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18 feb 2020

TPL, presentato il progetto di revisione con 9 nuove linee e più viaggi su rotaia per una rete green

di Mobilita Torino

Il Comune di Torino, l’Agenzia per la Mobilità Piemontese e GTT hanno presentato oggi il progetto di revisione delle linee in Torino e prima cintura la cui prima fase sarà operativa entro la fine dell’estate del 2020. La prima fase   Per quella data saranno in servizio 9 linee con percorsi prevalentemente nuovi e nuovo numero identificativo, mentre 19 linee subiranno parziali modifiche al tracciato funzionali ad un migliore servizio, ma manterranno il numero di riferimento.  L’attuazione del progetto proseguirà poi sino al 2023 e consentirà di aumentare i km gestiti con mezzi su rotaia, tram e metropolitana attraverso investimenti infrastrutturali (metro a Bengasi, nuove linee tranviarie, nuovi tram) il cui iter è già stato avviato. L’obiettivo è ambizioso: migliorare la performance del servizio in termini di velocità e frequenza e aumentare la sua competitività rispetto all’uso del mezzo privato. Il progetto nasce su basi numeriche molto solide. I percorsi e le frequenze delle nuove linee sono stati ricavati da un’analisi dei dati degli spostamenti reali dei cittadini di Torino e Provincia forniti dall’ultima indagine IMQ dell’Agenzia per la Mobilità e da quelli registrati attraverso le celle telefoniche TIM. Grazie a questi dati sono state tracciate le principali direttrici di spostamento, le cosiddette “linee di desiderio” dalle quali è stato possibile progettare la revisione delle linee e dei percorsi. Alla clientela sarà offerto un servizio integrato e basato su una rete gerarchica e suddivisa in 3 gruppi: le 17 “linee di forza” trasporteranno il maggior numero di persone ed avranno la frequenza più alta (la media degli intervalli di passaggio  dai 7’ minuti attuali scenderà a 6’30”); le “linee di completamento” saranno 34, caratterizzate da percorsi più brevi ma più capillari (l’intervallo medio di passaggio scende da 11’40” a 10’40”);  le “linee di estensione” verso la prima cintura, pensate per la città estesa (l’intervallo medio di passaggio scende da 22’55” a 21’50”). Già nella prima fase di attuazione si otterranno  10 collegamenti diretti oggi non esistenti tra significativi punti di Torino e della prima cintura e saranno migliorati i tempi di percorrenza su altri 11 percorsi importanti. La Comunicazione Dal punto di vista della comunicazione si sono attuate alcune strategie per agevolare il passaggio alle nuove abitudini da parte degli utenti. Le diverse tipologie di linee saranno differenziate per colore; questo renderà più facile la loro identificazione. Color magenta le “linee di forza”, color blu le “linee di completamento”, color verde le “linee di estensione”. Tutte le paline di fermata saranno riprogettate nella parte grafica e informativa con l’uso del codice colore che consentirà un’immediata riconoscibilità delle linee; obiettivo della revisione è migliorare la leggibilità e la visibilità a distanza delle informazioni di fermata, con particolare riguardo anche alle persone ipovedenti. La numerazione delle 9 nuove linee non impiegherà numeri già attualmente utilizzati; le 19 linee che subiranno modifiche non strutturali (inferiori al 40% del tracciato) come già detto manterranno l’attuale numerazione, così come le 67 linee che rimarranno invariate. In un’ottica di semplificazione si uniformeranno i percorsi delle linee feriali e festive. L’avvio del progetto sarà supportato da una campagna di comunicazione che avrà l’obiettivo di coinvolgere in modo positivo gli utenti finali e aiutarli a gestire le prime fasi del cambiamento. Saranno realizzate campagne generaliste di affissione sugli spazi comunali e sui mezzi GTT e un opuscolo informativo a grande distribuzione.  La comunicazione on line utilizzerà tutti i canali disponibili a partire da Muoversi a Torino (Mato) e dal sito GTT. Gli strumenti del tempo reale (oltre a quelli già citati, l’App Moovit, il canale di messaggistica Telegram, Google Transit, gli sms), informeranno preventivamente gli utenti dei cambiamenti e saranno aggiornati al momento del passaggio alle nuove linee. La fase di confronto Il lavoro presentato oggi è durato quasi due anni, in cui si sono svolte più fasi di confronto, in sede di Agenzia, anche con i Comuni della cintura che rientrano nel contratto di servizio Urbano e Suburbano gestito da GTT. Le proposte rappresentano quindi una base operativa consolidata che, nel corso del prossimo mese, sarà al vaglio del Consiglio Comunale (attraverso le commissioni competenti), delle Circoscrizioni che vorranno conoscere i dettagli del progetto, dei Comuni della cintura attraverso apposite riunioni in Agenzia. I risultati a regime Grazie a una rete più aderente alle reali necessità di spostamento delle persone si stima a regime un incremento del numero di passeggeri (da 260 a oltre 270 milioni/anno), con i benefici conseguenti in termini di riduzione dell’inquinamento (- 12 ton/anno di CO2). La frequenza media di passaggio, anche grazie ai provvedimenti sulla estensione della corsie riservate e alla priorità semaforica già in attuazione sulle linee tranviarie, aumenterà dell’8%. I tempi medi di spostamento dall’origine alla destinazione finale si ridurranno del 6%.           TI POTREBBE INTERESSARE: Ecco i nuovi tram che vedremo a Torino dal 2021

