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16 nov 2016

Natale con parcheggi a pagamento: il “triste” epilogo.

di Alberto Garbin

Dopo le diverse polemiche che hanno caratterizzato i giorni scorsi, sulla sosta a pagamento o meno durante le domeniche sotto le feste natalizie, ecco che finalmente arriva la versione definitiva direttamente dalle sale del Comune: ovvero che si dovrà pagare. La nuova giunta guidata dal Sindaco Chiara Appendino, ha ritenuto opportuno distaccarsi dalla precedente amministrazione che permetteva di fare shopping in centro, risparmiando sul costo del parcheggio, nelle domeniche sotto le feste Natalizie. Costo che, soprattutto nelle zone centrali, non è propriamente economico. Gli assessori ai trasporti Lapietra e al commercio Sacco, hanno quindi preferito evitare di rendere gratuita la sosta per due motivi fondamentali: una maggiore rotazione dei posti disponibili e (si spera) un minore traffico per le vie centrali. Così le parole degli assessori: «Il provvedimento assunto oggi dalla Giunta Comunale incentiva il trasporto pubblico e, nel contempo, contribuisce, dato non irrilevante, a ridurre le emissioni inquinanti favorendo altresì la circolazione nel periodo che precede le festività natalizie», commentano gli assessori Lapietra e Sacco, «nei fatti si tratta di una misura coerente con le politiche di abbattimento degli inquinanti che migliora la qualità della vita urbana». Non sono dello stesso avviso però i commercianti, secondo cui il pagamento della sosta potrà influire sulle vendite in modo negativo. I giorni in cui si pagherà, oltre a quelli normalmente già a pagamento, saranno il 4, l’11 e il 18 dicembre più il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre.

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11 nov 2016

Pista ciclabile di Corso Matteotti: presto realtà.

di Alberto Garbin

  Il collegamento ciclabile tra Via Nizza e Corso Matteotti tra qualche mese potrebbe diventare realtà. A presentare la proposta è stato il nuovo assessore alla viabilità, Maria Lapietra, spiegando nel dettaglio quali sono i progetti per collegare le due ciclabili. Dopo il controviale a 20 km/h di Corso Principe Oddone e l’eliminazione della sosta auto per fare spazio alle ciclabili, l’idea dell’Assessore è quella di chiudere Corso Matteotti all’accesso veicolare privato tra Corso Re Umberto e Via XX Settembre, e di lasciare solamente l’accesso ai tram e agli autobus e una carreggiata in doppio senso di marcia per le bici. Rimarrà comunque una carreggiata a senso unico per le auto ma solamente in uscita verso Corso Re Umberto. L’obbiettivo è quello di limitare il più possibile il transito delle auto nella zona ed inoltre secondo Lapietra, non ci sarebbero grossi disagi per la circolazione privata in quanto il traffico veicolare nel corso è prevalentemente in uscita. Questa soluzione permetterebbe al comune di risparmiare soldi rispetto ad alternative più costose, permettendo inoltre di poter intervenire sulla ciclabile di Corso Siccardi.

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03 ott 2016

Foto | Piazza Risorgimento si fa smart!

di Alessandro Graziano

Ebbene si: piazza Risorgimento nel quartiere Campidoglio per tre mesi sarà la prima piazza Smart d'Italia. Perché smart? Non a causa di un'auto Mercedes, ma per l'insieme di tecnologie smart che sono state installate grazie al lavoro di una Strat Up piemontese Planet Idea. Quando parliamo di città intelligenti ovvero smart cities intendiamo un dispositivo strategico per contenere i moderni fattori di produzione urbana in un quadro comune e per sottolineare la crescente importanza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), del capitale sociale e ambientale nel definire il profilo di competitività delle città, muovendosi verso la sostenibilità e verso misure ecologiche. Lo stesso può essere applicato ai quartieri urbani o alle piazze che ospitano tutte le tecnologie più innovative. In piazza Risorgimento c'è una palestra in grado di produrre energia attraverso lo sforzo di chi usa gli attrezzi, una panchina in grado di rilevare dati ambientali e di riprodurre musica, alcuni mattoni di vetro calpestabili che sono in realtà dei pannelli solari, un totem interattivo, una colonnina per il telesoccorso e avanti ancora. Il progetto è stato sviluppato grazie al bando "Torino Living Lab" promosso dal Comune con Fondazione Torino Smart City e Circoscrizione 4, che ha fatto di Campidoglio un laboratorio di nuove tecnologie. "Con questa Piazza Smart intendiamo dimostrare che una progettazione attenta permette di ottenere grandi benefici sul piano economico, ecologico e sociale per le comunità locali interessate", dice Gianni Savio, presidente di Planet Idea, che in Brasile ha avviato la costruzione di un'intera città totalmente smart.  

