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05 dic 2016

Mille sfumature di alberi: Torino più verde

di Alessandro Graziano

E' cominciato il 30 Novembre la piantumazione di 170 alberi all'interno progetto Mille Alberi Torino 2016  nell'area verde triangolare di Lungo Stura Lazio, compresa tra la rotonda di strada dei Biasioni/strada del Pascolo e la centrale elettrica di lungo Stura Lazio 198, nei pressi della pista ciclabile, in modo da renderla più verde e accogliente. Questo sarà il primo passo di Mille Alberi Torino 2016: 2 alberi inoltre sono stati piantati nel giardino della Scuola Materna di Via Guala 140, mentre sabato 19 novembre è stata la la volta di altre 25 piante nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, un'iniziativa sostenuta dal direttore della struttura penitenziaria e che vedrà la partecipazione attiva dei detenuti che partecipano ai corsi di giardinaggio organizzati nel carcere. Nel Parco del Valentino,recentemente sono stati abbattuti diversi esemplari con problemi di stabilità, è in corso la messa a dimora, a cura del Servizio Verde Gestione, di 35 alberi. E' stata piantata nei pressi della Fontana dei 12 mesi una grande magnolia di grandi dimensioni, donata alla Città da Vannucci Piante Main Sponsor, in occasione del 53° Congresso mondiale IFLA  Federazione Internazionale Architetti del Paesaggio, tenutosi in città nell’aprile scorso, la cui organizzazione ha visto la Città condividere con AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – il ruolo di Comitato Organizzatore, registrando la partecipazione di mille paesaggisti da tutto il mondo. Nel pomeriggio del 21 novembre, verso le ore 16,00, nei pressi di tale magnolia si svolgerà una festa, alla quale prenderanno parte i cittadini volontari del Congresso. Inoltre, sempre al Valentino sono stati piantati 8 melograni (Punica granatum), 1 tiglio (Tilia cordata), 2 agrifogli (Ilex aquifolium), 10 Lagerstroemie, 1 liquidambar (Liquidambar styraciflua), 1 carpino (Carpinus betulus), 1 Faggio (fagus sylvatica), 3 parrozie (Parrotia persica), 4 bagolari (Celtis australis), 3 querce piramidali (Quercus pyramidalis), La Circoscrizione 5 ha messo a dimora in questi giorni in piazza Don Pollarolo, 3 piante: 2 aceri (Acer palmatum “atropurpureum”) e 1 magnolia (Magnolia soulangeana).  

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21 nov 2016

Giornata nazionale degli alberi 2016: come sensibilizzare i cittadini sul tema del Verde? Ecco le proposte

di Ludovico Ragonesi

Torino risulta, ad oggi, la terza metropoli più verde d’Italia e, proprio sulla base di questo dato, l'assessore all'Ambiente del Comune,  Stefania Giannuzzi, ha ricordato che: "uno degli obiettivi dell'amministrazione è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema del verde". In occasione della Giornata nazionale degli Alberi, quest'oggi in programma (21/11/2016), la Città ha dunque organizzato diversi eventi legati al tema, già avviati a partire dallo scorso sabato: durante quest'ultima giornata sono state messe a dimora 25 piante nel giardino della Casa Circondariale Lorusso e Cotugno, grazie alla partecipazione attiva di un gruppo di detenuti; il giorno seguente è stata programmata la piantumazione di 170 alberi in Lungo Stura Lazio, regalati dal vivaio del Comune di Piossasco; per quest'oggi è prevista la messa a dimora di 140 alberi presso la scuola materna di piazza Guala. CONSULTA AMBIENTALE: l’assessorato al Verde Pubblico ha inoltre deciso di istituire una Consulta Ambientale, di confronto e propositiva sulle politiche e iniziative riguardanti la valorizzazione e tutela del verde pubblico. La Consulta sarà composta da Associazioni e Comitati, al fine di ascoltare proposte e valutare progetti. Potranno far parte dell'organo le Associazioni e i Comitati iscritte al Registro delle associazioni torinesi che abbiano attività collegate al verde. AGENDA DEGLI ALBERI: tra gli obiettivi in programma, è stata studiata la redazione di un'agenda degli alberi, per cui tutto quello che li riguarda avrà una pagina web, nella sezione del sito della città dedicata al Verde pubblico. Dunque si potranno conoscere gli interventi programmati: piantumazioni, potature, abbattimenti con approfondimenti che consentano ai cittadini di comprendere le ragioni e le modalità delle potature o degli abbattimenti. GEOPORTALE ALBERATO: la gestione di un patrimonio arboreo ha bisogno di competenze tecniche ma anche della conoscenza del patrimonio, della storia degli alberi, degli eventi e degli interventi che li hanno interessati. La conoscenza di questa storia è indispensabile per programmare. Sarà quindi generato un Geoportale: AlberaTo per monitorare gli oltre 160.000 alberi con tecnologie moderne in una città «dove il ruolo degli alberi dovrà essere sempre più centrale». Il progetto nasce dalla collaborazione con il Csi Piemonte, per un sistema di gestione integrata del patrimonio arboreo torinese. Trattasi di un’applicazione web che permetterà la gestione e la pianificazione di tutte le aree in cui sono presenti alberi nella Città. I dati inseriti verranno aggiornati sul Geoportale, dove saranno consultabili, interrogabili e scaricabili dal pubblico. BENESSERE AMBIENTALE: ogni attività, ogni cantiere, ha un costo in inquinamento, così la nuova giunta ha deciso di far convergere contribuzioni economiche in uno specifico capitolo di spesa attraverso il quale finanziare azioni di «compensazione ambientale». Ciò permetterà alla Città di disporre - a costo zero - di un innovativo fundraising ambientale in grado di finanziare la compensazione come una politica di Urban Forestry (forestazione grandi parchi periferici e terreni agricoli comunali, interventi ed integrazioni sulle alberate esistenti, ecc.) allineata con quella attuata dalle migliori amministrazioni green nel resto del mondo.

