a causa del ritrovamento di parti di mura urbiche e cuniculi sotterranei, che saranno integrati nella struttura stessa e messi in valore. Ricordiamo che a cantiere finito questa parte di corso Galileo Ferraris acquisirà la somiglianza di piazza Solferino, diventando una promenade pedonale. In relazione al cantiere stesso nel tratto del corso tra via Cernaia e  via D. Bertolotti sta avvenendo invece la posa e il rifacimento di alcuni sottoservizi e l'ampliamento dei marciapiedi nello spartitraffico centrale.

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04 ago 2016

Foto |Cantieri Snam in Corso Vercelli

di Alberto Garbin

Segnaliamo lavori relativi alla rete Snam Rete Gas in Corso Vercelli, all'altezza dell'incrocio con via Nino Oxilia in direzione centro città. I lavori sono iniziati il 21 luglio e proseguiranno per 30 giorni successivi. Si segnala il restringimento della carreggiata su entrambi i sensi di marcia e la presenza di forte traffico e code durante le ore di punta.  

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Proposta
22 lug 2016

Semafori nel nuovo incrocio corso Regina-Oddone

di Alessandro Graziano

Salve, mi chiamo Roberto, sono un utente che vi segue sulla pagina facebook. Ho letto l'articolo sull'apertura del nuovo incrocio a raso tra corso Principe Oddone e le corsie di marcia laterali di corso Regina Margherita. A tal proposito in questo incrocio secondo me andrebbero aggiunti dei semafori dedicati al traffico che arriva dai controviali di Corso Regina in modo che possano trovare un "verde" tutto loro, quindi preferenziale. Adesso invece anche col semaforo verde devono restare in coda per colpa del traffico molto più corposo che arriva dai controviali di corso principe Oddone che quindi blocca totalmente il deflusso veicolare. Che ne pensate?

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22 lug 2016

Parcheggi 2.0. Abbiamo provato Pyng. E ci è piaciuto!

di Alessandro Graziano

A Torino, è possibile utilizzare varie App, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. A chi non è mai capitato di non avere monete al momento del parcheggio in città, o di trovare i parchimetri rotti e dover fare strada per cercarne uno o, peggio ancora, essere lontani dall'auto  e affrettarsi, col timore di prendersi una multa, per via del parcheggio scaduto? Bene, da qualche tempo la tecnologia ci viene incontro e ci rende la vita più facile. Esistono infatti parecchie applicazioni che ci permettono di pagare il parcheggio in molte città italiane in modo semplice e grazie al proprio smartphone. A Torino, è possibile utilizzarne varie, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. È di quest'ultima che vi parleremo. Pyng è una applicazione disponibile sia per dispositivi Android, che IOS. Una volta scaricata, non si deve far altro che collegare l'account dell'applicazione al proprio account Telepass (l'operazione è fattibile sia sull'applicazione che dal sito Telepass, inserendo targa e password) e quindi scaricare e stampare un piccolo contrassegno Pyng da esporre sul proprio cruscotto e che permetterà ai controllori GTT di comprendere che il parcheggio è stato pagato tramite questa app. Fatte queste due facili operazioni, è possibile iniziare a pagare la sosta tramite Pyng. L'applicazione, tramite gps del telefono, segnala l'ubicazione del parcheggio, tuttavia è anche possibile inserire la via, manualmente. In caso di prossimità di due zone a diversa tariffa, l'applicazione chiede all'utente di specificare in quale zona ha parcheggiato, attraverso un codice indicato sui cartelli di sosta  da usare sull''app ( in foto 70211 su fondo rosa). Quindi, si stabilisce un tempo, con rispettivo pagamento. Qui non esiste un importo minimo, a differenza dei parcometri a monete dove è invece di 50 centesimi. La cosa molto interessante di questa nuova modalità di pagamento è che è possibile non solo prolungare la sosta a distanza, procedendo in modo manuale come indicato più sopra, ma anche terminare una sosta in anticipo e quindi, risparmiare. Il servizio è gratuito e Telepass non ricarica alcun costo sui parcheggi, a differenza di altre applicazioni. L'addebito avviene direttamente sul conto Telepass e non servono quindi carte di credito. Tutto è estremamente semplice, flessibile e si risolve in pochi click. La consigliamo.

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04 lug 2016

Iren: cantieri in corso Lecce

di Alessandro Graziano

Da oggi lunedì 4 Luglio i cantieri per l'estensione del teleriscaldamento nella zona nord di Torino si spostano in corso Lecce. In particolare a essere interessato dai lavori sarà il controviale direzione sud verso piazza Rivoli, ovvero da via Rosolino Pilo fino incrocio con corso Francia. Già da oggi sarà attivo il divieto di sosta causa cantieri fino al 25 Luglio ( in totale tre settimane) . Probabili saranno i rallentamenti al traffico veicolare per il restringimento della corsia. Ai disagi seguirà però un'estensione di un servizio importantissimo per il risparmio energetico e il controllo delle emissioni inquinanti derivanti dagli impianti di riscaldamento.

