Articolo
20 giu 2016

Piazza Arbarello: nuova sede Reale Mutua Assicurazioni

di Alessandro Graziano

Procedono spediti i lavori nell'isolato futura sede della Reale Mutua a piazza Arbarello Procedono speditamente i lavori di costruzione, ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell'isolato compreso tra corso Siccardi, via Bertola, via S. Dalmazzo e via Santarita, della nuova sede del gruppo assicurativo torinese Reale Mutua, casa fondata nel 1828. Il complesso avrà un impatto positivo sulla vicina piazza Arbarello, cuore di accesso al quadrilatero Romano. L'immobile prende il posto dell'ex palazzina dell'Iren (acquistata da Reale Mutua all'inizio del 2013 con un investimento di 20 milioni di euro), e il progetto della facciata è firmato dallo studio Iotti e Pavarani Architetti di Reggio Emilia, vincitore di un concorso di idee lanciato dalla società assicurativa torinese. La composizione riprende l'idea delle finestre alte e slanciate care all'architettura torinese ottocentesca e la traduce nel linguaggio del XXI secolo, con grandi vetrate, che, alla sera, con l'illuminazione artificiale accesa, dà davvero vita a quello che è già stato battezzato l'isolato della luce. L'edificio ha nove piani,  ed è allineato all'altezza delle costruzioni esistenti. Il progetto dell'edificio invece  è dello studio Artecna ed è il primo edificio torinese a zero emissioni, grazie agli accorgimenti studiati in tema di sostenibilità ambientale e risparmio energetico. Sono previsti uffici per 800 posti, con un parcheggio interno di 150 posti e con una sala conferenze con capacità per 200 persone. La distribuzione degli spazi interni risponde a criteri di massima flessibilità, in modo da essere sempre possibili i mutamenti che la continua evoluzione di tecnologie e sistemi di lavoro richiedono. Per ciò che riguarda, invece, il Turin Palace Hotel, l'albergo da decenni di proprietà di Reale Mutua ( chiuso dal dopo Olimpiadi) è anche esso in fase avanzata di ristrutturazione e restauro e ospiterà 120 tra stanze e suite, con un'offerta che va dalla clientela business a quella del turismo del week-end, e con servizi a 360°  

