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14 nov 2016

Arrivano le bici: progetto di cicloparcheggio a Porta Nuova

di Alessandro Graziano

Proposto  anche a Porta Nuova un parcheggio per bici simile a quello di Verona   L'assessore alla Mobilità del comune di Torino, Maria Lapietra, nell'ottica che la stazione diventi un centro di interscambio modale, tra auto, treni, mezzi pubblici e biciclette, ha inoltrato all'amministratore delegato di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi, la proposta di creare un parcheggio dedicato alle bici all'interno dell'area della stazione , nel lato prospiciente via Nizza. La proposta avvenuta in concomitanza dell'inaugurazione del nuovo parcheggio di via Sacchi ha visto parere favorevole di Grandi Stazioni, in accordo con il cicloparcheggio già creato alla stazione di Verona Centrale. Come sottolinea Gizzi “A Verona, in collaborazione con l'amministrazione comunale, abbiamo inaugurato da poco un parcheggio per le biciclette: da parte nostra c'è quindi la massima disponibilità a trovare uno spazio per la creazione di un deposito custodito”. Com'è immaginabile, il parcheggio non sarebbe gratuito, ma a pagamento. “Del resto – fa notare Gizzi – si tratterebbe di un servizio di custodia, al quale si potrebbero aggiungere altri servizi, come quello di riparazione e manutenzione delle biciclette".  Per il momento sembra il lato che dà su via Nizza sia l’ideale, ma l’idea ha appena iniziato a prendere forma. Parcheggi per bici di grande fama esistono ad oggi vicino la stazione di Bologna Centrale, Bolzano e Firenze. A livello europeo i più gande e importante parcheggio per bici è sicuramente quello attiguo alla Central Station di Amsterdam!  

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26 ott 2016

I debiti dei trasporti salgono a 90 milioni: a rischio la continuità aziendale di Infra.To

di Ludovico Ragonesi

Infra.To, la società titolare delle reti metro e tram della città, si trova a dover fronteggiare, assieme a Gtt ed al Comune di Torino, i debiti prodotti dal cortocircuito dei trasporti cittadini. A questo proposito Infra.To, partecipata al 100% dal Comune di Torino, nel luglio scorso ha dovuto richiedere un decreto ingiuntivo di oltre 4 milioni di euro a Gtt, anche questa partecipata al 100% dal Comune, per avere quanto le spetta, ossia il canone dovuto per l’utilizzo della metro e della rete tranviaria: denaro necessario per la società perché, grazie ai canoni, finanzia la manutenzione della rete e la realizzazione delle opere. Tuttavia sorge un problema: Gtt non paga. La situazione pare talmente grave da mettere a rischio la continuità aziendale di Infra.To, tanto che a dicembre, C.C.C. (Consorzio Cooperative Costruzioni), il gruppo che sta realizzando i lavori sulla tratta Lingotto-Bengasi della metro, ha interrotto i lavori per tre mesi, chiedendo a sua volta un decreto ingiuntivo, perché non aveva ricevuto i pagamenti concordati per l’avanzamento dei lavori. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci sono 290 milioni di debito bancario, relativo alla realizzazione della metropolitana, che figura nei bilanci della società ma che, di fatto, è in carico al Comune. I vertici di Infra.To hanno dunque presentato la questione alla nuova giunta, richiedendo un suo intervento. Il 13 luglio, i vertici hanno incontrato il sindaco Appendino, mostrando la situazione finanziaria. Il 22 giugno ed il 4 luglio hanno contattato il direttore finanziario del Comune per far fronte alle scadenze sui mutui. Da lì è partito l’impegno della giunta a sbloccare la situazione, avviando inoltre gli accertamenti sui rapporti con le partecipate. Non molto diversa risulta la condizione di Gtt. A differenza di Infra.To, l'azienda in questione rimane solida sugli incassi quotidiani della vendita dei biglietti dei mezzi pubblici, degli abbonamenti e dei parcheggi. Ciononostante, il Comune non paga: oltre ai 40 milioni di sbilancio tra quanto preteso da Gtt e quanto riconosciuto dal Comune, si aggiungono altri 70 milioni di debiti che portano il totale a 111 milioni di euro. Tali sono comprensivi delle voci più varie: il riaddebito del costo per gli ausiliari della sosta che vanno in giro a fare multe, il contratto di servizio per la metro, etc. Il Comune non è, però, l’unico creditore di Gtt. A questo si aggiunge anche l’ A.m.p. (Agenzia della mobilità piemontese), responsabile dei trasporti a livello regionale. La situazione non migliora di molto. I debiti dell’ A.m.p. verso Gtt sono pari a 84,7 milioni di euro, relativi ai contratti di servizio per i trasporti e risalenti perlopiù agli anni precedenti al 2014. Per 39,9 milioni di debiti però l’Amp ha respinto le fatture, «adducendo argomentazioni infondate e contraddittorie», afferma Gtt. Contando anche A.m.p., il conto dei debiti «non riconosciuti», al centro dell’indagine della procura, sale a 90 milioni.

