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01 ago 2016

Blue Torino si espande!

di Alberto Garbin

Qualche mese fa, durante il convegno “Il futuro della mobilità sostenibile” tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, venne presentato il nuovo servizio di car sharing elettrico BlueTorino, dal Gruppo Bollorè, azienda leader del settore dei trasporti e della logistica (all’estero è un servizio già attivo da alcuni anni in città europee ed americane tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Indianapolis). L’intenzione dell’azienda e della Città di Torino è di mettere a disposizione dei cittadini inizialmente 23 auto elettriche e 5 colonnine di ricarica, che diventeranno entro la fine dell’anno rispettivamente 150 auto e 250 colonnine. Entro il 2017 si avranno 400 vetture e 700 colonnine che copriranno una grande parte del territorio comunale. Le auto utilizzate per il servizio (partito a marzo 2016) hanno una autonomia di 250 km, più che sufficienti per coprire gli spostamenti all’interno della città e potranno essere ricaricate nelle apposite stazioni gestite da BlueTorino, inoltre, le auto potranno essere guidate anche dai neopatentati. Il costo dell’abbonamento è pari a 5,50€ al mese con una tassa di registrazione di 10€ più il costo opzionale per la prenotazione dei parcheggi, il tutto comodamente gestito tramite app per smartphone. Il cuore di queste vetture, assemblate nello stabilimento di Bairo, nel Canavese, risiede nelle nuove batterie LMP (litio metal polimer) che consentono una capacità energetica di 30kw/ora e quindi una maggiore autonomia e che potranno, alla fine del loro ciclo vitale, essere riciclate. Una nuova stazione è stata appena completata in corso Tassoni angolo Piazza Bernini. Salgono così a 4 le stazioni da attivare tra cui Corso Peschiera angolo Corso Trapani; Corso Peschiera angolo piazza Sabotino; Corso Stati Uniti.    

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29 lug 2016

Car sharing: addio al servizio gestito da GTT

di Alessandro Graziano

 Il servizio Car City Club è stato inaugurato nel 2002 in collaborazione con Fiat, che ha ancora una quota della società. Iniziativa partita  con il sostegno del Ministero dell’Ambiente, così come in altre città, a partire da Milano, Palermo e Bologna.  Società controllata da Gtt (gruppo torinese trasporti) utilizza automobili del gruppo Fc (Fiat Chrysler auto), si va dalla 500 alla Panda, fino al Renegade e alla Giulietta. Autovetture che vengono fornite al Car City Club in noleggio a lungo termine. Oggi la società può contare su più di 70 stazioni in città e 125 mezzi, mentre è presente in 20 Comuni dell’hinterland, fino a Ivrea, e all’aeroporto di Caselle con un parking. Fino l'anno scorso il servizio vantava quasi 5 mila iscritti, secondo i dati forniti dalla società, ma il numero di utilizzatori dei mezzi con le scritte “Io Guido”. La competizione, nonostante l’abbassamento delle tariffe e le formule solo andata, è complicata. Il free floating, prendo e lascio l’auto dove voglio, di Car2go (di Mercedes) e Enjoy ( gestito da Eni con auto Fiat in partnership con Trenitalia) fa la differenza. Meglio mettere la parola fine prima che si accumulino altre perdite, a meno che l’ultimo tentativo degli amministratori della società pubblica non faccia breccia in Comune. Qualcuno non sembra convinto della bontà di questa scelta.  La consigliera e amministratrice di Car City Club, Rosanna Abbà, pensa che non si dovrebbe chiudere, ma ripianare le perdite, qualche centinaia di migliaia di euro, e ripartire con un nuovo business plan. Suggestione che è stata rilanciata anche all’assessorato ai Trasporti, guidato da Maria Lapietra, che invece parla di liquidare la società in evidente perdita. Sarà davvero la fine del Car sharing pubblico?

