Opere
21 lug 2017

Metropolitana di Torino, linea 2

di Roberto Lentini

Il riassetto territoriale post-olimpico e le previste trasformazioni urbanistiche nel medio e lungo periodo in vari ambiti della città hanno reso necessario delineare un nuovo scenario della mobilità puntando al trasporto collettivo su ferro (ferrovie locali, metropolitana, linee tranviarie) ed in particolare al tracciato di una seconda linea di metropolitana. Dati Generali Denominazione dell’intervento: Seconda linea metropolitana della Città di Torino Stazione Appaltante: Città di Torino Storia Nel 2005 si costituì un gruppo di lavoro composto dalle Divisioni “Infrastrutture e Trasporti” e “Urbanistica ed Edilizia”, dal Gruppo Torinese dei Trasporti (GTT) e dall’Agenzia per la Mobilità Metropolitana, ora Agenzia della Mobilità Piemontese, per la definizione di un “Piano dei Trasporti - scenario strategico per l’area Torinese” con orizzonte temporale ventennale. L’elaborato ha individuato le aree debolmente servite dalle infrastrutture esistenti e previste del sistema di forza dei trasporti, nell’ambito della rimodulazione della domanda di mobilità nell’orizzonte temporale dello studio, e, conseguentemente, ha delineato i possibili tracciati della linea 2 di metropolitana. Un gruppo di lavoro costituito da Città di Torino, Agenzia per la Mobilità Metropolitana e GTT approfonditi nel 2006 quattro ipotesi di tracciato ciascuna in coerenza con una delle possibili diverse ipotesi di tracciato di collegamento della linea Torino-Ceres con il passante ferroviario: A. Orbassano-San Mauro con percorso: c.so Orbassano – Zappata - c.so Turati – via Sacchi – Porta Nuova – via Roma – p.zza Castello – c.so XI Febbraio – via Bologna – strada San Mauro B. Orbassano-Torino Madonna di Campagna con percorso: c.so Orbassano – Zappata - c.so Turati – via Sacchi – Porta Nuova – via Roma – p.zza Castello – c.so XI Febbraio – c.so Emilia - tracciato della ferrovia Torino-Ceres, con possibili prolungamenti prima a Stampalia e poi a Venaria C. Orbassano-Venaria con percorso: c.so Orbassano – Zappata - c.so Turati – via Sacchi – Porta Nuova – via Roma – p.zza Castello – c.so Regio Parco - via Sempione (trincerone ferroviario) - corso Grosseto - Madonna di Campagna - tracciato della ferrovia Torino-Ceres D. Orbassano-Torino Falchera con percorso : c.so Orbassano – c.so Settembrini – c.so Unione Sovietica – c.so Turati - via Sacchi – Porta Nuova – via Roma – p.zza Castello – c.so Giulio Cesare Su questa base la Città di Torino sviluppò il “Piano di fattibilità della linea 2 di metropolitana di Torino”, approvato in linea tecnica dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 03426/022 del 10/06/2008, individuando i capilinea nel Comune di Orbassano a Sud e nella Stazione Rebaudengo di Torino a Nord con  un percorso lungo 14,8 km, da realizzarsi in due lotti funzionali. Il primo lotto ha inizio dalla nuova stazione Rebaudengo sul Passante Ferroviario, s’inserisce nella trincea ferroviaria dismessa tra le vie Gottardo-Sempione e nell’ex scalo ferroviario Vanchiglia, percorre corso Regio Parco, attraversa la Dora, transita in piazza Castello, devia in via Pietro Micca, si immette in piazza Solferino e percorre in asse corso Re Umberto dove interscambia con la linea 1. Nel secondo lotto il tracciato prosegue in corso Re Umberto, devia in corso Stati Uniti, svolta in corso Duca degli Abruzzi, lo percorre fino a largo Orbassano, serve la nuova stazione Zappata sul Passante ferroviario, s’immette in corso Orbassano e prosegue fino al Cimitero Parco in prossimità del confine comunale. Nel giugno 2008 la Città ha avviato una richiesta di manifestazioni di interesse per sondare ipotesi di futuri investimenti immobiliari lungo il percorso della linea 2 nell’area Vanchiglia, in vista di una variante urbanistica finalizzata a ridefinire disegno e funzioni sulle aree interessate dagli effetti di valorizzazione indotti dalla nuova infrastruttura. Il 2 settembre 2009 è arrivata da parte della Regione Piemonte l'approvazione definitiva alla realizzazione della linea 2 della metropolitana. Il 24 settembre 2011, dopo un incontro tra il sindaco Piero Fassino e gli assessori interessati, il percorso centrale è stato nuovamente modificato. Il tracciato sarebbe