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15 nov 2016

Le strisce della discordia: ridipinte le strisce pedonali di via Luini

di Alessandro Graziano

Appena qualche giorno fa, vi avevamo parlato di come alcuni commercianti di via Luini, nel quartiere periferico Nord ovest di Lucento, avessero chiesto la collaborazione ai ragazzi dell'Accademia delle Belle Arti di Torino per decorare le strisce pedonali con un simpatico motivo che ricordava la pittura di Mondrian. Quello di via Luini era stato un progetto del tutto auto finanziato nato appunto con l'intento di riqualificare una zona piuttosto grigia e con la chiusura di oltre il 20% delle attività commerciali negli ultimi anni. E bene, in questi giorni il Comune ha provveduto a cancellare quella decorazione riportando le strisce a norma. Non mettiamo in dubbio che forse questo tipo di progetto necessitava dell'approvazione del comune e della circoscrizione, tuttavia spiace constatare che il Comune si sia attivato più velocemente su questo, anziché procedere, se non alla riqualificazione del quartiere, quantomeno al rifacimento delle strisce sbiadite in zona. Per noi di Mobilita Torino, è un'occasione persa per rendere partecipi gli abitanti e per portare nelle e per le periferie la Street art. Che ne pensate?

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08 nov 2016

Qualcosa si smuove: maquillage da 15 milioni di euro

di Alessandro Graziano

L'attuale Giunta propone un piano di micro progetti di 15 milioni per il restyling della città La Giunta Comunale ha stanziato ben 15 milioni di euro per fare un restyling completo di molti elementi del tessuto urbano, con interventi che avverranno attraverso micro-cantieri, circoscritti quindi. Il Comune è intenzionato ad accendere mutui per rendere migliorare la manutenzione e il decoro di strade e marciapiedi, attraverso l'utilizzo del 60% del budget messo a disposizione nel previsto bilancio comunale. Stesso discorso per gli impianti sportivi, che necessitano di adeguamenti dei sistemi antincendio e per alcune chiese ed edifici cattolici, come la Chiesa di Santa Croce in piazza Carlina  che ha bisogno d urgenti lavori di manutenzione straordinaria. I fondi saranno destinati anche alle attività commerciali artigianali e quindi soprattutto ai mercati cittadini. In primis  quello di Porta Palazzo, che ha bisogno di lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione di pavimentazioni, edifici storici e decoro urbano. Interventi quest'ultimi che saranno effettuati anche negli altri 19 mercati rionali, che necessitano di migliorie meno consistenti di Porta Palazzo ma che devono essere adeguati rispetto standard e vivibilità.  

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27 ott 2016

Il Valentino: Parco o parcheggio?

di Alberto Garbin

Nonostante il Parco del Valentino sia classificato come area pedonale all’interno del Piano regolatore, è da sempre afflitto da una situazione di sovraffollamento per quanto riguarda le auto. Sia dal punto di vista dei parcheggi, che in certe ore del giorno e della sera raggiungono anche le vie più interne del parco, sia per quanto riguarda la viabilità, con auto e camioncini di servizio che sfrecciano a tutte le ore del giorno. Per questo motivo il gruppo PD dell’ottava circoscrizione ha presentato in comune un interpellanza per chiedere la vera e propria pedonalizzazione del parco: “Invitiamo la Sindaca Appendino e il presidente del consiglio comunale a dare piena attuazione tramite ordinanza del regolamento del parco del Valentino – si legge nel testo - , vietando completamente la sosta e l’accesso degli autoveicoli su tutta la superficie del parco e migliorandone così la vivibilità complessiva.” L’interpellanza era già stata presentata dalla precedente giunta PD dell’ottava circoscrizione ma non era stata accolta. L’attuazione potrebbe avvenire in due fasi secondo Augusto Montarulli, presidente del quartiere San Salvario, la prima intervenendo solamente il sabato e la domenica e durante i giorni festivi, la seconda fase, che verrebbe attuata dopo alcuni mesi di sperimentazione, riguarderebbe tutti i giorni della settimana. In effetti si sono fatte tante polemiche per un paio di manifestazioni all’interno del parco senza rendersi conto che il vero problema riguarda tutti i giorni.