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Proposta
20 giu 2016

Tram 18: ripristinare un asse portante del TPL torinese

di Alessandro Graziano

 La moderna linea 18 nasce il 2 maggio 1982 ma dal 2007 è gestita con bus. Un po' di storia: La moderna linea 18 nasce il 2 maggio 1982 dall'unione dei percorsi delle linee 1 (a sud da corso Settembrini a corso Regina Margherita) e 8 (a nord da corso Regina Margherita a piazza Abba). Intorno al 1992 il capolinea di via Paroletti viene abbandonato in favore di piazza Sofia, spazio molto più ampio sito circa 500 metri più a nord. In occasione di cantieri la linea viene spesso limitata o piazza Carducci o in via Millefonti oppure deviata da via Madama Cristina in via Nizza. Tra il 1994 e il 1995 il percorso centrale abbandona l'originale via Accademia Albertina in favore di via Lagrange e via Carlo Alberto ma questa scelta dura un decennio, infatti nel 2004 viene riaperta via Accademia Albertina (e nel 2006 anche via Rossini) dove il 18 torna. La gestione del 18 sull'intero percorso prosegue per un anno circa, fino a quando i lavori di prolungamento della linea 1 di metropolitana in via Nizza non impongono il blocco del transito tranviario. Si inizia con una gestione limitata in piazza Carducci (con un bus navetta da piazza Carducci a corso Settembrini) ma dal 10 settembre 2007 lo spazio disponibile in piazza Carducci è molto limitato e ciò porta alla totale gestione del 18 con autobus autosnodati a due casse Nel 2011 è stata limitata a piazzale Caio Mario, introducendo però il transito in entrambe le direzioni presso la stazione ferroviaria Lingotto e unificando il percorso feriale e festivo. Esiste un progetto di spostamento di una direzione della linea 18 da via Nizza a via Ventimiglia e di entrambe le direzioni da via Passo Buole a via Onorato Vigliani, ma questa ipotesi difficilmente si realizzerà. Ma perché ripristinarlo? Almeno tre motivi determinatati: 1) La capacità di trasporto di una linea tranviaria Secondo la normativa vigente (UNI 8379) i parametri identificativi di massima delle tranvie sono : capacità linea tranviaria: 4000 pax/h per direzione  verso 2600 pax/h (bus a due casse) 2) Le emissioni di una tranvia Il rendimento di un motore elettrico è nettamente superiore a quello di un motore termico. Un motore elettrico può raggiungere un rendimento elevato - oggi compreso tra il 90% e il 95% -, a differenza di un motore termico – diesel o gas - che si attesta tra il 22 e il 27%. Ciò significa che nel motore elettrico 9 parti di energia potenziale sono sfruttate in energia meccanica e 1 si disperde in calore mentre nel motore termico solo un quarto dell'energia potenziale viene effettivamente utilizzato per far muovere il veicolo mentre i 3/4 si disperdono in calore. 3) l'esistenza dell'infrastruttura Su gran parte della linea 18 esercitata con bus rimangono sia rotaie che linea aerea elettrica di alimentazione dei convogli. Basterebbe investire sull'ammodernamento della linea quindi sia su precedenze semaforiche che su ripristino rotaie rimosse modernizzando di fatto l'infrastruttura. A medio termine si potrebbero acquistare convogli tranviari più moderni a pianale ribassato, con una grande accelerazione e molto più silenziosi. Cosa proponiamo? Vista la coincidenza della linea di metro nel percorso di via Nizza e nell'ottica di intermodalità  e interscambio del sistema di trasporto pubblico, proponiamo un interscambio la linea 1 della metro  nel piazzale dove c'è la metro Carducci e quindi il polo ospedaliero delle Molinette. Ciò fungerebbe da collegamento tra il quadrante nord est della città a quello sud . Inoltre la tranvia dovrebbe riconnettersi alla fermata del passante ferroviario Lingotto scavalcando la ferrovia e attestando il suo terminal a piazza Caio Mario. In alternativa si potrebbe sdoppiare la linea tranviaria 10 che attualmente si attesta in via Settembrini facendole oltrepassare la ferrovia e fermandola a piazza Bengasi. Qui si potrebbe interscambiare con la futura fermata della metropolitana Bengasi e con il tram 18 che potrebbe avere il suo terminal proprio nella piazza ridisegnata come porta Sud di accesso alla città.

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Opere
20 giu 2016

Tram di Torino

di Mobilita Torino

    Gestore: gruppo torinese trasporti GTT Data inizio costruzione: 1871 Ultima linea inaugurata: 19 aprile 2015 nuova linea 6 Piazza Statuto - Piazza Hermada Km di linee: 163 km di binari attivi di cui 80 km protetti in sede propria Mezzi in uso: serie 2800   Costruiti dalle officine Stanga, Moncenisio e Seac e malgrado i dubbi iniziali riguardanti il reimpiego di vecchie parti, i "nuovi" tram si presentavano molto bene, offrivano una ottima accelerazione ed una velocità di punta di 48 Km/h. serie 5000 In occasione dei mondiali del 1990, per la nuova linea tranviaria (il 9) che collegava il nuovo stadio delle Alpi, fu acquistata una nuova serie di vetture, denominate TPR (tram a pianale ribassato) 5000. serie 6000 Ufficialmente chiamati "Cityway", sono i tram più moderni di Torino, costruiti dalla francese Alstom negli ex-impianti della Fiat Ferroviaria di Savigliano.   Totale fermate: 550 fermate Numero linee e percorsi: 8 linee 3 Corso Tortona - Piazzale Vallette 4 Strada del Drosso - Via delle Querce 6 Piazza Statuto - Piazza Hermada 9 Piazza Stampalia - Corso Massimo D'Azeglio 10 Rondò della Forca - Corso Settembrini 13 Piazza Campanella - Piazza Gran Madre 15 Via Brissogne - Piazza Coriolano 16 linea circolare attorno il centro storico con capolinea a Piazza Sabotino A le sopracitate linee tranviarie si aggiungono tre linee con servizi speciali di natura turistica e per grandi eventi: 7 linea turistica Piazza Castello (circolare) 79 ferrovia a dentiera Sassi-Superga 9/ (linea speciale in occasione grandi eventi allo Juventus Stadium) Piazza Bernini / Porta Nuova/Stadio Juventus   Ricordiamo (dati GTT del 2013) che 8 linee di tram trasportano all'anno ben 60 milioni di passeggeri.