passato, come originariamente previsto, sotto la centralissima via Roma, piazza San Carlo e piazza Castello, realizzando una delle stazioni in corrispondenza con piazza C.L.N. Nella seduta del Consiglio comunale del 19 marzo 2012 è stato ribadito che la linea 2 doveva essere fatta e che, probabilmente, il finanziamento del CIPE sarebbe arrivato nel 2013, essendo stato il primo progetto escluso nel 2012 nella graduatoria per le opere strategiche. L'8 settembre 2013 è stata annunciata la disponibilità dei finanziamenti per realizzare tre stazioni (Rebaudengo, Vercelli e Giulio Cesare) per collegare la Stazione Rebaudengo SFM (Passante ferroviario e Servizio ferroviario metropolitano) con il polo ospedaliero del San Giovanni Bosco attraverso la zona della Barriera di Milano. Il bando statale metteva a disposizione 100 milioni di euro. Il 30 Dicembre 2014 la Giunta Comunale ha deliberato (in sintesi): le modifiche al tracciato della Linea 2 di metropolitana rispetto allo studio di fattibilità già approvato con deliberazione delle Giunta Comunale (mecc. 2008 03426/022) in data 10 giugno 2008, con collocazione del capolinea sud in piazza Caio Mario; la suddivisione del tracciato in lotti funzionali di intervento (vd mappa); di affidare alla società Infra.To l’incarico di effettuare gli studi e gli approfondimenti occorrenti alla verifica sulla fattibilità tecnica della soluzione ipotizzata; di demandare a successivi provvedimenti deliberativi, l’individuazione delle modalità di attuazione del progetto per lotti funzionali; Il 20 ottobre 2015, in vista dell'elaborazione di un bando a novembre 2015, si decidono le linee guida della futura metropolitana, con carrozze ad alta tecnologia, 27 fermate su 14 chilometri, un tracciato che non prevederebbe più l'uso del passante ferroviario ma un itinerario completamente in sede propria, due capilinea a Rebaudengo in zona nord e Cimitero Parco a Sud e due diramazioni in estensione, verso Pescarito a Nord e verso Piazzale Caio Mario a Sud. Il 9 marzo 2016 è stata pubblicata la gara internazionale per la progettazione preliminare della seconda linea. Il 3 luglio 2017 sono state aperte le buste delle offerte relative al bando e delle dodici offerte pervenute, sono state selezionate quelle con i quattro punteggi più alti, ovvero Systra, Sener, Geodata e Lombardi.  Dopo l’esame della documentazione verrà convocata una nuova seduta pubblica della commissione per l’aggiudicazione della gara. Il 30 agosto 2017 viene affidato l'incarico per la progettazione preliminare alla società di progettazione delle ferrovie francesi Systra che già nella prima selezione del 3 luglio era risultata la prima con il punteggio di 60,893. L'impresa vincitrice si è impegnata a ridurre i tempi per la progettazione in tre mesi invece che 12 per rispettare la scadenza del 31 dicembre 2017 e non perdere i finanziamenti, offrendo altresì un ribasso del 50% rispetto alla base d'asta di 6,7 milioni. L'attuale assessora comunale ai Trasporti della Città di Torino, Maria Lapietra ha recentemente comunicato che non esiste ancora un tracciato definito della linea 2 della metropolitana; esso verrà studiato e realizzato insieme ai progettisti che si aggiudicheranno la gara. Dal Documento preliminare alla progettazione si possono comunque evidenziare delle linee guida che dovranno essere seguite per la progettazione preliminare. La metro 2 e la mobilità ciclabile Il concetto d’interscambio, bici-metro sarà perseguito, localizzando in prossimità delle fermate, parcheggi bici e stazioni di bike-sharing e prevedendo anche aree riparate e sicure per la sosta lunga nelle principali fermate della linea, in modo da favorire l’utilizzo della bici da parte dei pendolari e/o dai residenti più lontani dal tracciato della metro. In analogia a esempi già ampiamente diffusi in altre nazioni, ma anche in via di espansione in Italia, potrebbero essere previste bici - stazioni per abbonati dotati di sistema elettronico di video sorveglianza in ingresso e uscita, da installare presso le fermate principali. Sarebbe inoltre opportuno prevedere, qualora le aree fossero gestite, servizi per i ciclisti, quali ciclo-officine per la manutenzione e i ricambi dei mezzi. Il tracciato e punti di interesse da servire Il tracciato