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28 set 2016

Limite di 20 km/h nei controviali di Torino?

di Alberto Garbin

In un futuro forse non troppo lontano, nei controviali di Torino, si dovrà viaggiare ad una velocità massima di 20 km/h. E La prima “Zona 20” in cui verrà testata questa nuova proposta, sarà nei controviali di corso Principe Oddone e si tratterà di una strada aperta sia al traffico di auto che di bici, in modo promiscuo. "L'esperimento" avverrà nei controviali del nuovo tratto di Passante Ferroviario da pochi mesi inaugurato. "La mia mobilità, per ora, è insostenibile — sottolinea con una battuta l’assessore ai Trasporti della giunta da poco insediata Maria Lapietra, durante il convegno dedicato al Bike2work — voglio trasformarla in sostenibile". "Torino si unirà all’associazione delle Città 30 e lode, quelle che fanno delle “Zone 30” non un’eccezione, ma il modello a cui ispirarsi nella costruzione della viabilità", continua Lapietra; "Se poi il controviale a 20 chilometri all’ora funzionerà, Torino darà vita all’associazione 20 e lode". Non sarà solo questione di cartelli modificati con il nuovo limite di velocità o di segnaletica orizzontale, ma di un vero e proprio rifacimento della strada che obbligherà gli automobilisti ad andare ad una velocità molto più bassa del normale. I lavori, già iniziati, tra corso Regina Margherita e piazza Baldissera, prevedono la realizzazione di diverse chicane su tutta la carreggiata sfruttando le aree di sosta, alternandole da un lato all’altro della strada. Sempre Lapietra dice: "Saranno strade più sicure; essere investiti ai 30 chilometri all’ora equivale a una caduta dal primo piano con una probabilità di morte inferiore al 10 per cento. A 20 chilometri all’ora il rischio è ancora inferiore”.

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27 set 2016

Rivoluzione in arrivo per le corse serali?

di Alberto Garbin

L’assessore ai trasporti Maria Lapietra, ingegnere dei trasporti, laureatasi al Politecnico di Torino, torna a parlare di rivoluzione dei trasporti a Torino, con la voglia di cambiare percorsi, orari e frequenze delle linee di terra che attraversano ogni giorno la nostra città. Questa volta, sono le linee notturne ad essere oggetto di rivoluzione. Nei piani del neo assessore pentastellato, vi è infatti la diminuzione delle frequenze delle corse dei bus dopo le 21.00 ma con i passaggi che saranno ad orari più certi, in modo da evitare perdite di tempo e con una maggiore puntualità per quanto riguarda le coincidenze tra le linee. «Vogliamo cadenzare meglio i passaggi dei mezzi pubblici, incidendo sull’orario serale. Di giorno non è possibile finchè non ci saranno corsie riservate ai bus per davvero e semafori intelligenti», dice Maria Lapietra. Lo studio per mettere in atto tutto ciò è già partito ma nel concreto si riuscirà ad avere questo nuovo “piano” solo quando la Regione darà la certezza sul destino dei fondi a disposizione. Dal 30 settembre, quando si insedierà Cristina Pronello come presidente dell’Agenzia per la Mobilità, sua collega e docente al Politecnico, l’assessore Lapietra troverà un prezioso alleato per mettere a compimento quella che sembra essere una vera e propria rivoluzione del trasporto pubblico a Torino. La minore frequenza dei bus serali sarà compensata, almeno secondo i piani del neo assessore, da una maggiore puntualità e da misure in favore dei giovani: «Così se esci dalla discoteca sai esattamente quando passa il mezzo, anche se i giovani attualmente si muovono per lo più in auto».  

