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20 giu 2016

Tram di Torino

di Mobilita Torino

    Gestore: gruppo torinese trasporti GTT Data inizio costruzione: 1871 Ultima linea inaugurata: 19 aprile 2015 nuova linea 6 Piazza Statuto - Piazza Hermada Km di linee: 163 km di binari attivi di cui 80 km protetti in sede propria Mezzi in uso: serie 2800   Costruiti dalle officine Stanga, Moncenisio e Seac e malgrado i dubbi iniziali riguardanti il reimpiego di vecchie parti, i "nuovi" tram si presentavano molto bene, offrivano una ottima accelerazione ed una velocità di punta di 48 Km/h. serie 5000 In occasione dei mondiali del 1990, per la nuova linea tranviaria (il 9) che collegava il nuovo stadio delle Alpi, fu acquistata una nuova serie di vetture, denominate TPR (tram a pianale ribassato) 5000. serie 6000 Ufficialmente chiamati "Cityway", sono i tram più moderni di Torino, costruiti dalla francese Alstom negli ex-impianti della Fiat Ferroviaria di Savigliano.   Totale fermate: 550 fermate Numero linee e percorsi: 8 linee 3 Corso Tortona - Piazzale Vallette 4 Strada del Drosso - Via delle Querce 6 Piazza Statuto - Piazza Hermada 9 Piazza Stampalia - Corso Massimo D'Azeglio 10 Rondò della Forca - Corso Settembrini 13 Piazza Campanella - Piazza Gran Madre 15 Via Brissogne - Piazza Coriolano 16 linea circolare attorno il centro storico con capolinea a Piazza Sabotino A le sopracitate linee tranviarie si aggiungono tre linee con servizi speciali di natura turistica e per grandi eventi: 7 linea turistica Piazza Castello (circolare) 79 ferrovia a dentiera Sassi-Superga 9/ (linea speciale in occasione grandi eventi allo Juventus Stadium) Piazza Bernini / Porta Nuova/Stadio Juventus   Ricordiamo (dati GTT del 2013) che 8 linee di tram trasportano all'anno ben 60 milioni di passeggeri.