urbano si sviluppa dal settore nord/est al settore sud-ovest della città: dalla nuova stazione Rebaudengo sul Passante Ferroviario, si inserisce nell'ex scalo ferroviario Vanchiglia, utilizza la trincea tra le vie GottardoSempione, percorre corso Regio Parco, attraversa la Dora, i Giardini Reali, piazza Castello, devia verso Via Roma, interseca la linea 1 presso la stazione di Porta Nuova e, percorrendo Corso Stati Uniti, devia su corso Trento, percorre corso Duca degli Abruzzi per immettersi su corso Orbassano fino al Cimitero Parco, in corrispondenza del confine comunale. Nel corso della progettazione preliminare dell'opera si dovrà valutare l'opportunità di variare alcuni tratti del tracciato ipotizzato nel presente DPP, anche in base alla tecnologia proposta per lo scavo della galleria, per ottimizzare la risposta alla domanda di mobilità indotta dagli scenari di trasformazione del tessuto urbano, ma anche per servire meglio alcuni ambiti, fra i quali: l’ambito Rebaudengo, che con l’ubicazione della stazione capolinea della linea metropolitana 2 rappresenta un importante punto di interscambio tra il sistema di trasporto metropolitano ed sistema ferroviario; l'ambito Regaldi, compreso tra i corsi Novara e Regio Parco ed il proseguimento delle vie Regaldi e Ristori, in gran parte occupato dall’ex scalo ferroviario “Vanchiglia” nei pressi del Cimitero Monumentale. Il progetto si articola in tre diverse unità di intervento, la prima compresa tra il fronte di Corso Novara e la via Pacini (U.I.1 estesa su 65.545 mq di superficie territoriale), la seconda (U.I.2 estesa su 8.114 mq di superficie territoriale) tra le vie Quittengo e Pacini, la terza (U.I.3 estesa su 45.121 mq di superficie territoriale) compresa tra la via Pacini, Regaldi in progetto e il Corso Regio Parco. La nuova zona di trasformazione riconosce, attraverso il Piano Particolareggiato, puntuali elementi di “cerniera” tra le nuove edificazioni e il quartiere esistente quali le piazze in affaccio su corso Novara e sulla nuova via Regaldi, in corrispondenza delle quali è pensata la realizzazione delle future stazioni della Linea 2 della metropolitana. il nuovo campus universitario Luigi Einaudi, nato grazie al recupero dell’area ex Italgas, posto tra Lungo Dora Siena e Corso Regina Margherita, strettamente connesso con la sede di Palazzo Nuovo e frequentato quotidianamente da circa 10.000 utenti, di cui 8.000 studenti e 2000 di personale; l'area di Piazza Castello, dove il tracciato dovrà essere definito anche in base alla tecnologia proposta per lo scavo e alle preesistenze archeologiche; il tratto in corrispondenza dell'asse di Via Roma dove dovranno essere valutate le modalità di collocazione della stazione nell'ambito delle strutture esistenti dei parcheggi interrati; l’ambito Porta Nuova, in cui dovranno essere valutate le modalità di interscambio diretto con la linea 1 nella stazione di Porta Nuova; l’ottimizzazione delle modalità di interscambio con il Servizio Ferroviario Metropolitano alla fermata Zappata collocata su Corso De Nicola, con eventuale modifica del tracciato e interconnessione con l'infrastruttura di RFI. I lotti funzionali  Stante l’estensione del tracciato e la notevole entità dell’opera, il tracciato della linea 2 della metropolitana è  stato suddiviso in quattro lotti. La tecnologia di metropolitana dovrà prevedere la piena funzionalità della linea già al termine della realizzazione del lotto 1 Stazione Rebaudengo – Corso Novara, senza dover attendere necessariamente il completamento del collegamento con Porta Nuova (attraversando la Dora), previsto inizialmente per il primo lotto funzionale dalla deliberazione della Giunta Comunale (mecc. 2008 03426/022) in data 10 giugno 2008, esecutiva dal 28 giugno 2008. Nel dettaglio, tenuto conto del contesto urbano e delle necessità di trasporto, la suddivisione in lotti è così strutturata: 1°lotto Stazione Rebaudengo – Corso Novara lunghezza circa 4,0 km Il 1° lotto funzionale costituito dalla connessione tra la stazione ferroviaria Rebaudengo e Corso Novara, servirà il quadrante nord – est della Città con i nuovi insediamenti nelle aree dell’ex scalo Vanchiglia previsti nella Variante 200 del PRG ed è caratterizzato da tre elementi essenziali: in corrispondenza