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19 nov 2019

Approvata convenzione per un Bici Park a Porta Nuova

di Mobilita Torino

Chi abbina la bicicletta al trasporto pubblico (treno, metro, autobus) o al car sharing per spostarsi da e verso Torino, o semplicemente non vuole lasciarla incustodita preferendo muoversi a piedi nel centro cittadino, entro la fine del prossimo anno potrà depositarla all’interno del ‘bici park’ che verrà costruito nella stazione di Porta Nuova. La Giunta Comunale ha approvato questa mattina la convezione con Grandi Stazioni Rail per la realizzazione, nell’ambito del progetto ‘Torino Mobility Lab’, di un parcheggio protetto per biciclette con almeno 100 posti. L’accesso alla struttura - aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7 – sarà automatizzato e si potrà entrare utilizzando una tessera magnetica o con tecnologia wireless. Nel ‘bici park’ troveranno posto almeno 5 postazioni per la ricarica delle bici elettriche e sarà anche possibile offrire agli utenti un servizio di ciclofficina, con funzioni di assistenza e piccole riparazioni. Parcheggiare la propria bicicletta non potrà costare più di 80 centesimi al giorno, mentre il presso dell’abbonamento mensile non dovrà superare i 12 euro. Sono previste agevolazioni per gli abbonati al trasporto pubblico. Il costo previsto per la realizzazione del ‘bici park’ è di 170mila euro, 40mila dei quali verranno trasferiti dalla Città di Torino a Grandi Stazioni Rail a titolo di cofinanziamento. “Per muoversi le persone mischiano sempre più i diversi mezzi di trasporto – spiega l’assessora Maria Lapietra - . La realizzazione del parcheggio custodito nella stazione di Porta Nuova, atteso da tempo, renderà più facile e sicuro l'interscambio tra la bicicletta e il trasporto pubblico e offrirà un ulteriore incentivo ai cittadini a preferire una mobilità intermodale.”