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28 lug 2016

Aggiornamento stato lavori Corso Valdocco angolo Via del Carmine.

di Alberto Garbin

Pubblichiamo alcune foto riguardanti i lavori di riasfaltatura di Via del Carmine che interessano tutta la strada da Piazza Savoia fino a Corso Valdocco, davanti al polo del'900. Strada chiusa al traffico, ruspe al lavoro a pochi metri dalle vetrine e negozianti arrabbiati perchè i nuvoloni di polvere e il rumore, scoraggiano il passaggio dei clienti. Un cantiere che ha rovinato i piani dei commercianti del quartiere, che probabilmente speravano di sfruttare queste ultime giornate prima della chiusura del mese di agosto. Questo l'avviso che compare sul sito del Comune di Torino: Via Del Carmine: nel tratto compreso tra piazza Savoia e corso Beccaria, nel periodo dal 18 al 29 luglio 2016, per lavori di manutenzione straordinaria verrà istituita la chiusura al traffico veicolare fatta eccezione per i veicoli di Soccorso, della Forza Pubblica e, per il solo transito, per i veicoli di coloro che devono raggiungere le proprietà latistanti. Di seguito alcune foto scattate per testimoniare i lavori.  

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27 lug 2016

Grattacielo della Regione: nuovi ritardi nella chiusura dei cantieri

di Ludovico Ragonesi

Un cantiere di cui non si riesce ad intravedere la fine: così viene percepita, ad oggi, l’opera di Fuksas. Da diversi giorni è ormai partita l’attivazione della procedura di liquidazione della Trp (Torreregionepiemonte), una delle ditte che si occupavano della costruzione del grattacielo, destinato ad ospitare, entro il 2017, tutti gli uffici della Regione Piemonte. Lo rendono noto i sindacati FeNeal, Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che tutelano gli edili e che hanno chiesto al Comune di Torino di costituire subito un tavolo di crisi. Gli stessi esprimono grande preoccupazione per quel che riguarda i tempi di chiusura dei lavori, preoccupazione che la Regione percepisce, in vista di un ulteriore allungamento dei tempi nella realizzazione dell’opera,  in special modo, dopo lo stallo seguito al fallimento di CoopSette (risalente allo scorso ottobre). Il cantiere è bloccato a un passo dalla fine: l'opera risulta completa al 90% e per ultimare i lavori basterebbe pochissimo. Ciò che non risulta ancora certo è se, per concludere i lavori, sarà necessario indire una nuova gara di appalto. E’ evidente che, in questo caso, i tempi si allungherebbero notevolmente: il rischio più grande sarebbe quello che i lavori proseguirebbero per tre anni circa, forse di più. L’alternativa che la Regione ha tentato in questi mesi, per evitare tutto ciò – ma che ancora non è arrivata alla soluzione definitiva – è quella di affidare l'appalto alla Cmb, una delle ditte che faceva già parte dell'Ati di Coopsette e che potrebbe subentrare come nuova capofila, concludendo i lavori. Tuttavia si rimane in attesa di ulteriori aggiornamenti in proposito. Per il momento è confermato che, nella migliore delle ipotesi, il trasferimento nella torre non potrà avvenire prima di settembre del prossimo anno; nella peggiore, i traslochi saranno previsti per il 2020.

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26 lug 2016

Foto | Piazza Arbarello: restauro dell’ex sede della Facoltà di Economia

di Alessandro Graziano

Al numero 8  di piazza Arbarello c’è l’ex sede della Facoltà di Economia e Commercio i cui lavori di restauro e rifunzionalizzazione sono in fase inoltrata. Sarà ristrutturata, per diventare la «succursale urbana» della Fondazione Collegio Carlo Alberto e del Centro Studi sul federalismo. Inizio cantiere 2012 Committente: Compagnia di San Paolo – Collegio Carlo Alberto Importo lavori:  7.500.000 euro Arch: DAR (Giovanni Durbiano, Manfredo di Robilant) con Isolarchitetti Srl Strutture: ICIS Srl Impianti: Giuseppe Bonfante - Proeco L’edificio, risalente agli anni 1930, si trova nel quadrilatero romano e coincide con un isolato, uno dei più piccoli del centro urbano, di cui ne occupa tutti i lati. Il progetto prevede il rinnovamento degli spazi e della distribuzione a partire dalla creazione di una nuova aula magna interrata e dalla trasformazione dell’attuale aula magna a piano terra in cuore pulsante della vita dell’edifico, destinato creare il senso di una comunità di circa 200 tra docenti e ricercatori di economia con provenienze largamente internazionali e prospettive e tempi di permanenza limitati. In particolare l'edificio risulta essere circondato da ponteggi, mentre sul retro in via Assarotti si stanno realizzando lavori di ampliamento e risistemazione dell'aula magna esistente. Di seguito delle immagini che mostrano l'edificio in cantiere e due rendering di come si mostrerà in futuro.    

