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31 ago 2016

Aggiornamento fotografico sul cantiere di Torino Porta Nuova

di Ludovico Ragonesi

Prosegue la rimozione delle impalcature delimitanti la stazione di Torino Porta Nuova. In base a quanto già dichiarato dall’ Amministratore Delegato di Grandi Stazioni S.p.A. (Paolo Gallo), la chiusura dei lavori, relativi al restauro della stazione, è prevista per questo stesso anno. Gallo ha affermato che, alla fine dell’estate, sarebbero state rimosse le impalcature delimitanti tale spazio, a cominciare da Via Sacchi e da Corso Vittorio. A tal proposito, come testimoniano le immagini, il cantiere interessante la facciata esterna di Via Sacchi, risulta quasi ultimato. Lo stesso si può dire per l'accesso principale alla stazione (lato prospiciente Corso Vittorio) nonostante vi proseguano i lavori destinati al rifacimento del marciapiede . Diversa è la situazione per il lato antistante a Via Nizza, lato per cui sono ancora previsti diversi interventi, prima che i ponteggi vengano smantellati.

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03 ago 2016

Foto | Proseguono i lavori di manutenzione per il Santuario della Consolata

di Ludovico Ragonesi

A seguito dell'allarme scattato nei mesi scorsi, dovuto alla caduta dei cornicioni dalle facciate, sono ricominciati i lavori di restauro al Santuario della Consolata. L'attenzione è stata rivolta prevalentemente ai cornicioni dell’ovale di Sant’Andrea (ovvero gli elementi che si affacciano sul sagrato e che sono ben visibili dalla piazza), elementi architettonici che, nel corso degli anni, sono stati profondamente danneggiati a causa di numerose infiltrazioni d’acqua piovana: un problema già risolto, secondo quanto dichiarato dagli architetti che seguono l’iter dei cantieri. Per questa prima parte di lavoro, è prevista  l'installazione del nuovo impianto anti-piccioni,  dopodiché si passerà al secondo cornicione più in basso, posizionato sotto ai finestroni del Belvedere. Questi ultimi interventi andranno avanti fino alla metà del mese di agosto. Ciononostante, con i ponteggi già montati, sono state rimosse le transenne sulla piazza, perciò il sagrato risulta già agibile. La seconda parte degli interventi, che riguarderà i cornicioni dell’altra metà dell’ovale sul lato Nord, dovrebbe invece essere completata entro il prossimo mese di settembre. Come riportato sul cartello affisso all'esterno del cantiere, a far partire i cantieri ha contribuito la generosità dei fedeli, i quali hanno partecipato al finanziamento dei lavori (per un totale di 75mila euro), in collaborazione con il Comune (il quale ha versato un importo pari a 70mila euro). Resta ancora incerto l’avvio del restauro del chiostro, per il quale mancano ancora le risorse necessarie.

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27 lug 2016

Grattacielo della Regione: nuovi ritardi nella chiusura dei cantieri

di Ludovico Ragonesi

Un cantiere di cui non si riesce ad intravedere la fine: così viene percepita, ad oggi, l’opera di Fuksas. Da diversi giorni è ormai partita l’attivazione della procedura di liquidazione della Trp (Torreregionepiemonte), una delle ditte che si occupavano della costruzione del grattacielo, destinato ad ospitare, entro il 2017, tutti gli uffici della Regione Piemonte. Lo rendono noto i sindacati FeNeal, Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che tutelano gli edili e che hanno chiesto al Comune di Torino di costituire subito un tavolo di crisi. Gli stessi esprimono grande preoccupazione per quel che riguarda i tempi di chiusura dei lavori, preoccupazione che la Regione percepisce, in vista di un ulteriore allungamento dei tempi nella realizzazione dell’opera,  in special modo, dopo lo stallo seguito al fallimento di CoopSette (risalente allo scorso ottobre). Il cantiere è bloccato a un passo dalla fine: l'opera risulta completa al 90% e per ultimare i lavori basterebbe pochissimo. Ciò che non risulta ancora certo è se, per concludere i lavori, sarà necessario indire una nuova gara di appalto. E’ evidente che, in questo caso, i tempi si allungherebbero notevolmente: il rischio più grande sarebbe quello che i lavori proseguirebbero per tre anni circa, forse di più. L’alternativa che la Regione ha tentato in questi mesi, per evitare tutto ciò – ma che ancora non è arrivata alla soluzione definitiva – è quella di affidare l'appalto alla Cmb, una delle ditte che faceva già parte dell'Ati di Coopsette e che potrebbe subentrare come nuova capofila, concludendo i lavori. Tuttavia si rimane in attesa di ulteriori aggiornamenti in proposito. Per il momento è confermato che, nella migliore delle ipotesi, il trasferimento nella torre non potrà avvenire prima di settembre del prossimo anno; nella peggiore, i traslochi saranno previsti per il 2020.

