Proposta
19 mar 2018

PROPOSTA A COSTO ZERO: TRASFORMIAMO I PARCHEGGI AUTO IN POSTAZIONI PER BICI A FLUSSO LIBERO

di David Valderrama

Le nuove biciclette a flusso libero ( free floating) hanno da subito riscosso un grande successo in città ma, essendo possibile posteggiarle dappertutto, stanno anche arrecando disagi a molti cittadini. La mia proposta consiste nell'individuare spazi oggi occupati dalle auto trasformandoli in aree dedicate al parcheggio delle nuove biciclette a flusso libero. Immaginando che per ogni posteggio sottratto alle auto possano venire posizionate rastrelliere per 7/8 biciclette (e forse anche di più), non sarebbe difficile far compensare il mancato introito derivante da abbonamenti e voucher con tariffe a carico dei gestori dei servizi di noleggio bici. Riducendo i parcheggi in superficie verrebbe naturalmente disincentivato l'uso dell'auto per gli spostamenti in città liberando invece spazio dai marciapiedi ora congestionati dalla presenza delle nuove biciclette. Il costo per l'installazione delle nuove rastrelliere potrebbe essere a carico dei gestori del free floating così come si potrebbero prevedere spazi pubblicitari da apporre sulle rastrelliere in modo da ottenere ulteriori ricavi per le casse comunali. Se poi i ricavi fossero reimpiegati annualmente per la manutenzione delle tanto dissestate piste ciclabili torinesi la mobilità ciclabile non potrebbe che beneficiarne al 100%.  

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14 feb 2018

Gobee bike dice addio a Torino?

di Alessandro Graziano

Dopo gli abbandoni in alcune città francesi Gobee Bike, il colosso di Hong Kong  ha lasciato anche Torino, la città italiana scelta per sondare il mercato nel nostro Paese. Ufficialmente non sono state date ragioni di questo abbandono, dall'azienda promettono che presto sarà diramato un comunicato ufficiale, ma intanto la maggior parte delle bici è già stata ritirata e ne restano solo una trentina a disposizione. In Francia, la roccaforte europea di Go.bee, sta accadendo lo stesso con Lille e Reims che sono rimaste senza servizio, e anche Bruxelles in Belgio le bici verdi sono sparite, ma dovrebbe accadere lo stesso nelle altre città, da Parigi a Lione dove formalmente è ancora attivo. Le ragioni del forfait sarebbero legate ai problemi tecnici del pannello solare installato sui mezzi per alimentare il servizio di sblocco della ruota e ai troppi episodi di vandalismo. Secondo quanto riportato da Le Figaro, ad esempio a Reims 380 biciclette delle 400 messe a disposizione in città non erano più utilizzabili dopo due mesi di servizio. Ma il problema che rende difficile l'utilizzo in tutta Europa e favorisce però i furti, sarebbe proprio il piccolo pannello solare che non riuscirebbe ad accumulare abbastanza energia a causa della diversa esposizione ai raggi del sole che si ha nel Vecchio Continente rispetto all'Asia dove non si sono mai registrati inconvenienti. Si tratta del primo grande flop del bike sharing di modello asiatico in Europa. Un business su cui molti avanzano dubbi ma che oggi ha una aspettativa di ricavi da 5,8 miliardi di dollari da qui al 2020. Sono almeno 600 i servizi di questo tipo, sparsi in 50 Paesi dove ci sarebbero quasi un milione di bici. Quindi anche da Torino go.bee bike è destinata a sparire, facendo le valigie bici in spalla!  

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20 nov 2017

O bike: il bike sharing ocra sbarca a Torino

di Alessandro Graziano

oBike" sbarca in Italia: il servizio di bike sharing debutta domani a Torino con 500 biciclette arancioni Non si arresta il busines del bike sharing: o bike arriva a Torino con 500 bici, che diventeranno 5mila entro fine anno, per un risparmio energetico, come prevede la società che le gestisce, fino a 1,5 tonnellate di C02 al giorno. La start-up, con sede a Singapore, è stata la prima a introdurre, a gennaio, il bike sharing a flusso libero (free floating) nel sud-est asiatico. È operativa in oltre 40 città in 15 nazioni e a novembre avvierà il servizio in altri 9 Paesi. Il biker urbano può parcheggiare la bicicletta in qualsiasi punto della città, senza essere obbligato ad agganciarla alle colonnine di una stazione, come invece accade per ToBike ( che pure ha costi di utilizzo minori e una flotta grandissima). Un servizio analogo è partito da un paio di settimane con le biciclette gialle di Gobee.bike.