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25 lug 2016

Nuovi ritardi per il prolungamento della Linea 1 della metro di Torino

di Alberto Garbin

Dopo che nei giorni scorsi ha fatto notizia il trasferimento di fondi (28,9 milioni di euro) previsti per la realizzazione della precedente versione del progetto della linea 2 della metropolitana, destinati invece al completamento della Linea 1, ecco che si ritorna a parlare di ritardi nel tanto atteso prolungamento verso Piazza Bengasi. Si, perchè a quanto pare non vedremo aperto il tratto Lingotto – Bengasi almeno fino al 2018 secondo infra.To (l’agenzia che gestisce gli scavi). Nelle righe recapitate al coordinatore alla viabilità della circoscrizione 8, Massimiliano Miano, non viene fornita un’indicazione più precisa. Se però guardiamo alle previsioni fatte all’inizio di marzo, non è difficile capire che il nuovo slittamento sarà almeno di 3 mesi. Non a caso era stata fissata a settembre 2017 la conclusione delle opere civili, che ora invece viene indicata a dicembre. Nell’ultimo aggiornamento del cronoprogramma di Infra.To mancano i tempi per le opere di finitura e i collaudi. Dure anche le reazioni del consiglio di circoscrizione: «Infra.To sta perdendo credibilità - dice Alessandro Lupi - : ci vuole più rispetto per i negozianti, che da quattro anni subiscono danni incalcolabili». Infatti è dal 2012 che, tra un intoppo e l’altro, l’ultimo tratto di via Nizza è tagliato in due dai cantieri, che hanno reso praticamente impossibile il commercio oltre il Lingotto. Giovanni Tantimonaco, uno dei tanti negozianti che si affaccia su Via Nizza è molto preoccupato: «È scandaloso che, per l’ennesima volta, i tempi non siano rispettati». Subirà, quindi, un altro slittamento anche la riapertura di via Nizza, prevista ad aprile-maggio dell’anno prossimo e non più a marzo.

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22 lug 2016

Parcheggi 2.0. Abbiamo provato Pyng. E ci è piaciuto!

di Alessandro Graziano

A Torino, è possibile utilizzare varie App, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. A chi non è mai capitato di non avere monete al momento del parcheggio in città, o di trovare i parchimetri rotti e dover fare strada per cercarne uno o, peggio ancora, essere lontani dall'auto  e affrettarsi, col timore di prendersi una multa, per via del parcheggio scaduto? Bene, da qualche tempo la tecnologia ci viene incontro e ci rende la vita più facile. Esistono infatti parecchie applicazioni che ci permettono di pagare il parcheggio in molte città italiane in modo semplice e grazie al proprio smartphone. A Torino, è possibile utilizzarne varie, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. È di quest'ultima che vi parleremo. Pyng è una applicazione disponibile sia per dispositivi Android, che IOS. Una volta scaricata, non si deve far altro che collegare l'account dell'applicazione al proprio account Telepass (l'operazione è fattibile sia sull'applicazione che dal sito Telepass, inserendo targa e password) e quindi scaricare e stampare un piccolo contrassegno Pyng da esporre sul proprio cruscotto e che permetterà ai controllori GTT di comprendere che il parcheggio è stato pagato tramite questa app. Fatte queste due facili operazioni, è possibile iniziare a pagare la sosta tramite Pyng. L'applicazione, tramite gps del telefono, segnala l'ubicazione del parcheggio, tuttavia è anche possibile inserire la via, manualmente. In caso di prossimità di due zone a diversa tariffa, l'applicazione chiede all'utente di specificare in quale zona ha parcheggiato, attraverso un codice indicato sui cartelli di sosta  da usare sull''app ( in foto 70211 su fondo rosa). Quindi, si stabilisce un tempo, con rispettivo pagamento. Qui non esiste un importo minimo, a differenza dei parcometri a monete dove è invece di 50 centesimi. La cosa molto interessante di questa nuova modalità di pagamento è che è possibile non solo prolungare la sosta a distanza, procedendo in modo manuale come indicato più sopra, ma anche terminare una sosta in anticipo e quindi, risparmiare. Il servizio è gratuito e Telepass non ricarica alcun costo sui parcheggi, a differenza di altre applicazioni. L'addebito avviene direttamente sul conto Telepass e non servono quindi carte di credito. Tutto è estremamente semplice, flessibile e si risolve in pochi click. La consigliamo.

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