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20 lug 2016

Foto | Termina il cantiere tra Corso Principe Oddone – Corso Regina Margherita

di Ludovico Ragonesi

Parallelamente alla realizzazione del Passante Ferroviario (oggi completato da largo Orbassano alla rotonda Baldissera), procedono i lavori per la sua sistemazione superficiale. A distanza di qualche giorno dalla chiusura del cantiere, è ormai fruibile il tracciato stradale su cui, fino a poco tempo fa, si distingueva la rotonda caratterizzante l'incrocio di Corso Principe Oddone - Corso Regina Margherita: Viale della Spina (da Corso Regina Margherita a Piazza Baldissera). Il tratto in esame è stato adeguato al nuovo assetto viario (per cui, da Corso Inghilterra, si estende oltre la Piazza Statuto, lungo Corso Principe Oddone) ospitando perciò due carreggiate principali a tre corsie (destinate al traffico più veloce) e due carreggiate laterali (riservate al traffico locale). Il tracciato in esame dispone, inoltre, di due isole spartitraffico (una delle quali ospita parte del tracciato ciclabile monodirezionale). Nonostante l'installazione dei nuovi impianti semaforici garantisca un più regolare transito dell'incrocio, allo stato attuale permane il problema del traffico. In particolar modo, durante le ore di punta, la circolazione subisce ancora diversi rallentamenti, dovuti a fenomeni di congestione stradale. Malgrado ciò, a seguito dei diversi sopralluoghi svolti in loco, è stato riscontrato, nel complesso, il buon funzionamento del tracciato.

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15 lug 2016

Agosto 2016: anche le ZTL e le Zone blu andranno in ferie

di Ludovico Ragonesi

Risale ad un mese fa la pubblicazione dell’ordinanza n° 2016 82439, disposizione emanata dalla Città di Torino nell’ ambito di: “Sospensione della sosta a pagamento nel periodo 8 – 20 Agosto 2016 e sospensione della ZTL (esclusa ZTL trasporto pubblico, pedonale e Area Romana) nel periodo 8 – 19 Agosto 2016”. A titolo informativo, si segnala che il presente testo è consultabile, ormai da qualche giorno, anche sulla pagina web della “Città di Torino – Servizio Telematico Pubblico”. A questo proposito, si riporta di seguito quanto vi è stato trasmesso: La circolazione sarà libera per tutta la giornata in ZTL Centrale dall' 8 al 19 agosto 2016 compresi. Rimane il divieto di circolazione: in "ZTL Trasporto Pubblico", ossia: Via Milano; Via San Francesco d'Assisi, tratto: Via Garibaldi - Via Pietro Micca; Via XX Settembre, tratti: Corso Vittorio Emanuele II - Via San Quintino/ Via Gramsci - Via Frola/ Via Alfieri - Via Santa Teresa/ Via Bertola - Via Palazzo di Città/ Via Quattro Marzo - Corso Regina Margherita; Via San Tommaso, tratto: via Pietro Micca - Via Bertola; Via dell'Arsenale, tratti: Via Santa Teresa - Via Lascaris/ Via dell'Arcivescovado- Corso Matteotti/ Via San Quintino - Corso Vittorio Emanuele II; Via Accademia Albertina, tratti: Via Po - Via Principe Amedeo/Via Santa Croce - Via Cavour/ semicarreggiata EST, tratto: Via Cavour - Via Andrea Doria/ Via Andrea Doria - Via Mazzini; Via Pietro Micca, semicarreggiata SUD/EST; Via Rossini, semicarreggiata OVEST, tratto: Corso San Maurizio - Via Verdi; in "ZTL Area Romana" compresa nel seguente perimetro: piazza Emanuele Filiberto, compresa; via Bellezia, esclusa; via Tre Galline, esclusa; risvolto SUD/OVEST di piazza della Repubblica; via Milano, esclusa; via Corte d'Appello, esclusa; risvolto NORD/EST di piazza Savoia; via della Consolata, esclusa; via Santa Chiara, esclusa; via delle Orfane, esclusa; nelle "Aree Pedonali". Sarà anche gratuita la sosta a raso nelle "Zone blu" dall' 8 al 20 agosto compresi. Nei parcheggi automatizzati a barriera e in struttura gestiti da GTT, la sosta resterà a pagamento anche nel periodo estivo. Di seguito viene riportato il link da cui poter visionare la mappa delle ZTL, elencate di sopra: Mappa ZTL Torino

