Articolo
21 set 2020

Prossimi i cantieri al Palazzo del Lavoro

di Alessandro Graziano

Il grande edificio tra i corsi Unità e Maroncelli potrebbe rinascere presto Opera dell'architetto Pier Paolo Nervi, come l'edificio di Torino Esposizioni anch'esso in abbandono, dopo un incendio e l'incuria rappresenta da un lato il periodo d'oro delle Esposizioni torinesi , dall'altro l'incapacità di gestire il bene pubblico. Sostanzialmente invaso da vegetazione, con le vetrate distrutte , il palazzo è da tempo in cerca di una nuova vita e di una massiccia riqualificazione. E nell'anno del sessantennio da quella Expo di Italia '61 il palazzo potrebbe vedere la sua nuova vita. Infatti tramite la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), sua attuale proprietaria che ha inaugurato in questi giorni la sua sede torinese, è previsto l'avvio entro la stagione invernale di un corposo restauro degli spazi vetrati e delle facciate dal costo di 25 milioni di euro.  Come riassume l'assessore all'urbanistica Iaria, l'edificio avrà una destinazione interna mista sia commerciale che di servizi, non un nuovo centro commerciale ma più un centro di quartiere e di aggregazione. Proprio CDP Immobiliare si sta già occupando di vendere gli spazi immobiliari che risulteranno da questa operazione di trasformazione e riqualificazione dell'enorme edificio: almeno 45.000 metri quadrati calpestabili interni. Gli spazi propriamente commerciali sarebbero 18.000 mq, mentre 5.000 sarebbero dedicati alle eccellenze Tecnologiche del Piemonte, come una vetrina permanente delle Regione.  L'area legata ai servizi sarebbe di circa 28.000 mq. Mentre 1500 saranno i parcheggi sotterranei a disposizione. Nelle vicinanze ci sarà fra l'altro la nuova stazione di Italia '61 della linea 1 della metro. Il progetto parte da quello del 2012 del famoso studio Rolla, allora commissionato dalla giunta Fassino. Gli spazi potrebbero già essere venduti dalla primavera del 2021. La riqualificazione e rifunzionalizzazione totale del Palazzo avrebbe un costo totale di 150 milioni di euro, mentre un ritorno come oneri al comune di circa 20 milioni.

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Articolo
19 set 2020

Il parco Valdocco a settembre

di Alessandro Graziano

Un aggiornamento fotografico di metà settembre. Ecco alcune foto del cantiere  del futuro parco dell'area Valdocco (Parco Dora) vediamo come le opere di sistemazione di aiuole, percorsi pedonali siano quasi terminate. Manca totalmente la copertura vegetale. Non sappiamo se la piantumazione avverrà entro l'autunno o si aspetterà la primavera per far attecchire al meglio le piante. Gli ingressi saranno 4: uno in connessione con l'Environment attraverso il ponte sulla Dora, due da corso Principe Oddone e l'ultimo da uno slargo semi circolare davanti lo Snos ( o Shopping S). Il progetto fa parte del bando AxTo che prevede fondi per nuove strutture e servizi per aree periferiche della città.

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19 giu 2020

Riqualificazioni in largo 4 Marzo

di Alessandro Graziano

Nuovi cantieri in Quadrilatero, in palazzo anni' 60 vuoto da tempo Adesso che nel post lockdown si può girare di più per la città, ci è balzato agli occhi questo edificio anni'60 in pieno Quadrilatero, abbandonato da tempo, tra le via Milano, IV Marzo e Conte Verde. Lo stile, gli infissi e le rifiniture stonano totalmente con largo IV Marzo e il contesto di via Milano. In questo grande edificio che potete vedere nella cartografia del PRG è in corso un cantiere per la totale ristrutturazione edilizia. Il progetto prevede uno strip out. Questa tecnica prevede il mantenimento della struttura portante, quindi colonne, solette, fondazioni e il rifacimento di tutto il resto. Sostanzialmente si tiene in piedi lo scheletro dell'edificio e si rifanno interni ed esterni in chiave funzionale e moderna. Dal cartello di inizio lavori non si apprende se verrà creata una facciata contemporanea o una più geometrica che richiama gli edifici storici attorno. Sicuramente sarà un nuovo spazio riqualificato che  probabilmente avrà un uso misto residenziale-uffici-commerciale.

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Proposta
02 mag 2020

Pedonalizzazione parziale di via Lodi

di Giorgio Richetta

La proposta  è quella di pedonalizzare, anche in via sperimentale, il tratto di via Lodi compreso tra via Chivasso e via Aosta, ad oggi utilizzato come spiazzo e parcheggio. La circolazione non risentirebbe di tale intervento in quanto da via Chivasso sarà possibile svoltare a sinistra in via Aosta e successivamente in via Lodi. La carenza di verde e di spazi di aggregazione nella zona favorisce tale intervento, mirato alla riappropriazione da parte di pedoni e residenti, con la possibilità di installare arredi urbani, archetti per le bici, piantumare del verde per ridurre l'isola di calore e favorire la socializzazione. L'esempio vincente a cui si ispira questa proposta è piazza Angilberto II a Milano, con conformazione analoga, partita come sperimentazione e subito accolta con favore dai residenti.

