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10 ago 2016

Foto | facciata Bauhaus all’istituto Regina Margherita

di Alessandro Graziano

L’idea di un intervento migliorativo dell’istituto Regina Margherita in via Valperga Caluso nasce alla fine del 2014 tra la Circoscrizione 8, la preside del liceo e l’associazione culturale torinese “Il Cerchio e le Gocce”, che si propone di portare all’interno della città, in modo finalmente legale, le culture underground, lo street-art e il graffiti writing. Dalla pagina facebook dell’associazione, ricaviamo un po’ di informazioni sul progetto che vogliamo condividere con i lettori di Mobilita Torino: “L’esigenza principale era quella di riqualificare l’istituto rivitalizzando l’edificio e lo slargo antistante che vertevano nel degrado. […]Il progetto è stato affidato all’associazione Il cerchio e le Gocce e alla Fondazione Contrada Onlus e avviato nel 2015, grazie al contributo economico del Comune e della Circoscrizione. Il primo passaggio, avvenuto nella primavera dello stesso anno, consisteva in un workshop rivolto agli studenti e finalizzato alla realizzazione di un murales all’interno dell’istituto. Dalla suggestione con i ragazzi e ispirandosi al funzionalismo del Bauhaus è nato il progetto per la facciata esterna, un elaborato pensato per dialogare con l’architettura razionalista dell’edificio.” La Fondazione si è occupata dell’organizzazione e della logistica, mentre gli artisti de Il Cerchio e le Gocce hanno realizzato il lavoro in collaborazione con i ragazzi e un professore dell’istituto. Il 13 Luglio, dopo una settimana di lavoro, come possiamo vedere dalle foto, un angolo piuttosto grigio e anonimo del bel quartiere di San Salvario è stato riqualificato con un progetto che ha coinvolto istituzioni, ragazzi dell’istituto e associazioni. Un progetto dal basso, il cui risultato – leggiamo ancora dalla pagina fb – è stata un’opera di arte condivisa con un enorme impatto su tutto il quartiere, un messaggio positivo per le nuove generazioni, e non solo, che si approcceranno al nuovo anno scolastico. Aggiungiamo che la rinascita culturale e sociale di una città passa anche dalle piccole opere condivise.

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