Articolo
20 feb 2017

12 grandi studi di ingegneria si contendono la progettazione della linea 2 della metro.

di Alberto Garbin

A contendersi l’assegnazione della gara per la progettazione della linea 2 della metropolitana di Torino saranno 12 grossi gruppi di studi, tra i quali numerose società con sede a Torino. In corsa per accaparrarsi l’incarico di disegnare il tracciato della seconda linea di metropolitana che dovrà collegare Rebaudengo al cimitero Parco: 27 fermate e circa 14 chilometri, un tracciato che prevede poi due diramazioni in estensione, verso Pescarito a Nord e verso piazzale Caio Mario a Sud. La gara internazionale con base d’asta a 7 milioni è stata lanciata dal Comune a marzo dello scorso anno. La scorsa settimana la commissione ha aperto le buste delle dodici cordate che si sono presentate. Tra le quali la 3TI, storica società romana, che si è associata ai francesi di Arcadis e alla torinese Carlo Ratti associati. La milanese Alpina corre insieme con un’altra società francese (Egis Rail) e con lo studio dell’architetto Franco Mellano. Lo studio Rolla di Torino, lavora con i genovesi D’Appollonia e i milanesi di Sc Sembelli. La torinese Geodata collabora con Arup, con sede a Londra, e con gli olandesi di Kpmg esperti di piani finanziari. L’architetto Benedetto Camerana lavora con la società di ingegneria svizzera Lombardi. Poi ci sono gli spagnoli di Sener Ingenieria y Sistema a fianco della torinese Teknema progetti. La parigina Setec lavora insieme alla Recchi engineering e alla Musinet. Gli austriaci di Ceoconsult fanno squadra con i romani di Team e i londinesi di Rendel Limited. Poi c’è la società di progettazione delle ferrovie del Belgio (Tractebel) e la Roksoil. La progettazione vera e propria dovrebbe essere aggiudicata entro l’estate (il condizionale è d’obbligo), e verrà deciso dalla commissione varata dal Comune e presieduta da Giorgio Marengo, dirigente del settore Infrastrutture. Per la progettazione esecutiva, che comprenderà la realizzazione dei lavori, servirà poi una nuova gara, ma ci vorranno anni e circa un miliardo e 200 milioni per finanziare l’intera opera. La strada da percorrere per vedere la linea 2 della metropolitana di Torino è ancora molto lunga insomma.

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Articolo
21 set 2016

Linea 2 della metropolitana: si farà!

di Alberto Garbin

Dopo diversi mesi dall’insediamento della nuova giunta guidata da Chiara Appendino, e dopo i timori che il progetto della linea 2 della metropolitana di Torino potesse venire accantonato dalla nuova giunta, ecco che si ritorna a parlare di modalità di progettazione della nuova linea. L’assessore ai trasporti Maria Lapietra dice che la metropolitana si farà e spiega il perchè dei ritardi che stanno caratterizzando questi ultimi mesi. Il motivo sarebbe che, alla nomina dei sei membri della commissione che si occuperanno della progettazione della nuova linea, mancherebbe ancora un nome, fornito dal Politecnico di Torino. I problemi sarebbero dovuti alle verifiche di compatibilità dell’incarico per la commissione e dovuti quindi alle decisioni dell’ateneo. Non ci sarebbero grossi intoppi quindi, e lo conferma anche l’incontro, avvenuto pochi giorni fa a Roma, tra il Sindaco Appendino e il Ministro dei Trasporti Delrio. Quello che è chiaro, oltre ai ritardi, è che la progettazione della nuova linea avverrà in partecipazione con diversi soggetti, primi fra tutti i cittadini. Il sindaco infatti, ritiene molto importante tentare di aprire un dialogo con i cittadini e i commercianti interessati delle aree interessate in prima persona dai cantieri. L’assessore Lapietra dice: «verrà ricalibrato il modello di generazione assegnazione della domanda sulla base dell’attuale situazione territoriale, perché in questi anni alcune infrastrutture stradali previste non sono state realizzate, e sulla base dell’attuale situazione domanda di mobilità perché lo studio è stato fatto con dati del 2006, sono passati dieci anni» L’assegnazione della gara per la M2 sarà perciò aggiudicata con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, e si potrà poi procedere con la progettazione vera e proprio della nuova linea. Continua l’assessore Lapietra: «Non deve essere inteso come un documento chiuso ma è plausibile infatti che si verifichino nel momento della sua stesura una serie di eventi di cui sarà importante tenere conto per nuove necessità o migliorie. Nella progettazione», ha concluso, «tali elementi potranno entrare senza provocare né ritardi né problematiche alla procedura avviata». Non resta che aspettare e sperare che i lavori possano iniziare nel più breve tempo possibile, facendo beneficiare Torino di una rete, seppure piccola, di Metropolitane.      

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