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12 ago 2016

Zego: chi mi dà un passaggio? Ecco l’urban carpooling

di Alessandro Graziano

È piuttosto impensabile che, in una società sempre più digitale e 2.0, non si diffondano e crescano fenomeni come il car pooling, la mobilità condivisa. La nascita di Zego (precedentemente Letzgo), dopo i problemi legali sollevati da più parti – in primo luogo dalla categoria dei taxisti – a Uber, lo dimostra. Zego è una start-up che nasce dalla mente di un giovane imprenditore, Davide Ghezzi, e da alcuni suoi collaboratori che mira a mettere in contatto chi cerca un passaggio in auto, con chi è disposto a offrirlo, sul modello di Blablacar, ma a livello urbano. Attualmente in funzione nelle città di Torino (dove lo abbiamo provato nelle ore serali all'uscita dai locali di San Salvario) , Genova, Milano e Padova attraverso una applicazione per IOS e Android che mette appunto in collegamento passeggeri e driver, che, almeno sulla carta, effettuano un medesimo percorso. Il tutto nella legalità. Il servizio Uber, infatti, era stato interrotto, e lo è almeno al momento in cui scriviamo questo articolo, proprio perché applicava tariffe simili a quelle di un servizio taxi e non prevedeva l’obbligo da parte del passeggero di indicare la destinazione di arrivo. In pratica, il passeggero saliva a bordo e diceva dove doveva andare. Il pagamento dipendeva da vari fattori, compresi la fascia oraria con più o meno chiamate e il tempo di percorrenza. I giudici milanesi, chiamati a sbrogliare questa matassa, hanno dato ragione ai taxisti e sospeso Uber. Zego bypassa queste problematiche imponendo che il passeggero indichi chiaramente da dove parte e dove vuole andare e invii questa ricerca tramite app. A questo punto, al driver più vicino e disponibile arriverà la chiamata e potrà decidere se accettare a bordo il passeggero oppure rifiutare la chiamata, sulla base del proprio percorso e disponibilità. Al termine della tratta, il passeggero potrà (non è obbligato) corrispondere un rimborso e quindi entrambi si scambieranno un feedback. Intendiamoci: anche Zego ha le sue zone grigie e tuttavia se guardato nella pura ottica del car pooling, della mobilità condivisa, pensiamo non potrà che portare benefici. Intanto perché permette a molte persone di non usare la propria auto per piccoli spostamenti, spendendo più di quanto spenderebbe muovendosi con i mezzi pubblici, ma molto meno di quanto spenderebbe con un taxi. È difficile che questa utenza avrebbe chiamato un taxi per lo stesso percorso. Più probabilmente avrebbe preso la propria auto. Il passeggero che utilizza Zego è infatti in genere giovane, nella fascia di età 16-35 anni. In questo senso, chi vorrà “affidarsi” a un servizio taxi, continuerà a farlo e forse i due ambiti resteranno separati. Pensiamo tuttavia che queste novità non potranno che fare del bene alla collettività e agli stessi taxisti che magari diventeranno più competitivi, offrendo magari tariffe agevolate per giovani, che, per esempio, si muovono di sera o di notte da o verso i luoghi della movida cittadina.

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10 ago 2016

Foto | facciata Bauhaus all’istituto Regina Margherita

di Alessandro Graziano

L’idea di un intervento migliorativo dell’istituto Regina Margherita in via Valperga Caluso nasce alla fine del 2014 tra la Circoscrizione 8, la preside del liceo e l’associazione culturale torinese “Il Cerchio e le Gocce”, che si propone di portare all’interno della città, in modo finalmente legale, le culture underground, lo street-art e il graffiti writing. Dalla pagina facebook dell’associazione, ricaviamo un po’ di informazioni sul progetto che vogliamo condividere con i lettori di Mobilita Torino: “L’esigenza principale era quella di riqualificare l’istituto rivitalizzando l’edificio e lo slargo antistante che vertevano nel degrado. […]Il progetto è stato affidato all’associazione Il cerchio e le Gocce e alla Fondazione Contrada Onlus e avviato nel 2015, grazie al contributo economico del Comune e della Circoscrizione. Il primo passaggio, avvenuto nella primavera dello stesso anno, consisteva in un workshop rivolto agli studenti e finalizzato alla realizzazione di un murales all’interno dell’istituto. Dalla suggestione con i ragazzi e ispirandosi al funzionalismo del Bauhaus è nato il progetto per la facciata esterna, un elaborato pensato per dialogare con l’architettura razionalista dell’edificio.” La Fondazione si è occupata dell’organizzazione e della logistica, mentre gli artisti de Il Cerchio e le Gocce hanno realizzato il lavoro in collaborazione con i ragazzi e un professore dell’istituto. Il 13 Luglio, dopo una settimana di lavoro, come possiamo vedere dalle foto, un angolo piuttosto grigio e anonimo del bel quartiere di San Salvario è stato riqualificato con un progetto che ha coinvolto istituzioni, ragazzi dell’istituto e associazioni. Un progetto dal basso, il cui risultato – leggiamo ancora dalla pagina fb – è stata un’opera di arte condivisa con un enorme impatto su tutto il quartiere, un messaggio positivo per le nuove generazioni, e non solo, che si approcceranno al nuovo anno scolastico. Aggiungiamo che la rinascita culturale e sociale di una città passa anche dalle piccole opere condivise.