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09 ott 2019

La giunta approva le linee guida per i servizi in sharing a flusso libero

di Mobilita Torino

Con la delibera approvata questa mattina, su proposta dell’assessora Maria Lapietra, la Giunta Comunale ha fissato le linee guida per l’esercizio dei servizi free floating che prevedono l’utilizzo di biciclette, a pedalata assistita e non, scooter e altri veicoli innovativi a propulsione elettrica. Oltre a regolare la sosta dei mezzi, dettando direttive tese a impedirne l’abbandono selvaggio e per disciplinarne il recupero, il documento prevede la creazione di un Tavolo di lavoro con gli operatori interessati alla gestione dei servizi di mobilità in sharing. “Potremo così monitorare il servizio complessivo, valutare e concordare azioni volte al suo miglioramento e far fronte a eventuali criticità – spiega l’assessora Lapietra - . In un secondo ‘Tavolo’ – prosegue Lapietra - verranno analizzati i dati sulla circolazione dei dispositivi di micromobilità per i quali abbiamo aderito alla sperimentazione promossa dal Ministero dei Trasporti”. L’esame dei dati forniti servirà anche per disporre la riduzione o l’aumento del numero dei mezzi massimo stabilito per la composizione delle flotte degli operatori di micromobilità in sharing, inizialmente fissato in 500 unità. Non è invece prevista alcuna limitazione per biciclette tradizionali, a pedalata assistita e scooter.Nelle piazze San Carlo, Castello, Vittorio Veneto, Carlo Alberto, Carignano e Palazzo di Città la sosta, che nel resto della città dovrà comunque sempre rispettare le norme del codice della strada, sarà consentita solo nelle aree destinate a parcheggio di cicli e motocicli delimitate da apposita segnaletica, laddove esistenti.Per garantire la rimozione dei mezzi posteggiati irregolarmente o abbandonati, i singoli operatori dovranno predisporre un servizio di call center, pronto intervento e controllo dei dispositivi, attivo 365 giorni l’anno e sull’intero arco della giornata, con personale pronto a rimuoverli o spostarli entro 24 ore dalla segnalazione.A copertura degli eventuali costi di recupero dei mezzi abbandonati in caso di sospensione e abbandono dell’attività, ogni operatore dovrà poi produrre una fidejussione di 10 euro, nel caso di biciclette tradizionali, bicilette a pedalata assistita, monopattini e segway, e 20 euro, nel caso di scooter, per il numero di mezzi utilizzati.Tra gli adempimenti previsti per i futuri gestori dello sharing cittadino anche la sottoscrizione di una polizza con massimali di copertura pari almeno a 5 milioni di euro per responsabilità civile verso terzi, includente la copertura dei danni alle strutture e agli utilizzatori del servizio e una seconda, sempre di 5 milioni di euro, per la responsabilità civile personale del conducente.I servizi in condivisione dovranno, non appena possibile, essere integrati all’interno della piattaforma MaaS (Mobility as a Service), attualmente in fase di sperimentazione a Torino. All’atto dell’adesione ogni operatore metterà a disposizione degli utenti per l’utilizzo del proprio sharing una somma di 5 euro annui moltiplicata per il numero dei mezzi che compongono la flotta.L’avviso per l’individuazione degli operatori interessati sarà pubblicato a breve: per le biciclette tradizionali, quelle a pedalata assistita e gli scooter a flusso libero , avrà una durata di 5 anni rinnovabili, mentre per i monopattini e i segway si chiuderà invece il 27 luglio 2021, termine del periodo di circolazione sperimentale.

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21 set 2019

Al via il monitoraggio della mobilità ciclistica

di Mobilita Torino

Una media di oltre 8mila spostamenti in bicicletta ogni giorno con punte di passaggi, nella singola giornata, di oltre 3mila e 600 in corso Francia, 3mila e 200 in corso Castelfidardo e 2mila e 800 in via Bertola. Dallo scorso mese di giugno, grazie al posizionamento di una innovativa rete di sensori finanziata con fondi del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (PON Metro), la Città di Torino può monitorare in modo continuo la mobilità ciclistica.Cinque, attualmente, i punti di rilevazione: in Lungo Dora Siena, corso Francia Nord, corso Francia Sud, corso Castelfidardo e via Bertola, ai quali si aggiungerà nelle prossime settimane via Nizza. “Paragonati a quelli del traffico veicolare, i dati registrati in questi primi 3 mesi di rilevazioni fanno emergere come ad esempio su corso Castelfidardo circa il 13% degli spostamenti totali venga effettuato in bicicletta, confermando come la presenza di infrastrutture ciclabili incrementi la domanda di mobilità ciclistica”, sottolinea l’assessora alla Mobilità, Maria Lapietra. Le informazioni vengono acquisite grazie a delle spire metalliche inserite sotto il fondo stradale. I sensori sono in grado di definire quante biciclette sono transitate di lì, e determinarne la direzione e la velocità. Una volta registrati, i dati vengono trasmessi giornalmente per via telematica a un server centrale giornalmente. “I dati raccolti permettono di avere una fotografia in continuo aggiornamento dell’utilizzo della bicicletta negli spostamenti cittadini – spiega Lapietra-. La loro analisi, in collaborazione con 5T, e il successivo utilizzo nell’ambito del progetto Civitas Handshake consentirà di pianificare l'infrastruttura ciclistica sui bisogni delle migliaia di cittadini torinesi che ogni giorno scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto”.

