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24 ott 2016

Cortili scolastici aperti: la scuola apre le porte!

di Alessandro Graziano

Nel 2013, nasceva un progetto molto interessante e ancora oggi funzionante che prevedeva l'apertura alla cittadinanza dei giardini di varie scuole primarie, cosicché questi potessero diventare, oltre al loro normale uso, luoghi di aggregazione e di socializzazione. L'assessore alle politiche educative Mariagrazia Pellerino della precedente giunta, definiva con queste parole il progetto: "L'idea di aprire i cortili delle scuole è nata durante le visite nelle dieci Circoscrizioni dove ho scoperto che i giardini scolastici erano l'unico spazio verde del quartiere. Sono un luogo di aggregazione della comunità educante, dei genitori e degli insegnati, perché come dice un proverbio africano Per fare crescere un bambino ci vuole un intero villaggio  e uno spazio d'incontro tra generazioni. I Senior Civici, infatti, collaboreranno al progetto nella veste di osservatori attenti e punto di riferimento per le famiglie. E  un primo tassello per creare un ponte tra scuola e città. Tra un mese si farà un primo bilancio dell'iniziativa. Il cortile si apre in orario extra-scolastico al territorio circostante, in genere dalle 16.30 alle 19.30 e costituisce così la connessione tra scuola e città. Gli spazi trasformati secondo le indicazioni delle scuole coinvolte nel progetto (con aggiunta di panche, spazi per la merenda e piastre sportive polivalenti dove giocare a pallavolo o basket, per esempio) diventano “bene comune” e luogo di riferimento per tutti i cittadini segnando una tappa nel percorso verso la costruzione di una città più sostenibile e a misura di bambino e ragazzo. In tal modo il sistema delle aree gioco, e con esso la collettività, si arricchiscono, soprattutto nelle circoscrizioni con scarsa quantità di verde, di spazi qualificati realizzati attraverso percorsi partecipativi svolti insieme alle bambine e ai bambini delle scuole torinesi. Questa iniziativa, normata da un , è stata possibile grazie ad un lavoro partecipato tra le Scuole e i Servizi centrali che gestiscono le manutenzioni delle strutture e del verde. Al Progetto Cortili Scolastici Aperti aderiscono 8 complessi scolastici: Circoscrizione 1 - Primaria San Francesco d'Assisi Circoscrizione 2 - Primaria Mazzini Circoscrizione 3 - Primaria Battisti Circoscrizione 5 - Primaria Capponi Circoscrizione 6 - Primaria Pestalozzi Circoscrizione 7 - Primaria Fontana Circoscrizione 7 - Primaria De Amicis Circoscrizione 7 - Secondaria di 1° grado succ. Gozzi-Olivetti

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21 ott 2016

Borgo Campidoglio pedonale?

di Alberto Garbin

Dopo alcuni anni ricompare l’idea di pedonalizzare completamente uno delle zone zone più tipiche e caratteristiche della Città di Torino: il Borgo Campidoglio. Questa infatti sarebbe la richiesta della mozione presentata nella sede della 4° circoscrizione dal consigliere PD Gianvito Pontrandolfo e da Paolo Bruzzese di Lista Civica. Già approvato a grande maggioranza, il documento presentato, si propone di creare dei tavoli di discussione con alcuni esponenti del comune per trovare le migliori soluzioni possibili per la pedonalizzazione del borgo. Già verso la fine degli anni ’90 si riuscì a ripavimentare le piccole strade del borgo, in quel caso, venne realizzata una pavimentazione in acciottolato che ancora oggi rende molto caratteristico passeggiarci. Ma la vera problematica rimane la mancanza di parcheggi, che da tempo costringe residenti e non, a parcheggiare spesso in divieto di sosta. Secondo il consigliere Pontrandolfo, se si incentivasse il commercio al dettaglio e l’artigianato, già adesso peculiarità del Borgo, la situazione potrebbe cambiare. Il Borgo, sempre secondo Pontrandolfo, potrebbe diventare un nuovo polo culturale e turistico della Città di Torino. Già adesso le stradine del Borgo ospitano numerose attività di artigianato e sedi di associazioni culturali e musei. Una chiusura al traffico, supportata da un’alternativa per quanto riguarda i parcheggi, non potrebbe che apportare dei benefici all’intera area.