della nuova stazione ferroviaria Rebaudengo, collocata in prossimità della Via Fossata, sul Passante Ferroviario si creerà un importante nodo d’interscambio per le provenienze da nord, sia ferroviarie (linee passante ferroviario e linea Torino–Ceres), sia automobilistiche (superstrada di Caselle e tangenziale nord), che entreranno in città immettendosi nel viale della Spina centrale attraverso lo svincolo previsto su corso Grosseto. Inoltre nell’ambito di Spina 4 è prevista la realizzazione di un adeguato parcheggio d’interscambio; l’utilizzo della trincea ferroviaria dismessa lungo le vie Sempione e Gottardo; la localizzazione del primo comprensorio tecnico al di sotto del nuovo tracciato di Corso Regio Parco, ipotizzato ad ovest della bealera del Regio Parco o, in alternativa, in ambito Spina 4, a sud della stazione Rebaudengo. In ambito di progettazione preliminare dovrà essere definita l’ubicazione e le strutture che dovranno essere ipogee e consentire la realizzazione di verde pensile sulle coperture. 2° lotto Cimitero Parco – Largo Orbassano/Fermata Zappata lunghezza circa 5,7 km Il 2° lotto funzionale, costituito dalla connessione tra largo Orbassano e il quadrante sud – ovest dell’area metropolitana si caratterizza per: la possibilità di interscambio fra la linea 2 e il Sistema Ferroviario Metropolitano in prossimità della fermata Zappata; • la localizzazione del comprensorio tecnico e del deposito nell'area a sud del cimitero Parco. la realizzazione di un parcheggio d’interscambio nel tratto terminale sud-ovest del lotto a servizio delle provenienze automolbilistiche da sud – ovest e tale aspetto dovrà essere adeguatamente sviluppato nel corso della progettazione rapportandosi con il contesto in profonda trasformazione urbanistica. 3° lotto Largo Orbassano/Fermata Zappata – Porta Nuova lunghezza circa 2,8 km  Il 3° lotto funzionale, costituito dalla tratta compresa tra la stazione Orbassano e la stazione Porta Nuova, consentirà di connettere la Linea 2 con il trasporto ferroviario e permetterà l'interscambio anche con la Linea 1. La progettazione dovrà verificare la fattibilità tecnica di tale ipotesi e la possibilità di connessione diretta con la fermata Porta Nuova della linea 1, dotata di predisposizione per la connessione con la nuova linea. La connessione della linea 2 di metropolitana con la stazione Porta Nuova della Linea 1 rappresenta un ulteriore tema da sviluppare nel corso della progettazione. 4° lotto Porta Nuova – Corso Novara lunghezza circa 3,4 km Il 4° lotto funzionale, costituito dalla tratta compresa tra lo scalo Vanchiglia e la stazione Porta Nuova, rappresenta l'ultimo tassello della linea 2, e andrà a completare l'infrastruttura, integrandola con il sistema del trasporto pubblico metropolitano su rotaia e su gomma.Superata l’ultima stazione di Corso Novara (inclusa nella trasformazione urbanistica dell'ambito Regaldi), dopo l’attraversamento del corso nei pressi del cimitero Monumentale, il tracciato della linea 2 è previsto in galleria profonda (piano del ferro a circa –20 m), con l’utilizzo del sistema TBM per la sua realizzazione. Estensioni del tracciato Oltre ai lotti funzionali che compongono la linea in progetto, la Città di Torino intende approfondire il tema relativo alla possibile estensione del tracciato in direzione nord-est (verso il territorio di San Mauro Torinese) e dall'estremità sud (Piazzale Caio Mario) verso Piazza Bengasi, per meglio servire le esigenze di interscambio tra linee di trasporto pubblico extraurbano e traffico privato proveniente dal quadrante nord-est e dal quadrante sud. Estensione nord-est da Scalo Vanchiglia a San Mauro Torinese lunghezza circa 3,6 km   Estensione sud-est da Piazza Mirafiori a Piazza Bengasi lunghezza circa 4,2 km Sistema di trasporto automatico Il Sistema di trasporto da adottare per la Linea 2 della metropolitana di Torino, sarà, in analogia con quello già in uso sulla Linea 1, driverless ad automatismo integrale.   Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Torino i nostri canali:  Sito internet: http://torino.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaTO/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1884182511904360/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaTO

