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04 giu 2018

Metro 2: lavori a partire da Barriera o Mirafiori?

di Alessandro Graziano

Si è molto discusso in questi giorni sull'avvio dei futuri cantiere della metro 2 da Mirafiori dove sarebbe costruito il deposito dei treni La metro 2 probabilmente partirà da Torino Sud. Così hanno di fatto annunciato i tecnici di Systra, la società che si è aggiudicata la progettazione preliminare, spiegando che il punto di partenza dei cantieri della nuova linea, verrà scelto in base al posizionamento del deposito. Attualmente si è individuata l’area Tne a Mirafiori dove si pensa di poter avviare il primo lotto di cantieri nel 2020 tra via Plava e via Anselmetti. All'inizio seocndo progetti preliminari e datati la linea doveva avere due depositi. Uno nell'ex scalo Vanchiglia oramai in disuso e in abbandono ed uno a Mirafiori Sud. Ad oggi invece secondo gli esperti Systra il deposito sarebbe solo uno a Mirafiori. Il che vorrebbe dire ovviamente cominciare i cantieri della linea da sud verso il centro. A discapito da quanto scritto da molte testate (nelle gengive) giornalistiche, la metro arriverà nel futuro fino il quartiere Barriera di Milano e poi a San Mauro. Quindi la zona nord non verrebbe abbandonata o tagliata fuori dal progetto della metro 2. Si tratta di scelte ingegneristiche che comportano anche tagli di risorse economiche, vista l'inutilità di due depositi nella stessa linea. Invece sarebbero utili investimenti pubblici e privati per riconvertire le aree urbane vuote e abbandonate in zona Nord. In realtà l'ex trincea ferroviaria di via Gottardo e company sarà utilizzata per la futura sede di M2. Quindi il deposito a Vanchiglia poteva essere un'ipotesi di riqualificazione urbana. Anche se non si riqualifica un quartiere con un deposito di treni, ma con servizi pubblici, aree verdi, asili, piste ciclabili, aree per mercati artigianali, piazze pedonali e biblioteche. Quindi cari lettrici e lettori la metro arriverà nei prossimi anni fino San Mauro partendo da Mirafiori.

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23 mar 2017

Iren comincia lo smantellamento della centrale elettrica di Mirafiori

di Alberto Garbin

E’ iniziato da pochi giorni la demolizione dei quattro camini della centrale termoelettrica di Mirafiori Nord, di Corso Salvemini 5 a Torino, per poi passare gradualmente allo smantellamento delle restanti parti dell’impianto. Una volta terminati i lavori, sullo stesso sito sarà realizzato un sistema di accumulo di calore a servizio della rete di teleriscaldamento torinese, per aumentarne ulteriormente l’affidabilità e proseguire nel piano di saturazione degli allacciamenti senza ulteriore produzione di energia termica. L’istallazione di questo nuovo impianto consentirà di risparmiare circa 3 milioni di metri cubi di gas naturale e di evitare emissioni in atmosfera pari a circa 3 tonnellate all’anno di ossidi di azoto e 8 mila tonnellate all’anno di anidride carbonica. Ma non è tutto qui. Nell’ottica della sostenibilità e della valorizzazione ambientale dell’area, Iren ha studiato un progetto che vede l’integrazione del nuovo sistema di accumulo calore con due tecnologie rinnovabili: solare termico e fotovoltaico. L’impianto solare termico, della potenza di circa 400 kWt, sarà in grado di produrre energia termica pulita a “emissioni zero” da immettere direttamente nella rete di teleriscaldamento a servizio delle utenze cittadine. L’impianto fotovoltaico, della potenza di circa 35 kWp, produrrà invece energia elettrica per gli ausiliari del sistema di accumulo e verrà installato sul tetto del nuovo edificio. L’energia elettrica così prodotta sarà, quindi, usata in loco per il funzionamento dell’impianto, riducendone sensibilmente il consumo energetico. Grazie all’integrazione delle fonti rinnovabili si eviterà annualmente l’emissione in atmosfera di circa 80 tonnellate di anidride carbonica.   Fonte: Quotidiano Piemontese

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29 nov 2016

Una nuova linea di autobus elettrici, tra Mirafiori e Lingotto

di Ludovico Ragonesi

La Giunta Comunale ha approvato il progetto di una nuova linea, gestita con bus elettrici, tra Mirafiori e il Lingotto. La Società Gtt ed il Ministero per l’Ambiente hanno finanziato l’acquisto dei 4 nuovi mezzi, per un totale di 1 milione e 952 mila euro. Tale operazione è stata resa possibile grazie al contributo della Città di Torino, la quale aveva presentato la proposta al Ministero per l’Ambiente, nell’ambito del Protocollo d’Intesa Anci-Conferenza delle Regioni, creato con l’obiettivo di incentivare misure per il miglioramento della qualità dell’aria e l' efficienza del trasporto pubblico locale. Si stima che l’utilizzo dei nuovi veicoli alimentati elettricamente,  in sostituzione degli attuali a gasolio, porterà a una riduzione di emissione di Co2 pari a 262 tonnellate annue. La nuova linea nasce dall’ esigenza di una riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico, per garantire il collegamento tra piazzale Caio Mario, la stazione del Lingotto, il nuovo palazzo della Regione Piemonte e la stazione della metro. Una parte del tracciato  transita per corso Unione Sovietica, punto di raccordo con autolinee extraurbane provenienti dalla Provincia di Torino, nonché zona di collegamento con le tre stazioni di bike sharing ed una di car sharing elettrico.

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