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20 ott 2016

Sciopero del trasporto pubblico Venerdì 21 ottobre

di Alberto Garbin

Nella giornata di venerdì 21 ottobre 2016 è stato indetto uno sciopero nazionale dei trasporti pubblici. L’agitazione avrà una durata di 24 ore, con orari e modalità di svolgimento che varieranno a seconda della città interessata. A promuovere lo stop dei mezzi del TPL la USB, Unione Sindacale di Base, che punta così a lanciare un segnale forte al governo, manifestando un “No” secco alla riforma Costituzionale varata dal Governo Renzi.   Di seguito orari e modalità di svolgimento dello sciopero di venerdì 21 ottobre 2016 per la città di Torino: Saranno interessati dallo sciopero di venerdì 21 ottobre 2016 i mezzi GTT, in servizio urbano e suburbano, che risulteranno a rischio dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio. Fasce di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. Per quanto riguarda le autolinee extraurbane e sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri (ferrovia Canavesana) e sfmA Torino-Aeroporto-Ceres: lo stop in questo casa è previsto dalle 8 alle 14:30 e dalle 17:30 a fine servizio (fasce di garanzia da inizio turno alle 8 e dalle 14:30 alle 17:30).   Per qualsiasi altro chiarimento vi rimandiamo al sito ufficiale GTT.

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19 ott 2016

Due nuove piste ciclabili tra Porta Nuova e piazza Carducci

di Ludovico Ragonesi

L'assessore ai trasporti Maria Lapietra ha da poco presentato un programma di riqualificazione per via Nizza. L'intervento in esame coinvolgerà il tratto tra Porta Nuova e piazza Carducci, per un totale di quasi 2,5 chilometri. Qui è prevista la realizzazione di due piste ciclabili, una per lato strada, e il conseguente restringimento dello spazio per il passaggio delle auto. Sull’ asse viario, dove si procederà all’ abbattimento delle barriere architettoniche su tutti gli incroci, aumenterà inoltre il numero di alberi. A diminuire, invece, sarà quello dei posti auto.  Il piano preliminare è già stato presentato in Circoscrizione. Finanziato con le risorse del Pon (Piano Operativo Nazionale), il progetto diventerà esecutivo entro fine anno. I cantieri avranno inizio dopo non meno dei sei mesi seguenti, dunque, nella Primavera-Estate 2017. L'importo degli interventi previsti, ammonta a circa 2 milioni. La chiusura dei cantieri è prevista nel 2019. Chi si muoverà in bici avrà tre corsie a disposizione, almeno per un chilometro e mezzo. Una sul lato est, dai portici a piazza Bengasi. Pista bidirezionale, invece, sul lato Porta Nuova fino a piazza Nizza (poi la corsia diventerà una sola). Le auto disporranno di una sezione stradale che, a seconda dei tratti, andrà dai 7 agli 8 metri (su entrambe le corsie). Tra la stazione e largo Marconi, sui due lati, saranno piantati 70 nuovi alberi. Tra largo Marconi e via Valperga Caluso (dove diventeranno in linea gli spazi di sosta a spina di pesce) sparirà invece la maggior parte dei 100 posteggi. Sono previsti solo piccoli interventi sui marciapiedi, tra i quali saranno interessati: una banchina davanti ai portici e la sistemazione dei tratti disastrati. Ciò premesso, si sono già manifestati diversi dibattiti sul programma. La Circoscrizione 8 dovrà dare ora un parere di competenza. “Quello che a noi interessa molto capire”, spiega il Vicepresidente di Circoscrizione Massimiliano Miano, “è se e come verranno reintegrati i cento posti auto che spariranno dall’ asse Porta Nuova-Carducci. Se verrà realizzato un parcheggio sotterrano e pluripiano. Altra questione centrale è quella della messa a dimora degli alberi di terza categoria”. Attualmente solo nella tratta tra Carducci e Lingotto esistono dei parcheggi di interscambio gratuiti, mentre nel pezzo fino a Porta Nuova sono state introdotte, diversi anni fa, le strisce blu. Altra questione fondamentale sarà quella della collocazione dei numerosi dehors di via Nizza.

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18 ott 2016

Parco Michelotti: quale futuro?