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20 ott 2016

Sciopero del trasporto pubblico Venerdì 21 ottobre

di Alberto Garbin

Nella giornata di venerdì 21 ottobre 2016 è stato indetto uno sciopero nazionale dei trasporti pubblici. L’agitazione avrà una durata di 24 ore, con orari e modalità di svolgimento che varieranno a seconda della città interessata. A promuovere lo stop dei mezzi del TPL la USB, Unione Sindacale di Base, che punta così a lanciare un segnale forte al governo, manifestando un “No” secco alla riforma Costituzionale varata dal Governo Renzi.   Di seguito orari e modalità di svolgimento dello sciopero di venerdì 21 ottobre 2016 per la città di Torino: Saranno interessati dallo sciopero di venerdì 21 ottobre 2016 i mezzi GTT, in servizio urbano e suburbano, che risulteranno a rischio dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio. Fasce di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. Per quanto riguarda le autolinee extraurbane e sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri (ferrovia Canavesana) e sfmA Torino-Aeroporto-Ceres: lo stop in questo casa è previsto dalle 8 alle 14:30 e dalle 17:30 a fine servizio (fasce di garanzia da inizio turno alle 8 e dalle 14:30 alle 17:30).   Per qualsiasi altro chiarimento vi rimandiamo al sito ufficiale GTT.

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13 ott 2016

Tramvia 4: quali miglioramenti possibili?

di Ludovico Ragonesi

L’assessorato alla Viabilità del Comune, guidato dall’ ingegnere Maria Lapietra,  ha espresso l'intenzione di rendere più efficienti e veloci le linee di tram e bus, rivedendo i percorsi attualmente presenti ed abolendo alcune fermate. Una sperimentazione che è alle porte e che vedrebbe la linea 4 prima protagonista. L’idea è di eliminare le fermate più ravvicinate, sotto i 300 metri di distanza, meno di una ventina sulle oltre 50 che oggi coprono il servizio. A questo proposito, le fermate eliminate non verranno cancellate, ma momentaneamente transennate. L’Agenzia per la Mobilità sta studiando le linee su cui intervenire per velocizzare le corse, risparmiare un turno agli autisti e utilizzare un mezzo in meno. Ogni 8 fermate, ha calcolato l’Agenzia sulla linea 4, si risparmiano 5 minuti. L’inconveniente è che il passeggero dovrà camminare di più per prendere il tram. Abolendo una fermata sì e una no, tra quelle più ravvicinate, l’obiettivo è risparmiare un turno per gli autisti e utilizzare un mezzo in meno. Una scelta che, secondo l’assessore, risponde ad un’esigenza di «razionalizzazione del servizio», vista la difficile situazione economica di Gtt. Il piano era stato studiato dalla docente del Politecnico Cristina Pronello un anno fa, all’epoca dell’ex assessore Lubatti, che però ha disapprovato i tagli, al fine di non penalizzare anziani, disabili e altri utenti dei mezzi pubblici. Lapietra controbatte, affermando che: «l’idea è di portare la rete dei mezzi pubblici ad un livello di maggiore efficienza. Se il bus e il tram sono più veloci, le linee funzionano grazie a semafori intelligenti, tutti sono più contenti». Per questo, entro l’anno prossimo, annuncia che spenderà 1,6 milioni dei fondi Pon Metro del governo, per sostituire i vecchi semafori con luci di nuova generazione, in grado di comunicare meglio tra loro e dare sempre la priorità al trasporto pubblico. «Aumenteremo anche le corsie preferenziali per i mezzi», prosegue Lapietra. I suoi intenti, però, trovano la ferrea opposizione del predecessore Lubatti, oggi consigliere comunale, che continua ad essere in forte disaccordo con la sua  proposta.