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26 mar 2019

Parte “MaaS”, un progetto per disincentivare l’utilizzo del mezzo privato

di Mobilita Torino

La Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Maria Lapietra, ha approvato questa mattina un progetto che vedrà i cittadini sperimentare un servizio MaaS - Mobility as a Service (Mobilità come Servizio). Per un anno, un centinaio di torinesi - reclutati attraverso un bando che terrà conto del coefficiente Isee di chi si candiderà e privilegerà coloro che hanno deciso di rottamare la propria auto senza sostituirla con una nuova o che vivono in zone dove sono in programma politiche per disincentivare l'utilizzo del mezzo privato – avranno a disposizione dei buoni di mobilità da utilizzare per spostarsi attraverso la città utilizzando servizi di trasporto a basso impatto ambientale, sostenibili e in condivisione. “Con l’approvazione di questa delibera facciamo un altro passo in avanti nella promozione di un approccio alla mobilità nuovo che favorisca un maggiore utilizzo del trasporto pubblico e in sharing e faciliti gli spostamenti delle persone - spiega l’assessora Maria Lapietra – . L’obiettivo – prosegue - è di rendere superflua l’auto privata, abbattendo la congestione del traffico e i livelli di inquinamento acustico e atmosferico”. Attualmente – grazie all'esperienza maturata con i progetti europei Solez, del programma Interreg, e Imove, del programma H2020 – i cittadini potrebbero già scegliere tra biglietti del trasporto pubblico, l’abbonamento a ToBike, vocher di Mimoto, le corse di taxi, ma l'Amministrazione è al lavoro per includere gli altri servizi di sharing presenti in città, il car pooling, il noleggio a breve termine. Che cos'è il MaaS - Mobility as a Service Il Mobility as a Service corrisponde ad un nuovo modello di mobilità, che presuppone il passaggio da un paradigma di proprietà personale dei mezzi di trasporto individuali ad uno di fruizione condivisa della mobilità, intesa, appunto, come servizio. La diffusione e il successo di questo nuovo modello dipendono, in primo luogo, dalla capacità degli operatori di mobilità di offrire il maggior livello di integrazione possibile tra i servizi di mobilità disponibili, pubblici e privati, permettendo agli utenti di soddisfare i bisogni di mobilità individuali in maniera semplice, accessibile, flessibile e personalizzata. La realizzazione di un MaaS passa attraverso l’implementazione di un’unica piattaforma tecnologica che abiliti l’integrazione tra le diverse opzioni di mobilità, sia in termini di pianificazione del viaggio (route planner intermodale, informazioni in tempo reale su tempi di viaggio e distanze), sia in termini di fruizione (prenotazione e pagamento dei servizi tramite unico abbonamento o borsellino elettronico). Attraverso le piattaforme digitali MaaS gli utenti potranno così pianificare viaggi end-to-end (letteralmente “da un punto a un altro”) aggregando tutti i mezzi di trasporto, pubblici e privati, disponibili in città e pagare il servizio tramite un abbonamento mensile o in base all’utilizzo.

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15 dic 2018

Al via la procedura per richiedere il posizionamento di una colonnina elettrica sotto casa

di Mobilita Torino

Privati cittadini, operatori commerciali e professionisti da oggi potranno chiedere di disporre di una colonnina di ricarica elettrica sotto la propria abitazione o davanti al negozio o all’ ufficio di cui sono titolari. Per farlo i privati cittadini devono essere residenti o domiciliati in Torino e possessori, acquirenti o interessati all'acquisto di un veicolo elettrico, e compilare un questionario dedicato collegandosi al link https://goo.gl/9PA51v.Gli operatori commerciali e i professionisti che intendono incentivare i propri clienti dotati di auto elettrica dovranno invece compilare il modulo al link https://goo.gl/s76tWx. “La promozione della mobilità elettrica passa attraverso la creazione di una rete per la ricarica dei veicoli elettrici diffusa in maniera capillare sull’intero territorio cittadino, accessibile a tutti gli utenti compresi quelli con disabilità motoria”, sottolinea l’assessora alla Mobilità, Maria Lapietra.  Lo scorso 28 settembre la Città di Torino ha pubblicato un avviso per individuare gli operatori interessati a presentare la propria manifestazione di interesse all’installazione delle colonnine - 200 il numero massimo per ogni soggetto - e indicando nella domanda almeno 5 localizzazioni.Ogni quattro colonnine richieste, un'altra dovrà essere realizzata in uno dei punti indicati dal Comune di Torino come strategici per lo sviluppo della mobilità elettrica nel capoluogo.  “Per individuare le aree dove posizionare le strutture di ricarica terremo conto anche dei suggerimenti dei residenti che già possiedono un’auto elettrica o stanno pensando di acquistarla intendendo così offrire un incentivo ulteriore a chi ha fatto o farà una scelta che va incontro a una non più procrastinabile esigenza ambientale”, spiega l’assessora Lapietra. Attualmente – il bando rimarrà aperto per 12 mesi - sono pervenute le richieste di 3 diversi operatori per un totale di 288 colonnine, 214 delle quali, dopo un primo esame da parte degli uffici, sono quelle ritenute autorizzabili.L’impegno a carico dei concessionari, per ogni 4 strutture di ricarica, di installarne un’altra in aree scelte dall’Amministrazione consentirà di renderne disponibili ai cittadini altre 52, raggiungendo così un totale di 266 colonnine.

