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08 nov 2016

Qualcosa si smuove: maquillage da 15 milioni di euro

di Alessandro Graziano

L'attuale Giunta propone un piano di micro progetti di 15 milioni per il restyling della città La Giunta Comunale ha stanziato ben 15 milioni di euro per fare un restyling completo di molti elementi del tessuto urbano, con interventi che avverranno attraverso micro-cantieri, circoscritti quindi. Il Comune è intenzionato ad accendere mutui per rendere migliorare la manutenzione e il decoro di strade e marciapiedi, attraverso l'utilizzo del 60% del budget messo a disposizione nel previsto bilancio comunale. Stesso discorso per gli impianti sportivi, che necessitano di adeguamenti dei sistemi antincendio e per alcune chiese ed edifici cattolici, come la Chiesa di Santa Croce in piazza Carlina  che ha bisogno d urgenti lavori di manutenzione straordinaria. I fondi saranno destinati anche alle attività commerciali artigianali e quindi soprattutto ai mercati cittadini. In primis  quello di Porta Palazzo, che ha bisogno di lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione di pavimentazioni, edifici storici e decoro urbano. Interventi quest'ultimi che saranno effettuati anche negli altri 19 mercati rionali, che necessitano di migliorie meno consistenti di Porta Palazzo ma che devono essere adeguati rispetto standard e vivibilità.  

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07 nov 2016

Arte nelle strisce pedonali

di Alessandro Graziano

In uno degli angoli di Lucento, quartiere a nord ovest di Torino, e precisamente in via Luini angolo via Borsi, alcuni negozianti hanno evidentemente deciso di tentare un processo di riqualificazione del proprio territorio con un graffito multicolore sulle strisce pedonali, che ricorda un dipinto di Mondrian e dipingendo con un murales la serranda di un negozio. Questo modello di riqualificazione di contesti urbani non è nuovo, ed è un’esperienza vincente perché porta attenzione su luoghi spesso periferici e lontani da qualsiasi circuito turistico e spesso privi di luoghi di socialità. A Torino, abbiamo parecchi esempi in tal senso (abbiamo parlato più volte dell’esperienza dell’associazione Il cerchio e le gocce, ma come dimenticare il MAU, Museo Arte Urbana in Campidoglio o Urban Barriera con i grandi murales di Millo, visitati anche con gite organizzate in bicicletta nelle strade di Barriera di Milano?). L’idea di riqualificare un territorio, spesso in periferia, attraverso l’uso della Street Art, ha tuttavia spesso una doppia valenza. Da una parte, come si è detto, rende più interessanti e belle queste zone, dall’altra anche le rende, in qualche modo, anche più sicure, come quando il fenomeno coinvolge – ed è il caso di via Luini – gli attraversamenti pedonali, che non sono solo più belli esteticamente, ma più visibili e, di conseguenza, più sicuri per i pedoni. Esistono moltissimi esempi, all’estero e in Italia, di interventi artistici proprio sugli attraversamenti pedonali. A Varsavia, nel 2010 si volle, per esempio, celebrare i duecento anni dalla nascita del compositore polacco Chopin anche realizzando delle strisce pedonali a forma di tasti del pianoforte. L’opera, Pasy Klawiatury, fu ideata dalle artiste Helena Czernek e Klara Jankiewicz. Nel novembre del 2015, in Spagna, le strisce pedonali della città di Torrelodones (Madrid) sono diventate “ponti tra due strade”, come definite dall’artista bulgaro Christo Guelov che le ha battezzate “Funny Cross”. Dall’altro lato del mondo, nel marzo di quest’anno, due artiste indiane hanno realizzato nella città di Ahmeddabad degli attraversamenti pedonali con un suggestivo effetto 3D, anche in questo caso, col fine ultimo di rendere più sicure le strisce pedonali. Sebbene con limitazioni imposte per via delle stringenti norme stradali, le autorità hanno tuttavia testato gli effetti positivi di queste strisce pedonali artistiche e le hanno approvate. Ve ne abbiamo descritte alcune, ma moltissime città, anche in Italia, hanno fatto questa esperienza. Raccontateci nei commenti, magari postando qualche foto, quelle che voi avete visto nella vostra città o in giro per il mondo.