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Opere
20 giu 2016

Passante Ferroviario di Torino

di Alberto Garbin

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa Costo dell’opera: 1,4 miliardi € Data di inizio lavori: 1987 Data di fine lavori: 2019?   Cenni Storici Il passante ferroviario di Torino è una linea ferroviaria che attraversa in sotterranea la città di TorSchema del Passante Ferroviario di Torinoino ed è gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Nel 1905, su sollecitazione del Comune di Torino, si chiese l’abbassamento del piano su cui transitavano i treni; infatti, all’inizio del secolo le linee ferroviarie furono progettate e costruite a raso, costituendo col passare del tempo un grosso disagio. I tratti interessati dal progetto furono: la Torino-Genova, da corso Sommeiller a Torino Smistamento; la linea per Modane, da Torino Smistamento a oltre il "Bivio La Grangia" e dall'uscita di Porta Nuova al "Quadrivio Zappata"; la linea per Milano, dal "Quadrivio Zappata" a corso Vittorio Emanuele II. Nel 1911 cominciarono i lavori, sospesi durante la prima guerra mondiale e ripresero solamente nel 1923. Oltre al raddoppiamento di tutti i binari e alla loro posa dentro una trincea lunga 4 km e profonda 7 metri, vennero costruiti anche i calvalcavia di Corso Dante, Corso Bramante e Corso Sommellier. Fu solamente alla fine degli anni ’70, per la precisione nel 1979, che si concretizzò il progetto del passante ferroviario. In quell’anno la Regione Piemonte elaborò un nuovo Piano dei Trasporti in cui venne definito di priorità assoluta il passante. Inizialmente i lavori interessarono il tratto da Torino Lingotto fino a Trofarello, ma è solo dal 1987 che iniziarono i lavori di interramento e quadruplicamento della linea Torino – Milano. Tra settembre ed ottobre 2009 vennero attivati i binari del passante permettendo la dismissione dei binari in superficie. Nello stesso momento vennero chiuse le stazioni in superficie Dora e Porta Susa. Con un costo totale di 1,4 miliardi di € la linea sotterranea fu totalmente aperta il 2 dicembre 2012.   Stato attuale Dopo quasi tre anni, il 16 giugno 2015, sono partiti i restanti cantieri e interventi strutturali che completeranno la parte in superficie: un sottopasso per le auto in Piazza Statuto, il nuovo ponte sulla Dora, un nuovo collegamento stradale e svariate piste ciclabili che si snoderanno lungo Viale della Spina e che riguarderanno questo tratto, per una spesa complessiva stimata in 25 milioni di euro. I lavori termineranno entro l'estate del 2016. Il tratto urbano del passante attraversa la città in direzione nord - sud dalla stazione di Torino Lingotto fino a quella di Torino Stura per una lunghezza complessiva di quasi tredici chilometri, in aggiunta al ramo di collegamento con Porta Nuova. Poco più di otto chilometri del percorso sono in sotterranea, all'interno delle gallerie Ovest Quadruplicamento, lunga 4448 m, e Passante, lunga 3635 m. Il tratto metropolitano del passante ferroviario si estende rispettivamente a nord fino a Settimo e a sud fino a Trofarello. Il tracciato sostituisce la ferrovia storica Torino-Milano tra Torino Stura e Torino Porta Susa, proseguendo fino a Torino Lingotto su un percorso autonomo. In città, il passante attraversa i quartieri Falchera, Rebaudengo, Borgata Vittoria, San Donato, Aurora, centro storico, Crocetta e Lingotto.   Evoluzioni Con l'interramento e l’apertura del passante ferroviario la ferrovia Torino-Ceres, che si collegava alla ferrovia Torino-Milano alla stazione di Torino Dora, venne isolata dalla rete ferroviaria. Questo fu dovuto all'eccessiva profondità che il passante raggiunge in quel tratto, a causa del suo passaggio sotto il fiume Dora Riparia. Di conseguenza le pendenze da utilizzare, a causa del poco spazio, non sarebbero fisicamente sopportabili dai treni. Venne dunque scartata l'ipotesi di collegare la Torino-Ceres alla Ferrovia Torino-Milano a stazione Dora, e venne ipotizzato un collegamento molto più a nord, in concomitanza di corso Grosseto. L'interconnessione sarebbe avvenuta nella nuova stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Questo progetto fu approvato in giunta comunale nel 2007. Dunque l'attuale tracciato prevede la deviazione dei binari: il tunnel, anziché proseguire verso la stazione Madonna di Campagna, piega verso est per innestarsi sotto corso Grosseto, dove verrà realizzata la nuova stazione di Torino Grosseto. Il tracciato poi si connette al passante ferroviario presso la stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Altri interventi previsti sono: il completamento della stazione di Rebaudengo (già in parte utilizzabile) entro i primi mesi del 2019, compatibilmente alla realizzazione dell'interconnessione GTT/RFI nello stesso impianto, e le Fermate di Dora e Zappata: Ferrovie dello Stato svilupperà entro giugno 2016 la progettazione definitiva per il completamento di entrambe le fermate sotterranee.    

