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27 ott 2016

Il Valentino: Parco o parcheggio?

di Alberto Garbin

Nonostante il Parco del Valentino sia classificato come area pedonale all’interno del Piano regolatore, è da sempre afflitto da una situazione di sovraffollamento per quanto riguarda le auto. Sia dal punto di vista dei parcheggi, che in certe ore del giorno e della sera raggiungono anche le vie più interne del parco, sia per quanto riguarda la viabilità, con auto e camioncini di servizio che sfrecciano a tutte le ore del giorno. Per questo motivo il gruppo PD dell’ottava circoscrizione ha presentato in comune un interpellanza per chiedere la vera e propria pedonalizzazione del parco: “Invitiamo la Sindaca Appendino e il presidente del consiglio comunale a dare piena attuazione tramite ordinanza del regolamento del parco del Valentino – si legge nel testo - , vietando completamente la sosta e l’accesso degli autoveicoli su tutta la superficie del parco e migliorandone così la vivibilità complessiva.” L’interpellanza era già stata presentata dalla precedente giunta PD dell’ottava circoscrizione ma non era stata accolta. L’attuazione potrebbe avvenire in due fasi secondo Augusto Montarulli, presidente del quartiere San Salvario, la prima intervenendo solamente il sabato e la domenica e durante i giorni festivi, la seconda fase, che verrebbe attuata dopo alcuni mesi di sperimentazione, riguarderebbe tutti i giorni della settimana. In effetti si sono fatte tante polemiche per un paio di manifestazioni all’interno del parco senza rendersi conto che il vero problema riguarda tutti i giorni.

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21 ott 2016

Borgo Campidoglio pedonale?

di Alberto Garbin

Dopo alcuni anni ricompare l’idea di pedonalizzare completamente uno delle zone zone più tipiche e caratteristiche della Città di Torino: il Borgo Campidoglio. Questa infatti sarebbe la richiesta della mozione presentata nella sede della 4° circoscrizione dal consigliere PD Gianvito Pontrandolfo e da Paolo Bruzzese di Lista Civica. Già approvato a grande maggioranza, il documento presentato, si propone di creare dei tavoli di discussione con alcuni esponenti del comune per trovare le migliori soluzioni possibili per la pedonalizzazione del borgo. Già verso la fine degli anni ’90 si riuscì a ripavimentare le piccole strade del borgo, in quel caso, venne realizzata una pavimentazione in acciottolato che ancora oggi rende molto caratteristico passeggiarci. Ma la vera problematica rimane la mancanza di parcheggi, che da tempo costringe residenti e non, a parcheggiare spesso in divieto di sosta. Secondo il consigliere Pontrandolfo, se si incentivasse il commercio al dettaglio e l’artigianato, già adesso peculiarità del Borgo, la situazione potrebbe cambiare. Il Borgo, sempre secondo Pontrandolfo, potrebbe diventare un nuovo polo culturale e turistico della Città di Torino. Già adesso le stradine del Borgo ospitano numerose attività di artigianato e sedi di associazioni culturali e musei. Una chiusura al traffico, supportata da un’alternativa per quanto riguarda i parcheggi, non potrebbe che apportare dei benefici all’intera area.

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18 ott 2016

Parco Michelotti: quale futuro?