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01 lug 2016

Variante 200: un nuovo modo di fare città

di Ludovico Ragonesi

In data 22 Luglio 2010, la Giunta Comunale della città di Torino ha approvato, tramite Delibera, il Progetto Preliminare della Variante strutturale n. 200. Tale strumento è stato studiato per modificare alcune delle indicazioni contenute nel P.R.G. di Gregotti e Cagnardi, Piano che dal 1995 definisce e regola la trasformazione della città, adeguandola a rispondere a nuove esigenze, problematiche e potenzialità. Nello specifico, la Variante 200 rappresenta una delle riconversioni più grandi in Italia, nonché il più importante progetto di trasformazione urbana, avviato a Torino dopo le Olimpiadi. L’intervento interessa lo sviluppo dell’area Nord - Est della città, area che nei prossimi anni sarà un vero e proprio laboratorio urbano e che coinvolgerà oltre 900.000 mq di superficie, assegnati per gran parte a destinazione pubblica. IL TEAM OPERATIVO: Il Masterplan è stato organizzato e pensato da un gruppo di lavoro, vincitore di un bando internazionale indetto dalla città di Torino, che ha analizzato il progetto e tutti i suoi sviluppi, spaziando dall'aspetto economico – finanziario alla sostenibilità energetica degli interventi avanzati. Il gruppo di lavoro, scelto per affiancare il Comune nello sviluppo del progetto, è stato designato sulla base delle diverse vocazioni possedute dai suoi singoli componenti. Tale aspetto è stato studiato in maniera tale da garantire al team una visione globale del progetto e da permettere loro una forte integrazione con l’amministrazione pubblica. Il team è guidato dagli olandesi di Architekten Cie, con l'esperienza torinese di Recchi Engineering, Avalon per la consulenza finanziaria, l'architetto masterplanner Matteo Robiglio di Tra (ex Avventura Urbana), Mesa per le analisi di mercato, Manens-Tifs per le competenze ambientali, lo studio Nctm per la parte legale e la società di sviluppo immobiliare Hines. GLI AMBITI DI INTERVENTO: Gli ambiti coinvolti nella trasformazione sono tre: la Spina 4, l'ex scalo Vanchiglia ed il trincerone ferroviario di corso Sempione, che sarà occupato dalla Linea 2 della Metropolitana. «Le tre aree – spiega Matteo Robiglio – avranno vocazioni diverse. Il Vertice Nord, cioè Spina 4, si incrocia con il passante ferroviario e sarà valorizzato nella sua accezione di porta nord della Città. L'elevato grado di accessibilità e la posizione nodale del quartiere, all'interno delle reti locali e sovralocali, segnano il suo destino di nuova "Down-town". Un luogo aperto ad ospitare servizi di rango superiore: distretto leisure, retail e business». Lungo lo spazio sovrastante il trincerone, è prevista la realizzazione di un boulevard verde (lungo circa 2 km) che ricucirà due quartieri oggi separati dalla ferrovia e avrà una vocazione che guarda al benessere ed alla sanità, pubblica e privata, considerato anche che in questa zona è già presente l'ospedale San Giovanni Bosco. L'ambito corrispondente all'ex Scalo Vanchiglia, pensato nella sua dimensione "local" di "Village" torinese, verrà trasformato in un nuovo quartiere residenziale, costituito da attività volte ad attrarre i giovani. L'ambito in questione sarà sviluppato per ultimo (non prima dei prossimi dieci anni), per via delle attuali condizioni del mercato immobiliare. LA MODALITÀ DI INTERVENTO: La modalità d'intervento promossa dai progettisti è quella del bottom-up, ossia quel metodo che privilegia la costruzione della città, partendo dal basso. In questo modo viene, dunque, favorita la visione di una città costituita da aree destinate ad ospitare usi anche temporanei, capaci di attrarre investitori, per lasciare poi spazio allo sviluppo secondo ciò che richiederà il mercato. «Si tratta – spiega Miceli – di pianificare in maniera negativa, cioè lasciare ampia libertà di scelta a chi verrà a insediarsi, semplicemente definendo ciò che non sarà possibile collocare, per espressa previsione del Comune. Una soluzione che consente grande flessibilità di risposta nei confronti delle esigenze del mercato». Non c'è dubbio che, il progetto sia molto impegnativo: durerà infatti almeno vent’anni. Ciò premesso, è altrettanto chiaro che: «Si tratta di un nuovo modo di fare città – ha dichiarato l'architetto Emanuela Recchi – in cui il disegno fisico dello spazio urbano non prescinde dalla sua fattibilità economica e procede in stretta sinergia con il progetto infrastrutturale. Variante 200 ha cercato di tenere insieme dimensioni diverse del progetto, offrendo alla città un disegno organico e integrato, nato a partire dall’ascolto sia del mercato che delle vocazioni latenti del territorio. Non una mera operazione di sviluppo immobiliare – ha concluso - ma una vera e propria valorizzazione dei luoghi». 