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05 nov 2016

Stazione Porta Nuova: foto del nuovo parcheggio interrato

di Ludovico Ragonesi

Ieri mattina ha aperto il nuovo parcheggio interrato della stazione di Porta Nuova. L’inaugurazione dell’autorimessa sul lato di via Sacchi è avvenuta con il taglio del nastro alla presenza dell’Assessore ai Trasporti, Maria Lapietra e dell’Amministratore delegato di Grandi Stazioni Rail, Silvio Gizzi. La struttura si sviluppa su quattro piani interrati e permette di parcheggiare 250 automobili, di cui 6 per le persone con disabilità. Il parcheggio sarà gestito da Metropark la società delle Ferrovie dello Stato che si occupa dei parcheggi ferroviari.  Pendolari e turisti potranno accedere al parcheggio tutti i giorni, dalle 5 a mezzanotte. Per i primi quindici minuti la sosta sarà gratuita, per poi pagare 2 euro all’ ora. E’ prevista una tariffa giornaliera di 16 euro. Sono previste agevolazioni per gli abbonati Trenitalia. E’ anche stata completata la sistemazione superficiale dell’area, con la nuova area destinata al parcheggio dei taxi. Sono invece entrati nell’ ultima fase i lavori di restauro delle facciate della stazione:  i cantieri dovrebbero chiudersi entro la fine di quest’anno. Di seguito alcune immagini della nuova struttura, appena inaugurata:

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05 nov 2016

L’arte viaggia in tram

di Alessandro Graziano

Con oggi entra nel vivo il weekend culmine del mese dell'arte contemporanea a Torino, ContemporaryArt 2016, con una serie di mostre, iniziative ed eventi, alcuni dei quali vere e proprie istituzioni dal punto di vista culturale come Artissima, Paratissima, The Others Art Fair, Club to Club, a cui si aggiungono quest'anno gli eventi di Nexst Festival con una sezione off. Un insieme strabiliante di eventi che arricchiscono la città, mostrandola come una delle più vivaci dal punto di vista dell'arte contemporanea in Italia. Questa sera, sabato 5 novembre, sarà la notte delle arti contemporanee con più di 70 appuntamenti disseminati per la città, fra mostre, performance, aperture straordinarie dei musei. Si potranno vedere le vie di Torino disseminate dalle Luci d'artista, grazie a corse speciali di tram storici, in partenza ogni venti minuti da Piazza Castello, fronte Teatro Regio: il tram numero 312 del 1935, il 3104 del 1949 e infine il 2847 del 1960. Un modo eccezionale, magari per spostarsi tra un evento e l'altro, o semplicemente per riposarsi un poco, ammirando le sempre affascinanti luminarie natalizie della città. Per gli appassionati della musica, invece, domani, domenica 6 novembre dalle 17 alle 21.45, nell'ambito di Dance Salvario e in collaborazione con Club to Club e la. Gruppo Torinese Trasporti, è organizzato Smartrams, un tram con un percorso circolare speciale attraverso le vie del centro e di San Salvario, che porterà la musica di Club to Club con Dj set e proiezioni video. L'accesso al tram è gratuito! Per il cartellone completo degli eventi vi rimandiamo al sito di ContemporaryArt2016.

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03 nov 2016

Ecco il nuovo parcheggio interrato di Porta Nuova.

di Alberto Garbin

Dopo sei lunghissimi anni di lavori, domani, venerdì 4 novembre i cittadini di Torino potranno finalmente utilizzare per la prima volta il nuovo parcheggio interrato di Porta Nuova. Tutto ciò arriva dopo alcuni mesi dall’inaugurazione della nuova facciata di Porta Nuova, ristrutturata e finalmente visibile dalla cittadinanza. Il parcheggio, costato circa 11 milioni di euro, è disposto su quattro piani e potrà ospitare 250 autovetture. Pensata per agevolare i pendolari che prendono ogni giorno il treno da Porta Nuova, potrà essere utilizzata dai comuni cittadini, e, ancora meglio, dalle persone che la sera affollano il centro città. In superficie, i cittadini potranno godere di una nuovissima piazzetta quasi completamente pedonabile, vicina alla fermata della metropolitana, alla linea 4 del tram e della piazzola sosta per i taxi, completando così, un primo tassello nella difficile riqualificazione di Via Sacchi. Di seguito proponiamo il reportage fotografico dell’area.