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Articolo
20 giu 2016

Il teleriscaldamento avanza a nord

di Alessandro Graziano

Si estende la rete torinese di teleriscaldamento nei quartieri a nord tra corso Potenza e corso Grosseto Iren l'azienda che si occupa del servizio di teleriscaldamento a Torino, sta conducendo i lavori di estensione del teleriscaldamento nel quadrante Nord della città. Iren S.p.A nasce il primo luglio 2010 dalla fusione di Enìa in Iride,, quest'ultima ha cambiato ragione sociale e spostando la sede legale da Torino a Reggio nell'Emilia. Ma cos'è il teleriscaldamento? Per teleriscaldamento si intende il trasporto a distanza di calore ad uso riscaldamento urbano ed acqua calda sanitaria. Si tratta di un mezzo semplice, pulito, economico e sicuro per riscaldare gli edifici. Teleriscaldamento, indica non tanto l'impiego di una particolare forma di energia in una centrale, quanto un sistema completo di produzione e distribuzione di calore, che può essere generato sfruttando differenti fonti energetiche. Di fatto, Iren è la prima azienda in Italia per produzione di energia per teleriscaldamento, che a Torino copre il 60% del fabbisogno di energia per riscaldamento. Un bel risparmio energetico e un concreto passo alla riduzione di inquinanti derivanti da combustibili fossili. In particolare nel quartiere di Lucento,  facente parte della V Circoscrizione,  sono in corso dallo scorso autunno i lavori di  scavo e posa delle condutture. Dalla sezione tematica di Ireninforma si apprende inoltre che ad oggi (giugno 2016) la rete già in funzione a Torino (metropoli più teleriscaldata d’Italia) consente già ora un risparmio di emissioni inquinanti pari a 125 mila autovetture. Se moltiplicassimo la produzione media di CO2 per Km per il numero di autovetture ipotetiche (110 g/km) otterremo al chilometro un risparmio di 13.750.000 di CO2. Dal pianeta un "benvenuto teleriscaldamento"!