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28 giu 2016

Restauro Galleria del Beaumont: un cantiere in ritardo

di Ludovico Ragonesi

Oggi sede dell’Armeria Reale, fondata nel 1837 dal re Carlo Alberto di Savoia, la galleria del Beaumont costituisce parte integrante non solo del Palazzo Reale, ma anche del sistema di percorsi che univa la sede del Sovrano con Palazzo Madama, i ministeri (oggi Prefettura), il Teatro Regio, gli Archivi di Corte e le scuderie. Lo spazio venne riprogettato nel 1732 da Filippo Juvarra (dopo gli incendi del 1659 e del 1667), e quindi dal successore Benedetto Alfieri, artefice anche del salone d’ingresso (1740). Concepita come monumentale luogo di esposizione dei più grandi ed importanti quadri delle collezioni reali, la galleria è stata rivestita di marmi policromi e ornata con le opere degli scultori Martinez, Collino e Bernero. Il nome con il quale la galleria è oggi conosciuta, le è stato dato in onore del pittore di corte, il torinese Claudio Francesco Beaumont che, fra il 1738 e il 1743, dipinse gli affreschi della volta, a celebrazione del sovrano in veste di Enea. La decorazione della galleria è stata completata con ulteriori bassorilievi scolpiti da Giacomo Spalla (1824 – 32) e con la realizzazione del pavimento marmoreo, utilizzando quelli prelevati nel 1811 dalle gallerie di Venaria Reale. Attualmente la porzione della galleria che interessa le facciate della Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Torino, risulta oggetto di restauro: Come si evince dalla foto sopra riportata, nell’Ottobre del 2015 la Città Metropolitana di Torino ha approvato l’avvio del cantiere, prevedendo una durata massima dei lavori di 120 giorni, ampiamente trascorsi. Infatti il cantiere permane tutt’ora su buona parte della struttura: Solo di recente sono stati resi visibili i primi risultati, sul lato antistante a Palazzo Madama. Nell’attesa di poter vedere i lavori ultimati, si spera che il tempo sprecato fino ad ora, possa essere recuperato al più presto, velocizzando gli interventi previsti.  Una speranza, quest’ultima, che nutrono anche i visitatori, considerando che l'intervento di restauro, ancora incompleto, permane in una delle piazze più turistiche e rappresentative della città.  Tuttavia si desume, alla semplice vista, che saranno necessari ancora diversi lavori prima di poter chiudere il cantiere.

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