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Opere
20 giu 2016

Tram di Torino

di Mobilita Torino

    Gestore: gruppo torinese trasporti GTT Data inizio costruzione: 1871 Ultima linea inaugurata: 19 aprile 2015 nuova linea 6 Piazza Statuto - Piazza Hermada Km di linee: 163 km di binari attivi di cui 80 km protetti in sede propria Mezzi in uso: serie 2800   Costruiti dalle officine Stanga, Moncenisio e Seac e malgrado i dubbi iniziali riguardanti il reimpiego di vecchie parti, i "nuovi" tram si presentavano molto bene, offrivano una ottima accelerazione ed una velocità di punta di 48 Km/h. serie 5000 In occasione dei mondiali del 1990, per la nuova linea tranviaria (il 9) che collegava il nuovo stadio delle Alpi, fu acquistata una nuova serie di vetture, denominate TPR (tram a pianale ribassato) 5000. serie 6000 Ufficialmente chiamati "Cityway", sono i tram più moderni di Torino, costruiti dalla francese Alstom negli ex-impianti della Fiat Ferroviaria di Savigliano.   Totale fermate: 550 fermate Numero linee e percorsi: 8 linee 3 Corso Tortona - Piazzale Vallette 4 Strada del Drosso - Via delle Querce 6 Piazza Statuto - Piazza Hermada 9 Piazza Stampalia - Corso Massimo D'Azeglio 10 Rondò della Forca - Corso Settembrini 13 Piazza Campanella - Piazza Gran Madre 15 Via Brissogne - Piazza Coriolano 16 linea circolare attorno il centro storico con capolinea a Piazza Sabotino A le sopracitate linee tranviarie si aggiungono tre linee con servizi speciali di natura turistica e per grandi eventi: 7 linea turistica Piazza Castello (circolare) 79 ferrovia a dentiera Sassi-Superga 9/ (linea speciale in occasione grandi eventi allo Juventus Stadium) Piazza Bernini / Porta Nuova/Stadio Juventus   Ricordiamo (dati GTT del 2013) che 8 linee di tram trasportano all'anno ben 60 milioni di passeggeri.