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01 ago 2016

Blue Torino si espande!

di Alberto Garbin

Qualche mese fa, durante il convegno “Il futuro della mobilità sostenibile” tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, venne presentato il nuovo servizio di car sharing elettrico BlueTorino, dal Gruppo Bollorè, azienda leader del settore dei trasporti e della logistica (all’estero è un servizio già attivo da alcuni anni in città europee ed americane tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Indianapolis). L’intenzione dell’azienda e della Città di Torino è di mettere a disposizione dei cittadini inizialmente 23 auto elettriche e 5 colonnine di ricarica, che diventeranno entro la fine dell’anno rispettivamente 150 auto e 250 colonnine. Entro il 2017 si avranno 400 vetture e 700 colonnine che copriranno una grande parte del territorio comunale. Le auto utilizzate per il servizio (partito a marzo 2016) hanno una autonomia di 250 km, più che sufficienti per coprire gli spostamenti all’interno della città e potranno essere ricaricate nelle apposite stazioni gestite da BlueTorino, inoltre, le auto potranno essere guidate anche dai neopatentati. Il costo dell’abbonamento è pari a 5,50€ al mese con una tassa di registrazione di 10€ più il costo opzionale per la prenotazione dei parcheggi, il tutto comodamente gestito tramite app per smartphone. Il cuore di queste vetture, assemblate nello stabilimento di Bairo, nel Canavese, risiede nelle nuove batterie LMP (litio metal polimer) che consentono una capacità energetica di 30kw/ora e quindi una maggiore autonomia e che potranno, alla fine del loro ciclo vitale, essere riciclate. Una nuova stazione è stata appena completata in corso Tassoni angolo Piazza Bernini. Salgono così a 4 le stazioni da attivare tra cui Corso Peschiera angolo Corso Trapani; Corso Peschiera angolo piazza Sabotino; Corso Stati Uniti.    

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13 lug 2016

Progetto VENTO: scopriamo insieme di cosa si tratta.

di Alberto Garbin

In questi giorni si è tornati a parlare di Vento, il progetto del Politecnico di Milano che consiste in una pista ciclabile di 679 chilometri che collegherà Torino a Venezia lungo il corso fluviale del Po. Una volta ultimata, potrebbe diventare una delle piste ciclabili più lunghe d’Europa. Un lungo percorso ciclabile in cui non ci si dovrà preoccupare di strade, autostrade o ostacoli di sorta da superare. Viaggiare tra i meravigliosi paesaggi del Nord Italia non sarà più da considerarsi un’impresa rischiosa e impraticabile. Vento non è solamente un progetto ambizioso ma sarà una vera e propria risorsa per l’economia Italiana, potrà essere infatti un richiamo turistico impressionante se sviluppata a dovere. Il paesaggio italiano è un vero e proprio marchio che ci rende famosi in tutto il mondo, un sinonimo di qualità, ed è  la risorsa più preziosa che abbiamo. Questo progetto ci aiuterà a conoscere ed apprezzare tutti quegli elementi del territorio che rendono l’Italia una delle mete più desiderate dai turisti: quasi metà dell’intera lunghezza del percorso sarà infatti all’interno di aree protette, per quasi 300 chilometri da percorrere completamente immersi nella natura. Dal Monferrato al delta del Po, da Venezia ai navigli di Milano, passando per i piccoli borghi pieni di storia e architettura che caratterizzano così tanto il paesaggio della Pianura padana. Senza contare poi l’enorme offerta di prodotti che ci fanno conoscere in tutto il mondo, dall’enogastronomia all’artigianato. L’ambizione del progetto è evidente: in un paese come l’Italia, e nel caso specifico, della Pianura Padana, nonostante il forte potenziale di “ciclabilità” , la vita dei ciclisti è dura, se non impossibile. La mancanza di infrastrutture, manutenzione inesistente e strade trafficatissime rendono anche un semplice tragitto casa – lavoro un’impresa. Nonostante tutto ciò, gli esperti del progetto Vento hanno stimato che basterebbero circa 80 milioni di euro per completare l’intero percorso. Si, perchè una grossa parte, è già pedalabile in sicurezza per una lunghezza totale di circa 100 chilometri, mentre altri 290 chilometri sarebbero invece convertibili a ciclabile con semplici cambi di alcune regole d’uso di argini, sentieri, e strade poco utilizzate. Altri 150 chilometri diverrebbero ciclabili con un vestimento irrisorio, mentre per gli ultimi 145 chilometri da costruire ex-novo, servirebbero poco più di 60 milioni. La strada da seguire è ancora molto lunga, ma si spera che la Vento possa rappresentare un nuovo modo di vivere le vacanze, ovvero lenta, verde e non limitata ai grandi nomi celebri del comparto turistico.    

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