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20 giu 2016

Passante Ferroviario di Torino

di Alberto Garbin

  Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa Costo dell’opera: 1,4 miliardi € Data di inizio lavori: 1987 Data di fine lavori: 2019?   Cenni Storici Il passante ferroviario di Torino è una linea ferroviaria che attraversa in sotterranea la città di TorSchema del Passante Ferroviario di Torinoino ed è gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Nel 1905, su sollecitazione del Comune di Torino, si chiese l’abbassamento del piano su cui transitavano i treni; infatti, all’inizio del secolo le linee ferroviarie furono progettate e costruite a raso, costituendo col passare del tempo un grosso disagio. I tratti interessati dal progetto furono: la Torino-Genova, da corso Sommeiller a Torino Smistamento; la linea per Modane, da Torino Smistamento a oltre il "Bivio La Grangia" e dall'uscita di Porta Nuova al "Quadrivio Zappata"; la linea per Milano, dal "Quadrivio Zappata" a corso Vittorio Emanuele II. Nel 1911 cominciarono i lavori, sospesi durante la prima guerra mondiale e ripresero solamente nel 1923. Oltre al raddoppiamento di tutti i binari e alla loro posa dentro una trincea lunga 4 km e profonda 7 metri, vennero costruiti anche i calvalcavia di Corso Dante, Corso Bramante e Corso Sommellier. Fu solamente alla fine degli anni ’70, per la precisione nel 1979, che si concretizzò il progetto del passante ferroviario. In quell’anno la Regione Piemonte elaborò un nuovo Piano dei Trasporti in cui venne definito di priorità assoluta il passante. Inizialmente i lavori interessarono il tratto da Torino Lingotto fino a Trofarello, ma è solo dal 1987 che iniziarono i lavori di interramento e quadruplicamento della linea Torino – Milano. Tra settembre ed ottobre 2009 vennero attivati i binari del passante permettendo la dismissione dei binari in superficie. Nello stesso momento vennero chiuse le stazioni in superficie Dora e Porta Susa. Con un costo totale di 1,4 miliardi di € la linea sotterranea fu totalmente aperta il 2 dicembre 2012.   Stato attuale Dopo quasi tre anni, il 16 giugno 2015, sono partiti i restanti cantieri e interventi strutturali che completeranno la parte in superficie: un sottopasso per le auto in Piazza Statuto, il nuovo ponte sulla Dora, un nuovo collegamento stradale e svariate piste ciclabili che si snoderanno lungo Viale della Spina e che riguarderanno questo tratto, per una spesa complessiva stimata in 25 milioni di euro. I lavori termineranno entro l'estate del 2016. Il tratto urbano del passante attraversa la città in direzione nord - sud dalla stazione di Torino Lingotto fino a quella di Torino Stura per una lunghezza complessiva di quasi tredici chilometri, in aggiunta al ramo di collegamento con Porta Nuova. Poco più di otto chilometri del percorso sono in sotterranea, all'interno delle gallerie Ovest Quadruplicamento, lunga 4448 m, e Passante, lunga 3635 m. Il tratto metropolitano del passante ferroviario si estende rispettivamente a nord fino a Settimo e a sud fino a Trofarello. Il tracciato sostituisce la ferrovia storica Torino-Milano tra Torino Stura e Torino Porta Susa, proseguendo fino a Torino Lingotto su un percorso autonomo. In città, il passante attraversa i quartieri Falchera, Rebaudengo, Borgata Vittoria, San Donato, Aurora, centro storico, Crocetta e Lingotto.   Evoluzioni Con l'interramento e l’apertura del passante ferroviario la ferrovia Torino-Ceres, che si collegava alla ferrovia Torino-Milano alla stazione di Torino Dora, venne isolata dalla rete ferroviaria. Questo fu dovuto all'eccessiva profondità che il passante raggiunge in quel tratto, a causa del suo passaggio sotto il fiume Dora Riparia. Di conseguenza le pendenze da utilizzare, a causa del poco spazio, non sarebbero fisicamente sopportabili dai treni. Venne dunque scartata l'ipotesi di collegare la Torino-Ceres alla Ferrovia Torino-Milano a stazione Dora, e venne ipotizzato un collegamento molto più a nord, in concomitanza di corso Grosseto. L'interconnessione sarebbe avvenuta nella nuova stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Questo progetto fu approvato in giunta comunale nel 2007. Dunque l'attuale tracciato prevede la deviazione dei binari: il tunnel, anziché proseguire verso la stazione Madonna di Campagna, piega verso est per innestarsi sotto corso Grosseto, dove verrà realizzata la nuova stazione di Torino Grosseto. Il tracciato poi si connette al passante ferroviario presso la stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Altri interventi previsti sono: il completamento della stazione di Rebaudengo (già in parte utilizzabile) entro i primi mesi del 2019, compatibilmente alla realizzazione dell'interconnessione GTT/RFI nello stesso impianto, e le Fermate di Dora e Zappata: Ferrovie dello Stato svilupperà entro giugno 2016 la progettazione definitiva per il completamento di entrambe le fermate sotterranee.    