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20 giu 2016

Passante Ferroviario di Torino

di Alberto Garbin

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa Costo dell’opera: 1,4 miliardi € Data di inizio lavori: 1987 Data di fine lavori: 2019?   Cenni Storici Il passante ferroviario di Torino è una linea ferroviaria che attraversa in sotterranea la città di TorSchema del Passante Ferroviario di Torinoino ed è gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Nel 1905, su sollecitazione del Comune di Torino, si chiese l’abbassamento del piano su cui transitavano i treni; infatti, all’inizio del secolo le linee ferroviarie furono progettate e costruite a raso, costituendo col passare del tempo un grosso disagio. I tratti interessati dal progetto furono: la Torino-Genova, da corso Sommeiller a Torino Smistamento; la linea per Modane, da Torino Smistamento a oltre il "Bivio La Grangia" e dall'uscita di Porta Nuova al "Quadrivio Zappata"; la linea per Milano, dal "Quadrivio Zappata" a corso Vittorio Emanuele II. Nel 1911 cominciarono i lavori, sospesi durante la prima guerra mondiale e ripresero solamente nel 1923. Oltre al raddoppiamento di tutti i binari e alla loro posa dentro una trincea lunga 4 km e profonda 7 metri, vennero costruiti anche i calvalcavia di Corso Dante, Corso Bramante e Corso Sommellier. Fu solamente alla fine degli anni ’70, per la precisione nel 1979, che si concretizzò il progetto del passante ferroviario. In quell’anno la Regione Piemonte elaborò un nuovo Piano dei Trasporti in cui venne definito di priorità assoluta il passante. Inizialmente i lavori interessarono il tratto da Torino Lingotto fino a Trofarello, ma è solo dal 1987 che iniziarono i lavori di interramento e quadruplicamento della linea Torino – Milano. Tra settembre ed ottobre 2009 vennero attivati i binari del passante permettendo la dismissione dei binari in superficie. Nello stesso momento vennero chiuse le stazioni in superficie Dora e Porta Susa. Con un costo totale di 1,4 miliardi di € la linea sotterranea fu totalmente aperta il 2 dicembre 2012.   Stato attuale Dopo quasi tre anni, il 16 giugno 2015, sono partiti i restanti cantieri e interventi strutturali che completeranno la parte in superficie: un sottopasso per le auto in Piazza Statuto, il nuovo ponte sulla Dora, un nuovo collegamento stradale e svariate piste ciclabili che si snoderanno lungo Viale della Spina e che riguarderanno questo tratto, per una spesa complessiva stimata in 25 milioni di euro. I lavori termineranno entro l'estate del 2016. Il tratto urbano del passante attraversa la città in direzione nord - sud dalla stazione di Torino Lingotto fino a quella di Torino Stura per una lunghezza complessiva di quasi tredici chilometri, in aggiunta al ramo di collegamento con Porta Nuova. Poco più di otto chilometri del percorso sono in sotterranea, all'interno delle gallerie Ovest Quadruplicamento, lunga 4448 m, e Passante, lunga 3635 m. Il tratto metropolitano del passante ferroviario si estende rispettivamente a nord fino a Settimo e a sud fino a Trofarello. Il tracciato sostituisce la ferrovia storica Torino-Milano tra Torino Stura e Torino Porta Susa, proseguendo fino a Torino Lingotto su un percorso autonomo. In città, il passante attraversa i quartieri Falchera, Rebaudengo, Borgata Vittoria, San Donato, Aurora, centro storico, Crocetta e Lingotto.   Evoluzioni Con l'interramento e l’apertura del passante ferroviario la ferrovia Torino-Ceres, che si collegava alla ferrovia Torino-Milano alla stazione di Torino Dora, venne isolata dalla rete ferroviaria. Questo fu dovuto all'eccessiva profondità che il passante raggiunge in quel tratto, a causa del suo passaggio sotto il fiume Dora Riparia. Di conseguenza le pendenze da utilizzare, a causa del poco spazio, non sarebbero fisicamente sopportabili dai treni. Venne dunque scartata l'ipotesi di collegare la Torino-Ceres alla Ferrovia Torino-Milano a stazione Dora, e venne ipotizzato un collegamento molto più a nord, in concomitanza di corso Grosseto. L'interconnessione sarebbe avvenuta nella nuova stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Questo progetto fu approvato in giunta comunale nel 2007. Dunque l'attuale tracciato prevede la deviazione dei binari: il tunnel, anziché proseguire verso la stazione Madonna di Campagna, piega verso est per innestarsi sotto corso Grosseto, dove verrà realizzata la nuova stazione di Torino Grosseto. Il tracciato poi si connette al passante ferroviario presso la stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Altri interventi previsti sono: il completamento della stazione di Rebaudengo (già in parte utilizzabile) entro i primi mesi del 2019, compatibilmente alla realizzazione dell'interconnessione GTT/RFI nello stesso impianto, e le Fermate di Dora e Zappata: Ferrovie dello Stato svilupperà entro giugno 2016 la progettazione definitiva per il completamento di entrambe le fermate sotterranee.    

