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11 set 2017

Officine Grandi Riparazioni: riapre il distretto di creatività e innovazione

di Alessandro Graziano

Con 90 milioni di euro per il restauro e la rinascita dello storico e imponente edificio a forma di H (circa 20.000 mq di superficie per 16 metri di altezza su un’area complessiva di 35.000 mq), le OGR rappresentano il più grande investimento diretto della Fondazione CRT su un unico progetto. Le imponenti opere di riqualificazione hanno coinvolto aziende locali e impiegato più di 100 persone, per circa 300.000 ore complessive di lavoro. Una volta a regime, le OGR creeranno nuova occupazione per oltre 150 posti. Le officine, furono stabilimento di manutenzione di veicoli ferroviari, dapprima delle Strade Ferrate dell'Alta Italia (SFAI), poi della Rete Mediterranea (RM) e infine delle Ferrovie dello Stato. All'inizio del XX secolo, furono soprannominate Officine Nuove, per distinguerle dalle già esistenti di Stazione Porta Nuova; si eseguivano qui le grandi riparazioni delle locomotive a vapore e delle locomotive elettriche a corrente alternata trifase. Nel secondo dopoguerra, cessate le attività sui due precedenti tipi di motrici, furono adibite alla manutenzione delle automotrici. Con l’apertura sabato 30 settembre delle nuove OGR, riqualificate e restituite alla città da Fondazione CRT, nasce a Torino il Distretto della Creatività e dell’Innovazione, punto d’incontro di mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro e danza, laboratori, start up e imprese innovative. Un luogo che diventa progetto, unico esempio di riconversione industriale in Europa finalizzato a far convivere al proprio interno due anime, quella della ricerca artistica, in tutte le sue declinazioni, e quella della ricerca in ambito tecnologico. L’architettura industriale delle OGR, oggi posizionata nel cuore di Torino (in corso Castelfidardo, a pochi metri da Porta Susa e a 50 minuti da Milano con l’alta velocità) ospiterà, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti – dalla musica classica a quella elettronica – eventi di teatro, danza e arti performative, laboratori, start up, imprese innovative – dai Big Data al gaming – unendo le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie digitali. Ad arricchire ulteriormente il quadro, vi sarà un’ampia area dedicata al gusto con un forte legame con la filiera enogastronomica piemontese, pensata per accompagnare i visitatori dalla prima colazione fino al dopo cena. Centro per le arti visive e performative e, insieme, centro per la ricerca scientifica, tecnologica, industriale, le OGR funzioneranno da vera e propria “cassa di risonanza” per il ricco tessuto delle realtà culturali e produttive del territorio: queste ultime saranno messe in connessione con le eccellenze internazionali, in un processo di scambio e trasferimento di competenze attraverso importanti collaborazioni con i player dell’arte e dell’innovazione. Il riordino urbanistico di questa parte di città – per la cui attuazione la Fondazione CRT ha affiancato il Comune di Torino – vede anche la creazione ex novo di due piazze pubbliche, vere e proprie agorà connesse funzionalmente alle Officine, ma liberamente fruibili da tutti come luoghi di relax, riflessione, incontro e socializzazione nell’arco della giornata: la Corte Est, affacciata su corso Castelfidardo, con opere d’arte a cielo aperto – la prima installazione pubblica e site-specific sarà “Procession of Reparationists”, realizzata da William Kentridge, tra i massimi esponenti dell’arte contemporanea a livello mondiale – e l’inserimento nella trama della pavimentazione di elementi sia artistici, quali, ad esempio, i profili metallici a simboleggiare le vecchie rotaie ferroviarie, sia di arredo urbano, come le collinette e le panchine ispirate nel design alle locomotive dei treni; la Corte Ovest, su via Borsellino, con un giardino caratterizzato dall’antica torre dell’acqua e da un palco, posto ideale per eventi, spettacoli, esposizioni, ristorazione e aperitivi en plein air. Il cortile antistante le OGR ospiterà un’importante opera d’arte contemporanea fortemente significativa e simbolica, appositamente realizzata per il luogo e ispirata alla sua vocazione industriale e operaia. L’opera, che entrerà formalmente a far parte della collezione di proprietà della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, è stata commissionata a un celebre artista di fama internazionale individuato dalla Direttrice del Castello di Rivoli e della GAM insieme al Comitato Scientifico della Fondazione per l’Arte, e intende essere un dono non solo per le OGR, ma per l’intera città. Sabato 30 settembre avrà inizio il Big Bang: due settimane di festa, fino a sabato 14 ottobre, durante le quali le OGR saranno a ingresso libero e gratuito per tutti, con concerti unici accanto a mostre e laboratori dove i protagonisti saranno i bambini insieme agli artisti.   info e contatti su http://www.fondazionecrt.it/

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02 nov 2016

La rivoluzione su ferro: utopia o realtà per Torino?

di Ludovico Ragonesi

Il progetto del tunnel sotto corso Grosseto, prosegue nonostante il Movimento 5 Stelle non lo apprezzi particolarmente. Ciò è motivato non solo dal fatto che si parli di un progetto costoso (160.000.000 di euro) ma anche dalla sua natura altamente invasiva, poiché l’opera potrebbe creare disagi non indifferenti alla circolazione nella periferia nord di Torino. Oltre alla realizzazione del tunnel ferroviario, che allaccerebbe la storica linea Torino-Ceres (ora linea A dell’SFM) al Passante, consentendo di collegare il centro della città con l’aeroporto di Caselle, è previsto che si debbano realizzare due sottopassaggi stradali per ovviare all’ abbattimento del cavalcavia di Corso Potenza/Corso Grosseto, in un’area particolarmente congestionata dal traffico automobilistico giornaliero. Il sindaco Appendino si è mobilitato per dirottare i fondi destinati alla realizzazione delle stazioni mancanti sul Passante Ferroviario (Torino Dora e Torino Zappata) e per poter attivare sul sedime ferroviario abbandonato, lungo i quartieri Madonna di Campagna, Borgo Vittoria e Aurora, una metrotranvia interrata. Non ricevendo parere positivo, il Comune ha approvato la realizzazione del collegamento ferroviario modificando le tempistiche e le logistiche del cantiere. Parallelamente il ministro Delrio e il Presidente Chiamparino hanno approvato l’utilizzo della ferrovia abbandonata come tracciato per un servizio di metrotranvia sul modello di quello illustrato dal Movimento 5 stelle, consentendo così l’apertura di una linea 3 per la metropolitana. È previsto, inoltre, che la linea SFMA si fonda con la linea SFM4, permettendo di collegare l’aeroporto con Alba e le Langhe. Attraverso la linea SFM3, ancora, dall’ aeroporto gli sciatori potrebbero raggiungere le valli olimpiche. Per quel che riguarda la linea 2 della metropolitana, non è stata fissata una data di avvio per i lavori, poiché il progetto non è stato ancora finanziato. Si parla di un servizio che attraverserebbe la città dalla Stazione Rebaudengo (con una diramazione fino al comune di San Mauro) al Cimitero Parco, lungo una direttrice che interesserebbe il centro storico, intercettando la linea 1 a Porta Nuova. La tecnologia utilizzata dovrebbe essere diversa dal VAL e dovrebbe consentire un servizio attivo 24 ore su 24. Riassumendo, Torino si trova oggi a vivere una rivoluzione su ferro, rinnovamento che potrebbe essere ad un bivio se, alle tante parole spese sui giornali, farà seguito l’apertura dei cantieri.

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