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30 giu 2016

Sostenibilità e partecipazione: parola del nuovo assessore Montanari

di Alessandro Graziano

Si è da poco insediata la nuova giunta guidata dalla sindaca Chiara Appendino e importanti sono le parole del neo assessore all'urbanistica Guido Montanari. Montanari, docente di storia dell'architettura contemporanea presso il Politecnico torinese, si pone critico rispetto il lavoro svolto dal suo predecessore su vari progetti futuri per la città. Innanzitutto forte è la critica sui nuovi isolati edificati nella Spina 3 con edilizia a torre. Si criticano gli alti indici edificatori e la mancanza di attenzione al verde e ai servizi urbani. In realtà lungo la sopracitata Spina 3  è stato creato il parco Dora che costituisce l'opera di maggior rilievo nell'ambito della trasformazione urbanistica e, con i suoi 45 ettari di superficie, rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città, dopo il Parco della Pellerina.  Inoltre nel progetto Spina 3 è stato detombato il fiume Dora, per almeno un cinquantennio ridotto quasi a fognatura dalle fabbriche della zona. Insomma da un'intervista rilasciata alla Stampa definisce "Ho detto a loro che l’urbanistica applicata in città è da Anni 60 fatta di palazzoni, supermercati e una viabilità che non tiene conto della viabilità dolce e sostenibile." Nell'intervista si rivolge all'unione dei costruttori edili (ANCE) che a Torino come nel resto d'Italia soffrono di un calo del settore. I punti chiave dello sviluppo del settore secondo il nuovo assessore sono gli investimenti sull'efficienza energetica, sulla sostenibilità ambientale e sulla riqualificazione di ampie aree urbane. Argomento caldo è poi il trasporto pubblico e in particolare le nuove infrastrutture di mobilità di massa: la linea 2 di Val di cui avevano già trattato qualche giorno fa. http://torino.mobilita.org/2016/06/20/la-metro-che-verra-tutti-i-dettagli-della-linea-2/ù Montanari definisce il progetto preliminare della linea 2 come «il grande bluff: hanno calato dall’alto il progetto, come hanno sempre fatto limitando il controllo pubblico e facendosi guidare dai promotori dei progetti stessi. L’idea è quella di sfruttare il trincerone della ferrovia già esistente e sfruttare le aree attorno per costruire ancora. Personalmente sono convinto che la soluzione migliore sarebbe quella di puntare direttamente su San Mauro e utilizzare la Torino-Ceres per il collegamento da Caselle e arrivare in centro». Propone sostanzialmente un incrocio ad X ( nella foto in alto) con interscambio tra le due linee nel centro ma l'arrivo a Nord della linea non a Rebaudengo, con interscambio con il passante ferroviario,  ma a San Mauro Torinese, mentre a sud il percorso arriverebbe a Orbassano come già previsto dallo schema di massima. Quindi risulta contrario al riutilizzo della trincea ferroviaria dismessa e alla riqualificazione delle aree circostanti tra cui svariati isolati sfrangiati, ex aree industriali. Facendo una valutazione, il nuovo assessore ha ragione a chiedere uno sviluppo sostenibile e una città a misura di pedone, ma ciò non esula dal portare avanti delle strategie e progetti già in atto in città. La critica alla Spina 3 dovrebbe far i conti con i grandi oneri di urbanizzazione che le imprese hanno pagato per costruire e quindi i servizi che il comune ha potuto creare grazie a questi fondi economici. Inoltre il cambio di percorso alla linea 2, di cui tra poche settimane verrà affidata la progettazione preliminare, sembra quasi in controtendenza rispetto la volontà di Montanari di recuperare le aree dismesse, evitare nuove edificazioni e creare un città sostenibile. Infine il tema della partecipazione risulta molto importante ed auspichiamo che in futuro il comune coinvolga i quartieri e le zone in cui verranno realizzati nuovi progetti, secondo una prassi esistente almeno da sessanta anni nei paesi del nord Europa.  

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22 giu 2016

Tra la “Nuvola” Lavazza

di Alessandro Graziano

 Ecco i nuovi spazi del centro direzionale Lavazza Verrà completato entro fine anno, probabilmente, il nuovo Centro direzionale Lavazza progettato da CZA (Cino Zucchi Architetti) con Ai Engineering, Manens-TiFS e Atelier G’art. Il progetto comprende anche la riforma della ex centrale Enel vicino a largo Brescia all’insegna della sostenibilità ambientale. Tema al quale la Lavazza pone da tempo grande attenzione lungo tutto il processo produttivo e commerciale e che diventa il fulcro del progetto. Il grande isolato esistente tra via Bologna, largo Brescia, corso Palermo e via Ancona, si presenta riformato e aperto verso la città, mantenendone le architetture industriali di inizio novecento. Cuore del progetto è una nuova grande piazza alberata al centro dell’isolato sull’asse di via Parma, che fa dialogare il grande edificio della ex centrale ENEL con la nuova sede Lavazza. L’edificio per uffici, che comunica con la città attraverso un vasto atrio vetrato aperto su via Bologna e sulla nuova piazza verde, prende la forma di una grande “nuvola” che raccorda tra loro i vari fronti e gli edifici industriali conservati e convertiti a nuove funzioni. Il piano terra contiene funzioni in forte rapporto con il pubblico, affacciate su alcuni “giardini tematici” che creano un nuovo filtro verde tra edificio e città. Lo schema a stella dei percorsi orizzontali rende l’edificio un luogo permeabile, con spazi di lavoro flessibili affacciati verso la città e le lunghe viste sulla Mole e le colline.  15.000 mq di nuova costruzione a cui corrispondono di 7.000. mq di piazza alberata, di fatti un grande giardino urbano. Durante i lavori di costruzione il committente ha dovuto bonificare 20.000 metri cubi di rifiuti per ottenere i permessi necessari, ha dovuto smaltire grandi quantità di acqua ma, soprattutto, l’imprevisto più oneroso è stato il ritrovamento del sito archeologico. Sì, si tratta di un’area di circa 1.600 mq nella quale sono state rinvenute le fondamenta della Basilica paleocristiana di S. Secondo risalente al III secolo d.C.  Grazie alla sensibilità del committente che se ne è accollato tutti gli oneri, sarà presto visitabile e fruibile dal quartiere e dalla cittadinanza.

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