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20 giu 2016

Metropolitana di Torino, Linea 1

di Ludovico Ragonesi

- Soggetto attuatore: Comune di Torino - Gestore: GTT - Beneficiario dell’opera: il cittadino - Costo dell’opera: 1,046 mld € - Durata dell’intervento: 16 anni - Data di inizio lavori: 2000 - Data di fine lavori: da definirsi   Un’innovazione per il territorio italiano: Il 4 febbraio 2006, in vista dei XX Giochi olimpici invernali, prendeva avvio il servizio della linea 1 della metropolitana di Torrino. In occasione del viaggio inaugurale, Vincenzo Giori, Amministratore Delegato di Siemens Italia, dichiarava: "La metropolitana automatica avviata, ed oggi ulteriormente ampliata, a Torino costituisce certamente un'innovazione senza precedenti per il territorio italiano, perfettamente in linea con le tendenze demografiche globali di una continua crescita e urbanizzazione delle popolazioni”. Per la precisione, Giori fa riferimento al sistema di guida automatica del tipo VAL (veicolo automatico leggero), nome commerciale assegnato alla metropolitana su pneumatici, progettata dalla società francese Matra nel 1983, poi assorbita dalla Siemens, per la realizzazione della metropolitana di Lilla, prima metropolitana automatica del mondo, successivamente adottata anche in altre città francesi, quali Rennes e Parigi. Torino risulta essere, dunque, la prima città italiana ad adottare questo sistema. Ad oggi la metropolitana è gestita dal GTT (Gruppo Torinese Trasporti) ed è collegata con il servizio ferroviario metropolitano di Torino, con la rete tranviaria della città, oltre che con le autolinee urbane, suburbane ed extraurbane. Dalla progettazione alla realizzazione della linea 1: In relazione a quanto premesso, è opportuno specificare che, nonostante la sua recente attività, l’ideazione di questo stesso servizio ha origini ben più lontane di quanto si possa immaginare. Già negli anni venti, infatti, durante il riassetto di Via Roma, venne predisposto un tunnel che avrebbe dovuto far parte di una linea metropolitana sotterranea. Il progetto venne accantonato, per essere nuovamente ripreso nel corso degli anni sessanta. In quegli stessi anni venne costituita la SMT (Società per la Metropolitana Torino), con l'obiettivo di dotare la città di questa infrastruttura. Furono svolti, dunque, alcuni studi di fattibilità che contribuirono all’avvio dei primi scavi esplorativi presso il quartiere della Crocetta, ipotizzando un progetto che prevedesse un sistema di gallerie di circa sette chilometri sotto la zona in esame. In seguito il progetto venne scartato a favore di una soluzione che prevedeva un collegamento sotterraneo, tra gli stabilimenti della Fiat Mirafiori con i maggiori quartieri operai della periferia. Tuttavia, nell'autunno 1975, il nuovo consiglio comunale decise unanimemente lo scioglimento della SMT, con l'abbandono di quest'ultimo progetto. All'inizio degli anni ottanta si valutò di dotare la città di un sistema alternativo, optando per la scelta di una metropolitana leggera e prevedendo la realizzazione di cinque linee di tipo metrotranviario che avrebbero percorso in superficie o sotto la superficie stradale le maggiori direttrici cittadine, utilizzando in superficie corsie riservate. Solo una delle linee ipotizzate fu completata con le caratteristiche previste, mentre quelle restanti vennero gestite come linee tranviarie ordinarie. Nel novembre 1995 venne approvato il progetto di una linea Campo Volo - Porta Nuova, dal confine Ovest tra Torino e Collegno alla principale stazione ferroviaria, ma i fondi stanziati non furono sufficienti e il progetto venne sospeso. Bisognerà attendere l'aprile 1999 per vedere recuperare il progetto precedente. È in questo periodo che la fusione dell'ATM (Azienda Torinese Mobilità) con la SATTI (inizialmente Società Anonima Torinese Tranvie Intercomunali, poi Società per Azioni Torinese Tranvie Intercomunali e infine Società per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali) darà origine al Gruppo Torinese Trasporti, con l'obiettivo di dotare la città dell’attuale sistema di metropolitana ed ottenere un finanziamento statale al 60%. I lavori per la realizzazione della linea 1 iniziano ufficialmente il 19 dicembre 2000. Circa sei anni dopo, viene inaugurata la tratta da Fermi a XVIII Dicembre. Il 5 ottobre 2007 viene attivato il prolungamento da XVIII Dicembre a Porta Nuova FS, comprendente le stazioni intermedie di Vinzaglio e Re Umberto, oltre alla stazione di Porta Susa. Il progetto preliminare per l'ulteriore prolungamento della linea 1 da Lingotto a piazza Bengasi è stato approvato nel 2008 e nel corso del 2009 sono stati assegnati i fondi per il suo completamento. I lavori per la realizzazione di quest’ultimo prolungamento, sono attualmente in corso. Il 2 settembre 2009 l'ente regionale ha anche approvato la realizzazione della linea 2 della metropolitana, che collegherà la zona sud con la zona nord della città, incrociando la linea 1 in una stazione di interscambio individuata nella stazione Porta Nuova. L'inaugurazione della tratta Porta Nuova - Lingotto è avvenuta il 6 marzo 2011. Nel 2015 viene completata la progettazione definitiva per l'estensione tra l'attuale capolinea Fermi nel comune di Collegno e il nuovo capolinea Cascine Vica nel comune di Rivoli. In base a quanto appena riportato, ad oggi, La Metropolitana di Torino è attiva nella tratta Fermi – Lingotto:

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07 giu 2016

Stazione di Porta Nuova

di Andrea Baio

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa, Grandi Stazioni Data di inizio lavori: 1861, 1950, 2006   Cenni storici La stazione di Torino Porta Nuova (Pòrta Neuva in piemontese) è il principale scalo ferroviario della città di Torino e si colloca al terzo posto nella classifica delle stazioni italiane come numero di passeggeri che vi transitano. Ospita circa 192.000 transiti giornalieri e 70 milioni di frequentatori l'anno, su un totale di circa 450 treni al giorno. È capolinea della linea ad alta velocità per Milano, Roma, Napoli e Salerno. È servita dai treni del servizio ferroviario regionale e dal servizio ferroviario metropolitano, dai servizi Frecciabianca, Frecciarossa, InterCity di Trenitalia e dai treni Italo del network di Nuovo Trasporto Viaggiatori. Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, iniziarono i lavori per la costruzione della stazione, su progetto dell’Ing. Alessandro Mazzucchetti e dell’Arch. Carlo Ceppi. Vene aperta già nel 1864 ma i lavori vennero conclusi solamente del 1868 dopo diversi ampliamenti. In occasione dell’Esposizione Universale del 1911 furono eseguiti importanti lavori di ampliamento per rendere la stazione idonea a ricevere i numerosi visitatori. Dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti della II° guerra mondiale, l’intero complesso venne interamente riorganizzato e tra il 1948 e il 1951 venne realizzata la galleria di testa, larga 30 metri e lunga 150, caratterizzata da una struttura portante formata da 33 capriate a traliccio poste in senso trasversale. La stazione è stata inserita nel programma di riqualificazione dei principali scali italiani curato da Grandi Stazioni. L'area del complesso si estende per 97.000 m², di cui i fabbricati occupano 92.747 m². Di questi, 44.146 sono stati oggetto della prima fase dell'opera di riqualificazione. Nel 2006 furono iniziati i lavori di riqualificazione, con una cerimonia di inaugurazione il 4 febbraio 2009. e dovrebbero concludersi entro luglio 2016.   Strutture e impianti L'intero impianto è gestito da Rete Ferroviaria Italiana ed è configurato come stazione di testa. Il fabbricato viaggiatori, che occupa la maggiore volumetria e la cui area commerciale è gestita da Grandi Stazioni, si articola su più livelli distinti: piano sotterraneo, occupato da locali delle divisioni FS e dai magazzini delle attività commerciali e dal collegamento diretto con la metropolitana; piano terra, sede dei binari, costituito dal fabbricato viaggiatori (dove si concentrano i servizi ai passeggeri, le attività commerciali, il Salone degli Stemmi e la sfarzosa ex Sala Reale d'attesa di prima classe, oggi nota come Sala Gonin) e da altri edifici ubicati in via Nizza e via Sacchi come la centrale termica, uffici e locali tecnici delle divisioni FS; mezzanino, attività commerciali; piani superiori, sede di uffici e dei servizi postali. Il terminal ferroviario vero e proprio è composto da venti binari tronchi.  

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