di Alessandro Graziano

Il progetto prevede la realizzazione nel cuore di Torino, in circa 3 ettari sulla riva del fiume, di una  Zoom City con ambientazioni tematiche ed esotiche, tra cui un villaggio Inca con lama e alpaca, un villaggio Dayak con maiali vietnamiti, zebù nano, capre e galline, e una fattoria per il gioco dei bambini. L’intera area del Parco Michelotti verrà assegnata alla Zoom Torino SpA per trent’anni per la riqualifica e la costruzione di un bioparco. Nel progetto presentato da Zoom si parla di tre aree di cui una con accesso gratuito ed altre due a pagamento. La prima verrà riqualificata dalla società e destinata a tutta la civitas torinese; nella seconda sarà costruita una Children Farm in cui saranno presenti animali di fattoria in uno spazio all’aria aperta; nella terza una biosfera al chiuso riprodurrà un ecosistema in stile Rio delle Amazzoni, con tanto di anfibi, rettili, uccelli e foresta pluviale. Il progetto prevede in sintesi: Aree pubbliche ad ingresso libero che saranno costantemente prese in manutenzione da Zoom, tra cui il percorso lungo il Po. Una children farm ovvero un percorso didattico sulle varie fattorie esistenti al mondo Una biosfera ovvero zona indoor composta da una zona Marcopolo e una Amazonia, due ambienti al coperto e climatizzati. Secondo le stime effettuate dal Politecnico di Torino si prevedono 300mila visite l’anno, una ricaduta economica di cinque milioni di euro e un 15% di utenti composti da famiglie dell'area Metropolitana torinese.  Il costo del ticket d'ingresso potrebbe essere dai quattro ai sedici euro, grazie ai quali la zoom nel 2024 inizierebbe a guadagnare dall’investimento, che si aggira tra i quindici ed i venti milioni di euro con la creazione di 100 posti di lavoro. Sempre secondo le previsioni del Politecnico aumenterà, del 35%, il fatturato delle attività commerciali  di Borgo Po. Sarà altresì riqualificato il percorso ciclopedonale, creata un’area bimbi e diversi percorsi per il jogging. Nonostante l'interessante progetto di riqualificazione, l’assegnazione del parco, tramite il bando del Comune di Torino, ha suscitato alcune polemiche. Da una parte ad alzare la voce sono stati i comitati di quartiere delusi dalla giunta pentastellata che non accettava l’idea, prima di essere eletta, di cedere una zona pubblica ad un privato, salvo poi il mantenimento del piano della precedente giunta PD. Dall’altra gli stessi Cinquestelle per i quali ha parlato il vicesindaco Guido Montanari “Non riesco a condividere entusiasmo per questo progetto di uno Zoom al Parco Michelotti, perché avremmo preferito ridare l’area verde ai cittadini. Ma non ce la sentiamo di buttar via tutto il lavoro fatto fin qui”. Giustificazione non accettata dai comitati di quartiere che tenteranno di osteggiare tale progetto. Sicuramente la giunta  ha dovuto fare dietrofront a causa delle penali monetarie che dovrebbe pagare il Comune e quindi la collettività in caso di recesso del contratto con Zoom. Ma nell'economia contemporanea grossi progetti di riqualificazione non possono che essere portati avanti dai privati in sinergia con il pubblico. L'uno non esclude l'altro e il nostro assessore Montanari dovrebbe saperlo. Ciò che è privato se ben governato da norme e regolamenti non è il male per la città anzi una svolta per molte questioni urbane.

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17 ott 2016

Foto| pedonalizzazione di Corso Siccardi

di Alessandro Graziano

Procedono speditamente i cantieri in corso Siccardi da via Cernaia sino corso Matteotti per la costruzione del parcheggio interrato e la relativa pedonalizzazione del viale centrale del corso. In particolare nel tratto da via Cernaia fino via Meucci  è già stata posata la nuova pavimentazione con la creazione del primo tratto di passeggiata pedonale. Il progetto prevede un nuovo arredo urbano, aiuole, alberature, illuminazione e percorsi per ipovedenti.

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14 ott 2016

Giardino Clessidra: uno spazio partecipato

di Alessandro Graziano

Qualche tempo fa, vi avevamo parlato del progetto “bilancio deliberativo” della precedente giunta Fassino e della riqualificazione di varie aree verdi della Circoscrizione 7. Quest’anno, con un budget dedicato di 500.000 euro , è stata scelta la riqualificazione dell’area verde “Clessidra”, tra corso Turati e largo Orbassano, corso De Nicola e via Tirreno. A breve partirà il percorso di progettazione condivisa che, com’era avvenuto per la Circoscrizione 7, prevede vari passaggi: incontri pubblici di studio sulle criticità e potenzialità del territorio in oggetto; quindi, i cittadini lavoreranno con i tecnici comunali per la stesura di due o più progetti che saranno votati nei primi dieci giorni di dicembre e quindi presentato al Comune. Infine, dal gennaio 2017 inizieranno i lavori che saranno sotto gli occhi attenti dei cittadini coinvolti. Buon lavoro, dunque, a tutti quei cittadini che vorranno mettere a disposizione della collettività le proprie competenze, la passione e il tempo libero dimostrando come sia possibile un nuovo modello di partecipazione nell’amministrazione pubblica e come questa preveda impegno, dialogo e responsabilità. Un qualcosa di cui abbiamo bisogno come l’aria e che ci ricorda che la partecipazione democratica della cittadinanza attiva non si potrà mai ridurre ad alcuni click su internet. Neppure per una “piccola” cosa come la riqualificazione di un’area verde.  

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