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21 set 2016

Linea 2 della metropolitana: si farà!

di Alberto Garbin

Dopo diversi mesi dall’insediamento della nuova giunta guidata da Chiara Appendino, e dopo i timori che il progetto della linea 2 della metropolitana di Torino potesse venire accantonato dalla nuova giunta, ecco che si ritorna a parlare di modalità di progettazione della nuova linea. L’assessore ai trasporti Maria Lapietra dice che la metropolitana si farà e spiega il perchè dei ritardi che stanno caratterizzando questi ultimi mesi. Il motivo sarebbe che, alla nomina dei sei membri della commissione che si occuperanno della progettazione della nuova linea, mancherebbe ancora un nome, fornito dal Politecnico di Torino. I problemi sarebbero dovuti alle verifiche di compatibilità dell’incarico per la commissione e dovuti quindi alle decisioni dell’ateneo. Non ci sarebbero grossi intoppi quindi, e lo conferma anche l’incontro, avvenuto pochi giorni fa a Roma, tra il Sindaco Appendino e il Ministro dei Trasporti Delrio. Quello che è chiaro, oltre ai ritardi, è che la progettazione della nuova linea avverrà in partecipazione con diversi soggetti, primi fra tutti i cittadini. Il sindaco infatti, ritiene molto importante tentare di aprire un dialogo con i cittadini e i commercianti interessati delle aree interessate in prima persona dai cantieri. L’assessore Lapietra dice: «verrà ricalibrato il modello di generazione assegnazione della domanda sulla base dell’attuale situazione territoriale, perché in questi anni alcune infrastrutture stradali previste non sono state realizzate, e sulla base dell’attuale situazione domanda di mobilità perché lo studio è stato fatto con dati del 2006, sono passati dieci anni» L’assegnazione della gara per la M2 sarà perciò aggiudicata con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, e si potrà poi procedere con la progettazione vera e proprio della nuova linea. Continua l’assessore Lapietra: «Non deve essere inteso come un documento chiuso ma è plausibile infatti che si verifichino nel momento della sua stesura una serie di eventi di cui sarà importante tenere conto per nuove necessità o migliorie. Nella progettazione», ha concluso, «tali elementi potranno entrare senza provocare né ritardi né problematiche alla procedura avviata». Non resta che aspettare e sperare che i lavori possano iniziare nel più breve tempo possibile, facendo beneficiare Torino di una rete, seppure piccola, di Metropolitane.      

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12 set 2016

A che punto sono i lavori in Piazza Baldissera?

di Alberto Garbin

Su segnalazione di un nostro lettore, proponiamo di seguito il reportage fotografico dei lavori di rifacimento di Piazza Baldissera. Il nostro lettore segnalava la mancanza di binari del tram, là dove fino a qualche anno fa transitava il 10. In effetti, i binari in alcune zone della Piazza sono ancora presenti, soprattutto in prossimità di Via Antonio Cecchi, ma proprio in questi ultimi giorni stanno venendo coperti di asfalto per il rifacimento della rotonda, come testimoniano le immagini scattate. Il progetto prevede però lo smantellamento dell'attuale mega-rotonda per un'intersezione semaforica che permetterà inoltre il passaggio del tram, in particolare la linea 10, che proseguirà poi come un tempo su Via Massari.  

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09 ago 2016

Obbligo di obliterare l’abbonamento? Da settembre sarà realtà.