di Alessandro Graziano

Il progetto prevede la realizzazione nel cuore di Torino, in circa 3 ettari sulla riva del fiume, di una  Zoom City con ambientazioni tematiche ed esotiche, tra cui un villaggio Inca con lama e alpaca, un villaggio Dayak con maiali vietnamiti, zebù nano, capre e galline, e una fattoria per il gioco dei bambini. L’intera area del Parco Michelotti verrà assegnata alla Zoom Torino SpA per trent’anni per la riqualifica e la costruzione di un bioparco. Nel progetto presentato da Zoom si parla di tre aree di cui una con accesso gratuito ed altre due a pagamento. La prima verrà riqualificata dalla società e destinata a tutta la civitas torinese; nella seconda sarà costruita una Children Farm in cui saranno presenti animali di fattoria in uno spazio all’aria aperta; nella terza una biosfera al chiuso riprodurrà un ecosistema in stile Rio delle Amazzoni, con tanto di anfibi, rettili, uccelli e foresta pluviale. Il progetto prevede in sintesi: Aree pubbliche ad ingresso libero che saranno costantemente prese in manutenzione da Zoom, tra cui il percorso lungo il Po. Una children farm ovvero un percorso didattico sulle varie fattorie esistenti al mondo Una biosfera ovvero zona indoor composta da una zona Marcopolo e una Amazonia, due ambienti al coperto e climatizzati. Secondo le stime effettuate dal Politecnico di Torino si prevedono 300mila visite l’anno, una ricaduta economica di cinque milioni di euro e un 15% di utenti composti da famiglie dell'area Metropolitana torinese.  Il costo del ticket d'ingresso potrebbe essere dai quattro ai sedici euro, grazie ai quali la zoom nel 2024 inizierebbe a guadagnare dall’investimento, che si aggira tra i quindici ed i venti milioni di euro con la creazione di 100 posti di lavoro. Sempre secondo le previsioni del Politecnico aumenterà, del 35%, il fatturato delle attività commerciali  di Borgo Po. Sarà altresì riqualificato il percorso ciclopedonale, creata un’area bimbi e diversi percorsi per il jogging. Nonostante l'interessante progetto di riqualificazione, l’assegnazione del parco, tramite il bando del Comune di Torino, ha suscitato alcune polemiche. Da una parte ad alzare la voce sono stati i comitati di quartiere delusi dalla giunta pentastellata che non accettava l’idea, prima di essere eletta, di cedere una zona pubblica ad un privato, salvo poi il mantenimento del piano della precedente giunta PD. Dall’altra gli stessi Cinquestelle per i quali ha parlato il vicesindaco Guido Montanari “Non riesco a condividere entusiasmo per questo progetto di uno Zoom al Parco Michelotti, perché avremmo preferito ridare l’area verde ai cittadini. Ma non ce la sentiamo di buttar via tutto il lavoro fatto fin qui”. Giustificazione non accettata dai comitati di quartiere che tenteranno di osteggiare tale progetto. Sicuramente la giunta  ha dovuto fare dietrofront a causa delle penali monetarie che dovrebbe pagare il Comune e quindi la collettività in caso di recesso del contratto con Zoom. Ma nell'economia contemporanea grossi progetti di riqualificazione non possono che essere portati avanti dai privati in sinergia con il pubblico. L'uno non esclude l'altro e il nostro assessore Montanari dovrebbe saperlo. Ciò che è privato se ben governato da norme e regolamenti non è il male per la città anzi una svolta per molte questioni urbane.

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17 ott 2016

Foto| pedonalizzazione di Corso Siccardi

di Alessandro Graziano

Procedono speditamente i cantieri in corso Siccardi da via Cernaia sino corso Matteotti per la costruzione del parcheggio interrato e la relativa pedonalizzazione del viale centrale del corso. In particolare nel tratto da via Cernaia fino via Meucci  è già stata posata la nuova pavimentazione con la creazione del primo tratto di passeggiata pedonale. Il progetto prevede un nuovo arredo urbano, aiuole, alberature, illuminazione e percorsi per ipovedenti.

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23 set 2016

Grattacielo della Regione: a che punto siamo?

di Ludovico Ragonesi

Recentemente si è tenuto il sopralluogo di verifica presso il cantiere del nuovo Palazzo Unico della Regione. Protagonisti della verifica sono stati i rappresentanti di diversi gruppi politici e l’assessore competente: Aldo Reschigna. L’assessore ha spiegato loro che, per quanto riguarda la ripartenza dei lavori, “il termometro volge al bello, anche se al momento la parola fine alla trattativa non è ancora stata messa. In ogni caso, da quando ripartirà il cantiere, ci vorrà circa un anno per poter trasferire qui gli uffici”. La Commissione ha preso visione dello stato relativo ai cantieri e, in particolare, delle strutture, della passerella coperta da un tetto fotovoltaico (la quale conduce verso la stazione Lingotto), del giardino pensile all’ultimo piano, degli ambienti destinati ad ospitare gli uffici e dei lavori inerenti la viabilità circostante. Al momento i piani, 42 totali, sono terminati e mancano soltanto alcune rifiniture. Proseguono i lavori per la stazione metropolitana, al di sotto del nuovo grattacielo regionale, e volgono al termine le opere di bonifica del terreno sottostante. L'assessore Reschigna ha dichiarato che: “Per il momento l’ostacolo maggiore è rappresentato dal subentro di nuove aziende in sostituzione della Coopsette, che è fallita. Il nodo da dirimere riguarda sia la responsabilità per le opere già edificate, sia il pagamento dell’ultima tranche, che subisce in un primo una forte decurtazione perché collegato all’intero appalto. Esiste infatti una clausola che prevede il pagamento del 5% del totale solo a collaudo effettuato, per cui ora chi subentrasse, si troverebbe a fare lavori per circa 20 milioni, ma oltre 12 sarebbero saldati circa un anno e mezzo dopo la consegna dell’opera. La trattativa in corso è anche volta a superare tali problemi”. Ciò premesso, si attendono aggiornamenti sul proseguimento dei lavori.