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Articolo
11 mar 2020

Parco Valdocco: aggiornamenti

di Alessandro Graziano

Approfittando delle giornate di sole siamo andati a fare un sopralluogo fotografico del futuro Parco Valdocco Il parco a forma dil triangolo  è delimitato da Corso Principe Oddone-CorsoMortara e dal fiume Dora e fa parte del più esteso Parco Dora. Si tratta dell'ultima fase di sistemazione a verde di quelle che erano ex aree industriali diventate negli anni aree di svago, tempo libero e natura. In particolare su corso Mortara è stato creato un nuovo marciapiedi e demolita gran parte della recinzione. L'ingresso principale avverrà proprio da qui, in asse con il percorso pedonale che passerà dal ponte-pensile sulla Dora. E' ben visibile dalle foto la collinetta artificiale dove verranno collocate attrezzature sportive. Risultano inoltre installate le inferriate sul lungo fiume. Dalla visita esterna del cantiere è chiaro che sia da corso Principe Oddone che da via Livorno ci saranno altri ingressi al parco.

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16 nov 2019

Le proposte del workshop “Rail City Lab” per la Torino del futuro

di Mobilita Torino

Oltre 500mila metri quadrati di aree non più funzionali alle attività ferroviarie da trasformare e valorizzare per la Torino del futuro. Le principali proposte di Rail City Lab, il workshop (maggio 2019) dedicato al futuro sviluppo urbano delle aree ferroviarie torinesi, sono stati presentate oggi a Torino alla sedicesima edizione di Urbanpromo “Progetti per il Paese”, l’evento nazionale di riferimento sulla rigenerazione urbana organizzato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit. Gli esiti del workshop – arrivati da progettisti, esperti internazionali, imprenditori in campo immobiliare, investitori, istituzioni locali e cittadini – prevedono la riqualificazione delle aree per un uso turistico/ricettivo, commerciale e terziario, la diminuzione del fabbisogno di parcheggi pubblici, la condivisione degli spazi e dei servizi pubblici con l’obiettivo di favorire la mobilità sostenibile e le fonti di energia green. A illustrare i risultati del workshop Antonino Iaria Assessore all’Urbanistica Comune di Torino e Umberto Lebruto Amministratore delegato FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane). Presenti Cristina Pronello Consigliere CdA FS Italiane, Federico Filippo Oriana Presidente Nazionale Associazione ASPESI, Chiara Lucchini Responsabile Sviluppo Territoriale Urban Center Metropolitano, Sabina Carucci Urban Planner Torino AI Studio, Fabrizio Timossi e Sabatino Barone Fondatori Biesse Investment Company e Norberto Vairano Studio Vairano Architettura. FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) ha avviato, in collaborazione con la Città di Torino, un percorso per la riqualificazione e rigenerazione urbana di sette aree dismesse degli scali ferroviari, dei piazzali antistanti i magazzini di stazione e degli spazi strategici di proprietà delle società del Gruppo FS Italiane: il lotto Torre di Spina 2 nel contesto di Porta Susa, corso Oddone sulla Spina 3, la stazione Rebaudengo sulla Spina 4, il comprensorio Lingotto antistante il “Parco della Salute, Ricerca e Innovazione” e la torre della Regione Piemonte, l’area ferroviaria di Lingotto (Stazione ponte), lo scalo ferroviario di San Paolo e l’ambito Brunelleschi. Una cabina di regia, formata da rappresentanti del Comune di Torino e di FS Sistemi Urbani, avrà il compito di individuare – sulla base delle proposte arrivate – il più idoneo percorso autorizzativo per ogni singola area, che sarà poi definito nel tempo massimo di sei mesi. I risultati finali saranno presentati al Consiglio comunale per l’approvazione. FS Sistemi Urbani è la società del Gruppo FS Italiane che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare non più funzionale alle attività ferroviarie con particolare attenzione alle stazioni, alle infrastrutture di trasporto, condividendone i progetti di rigenerazione con gli Enti locali. A Torino il dialogo avviato già a partire dai primi anni ’80, ha permesso di rispondere all’esigenza di allora, di potenziare il sistema ferroviario nel nodo locale consentendo di costruire l’asse viario del “Viale della Spina Centrale”, ricucendo intere zone e favorendo il recupero di aree industriali dismesse grazie all’interramento di oltre sette chilometri di linea

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