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01 set 2016

Tobike: il servizio si rinnova e si espande

di Alessandro Graziano

Si investe sulla mobilità sostenibile, a Torino in arrivo 8 nuove stazioni del bike sharing e nuove bici made in Taiwan Dopo 6 anni di intenso servizio, 25 mila abbonati e il bel traguardo di oltre 130 stazioni a Torino (e altre 50 che andranno a coprire l’80% del territorio cittadino) le circa 1000 biciclette del servizio ToBike stanno per essere sostituite ed entro la primavera del 2018 nasceranno otto nuove stazioni che potranno così servire zone attualmente scoperte dal bike sharing e permettere a più persone di utilizzare la bicicletta per i propri spostamenti. Il progetto in numeri: 8 nuovi cicloparcheggi 200 mila euro i costi di realizzazione dei soli nuovi parcheggi forniti di bici 1200 nuovi abbonati stimati Entro Aprile 2018 To Bike sarà un servizio a disposizione di tutti i residenti delle aree intorno a largo Giachino, a via Paolo Solaroli di Briona/corso Casale, a corso Palermo/via Montanaro,  corso Settembrini/strada della Manta,  corso Orbassano/corso Settembrini, a corso Tazzoli/corso Siracusa, a corso Palermo/via Parma e nell’area tra via Cigna 119/via Cervino. In sintesi 5 cicloparcheggi saranno dislocati nell'area Nord tra quartiere Aurora e Borgo Po, 3 nella zona a sud tra Mirafiori e palaAlpitour. ( a questo link la mappa elaborata in Google maps https://drive.google.com/open?id=1O_llCxcQG35s6dwvEHlYVRiNvyw&usp=sharing ) Le otto nuove stazioni serviranno circa 1.200 persone in più, presumibilmente tutti nuovi abbonati. Il costo di realizzazione delle otto nuove stazioni del bike sharing è stato stimato in 200mila euro, soldi che sono legati d un più ampio Piano per le periferie ( di cui parleremo presto). Le nuove biciclette invece provengono da Taiwan, terra da cui arrivano le migliori bici in rapporto qualità prezzo, rispetto alle più economiche prodotte in Cina.   I tecnici taiwanesi hanno lavorato su un prodotto seguendo le indicazioni della società torinese. Tra le novità annunciate, un cestello molto più robusto e integrato nel telaio (in effetti, è abbastanza facile trovare delle biciclette in giro con cestelli mezzi staccati o rotti); la bici sarà sempre in alluminio, ma avrà dimensioni più piccole: il diametro delle ruote passa da 28 pollici a 26. Migliorerà il comfort, il sellino in gel sarà mantenuto, mentre il cambio è completamente rinnovato e permetterà il cambio da fermi. Il nuovo parco biciclette dovrebbe essere pronto forse già per il mese di settembre 2016  mentre dal 2018 a Torino le stazioni attive diventeranno in questo modo 141. Per l’utente  i costi sono di abbonamento  sono : annuale 25 euro, il settimanale 8 euro, mentre il giornaliero 5 euro.

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13 lug 2016

Progetto VENTO: scopriamo insieme di cosa si tratta.

di Alberto Garbin

In questi giorni si è tornati a parlare di Vento, il progetto del Politecnico di Milano che consiste in una pista ciclabile di 679 chilometri che collegherà Torino a Venezia lungo il corso fluviale del Po. Una volta ultimata, potrebbe diventare una delle piste ciclabili più lunghe d’Europa. Un lungo percorso ciclabile in cui non ci si dovrà preoccupare di strade, autostrade o ostacoli di sorta da superare. Viaggiare tra i meravigliosi paesaggi del Nord Italia non sarà più da considerarsi un’impresa rischiosa e impraticabile. Vento non è solamente un progetto ambizioso ma sarà una vera e propria risorsa per l’economia Italiana, potrà essere infatti un richiamo turistico impressionante se sviluppata a dovere. Il paesaggio italiano è un vero e proprio marchio che ci rende famosi in tutto il mondo, un sinonimo di qualità, ed è  la risorsa più preziosa che abbiamo. Questo progetto ci aiuterà a conoscere ed apprezzare tutti quegli elementi del territorio che rendono l’Italia una delle mete più desiderate dai turisti: quasi metà dell’intera lunghezza del percorso sarà infatti all’interno di aree protette, per quasi 300 chilometri da percorrere completamente immersi nella natura. Dal Monferrato al delta del Po, da Venezia ai navigli di Milano, passando per i piccoli borghi pieni di storia e architettura che caratterizzano così tanto il paesaggio della Pianura padana. Senza contare poi l’enorme offerta di prodotti che ci fanno conoscere in tutto il mondo, dall’enogastronomia all’artigianato. L’ambizione del progetto è evidente: in un paese come l’Italia, e nel caso specifico, della Pianura Padana, nonostante il forte potenziale di “ciclabilità” , la vita dei ciclisti è dura, se non impossibile. La mancanza di infrastrutture, manutenzione inesistente e strade trafficatissime rendono anche un semplice tragitto casa – lavoro un’impresa. Nonostante tutto ciò, gli esperti del progetto Vento hanno stimato che basterebbero circa 80 milioni di euro per completare l’intero percorso. Si, perchè una grossa parte, è già pedalabile in sicurezza per una lunghezza totale di circa 100 chilometri, mentre altri 290 chilometri sarebbero invece convertibili a ciclabile con semplici cambi di alcune regole d’uso di argini, sentieri, e strade poco utilizzate. Altri 150 chilometri diverrebbero ciclabili con un vestimento irrisorio, mentre per gli ultimi 145 chilometri da costruire ex-novo, servirebbero poco più di 60 milioni. La strada da seguire è ancora molto lunga, ma si spera che la Vento possa rappresentare un nuovo modo di vivere le vacanze, ovvero lenta, verde e non limitata ai grandi nomi celebri del comparto turistico.    

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