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10 gen 2019

Novità sul trasporto pubblico locale

di Mobilita Torino

Durante i giorni interessati dai provvedimenti anti-smog estesi alle auto Euro 5, verrà aumentata la frequenza dei mezzi pubblici, in particolare nelle fasce orarie 7-9 e 16,30-20. Da febbraio aumenteranno i passaggi della metro con passaggi ogni 2'17''. Da aprile la metropolitana di Torino avrà orari più lunghi nei giorni di venerdì, sabato e domenica. Mentre martedì, mercoledì e giovedì verranno uniformati gli orari di chiusura. Per il momento il lunedì la chiusura rimane anticipata rispetto agli altri giorni per esigenze tecniche legate alla manutenzione.  

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04 ago 2017

Le misure di contenimento dello smog previste a partire da ottobre

di Mobilita Torino

A partire dal prossimo mese di ottobre una serie di azioni di controllo del traffico regoleranno la libera circolazione in città, alcune già sperimentate nell’autunno e nell’inverno scorso, altre di nuova istituzione, con un piano pluriennale e graduale che si ispira all'Accordo per il risanamento della qualità dell'aria nel bacino padano siglato il 9 giugno 2017 a Bologna dalle Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, insieme al Ministro dell'Ambiente. La Città di Torino intende tenere in considerazione le misure strutturali previste dal Piano per la qualità dell'aria della Regione Piemonte attualmente in iter di approvazione, che tengono conto delle decisioni concordate a Bologna e che confermano quanto già attuato durante lo scorso inverno dalla Città di Torino. I tecnici e gli amministratori del Comune hanno già incontrato la Regione Piemonte, le associazioni di categoria dei commercianti e la Città Metropolitana per condividere e concertare una strategia comune. L’applicazione del Piano regionale, una volta approvato, sarà obbligatoria per tutti i Comuni piemontesi con popolazione superiore ai 20mila abitanti.Per il prossimo autunno, la Città di Torino adotterà, in caso di emergenza, le misure introdotte durante l'ultima stagione invernale, con il blocco diurno dei veicoli diesel fino all'Euro 4 al manifestarsi del primo livello d’emergenza, a cui si aggiungeranno i motori Euro 5 al raggiungimento del secondo livello; in entrambi i casi verrà mantenuta la finestra pomeridiana per i veicoli commerciali.Le limitazioni diurne applicate ai veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 si estenderanno dai soli giorni feriali a tutti i giorni della settimana.L’unità di misura di riferimento per le eventuali azioni che si renderanno necessarie è il superamento della soglia di 50 microgrammi al metro cubo, come concordato nel protocollo di bacino padano; da quest’anno, infatti, le azioni di contenimento del traffico saranno inasprite in base ai giorni continui di superamento di tale soglia, allo scopo di evitare impennate dei valori massimi di inquinamento e contenere il protrarsi dei superamenti giorno dopo giorno.Per il futuro, Torino intende accogliere le misure strutturali previste dall'Accordo di bacino padano: dall'1 ottobre del 2018 sarà limitata la circolazione dei veicoli diesel fino a Euro 3 nella fascia diurna dei giorni feriali. La data dell’1 ottobre del 2020 segnerà l’estensione del divieto di circolazione nella fascia diurna dei giorni feriali ai veicoli diesel Euro 4.Tornando al prossimo ottobre 2017, l’informazione ai cittadini sarà continua e tempestiva. L’eventuale inasprimento o sospensione dei provvedimenti sarà annunciato il giorno prima, in base ai superamenti rilevati dalle stazioni automatiche sul territorio di Torino. Tutti i canali di informazione della città saranno impiegati per raggiungere rapidamente il maggior numero di persone; molto importante sarà l’apporto dei mezzi di informazione per il raggiungimento dell’obiettivo principale di questa complessa macchina: il mantenimento della qualità dell’aria e la salvaguardia della salute dei cittadini.(m  

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13 gen 2017

Auto vs mezzi pubblici: 4 torinesi su 10 preferiscono la quattro ruote

di Alessandro Graziano

Ci spostiamo di meno, molto di meno, di una volta ma per molti aspetti ancora come si faceva una volta. Con l’auto. Utilizziamo i mezzi pubblici più spesso di qualche anno fa ma meno di quel che avviene in altre città. Non sarà per queste ragioni se Torino resta la città più inquinata d’Italia - nonostante gli evidentissimi progressi degli ultimi anni - però è indubbio che negli anni chi doveva decidere (le istituzioni locali soprattutto) ha peccato di scarso coraggio: scelte giuste ma spesso lasciate a metà. Il Rapporto Giorgio Rota sulla mobilità dice questo: è mancata una vera pianificazione, una politica integrata che incentivasse la mobilità alternativa. Negli ultimi vent’anni il volume degli spostamenti quotidiani è diminuito del 25%: da 4 milioni nel 1991 a 2,9 nel 2013, per via di diversi fattori, dall’invecchiamento della popolazione alla crisi economica, al calo dell’occupazione. E nonostante un lieve calo, l’auto resta il mezzo più utilizzato: vale il 43,4% degli spostamenti a Torino e il 70,5% nel resto della provincia. Mentre in Italia si assisteva a un massiccio calo del tasso di motorizzazione, a Torino dal 2000 al 2015 la riduzione è stata appena del 4%, decisamente inferiore rispetto a Milano (-15,7%) o a Roma (-12,5%). Con 619 auto ogni mille abitanti, Torino è la terza città italiana dopo Catania e Cagliari. La buona notizia è che, seppure intasati dalle auto, abbiamo la più alta incidenza di motori “puliti”, gli Euro 6 (8,3%, dopo ci sono Bologna con il 4,2% e Firenze 3,9%) e la minor incidenza di modelli pre Euro 5 (66,9%). L’analisi del Rapporto Rota contiene una spiegazione del ritardo di Torino rispetto alle altre città italiane. Le politiche per regolare la circolazione e la sosta dei mezzi privati sono state troppo timide. L’ultimo allargamento della Ztl risale al 2010 e, soprattutto, in nessuna altra città i varchi sono attivi per tre sole ore al giorno. Nel 2000 Torino era la seconda città italiana per numero di strisce blu; oggi è quarta. Per quanto riguarda i parcheggi di interscambio, poi, il ritardo è notevole: nel 2013 (ultimi dati diffusi dall’Istat) c’erano 11 stalli ogni mille auto; delle 14 città metropolitane Torino era l’ottava. Anche le zone 30 sono poche ( le ultime in ordine di apparizione in corso P. Oddone) . Aver investito poco su queste politiche non ha incentivato l’uso di mezzi alternativi, che pure esistono e si sono sviluppati: car e bike sharing, piste ciclabili, mezzi pubblici. Con la progressiva attivazione della linea 1 della metropolitana VAL , si è nettamente invertito il trend di calo di passeggeri sui mezzi pubblici, scesi del 15,7% tra il 1991 e il 2004. Nel 2012 si sono superati per la prima volta i 200 milioni di passeggeri paganti in un anno sui mezzi pubblici. Nel 2015 sono stati 247 milioni; uno su sei(41 milioni) ha utilizzato la metropolitana. Un bel risultato che però va incrementato con maggiori investimenti sul trasporto pubblico e la creazione di nuove infrastrutture di mobilità come la linea 2 della metro, la stazione Zappata e la creazione di tranvie veloci. (Fonte lastampa.it)

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