di Mobilita Torino

In Emilia Romagna e in provincia di Trento funziona così già da qualche tempo. Cioè la validazione obbligatoria ogni volta che si sale su un mezzo Gtt, anche degli abbonamenti di qualunque genere. Il motivo? Combattere l'evasione principalmente, ma non solo, perchè permetterà alla compagnia che gestisce il trasporto pubblico Torinese e all'Agenzia Metropolitana per la Mobilità di Torino, di calcolare il carico effettivo dei mezzi e di conseguenza poter agire per implementare misure per migliorare la qualità del servizio. Attualmente solo in provincia di Cuneo esiste già quest'obbligo. L'obbligo avrebbe dovuto già entrare in vigore per luglio ma si è deciso, forse complici anche le elezioni, di far slittare l'implementazione a settembre. Gtt afferma che darà tempo 3 mesi ai cittadini dotati di abbonamenti per adeguarsi alla norma, dopodichè scatteranno le sanzioni. 3 euro è la multa che dovranno pagare chi non "bippa" l'abbonamento sui mezzi. Con i soldi delle multe Gtt promette di poterli restituire ai clienti sotto forma di premi, ma in merito non si sa di più.

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01 ago 2016

Blue Torino si espande!

di Alberto Garbin

Qualche mese fa, durante il convegno “Il futuro della mobilità sostenibile” tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, venne presentato il nuovo servizio di car sharing elettrico BlueTorino, dal Gruppo Bollorè, azienda leader del settore dei trasporti e della logistica (all’estero è un servizio già attivo da alcuni anni in città europee ed americane tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Indianapolis). L’intenzione dell’azienda e della Città di Torino è di mettere a disposizione dei cittadini inizialmente 23 auto elettriche e 5 colonnine di ricarica, che diventeranno entro la fine dell’anno rispettivamente 150 auto e 250 colonnine. Entro il 2017 si avranno 400 vetture e 700 colonnine che copriranno una grande parte del territorio comunale. Le auto utilizzate per il servizio (partito a marzo 2016) hanno una autonomia di 250 km, più che sufficienti per coprire gli spostamenti all’interno della città e potranno essere ricaricate nelle apposite stazioni gestite da BlueTorino, inoltre, le auto potranno essere guidate anche dai neopatentati. Il costo dell’abbonamento è pari a 5,50€ al mese con una tassa di registrazione di 10€ più il costo opzionale per la prenotazione dei parcheggi, il tutto comodamente gestito tramite app per smartphone. Il cuore di queste vetture, assemblate nello stabilimento di Bairo, nel Canavese, risiede nelle nuove batterie LMP (litio metal polimer) che consentono una capacità energetica di 30kw/ora e quindi una maggiore autonomia e che potranno, alla fine del loro ciclo vitale, essere riciclate. Una nuova stazione è stata appena completata in corso Tassoni angolo Piazza Bernini. Salgono così a 4 le stazioni da attivare tra cui Corso Peschiera angolo Corso Trapani; Corso Peschiera angolo piazza Sabotino; Corso Stati Uniti.    

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05 lug 2016

Riorganizzazione del trasporto pubblico nei piani del nuovo sindaco.

di Alberto Garbin

Pochi giorni dopo le indiscrezioni sulla possibilità di nuovi tagli all’azienda Gtt, si parla infatti di ridurre di 20 milioni su 150 il finanziamento pubblico,  ecco che si fa strada l’ipotesi di una possibile riorganizzazione del trasporto pubblico di superficie. La ricetta è vecchia di almeno due anni, quando Gtt commissionò uno studio al Politecnico di Torino, poi mai attuato effettivamente. Il piano, elaborato da un team di esperti capeggiati da Cristina Pronello, docente di pianificazione dei trasporti, prevede, oltre alla già citata riduzione dei finanziamenti pubblici, un taglio di circa 7 – 8 milioni di km l’anno su circa 44 e la soppressione di 20 linee di autobus, cercando, allo stesso tempo, di rendere più efficiente l’intero sistema. Allo stato attuale il t.p.l. Torinese è composto da 8 linee di tram e 74 linee di autobus. La riduzione porterebbe allo stesso numero di linee di tram e a 54 linee di autobus, ma la rete dovrebbe, secondo il piano, essere resa più efficace puntando su una decina di linee di forza che dovranno tagliare il centro, un’altra decina di linee di adduzione che dovranno portare le persone verso le linee forti e da una quarantina di linee territoriali che serviranno i quartieri e i comuni della cintura. Potremmo avere quindi meno linee ma con passaggi molto più ravvicinati (ogni 5 minuti nelle ore di punta) e dovrebbero anche di conseguenza diminuire i tempi di percorrenza. Si viaggerà, quindi, in meno tempo ma cambiando più spesso linea. Oltre a ciò potrebbero essere soppresse una fermata ogni 5 per rendere più fluido il passaggio degli autobus, ed eliminate le corse dopo le 21.00 delle linee meno utilizzate la sera. Oltre alla proposta Pronello, a settembre, potrebbe aprirsi il dibattito sulla ZTL, che nei piani del neo Sindaco Appendino, potrebbe essere estesa anche nelle fasce pomeridiane.  