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20 giu 2016

Metropolitana di Torino

di Ludovico Ragonesi

- Soggetto attuatore: Comune di Torino - Gestore: GTT - Beneficiario dell’opera: il cittadino - Costo dell’opera: 1,046 mld € - Durata dell’intervento: 16 anni - Data di inizio lavori: 2000 - Data di fine lavori: da definirsi   Un’innovazione per il territorio italiano: Il 4 febbraio 2006, in vista dei XX Giochi olimpici invernali, prendeva avvio il servizio della linea 1 della metropolitana di Torrino. In occasione del viaggio inaugurale, Vincenzo Giori, Amministratore Delegato di Siemens Italia, dichiarava: "La metropolitana automatica avviata, ed oggi ulteriormente ampliata, a Torino costituisce certamente un'innovazione senza precedenti per il territorio italiano, perfettamente in linea con le tendenze demografiche globali di una continua crescita e urbanizzazione delle popolazioni”. Per la precisione, Giori fa riferimento al sistema di guida automatica del tipo VAL (veicolo automatico leggero), nome commerciale assegnato alla metropolitana su pneumatici, progettata dalla società francese Matra nel 1983, poi assorbita dalla Siemens, per la realizzazione della metropolitana di Lilla, prima metropolitana automatica del mondo, successivamente adottata anche in altre città francesi, quali Rennes e Parigi. Torino risulta essere, dunque, la prima città italiana ad adottare questo sistema. Ad oggi la metropolitana è gestita dal GTT (Gruppo Torinese Trasporti) ed è collegata con il servizio ferroviario metropolitano di Torino, con la rete tranviaria della città, oltre che con le autolinee urbane, suburbane ed extraurbane. Dalla progettazione alla realizzazione della linea 1: In relazione a quanto premesso, è opportuno specificare che, nonostante la sua recente attività, l’ideazione di questo stesso servizio ha origini ben più lontane di quanto si possa immaginare. Già negli anni venti, infatti, durante il riassetto di Via Roma, venne predisposto un tunnel che avrebbe dovuto far parte di una linea metropolitana sotterranea. Il progetto venne accantonato, per essere nuovamente ripreso nel corso degli anni sessanta. In quegli stessi anni venne costituita la SMT (Società per la Metropolitana Torino), con l'obiettivo di dotare la città di questa infrastruttura. Furono svolti, dunque, alcuni studi di fattibilità che contribuirono all’avvio dei primi scavi esplorativi presso il quartiere della Crocetta, ipotizzando un progetto che prevedesse un sistema di gallerie di circa sette chilometri sotto la zona in esame. In seguito il progetto venne scartato a favore di una soluzione che prevedeva un collegamento sotterraneo, tra gli stabilimenti della Fiat Mirafiori con i maggiori quartieri operai della periferia. Tuttavia, nell'autunno 1975, il nuovo consiglio comunale decise unanimemente lo scioglimento della SMT, con l'abbandono di quest'ultimo progetto. All'inizio degli anni ottanta si valutò di dotare la città di un sistema alternativo, optando per la scelta di una metropolitana leggera e prevedendo la realizzazione di cinque linee di tipo metrotranviario che avrebbero percorso in superficie o sotto la superficie stradale le maggiori direttrici cittadine, utilizzando in superficie corsie riservate. Solo una delle linee ipotizzate fu completata con le caratteristiche previste, mentre quelle restanti vennero gestite come linee tranviarie ordinarie. Nel novembre 1995 venne approvato il progetto di una linea Campo Volo - Porta Nuova, dal confine Ovest tra Torino e Collegno alla principale stazione ferroviaria, ma i fondi stanziati non furono sufficienti e il progetto venne sospeso. Bisognerà attendere l'aprile 1999 per vedere recuperare il progetto precedente. È in questo periodo che la fusione dell'ATM (Azienda Torinese Mobilità) con la SATTI (inizialmente Società Anonima Torinese Tranvie Intercomunali, poi Società per Azioni Torinese Tranvie Intercomunali e infine Società per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali) darà origine al Gruppo Torinese Trasporti, con l'obiettivo di dotare la città dell’attuale sistema di metropolitana ed ottenere un finanziamento statale al 60%. I lavori per la realizzazione della linea 1 iniziano ufficialmente il 19 dicembre 2000. Circa sei anni dopo, viene inaugurata la tratta da Fermi a XVIII Dicembre. Il 5 ottobre 2007 viene attivato il prolungamento da XVIII Dicembre a Porta Nuova FS, comprendente le stazioni intermedie di Vinzaglio e Re Umberto, oltre alla stazione di Porta Susa. Il progetto preliminare per l'ulteriore prolungamento della linea 1 da Lingotto a piazza Bengasi è stato approvato nel 2008 e nel corso del 2009 sono stati assegnati i fondi per il suo completamento. I lavori per la realizzazione di quest’ultimo prolungamento, sono attualmente in corso. Il 2 settembre 2009 l'ente regionale ha anche approvato la realizzazione della linea 2 della metropolitana, che collegherà la zona sud con la zona nord della città, incrociando la linea 1 in una stazione di interscambio individuata nella stazione Porta Nuova. L'inaugurazione della tratta Porta Nuova - Lingotto è avvenuta il 6 marzo 2011. Nel 2015 viene completata la progettazione definitiva per l'estensione tra l'attuale capolinea Fermi nel comune di Collegno e il nuovo capolinea Cascine Vica nel comune di Rivoli. In base a quanto appena riportato, ad oggi, La Metropolitana di Torino è attiva nella tratta Fermi – Lingotto:

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07 giu 2016

Stazione di Porta Nuova

di Andrea Baio

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa, Grandi Stazioni Data di inizio lavori: 1861, 1950, 2006   Cenni storici La stazione di Torino Porta Nuova (Pòrta Neuva in piemontese) è il principale scalo ferroviario della città di Torino e si colloca al terzo posto nella classifica delle stazioni italiane come numero di passeggeri che vi transitano. Ospita circa 192.000 transiti giornalieri e 70 milioni di frequentatori l'anno, su un totale di circa 450 treni al giorno. È capolinea della linea ad alta velocità per Milano, Roma, Napoli e Salerno. È servita dai treni del servizio ferroviario regionale e dal servizio ferroviario metropolitano, dai servizi Frecciabianca, Frecciarossa, InterCity di Trenitalia e dai treni Italo del network di Nuovo Trasporto Viaggiatori. Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, iniziarono i lavori per la costruzione della stazione, su progetto dell’Ing. Alessandro Mazzucchetti e dell’Arch. Carlo Ceppi. Vene aperta già nel 1864 ma i lavori vennero conclusi solamente del 1868 dopo diversi ampliamenti. In occasione dell’Esposizione Universale del 1911 furono eseguiti importanti lavori di ampliamento per rendere la stazione idonea a ricevere i numerosi visitatori. Dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti della II° guerra mondiale, l’intero complesso venne interamente riorganizzato e tra il 1948 e il 1951 venne realizzata la galleria di testa, larga 30 metri e lunga 150, caratterizzata da una struttura portante formata da 33 capriate a traliccio poste in senso trasversale. La stazione è stata inserita nel programma di riqualificazione dei principali scali italiani curato da Grandi Stazioni. L'area del complesso si estende per 97.000 m², di cui i fabbricati occupano 92.747 m². Di questi, 44.146 sono stati oggetto della prima fase dell'opera di riqualificazione. Nel 2006 furono iniziati i lavori di riqualificazione, con una cerimonia di inaugurazione il 4 febbraio 2009. e dovrebbero concludersi entro luglio 2016.   Strutture e impianti L'intero impianto è gestito da Rete Ferroviaria Italiana ed è configurato come stazione di testa. Il fabbricato viaggiatori, che occupa la maggiore volumetria e la cui area commerciale è gestita da Grandi Stazioni, si articola su più livelli distinti: piano sotterraneo, occupato da locali delle divisioni FS e dai magazzini delle attività commerciali e dal collegamento diretto con la metropolitana; piano terra, sede dei binari, costituito dal fabbricato viaggiatori (dove si concentrano i servizi ai passeggeri, le attività commerciali, il Salone degli Stemmi e la sfarzosa ex Sala Reale d'attesa di prima classe, oggi nota come Sala Gonin) e da altri edifici ubicati in via Nizza e via Sacchi come la centrale termica, uffici e locali tecnici delle divisioni FS; mezzanino, attività commerciali; piani superiori, sede di uffici e dei servizi postali. Il terminal ferroviario vero e proprio è composto da venti binari tronchi.  

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