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21 ott 2016

Borgo Campidoglio pedonale?

di Alberto Garbin

Dopo alcuni anni ricompare l’idea di pedonalizzare completamente uno delle zone zone più tipiche e caratteristiche della Città di Torino: il Borgo Campidoglio. Questa infatti sarebbe la richiesta della mozione presentata nella sede della 4° circoscrizione dal consigliere PD Gianvito Pontrandolfo e da Paolo Bruzzese di Lista Civica. Già approvato a grande maggioranza, il documento presentato, si propone di creare dei tavoli di discussione con alcuni esponenti del comune per trovare le migliori soluzioni possibili per la pedonalizzazione del borgo. Già verso la fine degli anni ’90 si riuscì a ripavimentare le piccole strade del borgo, in quel caso, venne realizzata una pavimentazione in acciottolato che ancora oggi rende molto caratteristico passeggiarci. Ma la vera problematica rimane la mancanza di parcheggi, che da tempo costringe residenti e non, a parcheggiare spesso in divieto di sosta. Secondo il consigliere Pontrandolfo, se si incentivasse il commercio al dettaglio e l’artigianato, già adesso peculiarità del Borgo, la situazione potrebbe cambiare. Il Borgo, sempre secondo Pontrandolfo, potrebbe diventare un nuovo polo culturale e turistico della Città di Torino. Già adesso le stradine del Borgo ospitano numerose attività di artigianato e sedi di associazioni culturali e musei. Una chiusura al traffico, supportata da un’alternativa per quanto riguarda i parcheggi, non potrebbe che apportare dei benefici all’intera area.

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18 ott 2016

Parco Michelotti: quale futuro?

di Alessandro Graziano

Il progetto prevede la realizzazione nel cuore di Torino, in circa 3 ettari sulla riva del fiume, di una  Zoom City con ambientazioni tematiche ed esotiche, tra cui un villaggio Inca con lama e alpaca, un villaggio Dayak con maiali vietnamiti, zebù nano, capre e galline, e una fattoria per il gioco dei bambini. L’intera area del Parco Michelotti verrà assegnata alla Zoom Torino SpA per trent’anni per la riqualifica e la costruzione di un bioparco. Nel progetto presentato da Zoom si parla di tre aree di cui una con accesso gratuito ed altre due a pagamento. La prima verrà riqualificata dalla società e destinata a tutta la civitas torinese; nella seconda sarà costruita una Children Farm in cui saranno presenti animali di fattoria in uno spazio all’aria aperta; nella terza una biosfera al chiuso riprodurrà un ecosistema in stile Rio delle Amazzoni, con tanto di anfibi, rettili, uccelli e foresta pluviale. Il progetto prevede in sintesi: Aree pubbliche ad ingresso libero che saranno costantemente prese in manutenzione da Zoom, tra cui il percorso lungo il Po. Una children farm ovvero un percorso didattico sulle varie fattorie esistenti al mondo Una biosfera ovvero zona indoor composta da una zona Marcopolo e una Amazonia, due ambienti al coperto e climatizzati. Secondo le stime effettuate dal Politecnico di Torino si prevedono 300mila visite l’anno, una ricaduta economica di cinque milioni di euro e un 15% di utenti composti da famiglie dell'area Metropolitana torinese.  Il costo del ticket d'ingresso potrebbe essere dai quattro ai sedici euro, grazie ai quali la zoom nel 2024 inizierebbe a guadagnare dall’investimento, che si aggira tra i quindici ed i venti milioni di euro con la creazione di 100 posti di lavoro. Sempre secondo le previsioni del Politecnico aumenterà, del 35%, il fatturato delle attività commerciali  di Borgo Po. Sarà altresì riqualificato il percorso ciclopedonale, creata un’area bimbi e diversi percorsi per il jogging. Nonostante l'interessante progetto di riqualificazione, l’assegnazione del parco, tramite il bando del Comune di Torino, ha suscitato alcune polemiche. Da una parte ad alzare la voce sono stati i comitati di quartiere delusi dalla giunta pentastellata che non accettava l’idea, prima di essere eletta, di cedere una zona pubblica ad un privato, salvo poi il mantenimento del piano della precedente giunta PD. Dall’altra gli stessi Cinquestelle per i quali ha parlato il vicesindaco Guido Montanari “Non riesco a condividere entusiasmo per questo progetto di uno Zoom al Parco Michelotti, perché avremmo preferito ridare l’area verde ai cittadini. Ma non ce la sentiamo di buttar via tutto il lavoro fatto fin qui”. Giustificazione non accettata dai comitati di quartiere che tenteranno di osteggiare tale progetto. Sicuramente la giunta  ha dovuto fare dietrofront a causa delle penali monetarie che dovrebbe pagare il Comune e quindi la collettività in caso di recesso del contratto con Zoom. Ma nell'economia contemporanea grossi progetti di riqualificazione non possono che essere portati avanti dai privati in sinergia con il pubblico. L'uno non esclude l'altro e il nostro assessore Montanari dovrebbe saperlo. Ciò che è privato se ben governato da norme e regolamenti non è il male per la città anzi una svolta per molte questioni urbane.

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