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29 giu 2016

Nuovi tagli in arrivo per il trasporto pubblico torinese?

di Alberto Garbin

Problemi in arrivo per il neo sindaco Chiara Appendino, che si trova a dover affrontare la questione dei mancati finanziamenti al Gruppo Trasporti Torinese. La situazione dei conti dell’azienda è messa a dura prova dal continuo taglio dei finanziamenti pubblici che da almeno tre anni sta caratterizzando i bilanci non solo aziendali ma anche della Regione. Già nel 2010 la Regione aveva avuto intenzione di diminuire i propri contributi. Per questioni politiche però questo pericolo era sempre stato rimandato, o per lo meno si era sempre giunti ad un accordo.   Ancora non è stato deciso niente, ma la spinosa questione dopo ripetuti rinvii è giunta tra le mure del comune dove è finita in cima alla lista delle priorità dello staff dell’Appendino.   Solo negli ultimi tre anni i contributi sono calati del 20 per cento, facendo scendere gli aiuti finanziari a poco meno di 160 milioni di euro all’anno, situazione diventata insostenibile per Gtt, che nonostante tutto è riuscita ad alzare, con la lotta all’evasione, i guadagni da biglietti e abbonamenti. Molto, dipende dall’atteggiamento che avrà il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, con l’attuale giunta appena insediatasi. Spetterà a lui decidere se mantenere un rapporto di collaborazione, come ha fatto in questi anni nei confronti di Fassino oppure passare alla linea dura.   Già qualche tempo fa il presidente di Gtt, Walter Ceresa aveva dichiarato di aver fatto tutto il possibile per ridurre i costi, salvare i posti di lavoro e mantenere il più efficiente possibile il servizio. Nuovi tagli all’azienda infatti, significherebbe l’eliminazione di molte linee notturne, diradare le corse delle linee periferiche e la chiusura serale anticipata della metropolitana.

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21 giu 2016

Metro Linea 1: arriva “Masha” per scavare il nuovo tratto

di Alberto Garbin

Dopo quasi 3 anni dagli inizi dei lavori per il prolungamento della linea 1 della metropolitana di Torino, è stata finalmente calata la testa fresante della TBM “Masha”, che dovrà scavare 1.880 metri sotto via Nizza, tra la stazione Lingotto e la stazione Bengasi, fino al capolinea situato a Moncalieri. Completerà così la linea 1 in direzione Sud fino al capolinea definitivo dove sorgerà un parcheggio di interscambio fra mezzi privati e pubblici. Completata la costruzione del tunnel si potranno ultimare i lavori nelle stazioni e riaprire la viabilità su via Nizza. Continuano ad andare avanti invece i lavori per la realizzazione delle future stazioni della metropolitana; il cantiere di “Piazza Bengasi” si trova ad uno stato più avanzato di lavori, mentre nella stazione “Italia 61 – Regione Piemonte” si sta lavorando allo scavo e alla rimozione della terra. Le operazioni di scavo del nuovo tratto di galleria dovrebbero terminare nel 2017, mentre nell’estate del 2018 si potrà finalmente viaggiare in queste due ultime fermate della Linea 1.

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