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06 nov 2017

Il bike sharing si estende: arriva Gobee bike

di Alessandro Graziano

E' stata attivata la settimana passata la nuova offerta di bike sharing free floating di Gobee bike lo abbiamo provato per voi tramite un nostro utente. Tutti conosciamo il servizio di bike sharing di Tobike presente nella nostra città da alcuni anni, in continuo ampliamento. Da adesso è arrivato il servizio di Gobee bike come bike sharing free floating ovvero con rilascio e prelievo delle bici senza una colonnina di stazionamento ma liberamente nelle strade e piazze della città. Un nostor utente ci ha inviato a tal proposito un feedback rispetto l'esperienza di Gobee bike. Il servizio si appoggia sulla App Gobee.bike e come già accade a Milano. Usi la bici e la lasci dove vuoi, o meglio dove è consentito lasciare una bici, ma non in una postazione fissa come avviene per ToBike. Prima di usare le bici ci si registra sulla App, dove viene richiesto il pagamento di un deposito cauzionale di 15 euro (restituito quando si deciderà di abbandonare il servizio), più una ricarica da 5 euro in su per i noleggi. Per sbloccare la bici basta leggere il codice QR con il telefono e la chiusura della bici si sblocca automaticamente; dopo averla usata si blocca invece manualmente la stessa chiusura, che si trova sulla ruota posteriore. Differenze con ToBike: più comoda sicuramente, ma ha un costo di 0,50 nei primi 30 minuti, mentre ToBike è gratis nei primi 30 minuti. La bici è più leggera ed è monomarcia, quindi si lavora più di gambe, ma non è detto che sia un male! Le ruote sono piene e non hanno camera d'aria, quindi un po' meno ammortizzate, ma non c'è il rischio di trovare la bici con gomma a terra. Per quanto mi riguarda il ToBike sono più le volte che non va di quelle in cui funziona, per mancati sganci, bici rotte ecc...; in più essendo basato su una tessera tutti gli usi volanti di chi viene a Torino per qualche giorno, di passaggio, sono impossibili o complicati.    

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04 ago 2017

Pubblicato il bando per un servizio di Car sharing free floating

di Mobilita Torino

Il comue di Torino ha pubblicato il bando per riproporre il servizio car sharing free floating nella Città di Torino. I futuri operatori dovranno disporre ognuno di una flotta minima di 300 veicoli omologati Euro 6 (a benzina, gpl o metano), destinati a garantire il servizio di auto in condivisione a flusso libero (senza stazioni fisse di prelievo e deposito del mezzo) in una più ampia area urbana e, financo, la possibilità di raggiungere i comuni della cintura. Questo servizio si caratterizza per non avere dei punti di sosta convenzionati: le auto del car sharing, dopo l’utilizzo, possono essere parcheggiate per strada, esattamente come si fa con la propria vettura. Nel bando sono previsti incentivi per quei soggetti che, per l’erogazione del servizio, utilizzeranno auto elettriche o ibride, mentre non sarà consentito l’utilizzo di vetture alimentate a gasolio.L’avvio del nuovo servizio è fissato per il 1 novembre e le società interessate avranno 90 giorni di tempo per completare il parco auto della flotta. L’autorizzazione, della durata prevista di 36 mesi, sarà rinnovabile.

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26 lug 2017

Car sharing free floating | Torino si mobilita per il nuovo bando

di Ludovico Ragonesi

La Giunta Comunale ha da poco definito le linee guida  per la redazione dell’avviso pubblico di manifestazione di interesse a cui dovranno attenersi le società che gestiranno il car sharing "free floating". Questo servizio si caratterizza per non avere dei punti di sosta convenzionati: le auto del car sharing, dopo l'utilizzo, possono essere parcheggiate per strada, esattamente come si fa con la propria vettura. Ecco dunque l'interesse a costituire una flotta minima di 300 veicoli omologati Euro 6 (a benzina, gpl o metano) per ogni operatore, destinati a garantire il servizio di auto in condivisione a flusso libero (senza, per l'appunto, stazioni fisse di prelievo e deposito del mezzo) su una più ampia area urbana. Per l’erogazione del servizio vi sono incentivi a proporre auto elettriche o ibride. Diversamente non sarà consentito l'impiego di vetture alimentate a gasolio. Il nuovo servizio sarà reso operativo a partire dal 1 novembre e le società interessate avranno 90 giorni di tempo per completare il parco auto della flotta. Ai futuri operatori sarà consentito l'utilizzo di alcuni punti di sosta (ex "io Guido"), riservati esclusivamente alle auto del car sharing. Inoltre sarà richiesto di estendere l'attività nei quartieri più periferici, eventualmente con la formula delle postazioni fisse. Gli stessi operatori renderanno disponibili i dati sul servizio in tempo reale, al fine di consentire una piena integrazione del car sharing con i servizi di infomobilità della Città di Torino. Sul portale istituzionale della Città “Muoversi a Torino”, gli utenti potranno così visualizzare, attraverso una mappa, i servizi di car sharing disponibili, mentre in una seconda fase si potrebbe arrivare alla prenotazione dell'auto condivisa integrando le funzionalità dell’applicazione web comunale con le app dedicate dei singoli operatori.  A questo proposito, Lapietra (assessore alla Viabilità e Trasporti) afferma: “La disponibilità di questi dati consentirà alla Città di Torino di disporre di analisi statistiche sull’effettivo utilizzo del car sharing che, integrate con gli strumenti esistenti e le informazioni già a disposizione, saranno utili a pianificare interventi sulla mobilità”. Fonte: Città di Torino: http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_596.shtml Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Torino i nostri canali: Sito internet: http://torino.mobilita.org Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaTO/ Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1884182511904360/ Twitter: https://twitter.com/MobilitaTO

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