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02 nov 2016

La rivoluzione su ferro: utopia o realtà per Torino?

di Ludovico Ragonesi

Il progetto del tunnel sotto corso Grosseto, prosegue nonostante il Movimento 5 Stelle non lo apprezzi particolarmente. Ciò è motivato non solo dal fatto che si parli di un progetto costoso (160.000.000 di euro) ma anche dalla sua natura altamente invasiva, poiché l’opera potrebbe creare disagi non indifferenti alla circolazione nella periferia nord di Torino. Oltre alla realizzazione del tunnel ferroviario, che allaccerebbe la storica linea Torino-Ceres (ora linea A dell’SFM) al Passante, consentendo di collegare il centro della città con l’aeroporto di Caselle, è previsto che si debbano realizzare due sottopassaggi stradali per ovviare all’ abbattimento del cavalcavia di Corso Potenza/Corso Grosseto, in un’area particolarmente congestionata dal traffico automobilistico giornaliero. Il sindaco Appendino si è mobilitato per dirottare i fondi destinati alla realizzazione delle stazioni mancanti sul Passante Ferroviario (Torino Dora e Torino Zappata) e per poter attivare sul sedime ferroviario abbandonato, lungo i quartieri Madonna di Campagna, Borgo Vittoria e Aurora, una metrotranvia interrata. Non ricevendo parere positivo, il Comune ha approvato la realizzazione del collegamento ferroviario modificando le tempistiche e le logistiche del cantiere. Parallelamente il ministro Delrio e il Presidente Chiamparino hanno approvato l’utilizzo della ferrovia abbandonata come tracciato per un servizio di metrotranvia sul modello di quello illustrato dal Movimento 5 stelle, consentendo così l’apertura di una linea 3 per la metropolitana. È previsto, inoltre, che la linea SFMA si fonda con la linea SFM4, permettendo di collegare l’aeroporto con Alba e le Langhe. Attraverso la linea SFM3, ancora, dall’ aeroporto gli sciatori potrebbero raggiungere le valli olimpiche. Per quel che riguarda la linea 2 della metropolitana, non è stata fissata una data di avvio per i lavori, poiché il progetto non è stato ancora finanziato. Si parla di un servizio che attraverserebbe la città dalla Stazione Rebaudengo (con una diramazione fino al comune di San Mauro) al Cimitero Parco, lungo una direttrice che interesserebbe il centro storico, intercettando la linea 1 a Porta Nuova. La tecnologia utilizzata dovrebbe essere diversa dal VAL e dovrebbe consentire un servizio attivo 24 ore su 24. Riassumendo, Torino si trova oggi a vivere una rivoluzione su ferro, rinnovamento che potrebbe essere ad un bivio se, alle tante parole spese sui giornali, farà seguito l’apertura dei cantieri.

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01 nov 2016

Corso Principe Oddone: ricucitura o strappo?

di Alessandro Graziano

C'era una volta una lunga trincea ferroviaria che separava la città sabauda in due parti: da una parte il centro dall'altra il resto. La città sabauda da quella del novecento e in mezzo sferragliavano treni merci, pendolini diretti a Milano, treni regionali. E fisicamente la città era strappata in ciò che stava aldilà e aldiquà della ferrovia. Un giorno però quella ferrovia fu ricoperta e resa sotterranea e dopo anni di lavori e cantieri al suo posto ricomparvero strade, un corso con i suoi controviali, nuovi ponti, sottopassaggi e rotatorie. Nacque corso Principe Oddone. Questa una breve storia romanzata di come era i l tessuto urbano di Torino prima che fosse creato il passante ferroviario sotterraneo che ha dato modo di riorganizzare il nodo ferroviario di Torino e di rendere sotterranea la ferrovia Torino-Milano. Oggi al suo posto c'è un ampio corso con controviali e nuove alberature, un sottopassaggio all'altezza di piazza Statuto e nuovi percorsi ciclo-pedonali fino piazza Baldissera. La città non appare più strappata e divisa ma riunita e ricucita.  Molti lamentano le rifiniture utilizzate nel nuovo corso che effettivamente non è stato curato come corso Inghilterra che  invece risulta una strada di rappresentanza. E' di recente istituzione da parte della nuova Giunta il limite di velocità a 20 Km orari per i controviali di corso Oddone in quanto giudicato una autostrada urbana e con velocità troppo pericolose peri pedoni. In verità il limite di velocità in città ovvero in centri urbani è sempre di 50 Km orari da un po' di decenni e la riduzione a 20 Km non aiuta di certo la circolazione. Ricordiamo poi a chi definisce il corso una autostrada che Torino ha molti viali a tre corsie che la attraversano che esistono da prima id corso Oddone senza che nessuno abbia mai gridato all'autostrada. La vera soluzione alle alte velocità sarebbero delle sedi stradali più ridotte, maggior spazio per busvie e ciclovie, autovelox e controllo degli assi con telecamere per il rilevamento della velocità. Bisognerebbe quindi progettare con criterio gli spazi urbani, dando il giusto peso alla fruizione del cittadino ma pure lo spazio alle autovetture. Ricordando che le zone 20 sono assolutamente indicate nelle strade interne ai quartieri dove è alta la circolazione pedonale e non negli assi radiali di collegamento urbano.  

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