16 ott 2017

Il futuro del quartiere Aurora passa per le Officine Grandi Motori


 

Il vicesindaco Guido Montanari, assieme al capo dello sviluppo di Esselunga, Cesare Boiocchi, ha illustrato il progetto di pre-fattibilità che interesserà la riqualificazione dell’area delle Officine Grandi Motori


Presentato un piano non ancora definitivo, che sarà oggetto di una variante urbanistica, in quanto bisogna che il proponente, cioè Esselunga, elabori un progetto definitivo all’amministrazione, il quale dovrà provvedere  una variante urbanistica da parte del Comune, che richiederà vari mesi per l’elaborazione.

 Nel quadrilatero di Aurora delimitato da corso Vercelli, via Cuneo, via Damiano e corso Vigevano, chiamato «Lingottino», bellissimo esempio di architettura industriale oggi abbandonato al degrado, vedremo sorgere una residenza per studenti. Circa 400 posti letto. A Torino, ricorda Montanari, «ci sono 100mila universitari su cui stiamo puntando moltissimo».

Alle spalle dell’edificio storico del  Lingottino, sempre all’interno del lotto nord, sorgeranno poi alcune attività commerciali, e non un centro commerciale come nel progetto originario, e soprattutto un hub destinato all’e-commerce di Esselunga, ovvero un centro di smistamento , dove verrano stoccate le merci acquistate online per poi essere consegnate a casa. Molto diverso dunque dal progetto iniziale del colosso lombardo, che avrebbe voluto insediare un grande centro commerciale. Precisa Boiocchi: «L’area ex OGM è per noi un progetto molto importante, ma andranno ridefiniti i termini dell’accordo». Esselunga è sì l’azienda promotrice, ma gestirà solamente 22mila metri quadrati dei 70mila totali interessati dalla riqualificazione.

Le novità più interessanti riguardano comunque il lotto sud, che dovrebbe essere attraversato da un’area pedonale e ciclabile e suddiviso in due parti: da un lato una parte residenziale con 150/200 alloggi, dall’altro esempi di social housing per persone a basso reddito e uno spazio di coworking.

Il tutto unito da una o più piazze smart, cioè tecnologicamente intelligenti, sulla falsariga dell’esperimento di piazza Risorgimento: con un info point, dotate di wifi gratuito, panchine in grado di generare musica, app che monitorano i consumi di energia e i parametri ambientali, molto verde.

E’ stata data massima attenzione al coinvolgimento dei residenti, cioè al concetto di comunità: si parla di una app di quartiere, come già in fase sperimentale a Milano, dove si approcciano book crossing, scambio di oggetti di uso comune come il trapano, e addirittura un’area dove raccontare favole ai bambini.

Importanti saranno le operazioni di bonifica dopo decenni di lavorazioni industriali hanno rilasciato metalli pesanti e cancerogeni: nel 2015 un esposto dei consiglieri Maurizio Marrone e Patrizia Alessi di Fratelli d’Italia sul tema aveva attirato l’attenzione del pm Guariniello. I tecnici dell’Arpa avevano trovato, nella zona nord, cisterne e vasche interrate di cui una con un prodotto a base di idrocarburi, e nella zona sud persino tracce di cromo esavalente.


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