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15 nov 2016

Le strisce della discordia: ridipinte le strisce pedonali di via Luini

di Alessandro Graziano

Appena qualche giorno fa, vi avevamo parlato di come alcuni commercianti di via Luini, nel quartiere periferico Nord ovest di Lucento, avessero chiesto la collaborazione ai ragazzi dell'Accademia delle Belle Arti di Torino per decorare le strisce pedonali con un simpatico motivo che ricordava la pittura di Mondrian. Quello di via Luini era stato un progetto del tutto auto finanziato nato appunto con l'intento di riqualificare una zona piuttosto grigia e con la chiusura di oltre il 20% delle attività commerciali negli ultimi anni. E bene, in questi giorni il Comune ha provveduto a cancellare quella decorazione riportando le strisce a norma. Non mettiamo in dubbio che forse questo tipo di progetto necessitava dell'approvazione del comune e della circoscrizione, tuttavia spiace constatare che il Comune si sia attivato più velocemente su questo, anziché procedere, se non alla riqualificazione del quartiere, quantomeno al rifacimento delle strisce sbiadite in zona. Per noi di Mobilita Torino, è un'occasione persa per rendere partecipi gli abitanti e per portare nelle e per le periferie la Street art. Che ne pensate?

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07 nov 2016

Arte nelle strisce pedonali

di Alessandro Graziano

In uno degli angoli di Lucento, quartiere a nord ovest di Torino, e precisamente in via Luini angolo via Borsi, alcuni negozianti hanno evidentemente deciso di tentare un processo di riqualificazione del proprio territorio con un graffito multicolore sulle strisce pedonali, che ricorda un dipinto di Mondrian e dipingendo con un murales la serranda di un negozio. Questo modello di riqualificazione di contesti urbani non è nuovo, ed è un’esperienza vincente perché porta attenzione su luoghi spesso periferici e lontani da qualsiasi circuito turistico e spesso privi di luoghi di socialità. A Torino, abbiamo parecchi esempi in tal senso (abbiamo parlato più volte dell’esperienza dell’associazione Il cerchio e le gocce, ma come dimenticare il MAU, Museo Arte Urbana in Campidoglio o Urban Barriera con i grandi murales di Millo, visitati anche con gite organizzate in bicicletta nelle strade di Barriera di Milano?). L’idea di riqualificare un territorio, spesso in periferia, attraverso l’uso della Street Art, ha tuttavia spesso una doppia valenza. Da una parte, come si è detto, rende più interessanti e belle queste zone, dall’altra anche le rende, in qualche modo, anche più sicure, come quando il fenomeno coinvolge – ed è il caso di via Luini – gli attraversamenti pedonali, che non sono solo più belli esteticamente, ma più visibili e, di conseguenza, più sicuri per i pedoni. Esistono moltissimi esempi, all’estero e in Italia, di interventi artistici proprio sugli attraversamenti pedonali. A Varsavia, nel 2010 si volle, per esempio, celebrare i duecento anni dalla nascita del compositore polacco Chopin anche realizzando delle strisce pedonali a forma di tasti del pianoforte. L’opera, Pasy Klawiatury, fu ideata dalle artiste Helena Czernek e Klara Jankiewicz. Nel novembre del 2015, in Spagna, le strisce pedonali della città di Torrelodones (Madrid) sono diventate “ponti tra due strade”, come definite dall’artista bulgaro Christo Guelov che le ha battezzate “Funny Cross”. Dall’altro lato del mondo, nel marzo di quest’anno, due artiste indiane hanno realizzato nella città di Ahmeddabad degli attraversamenti pedonali con un suggestivo effetto 3D, anche in questo caso, col fine ultimo di rendere più sicure le strisce pedonali. Sebbene con limitazioni imposte per via delle stringenti norme stradali, le autorità hanno tuttavia testato gli effetti positivi di queste strisce pedonali artistiche e le hanno approvate. Ve ne abbiamo descritte alcune, ma moltissime città, anche in Italia, hanno fatto questa esperienza. Raccontateci nei commenti, magari postando qualche foto, quelle che voi avete visto nella vostra città o in giro per il mondo.

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20 giu 2016

Il teleriscaldamento avanza a nord

di Alessandro Graziano

Si estende la rete torinese di teleriscaldamento nei quartieri a nord tra corso Potenza e corso Grosseto Iren l'azienda che si occupa del servizio di teleriscaldamento a Torino, sta conducendo i lavori di estensione del teleriscaldamento nel quadrante Nord della città. Iren S.p.A nasce il primo luglio 2010 dalla fusione di Enìa in Iride,, quest'ultima ha cambiato ragione sociale e spostando la sede legale da Torino a Reggio nell'Emilia. Ma cos'è il teleriscaldamento? Per teleriscaldamento si intende il trasporto a distanza di calore ad uso riscaldamento urbano ed acqua calda sanitaria. Si tratta di un mezzo semplice, pulito, economico e sicuro per riscaldare gli edifici. Teleriscaldamento, indica non tanto l'impiego di una particolare forma di energia in una centrale, quanto un sistema completo di produzione e distribuzione di calore, che può essere generato sfruttando differenti fonti energetiche. Di fatto, Iren è la prima azienda in Italia per produzione di energia per teleriscaldamento, che a Torino copre il 60% del fabbisogno di energia per riscaldamento. Un bel risparmio energetico e un concreto passo alla riduzione di inquinanti derivanti da combustibili fossili. In particolare nel quartiere di Lucento,  facente parte della V Circoscrizione,  sono in corso dallo scorso autunno i lavori di  scavo e posa delle condutture. Dalla sezione tematica di Ireninforma si apprende inoltre che ad oggi (giugno 2016) la rete già in funzione a Torino (metropoli più teleriscaldata d’Italia) consente già ora un risparmio di emissioni inquinanti pari a 125 mila autovetture. Se moltiplicassimo la produzione media di CO2 per Km per il numero di autovetture ipotetiche (110 g/km) otterremo al chilometro un risparmio di 13.750.000 di CO2. Dal pianeta un "benvenuto teleriscaldamento"!

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