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19 dic 2016

Biglietto unico e validità prolungata: novità nel trasporto pubblico

di Alessandro Graziano

Novità in arrivo per la gestione delle tariffe e dei ticket del trasporto pubblico urbano. L'assessora comunale alla viabilità e trasporti, Maria Lapietra in accordo con la Giunta Comunale ha varato dei nuovi regolamenti che adesso devono passare dal consiglio comunale e poi dall'assessorato dei Trasporti della Regione Piemonte. Una delle novità principali riguarda il biglietto unico, valido sia sulla rete urbana che su quella suburbana. La durata della validità del biglietto ordinario, attualmente fissata per 90 minuti, sarà inoltre estesa sino a 100 minuti. Saranno poi introdotti dei tagliandi validi per viaggiare 24 ore, 48 ore e 72 ore a tariffa agevolata, in particolare per i tanti turisti che ogni giorno affollano la nostra città. Il piano presentato prevede  un abbonamento unico per i giovani fino a 26 anni, l'utilizzo delle fasce ISEE per quanto riguarda l'acquisto degli abbonamenti annuali agevolati riservati a giovani 11-26 anni e per gli over 65. Varieranno anche gli abbonamenti settimanali: saranno validi per sette giorni consecutivi, indipendentemente dal primo giorno di convalida (senza il vincolo attuale dal lunedì alla domenica). Un ragionamento esteso anche agli abbonamenti mensili, validi per trenta giorni solari a partire dalla convalida.  L'assessora Lapietra dichiara in merito al piano di razionalizzazione di tariffe e abbonamenti:«Al termine del processo di semplificazione provvederemo con l'eliminazione definitiva dei biglietti cartacei».

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12 ago 2016

Zego: chi mi dà un passaggio? Ecco l’urban carpooling

di Alessandro Graziano

È piuttosto impensabile che, in una società sempre più digitale e 2.0, non si diffondano e crescano fenomeni come il car pooling, la mobilità condivisa. La nascita di Zego (precedentemente Letzgo), dopo i problemi legali sollevati da più parti – in primo luogo dalla categoria dei taxisti – a Uber, lo dimostra. Zego è una start-up che nasce dalla mente di un giovane imprenditore, Davide Ghezzi, e da alcuni suoi collaboratori che mira a mettere in contatto chi cerca un passaggio in auto, con chi è disposto a offrirlo, sul modello di Blablacar, ma a livello urbano. Attualmente in funzione nelle città di Torino (dove lo abbiamo provato nelle ore serali all'uscita dai locali di San Salvario) , Genova, Milano e Padova attraverso una applicazione per IOS e Android che mette appunto in collegamento passeggeri e driver, che, almeno sulla carta, effettuano un medesimo percorso. Il tutto nella legalità. Il servizio Uber, infatti, era stato interrotto, e lo è almeno al momento in cui scriviamo questo articolo, proprio perché applicava tariffe simili a quelle di un servizio taxi e non prevedeva l’obbligo da parte del passeggero di indicare la destinazione di arrivo. In pratica, il passeggero saliva a bordo e diceva dove doveva andare. Il pagamento dipendeva da vari fattori, compresi la fascia oraria con più o meno chiamate e il tempo di percorrenza. I giudici milanesi, chiamati a sbrogliare questa matassa, hanno dato ragione ai taxisti e sospeso Uber. Zego bypassa queste problematiche imponendo che il passeggero indichi chiaramente da dove parte e dove vuole andare e invii questa ricerca tramite app. A questo punto, al driver più vicino e disponibile arriverà la chiamata e potrà decidere se accettare a bordo il passeggero oppure rifiutare la chiamata, sulla base del proprio percorso e disponibilità. Al termine della tratta, il passeggero potrà (non è obbligato) corrispondere un rimborso e quindi entrambi si scambieranno un feedback. Intendiamoci: anche Zego ha le sue zone grigie e tuttavia se guardato nella pura ottica del car pooling, della mobilità condivisa, pensiamo non potrà che portare benefici. Intanto perché permette a molte persone di non usare la propria auto per piccoli spostamenti, spendendo più di quanto spenderebbe muovendosi con i mezzi pubblici, ma molto meno di quanto spenderebbe con un taxi. È difficile che questa utenza avrebbe chiamato un taxi per lo stesso percorso. Più probabilmente avrebbe preso la propria auto. Il passeggero che utilizza Zego è infatti in genere giovane, nella fascia di età 16-35 anni. In questo senso, chi vorrà “affidarsi” a un servizio taxi, continuerà a farlo e forse i due ambiti resteranno separati. Pensiamo tuttavia che queste novità non potranno che fare del bene alla collettività e agli stessi taxisti che magari diventeranno più competitivi, offrendo magari tariffe agevolate per giovani, che, per esempio, si muovono di sera o di notte da o verso i luoghi della movida cittadina.

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22 lug 2016

Parcheggi 2.0. Abbiamo provato Pyng. E ci è piaciuto!

di Alessandro Graziano

A Torino, è possibile utilizzare varie App, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. A chi non è mai capitato di non avere monete al momento del parcheggio in città, o di trovare i parchimetri rotti e dover fare strada per cercarne uno o, peggio ancora, essere lontani dall'auto  e affrettarsi, col timore di prendersi una multa, per via del parcheggio scaduto? Bene, da qualche tempo la tecnologia ci viene incontro e ci rende la vita più facile. Esistono infatti parecchie applicazioni che ci permettono di pagare il parcheggio in molte città italiane in modo semplice e grazie al proprio smartphone. A Torino, è possibile utilizzarne varie, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. È di quest'ultima che vi parleremo. Pyng è una applicazione disponibile sia per dispositivi Android, che IOS. Una volta scaricata, non si deve far altro che collegare l'account dell'applicazione al proprio account Telepass (l'operazione è fattibile sia sull'applicazione che dal sito Telepass, inserendo targa e password) e quindi scaricare e stampare un piccolo contrassegno Pyng da esporre sul proprio cruscotto e che permetterà ai controllori GTT di comprendere che il parcheggio è stato pagato tramite questa app. Fatte queste due facili operazioni, è possibile iniziare a pagare la sosta tramite Pyng. L'applicazione, tramite gps del telefono, segnala l'ubicazione del parcheggio, tuttavia è anche possibile inserire la via, manualmente. In caso di prossimità di due zone a diversa tariffa, l'applicazione chiede all'utente di specificare in quale zona ha parcheggiato, attraverso un codice indicato sui cartelli di sosta  da usare sull''app ( in foto 70211 su fondo rosa). Quindi, si stabilisce un tempo, con rispettivo pagamento. Qui non esiste un importo minimo, a differenza dei parcometri a monete dove è invece di 50 centesimi. La cosa molto interessante di questa nuova modalità di pagamento è che è possibile non solo prolungare la sosta a distanza, procedendo in modo manuale come indicato più sopra, ma anche terminare una sosta in anticipo e quindi, risparmiare. Il servizio è gratuito e Telepass non ricarica alcun costo sui parcheggi, a differenza di altre applicazioni. L'addebito avviene direttamente sul conto Telepass e non servono quindi carte di credito. Tutto è estremamente semplice, flessibile e si risolve in pochi click. La consigliamo.

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