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16 nov 2018

Parte la sperimentazione di MAAS, Mobilità come servizio

di Mobilita Torino

Saranno i dipendenti della sede torinese di General Motors a testare il MaaS - Mobility as a Service (Mobilità come Servizio), un nuovo modello finalizzato ad erogare i diversi servizi di mobilità presenti in città (dal trasporto pubblico al taxi, ai servizi di bike sharing) in modo integrato, dando la possibilità ai dipendenti dell’azienda di scegliere opzioni diverse per i loro spostamenti da casa al lavoro e tra i luoghi dove li porta la loro occupazione.Per pianificare, prenotare e pagare i propri viaggi potranno utilizzare la piattaforma tecnologica realizzata da Urbi, una startup appartenente a Telepass e partner di Torino nel progetto europeo IMove: una semplice app consentirà loro di accedere comodamente a tutti i servizi disponibili. Al termine di una prima fase della sperimentazione, ai dipendenti che avranno tenuto i comportamenti più sostenibili negli spostamenti, verranno consegnati dei voucher incentivanti l’uso dell’applicazione. A sostegno dell’iniziativa General Motors metterà a disposizione 10mila euro.  “Grazie alla collaborazione attivata in tre progetti europei, IMove, Solez e Sumps-Up - di cui Torino è partner con 5T e Fondazione Torino Wireless ci apprestiamo a sperimentare, prima città in Italia, questo nuovo modello di mobilità con l’obiettivo di facilitare gli spostamenti delle persone e di favorire un maggiore utilizzo condiviso dei mezzi individuali – spiega la sindaca Chiara Appendino -. La trasformazione della mobilità in un servizio, oltre a vantaggi economici e in termini di efficacia, porterà anche benefici all’ ambiente e alla qualità dell'aria”. “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno trasformando radicalmente il mondo della mobilità – sottolinea Pierpaolo Antonioli, Managing Director General Motors Global Propulsion Systems-Torino- . General Motors è impegnata in questa trasformazione e la partecipazione al progetto MaaS rientra totalmente nella nostra strategia. Inoltre, mettere a disposizione dei nostri colleghi una piattaforma integrata che offre alternative per i loro spostamenti casa-lavoro e lavoro-lavoro contribuisce all’obiettivo di miglioramento dell’ambiente e di soddisfacimento delle esigenze di mobilità.” “Per Torino Wireless è particolarmente strategico collaborare su questo progetto con la Città di Torino e gli altri partner locali e internazionali perché rafforza le competenze nostre e del territorio, nonché il nostro ruolo di driver dell’innovazione sui temi della sostenibilità e della mobilità intelligente – afferma la Direttora Laura Morgagni -. Il Servizio MaaS è il futuro della mobilità per le grandi città, che devono diventare luoghi sostenibili, inclusivi e in grado di fornire servizi rispondenti ai bisogni di chi le abita. “Siamo lieti di essere stati scelti come partner tecnologico per l’implementazione del nuovo modello di mobilità che ha coinvolto la maggioranza degli operatori cittadini : dal trasporto pubblico locale, al bike-sharing, passando per i taxi - dichiara il cofondatore e amministratore delegato di Urbi, Emiliano Saurin -. Il progetto Imove ci consentirà di testarne l’attuabilità in una città italiana di scala importante e avremo l’opportunità di una vetrina prestigiosa per il lavoro portato avanti in questi anni dal nostro team". La sperimentazione rientra nelle attività del “Living Lab” di Torino coordinato da 5T e Torino Wireless.

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