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29 set 2016

Linea 1 della Metropolitana: ‘Masha’ inizierà gli scavi ad Ottobre

di Ludovico Ragonesi

Risale a pochi giorni fa la pubblicazione del comunicato stampa, emanato dalla Città di Torino ed Infra.to, per quel che concerne le prove di funzionamento della TBM, rivolte al prolungamento della linea 1 della Metropolitana.A titolo informativo, si segnala che il presente testo è consultabile, ormai da qualche giorno, anche sulla pagina web della “Città di Torino – Trasporti e Viabilità” e sul sito web di "infra.to".A questo proposito, si riporta di seguito quanto vi è stato trasmesso: proseguono i lavori di realizzazione della tratta “Lingotto-Bengasi”. Sono state avviate le verifiche di funzionamento delle componenti della TBM. Al termine delle prove, la talpa "Masha", nel mese di Ottobre, inizierà a scavare il tunnel da piazza Bengasi, in direzione del pozzo Terminale, posto sul territorio di Moncalieri. Continua intanto la realizzazione delle stazioni e dei pozzi di ventilazione. E' stato inoltre comunicato che, a partire da lunedì 26 Settembre, avranno inizio le attività di realizzazione dell’accesso Est della stazione "Italia 61/Regione Piemonte". Tale intervento è stato anticipato nella programmazione dei lavori al fine di consentire il successivo ripristino della viabilità su via Nizza. Per la redazione delle presenti operazioni, su via Nizza (nel tratto compreso tra via Caramagna e via Valenza) sarà istituito il divieto di circolazione, ad eccezione dei mezzi di cantiere. Conseguentemente su via Caramagna, nel tratto compreso tra via Genova e via Nizza, sarà mantenuto il senso unico alternato a vista. Nel comunicato stampa è stato dunque confermato che tali disposizioni dureranno fino al termine della lavorazione, prevista per il mese di Marzo 2017. L’accesso al passo carraio di via Nizza 331 sarà garantito con l’arretramento dell’attuale cantiere (fronte via nizza 333) e la creazione di una viabilità di servizio. Questa modifica servirà in preparazione all’ apertura di via Nizza, fissata per il mese di Marzo/Aprile 2017. Le aree di cantiere poste in via Nizza 371-373 saranno rimosse per la fine del mese di Ottobre, in anticipo rispetto alle tempistiche previste (Gennaio 2017). Nell’ ambito dei lavori della metropolitana, risultano quasi terminate anche le lavorazioni ad opera della SMAT, poste lungo via Nizza. I cantieri verranno rimossi per la fine del mese di Ottobre.

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27 set 2016

Rivoluzione in arrivo per le corse serali?

di Alberto Garbin

L’assessore ai trasporti Maria Lapietra, ingegnere dei trasporti, laureatasi al Politecnico di Torino, torna a parlare di rivoluzione dei trasporti a Torino, con la voglia di cambiare percorsi, orari e frequenze delle linee di terra che attraversano ogni giorno la nostra città. Questa volta, sono le linee notturne ad essere oggetto di rivoluzione. Nei piani del neo assessore pentastellato, vi è infatti la diminuzione delle frequenze delle corse dei bus dopo le 21.00 ma con i passaggi che saranno ad orari più certi, in modo da evitare perdite di tempo e con una maggiore puntualità per quanto riguarda le coincidenze tra le linee. «Vogliamo cadenzare meglio i passaggi dei mezzi pubblici, incidendo sull’orario serale. Di giorno non è possibile finchè non ci saranno corsie riservate ai bus per davvero e semafori intelligenti», dice Maria Lapietra. Lo studio per mettere in atto tutto ciò è già partito ma nel concreto si riuscirà ad avere questo nuovo “piano” solo quando la Regione darà la certezza sul destino dei fondi a disposizione. Dal 30 settembre, quando si insedierà Cristina Pronello come presidente dell’Agenzia per la Mobilità, sua collega e docente al Politecnico, l’assessore Lapietra troverà un prezioso alleato per mettere a compimento quella che sembra essere una vera e propria rivoluzione del trasporto pubblico a Torino. La minore frequenza dei bus serali sarà compensata, almeno secondo i piani del neo assessore, da una maggiore puntualità e da misure in favore dei giovani: «Così se esci dalla discoteca sai esattamente quando passa il mezzo, anche se i giovani attualmente si muovono per lo più in auto».  

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