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19 set 2016

Street art 2.0: come un murales abbellisce Porta Susa

di Alessandro Graziano

In un nostro precedente articolo ( ecco il link del precedente articolo:  http://torino.mobilita.org/2016/08/10/foto-facciata-bauhaus-allistituto-regina-margherita/  ), vi avevamo parlato dell'associazione Il cerchio e la botte e del suo intento di promuovere ed esprimere lo street art e la cultura underground in modo totalmente legale. E lo avevamo fatto attraverso il racconto dell'enorme e condiviso graffito murale che ha abbellito la scuola Regina Margherita di San Salvario. Oggi vogliamo invece parlarvi di Effimural, il muro di una cabina ferroviaria nei pressi della stazione di Torino Porta Susa, scelto come una sorta di lavagna su cui vari artisti internazionali realizzeranno opere ad hoc. Il primo murales è stato realizzato ad agosto dall'artista Mrfijodor, che per la sua opera si è ispirato alla leggenda del Toro che sconfisse il Drago e diede il nome alla città di Torino. Proprio in questi giorni è stata realizzata una seconda opera, che copre quella di Mrfijodor e che ci fa comprendere anche il senso della parola Effimural scelta per battezzare il progetto, murales effimeri, che durano poco tempo e vengono coperti di volta in volta da altri.  La nuova opera finita venerdì è dell'artista polacco, Nawer, che in questi giorni inaugurerà anche una mostra a Venaria Queste le fotografie del murales urbano a Porta Susa!

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14 set 2016

Circoscrizione VII: quando il verde pubblico lo si progetta con il cittadino!

di Alessandro Graziano

A partire dal 2014, la precedente amministrazione comunale di Torino aveva dato vita ad un progetto chiamato “Bilancio Deliberativo”, un processo partecipativo di cui si vedono oggi i risultati. In pratica, in via sperimentale con un budget limitato nella Circoscrizione VII (Aurora, Vanchiglia, Sassi e Madonna del Pilone), i cittadini si sono trovati ad immaginare e realizzare progetti per untotale di 500.000 euro. Nei mesi di maggio e giugno dello scorso anno, si sono svolti vari incontri pubblici sulle esigenze del territorio fra cittadini residenti nella circoscrizione (ma aperti a tutti gli interessati) da cui è nata una Commissione deliberativa che ha elaborato tre progetti: il primo,Spazi 7-Teen, prevedeva la riqualificazione di aree rivolte ad adolescenti e giovani, offrendo nuove occasioni di socializzazione e comprendeva uno spazio in via Carmagnola, uno in corso Cadore e uno in viale Michelotti; il secondo, battezzato Il verde di casa nostra, si rivolgeva alla riqualificazione di piccoli spazi esistenti nel quartiere, poco utilizzabili a causa del degrado, e scelti sulla base di alcuni criteri (tra cui la vicinanza a chioschi/bar, piste ciclabili) per favorire le relazioni e la sicurezza urbana; il terzo progetto, Scuole più belle, prevedeva invece interventi di rinnovamento e abbellimento di varie scuole, tra cui la scuola elementare Aurora di via Cecchi e la Lessona di corso Regio Parco. I tre progetti sono stati quindi messi al voto tra il 1 e il 10 di novembre 2014 attraverso una piattaforma online dedicata e spazi concreti di voto. Più di 1800 persone hanno votato (purtroppo, pochi i giovani) ed il progetto vincitore con oltre 700 voti è stato Il verde di casa nostra, con 6 cantieri: in via Oropa, dove la fontana dei Giardini Schiapparelli verrà riconvertita ad aiuola fiorita; nella piazzetta di via Catania la fontana è invece stata riconvertita a parco giochi; nei giardini Buscalioni, con la realizzazione di un’area gioco; in piazza Alimonda, con la creazione di un’area protetta per giochi dinamici; in via Modena, con la riorganizzazione dell’area gioco; infine in corso Farini con la realizzazione di un percorso ciclabile e l’ampliamento dell’area gioco esistente. Abbiamo trovato molto interessante questo progetto di coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte che la riguardano e anche come il progetto vincitore abbia rinnovato e migliorato  l’esistente, tuttavia è chiaro che tutte queste attività prevedono che la cittadinanza “ci metta del suo”, esca di casa, partecipi ad assemblee e discuta. Un semplice click dal nostro divano non può in alcun modo portare alla realizzazione di un vero progetto. La scorsa domenica siamo stati a visitare uno degli spazi interessati dalla riqualificazione, dove, nella piazzetta di via Catania, una grigia fontana inutilizzata è stata trasformata in uno spazio di gioco per i bambini. Molti infatti si divertivano liberamente nei semplici spazi colorati dell’ex fontana, mentre le mamme e i papà sulle panchine socializzavano piacevolmente.

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