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08 ago 2016

Foto | corso Oddone: come ricucire la città

di Alessandro Graziano

Dopo la recente inaugurazione di corso Principe Oddone si avvia l'ultimazione del cantiere del grande asse viario. Ciò che prima la trincea ferroviaria separava adesso la strada unisce. Ma ad essere ricucite e riconnesse saranno presto due importanti strade che trasversalmente taglieranno corso Oddone.  Infatti Corso Ciriè sarà unita a corso Gamba, mentre  strada del Fortino si riconnetterà a via Ottone Rosai. Attualmente ruspe ed escavatori stanno lavorando proprio a queste connessioni. Un ricucitura del tessuto urbano che migliorerà i percorsi viari, ciclabili e pedonali.    

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05 ago 2016

Foto | Cantiere parcheggio Galileo Ferraris: eppur si muove!

di Alessandro Graziano

Il parcheggio di corso Ferrarisi, a rilento per il ritrovamento di manufatti storici, comincia ad entrare nel pieno dell'attività. Operai a lavoro e gru in movimento.  Come avevamo riportato qualche settimana fa, ( http://torino.mobilita.org/2016/06/20/galileo-ferraris-un-parcheggio-a-rilento/ )  riprendono i lavori di realizzazione nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato in corso Galileo Ferraris. Oltre la gru intenta a spostare materiali pesanti, all'interno erano presenti parecchi operai specializzati. Il cantiere ha avuto un lungo stop a causa del ritrovamento di parti di mura urbiche e cuniculi sotterranei, che saranno integrati nella struttura stessa e messi in valore. Ricordiamo che a cantiere finito questa parte di corso Galileo Ferraris acquisirà la somiglianza di piazza Solferino, diventando una promenade pedonale. In relazione al cantiere stesso nel tratto del corso tra via Cernaia e  via D. Bertolotti sta avvenendo invece la posa e il rifacimento di alcuni sottoservizi e l'ampliamento dei marciapiedi nello spartitraffico centrale.

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04 ago 2016

Foto |Cantieri Snam in Corso Vercelli

di Alberto Garbin

Segnaliamo lavori relativi alla rete Snam Rete Gas in Corso Vercelli, all'altezza dell'incrocio con via Nino Oxilia in direzione centro città. I lavori sono iniziati il 21 luglio e proseguiranno per 30 giorni successivi. Si segnala il restringimento della carreggiata su entrambi i sensi di marcia e la presenza di forte traffico e code durante le ore di punta.  

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Proposta
22 lug 2016

Semafori nel nuovo incrocio corso Regina-Oddone

di Alessandro Graziano

Salve, mi chiamo Roberto, sono un utente che vi segue sulla pagina facebook. Ho letto l'articolo sull'apertura del nuovo incrocio a raso tra corso Principe Oddone e le corsie di marcia laterali di corso Regina Margherita. A tal proposito in questo incrocio secondo me andrebbero aggiunti dei semafori dedicati al traffico che arriva dai controviali di Corso Regina in modo che possano trovare un "verde" tutto loro, quindi preferenziale. Adesso invece anche col semaforo verde devono restare in coda per colpa del traffico molto più corposo che arriva dai controviali di corso principe Oddone che quindi blocca totalmente il deflusso veicolare. Che ne pensate?

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22 lug 2016

Parcheggi 2.0. Abbiamo provato Pyng. E ci è piaciuto!

di Alessandro Graziano

A Torino, è possibile utilizzare varie App, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. A chi non è mai capitato di non avere monete al momento del parcheggio in città, o di trovare i parchimetri rotti e dover fare strada per cercarne uno o, peggio ancora, essere lontani dall'auto  e affrettarsi, col timore di prendersi una multa, per via del parcheggio scaduto? Bene, da qualche tempo la tecnologia ci viene incontro e ci rende la vita più facile. Esistono infatti parecchie applicazioni che ci permettono di pagare il parcheggio in molte città italiane in modo semplice e grazie al proprio smartphone. A Torino, è possibile utilizzarne varie, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. È di quest'ultima che vi parleremo. Pyng è una applicazione disponibile sia per dispositivi Android, che IOS. Una volta scaricata, non si deve far altro che collegare l'account dell'applicazione al proprio account Telepass (l'operazione è fattibile sia sull'applicazione che dal sito Telepass, inserendo targa e password) e quindi scaricare e stampare un piccolo contrassegno Pyng da esporre sul proprio cruscotto e che permetterà ai controllori GTT di comprendere che il parcheggio è stato pagato tramite questa app. Fatte queste due facili operazioni, è possibile iniziare a pagare la sosta tramite Pyng. L'applicazione, tramite gps del telefono, segnala l'ubicazione del parcheggio, tuttavia è anche possibile inserire la via, manualmente. In caso di prossimità di due zone a diversa tariffa, l'applicazione chiede all'utente di specificare in quale zona ha parcheggiato, attraverso un codice indicato sui cartelli di sosta  da usare sull''app ( in foto 70211 su fondo rosa). Quindi, si stabilisce un tempo, con rispettivo pagamento. Qui non esiste un importo minimo, a differenza dei parcometri a monete dove è invece di 50 centesimi. La cosa molto interessante di questa nuova modalità di pagamento è che è possibile non solo prolungare la sosta a distanza, procedendo in modo manuale come indicato più sopra, ma anche terminare una sosta in anticipo e quindi, risparmiare. Il servizio è gratuito e Telepass non ricarica alcun costo sui parcheggi, a differenza di altre applicazioni. L'addebito avviene direttamente sul conto Telepass e non servono quindi carte di credito. Tutto è estremamente semplice, flessibile e si risolve in pochi click. La consigliamo.

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