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16 giu 2016

Piazza Carlo Emanuele II: il parcheggio diventa sotterraneo

di Alessandro Graziano

  Un progetto di riqualificazione che cambierà radicalmente il volto della piazza. Aree verdi, zone pedonali e tre piani interrati   Con questo intervento la piazza Carlo Emanuele II - o "Carlina" se preferite - cambierà volto: nuove aiuole verdi e percorsi pedonali pavimentati. Sarà così la nuova rotonda dove si trova il monumento a Cavour, sotto cui verrà ricavato un parcheggio pertinenziale per gli abitanti e sopra cui l'intero spazio diverrà pedonale.  La società che si è aggiudicata il diritto di superficie, la costruzione e la gestione del parcheggio pertinenziale è la Arcas spa in associazione d'impresa con la Porta Rossa spa. Verranno realizzati tre piani interrati per un totale di 208 box e posti auto. La risistemazione dell'intera piazza ha un costo, a carico dei privati, di 1 milione e 240 mila euro. Il progetto ha avuto il via libera della Sovrintendenza, che nei mesi di verifica ha chiesto alcune modifiche accettate dalle due società che si apprestano a realizzare il parking. Cuore della riqualificazione, l'inversione della destinazione d'uso delle superfici, l'area verde e l'area pavimentata dell'isola centrale della piazza che ospita il monumento a Cavour. Il progetto prevede di destinare l'attuale area verde, a ridosso del monumento, ad area pedonale con una nuova pavimentazione, mentre l'attuale area pedonale diventerà area verde. Questa soluzione permetterà di allontanare il traffico dalla zona pedonale, creando uno spazio dotato di panchine, raccolto attorno al monumento Cavour. «Si tratta di un risultato positivo» - dice l'assessore alla Viabilità Claudio Lubatti - «il progetto permette un allargamento delle aree pedonali che, pur mantenendo le caratteristiche architettoniche attuali, renderanno più vivibile la piazza. La riqualificazione dell'area è a costo zero per la Città». Terminati i lavori propedeutici, il 20 aprile 2015 è iniziata la vera e propria fase di cantiere, che durerà circa 18 mesi, per la realizzazione del  parcheggio interrato pertinenziale e la riqualificazione superficiale di piazza Carlo Emanuele II.  

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Opere
07 giu 2016

Stazione di Porta Nuova

di Andrea Baio

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa, Grandi Stazioni Data di inizio lavori: 1861, 1950, 2006   Cenni storici La stazione di Torino Porta Nuova (Pòrta Neuva in piemontese) è il principale scalo ferroviario della città di Torino e si colloca al terzo posto nella classifica delle stazioni italiane come numero di passeggeri che vi transitano. Ospita circa 192.000 transiti giornalieri e 70 milioni di frequentatori l'anno, su un totale di circa 450 treni al giorno. È capolinea della linea ad alta velocità per Milano, Roma, Napoli e Salerno. È servita dai treni del servizio ferroviario regionale e dal servizio ferroviario metropolitano, dai servizi Frecciabianca, Frecciarossa, InterCity di Trenitalia e dai treni Italo del network di Nuovo Trasporto Viaggiatori. Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, iniziarono i lavori per la costruzione della stazione, su progetto dell’Ing. Alessandro Mazzucchetti e dell’Arch. Carlo Ceppi. Vene aperta già nel 1864 ma i lavori vennero conclusi solamente del 1868 dopo diversi ampliamenti. In occasione dell’Esposizione Universale del 1911 furono eseguiti importanti lavori di ampliamento per rendere la stazione idonea a ricevere i numerosi visitatori. Dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti della II° guerra mondiale, l’intero complesso venne interamente riorganizzato e tra il 1948 e il 1951 venne realizzata la galleria di testa, larga 30 metri e lunga 150, caratterizzata da una struttura portante formata da 33 capriate a traliccio poste in senso trasversale. La stazione è stata inserita nel programma di riqualificazione dei principali scali italiani curato da Grandi Stazioni. L'area del complesso si estende per 97.000 m², di cui i fabbricati occupano 92.747 m². Di questi, 44.146 sono stati oggetto della prima fase dell'opera di riqualificazione. Nel 2006 furono iniziati i lavori di riqualificazione, con una cerimonia di inaugurazione il 4 febbraio 2009. e dovrebbero concludersi entro luglio 2016.   Strutture e impianti L'intero impianto è gestito da Rete Ferroviaria Italiana ed è configurato come stazione di testa. Il fabbricato viaggiatori, che occupa la maggiore volumetria e la cui area commerciale è gestita da Grandi Stazioni, si articola su più livelli distinti: piano sotterraneo, occupato da locali delle divisioni FS e dai magazzini delle attività commerciali e dal collegamento diretto con la metropolitana; piano terra, sede dei binari, costituito dal fabbricato viaggiatori (dove si concentrano i servizi ai passeggeri, le attività commerciali, il Salone degli Stemmi e la sfarzosa ex Sala Reale d'attesa di prima classe, oggi nota come Sala Gonin) e da altri edifici ubicati in via Nizza e via Sacchi come la centrale termica, uffici e locali tecnici delle divisioni FS; mezzanino, attività commerciali; piani superiori, sede di uffici e dei servizi postali. Il terminal ferroviario vero e proprio è composto da venti binari tronchi.  

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