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20 mar 2020

Al via la cabina di regia per la riqualificazione delle ex aree ferroviarie di Torino

di Mobilita Torino

Al via oggi la cabina di regia organizzata dal Comune di Torino e da FS Sistemi Urbani per la riqualificazione di ex aree ferroviarie dismesse della città. Sono 500mila metri quadri gli spazi del Gruppo FS Italiane che saranno destinati prevalentemente ad uso turistico, ricettivo, commerciale e terziario. Si tratta di un ulteriore step del percorso avviato a maggio con il workshop "Rail City Lab" al quale hanno partecipato investitori, progettisti, imprenditori e istituzioni locali che si sono confrontati sul futuro di queste aree basandosi su tre temi: Citta' del Vivere, Citta' delle Connessioni, Citta' della Sostenibilita'. Le aree ferroviarie coinvolte sono: Porta Susa Spina 2 Lotto Torre (Ambito 8.18/3 Unità minima di Intervento II); È localizzata nella zona centrale tra la Nuova Stazione AV di Porta Susa (fermata Metro) e il nuovo centro museale delle ex Officine Grandi Riparazioni, all’incrocio tra Corso Bolzano e Corso Vittorio Emanuele, in una zona che ospita il nuovo Palazzo di Giustizia, la Biblioteca-mediatica centrale, il Politecnico. È possibile realizzare un edificio di altezza massima 150m + 15% di pavimenti tecnici e 38 piani. Il mix utilizzato è max 90% terziario e min 10% ASPI (attività e servizi per persone e aziende). È previsto il trasferimento al Comune di 7.000 m2 per il parcheggio e 4.770 m2 per i servizi pubblici. Corso Principe Oddone Spina 3; (Ambito 4.13/2). L’area è localizzata nella zona nord, sopra Porta Susa Spina 2, tra Corso Principe Oddone, Piazza Baldissera, Corso Vigevano, Corso Umbria. La trasformazione dell’area dovrà tenere conto anche dell’edificio vincolato dal Ministero per i Beni Culturali. Sono previsti + 3.388 m2 di diritti edificatori da Scalo Vallino. Il mix utilizzato è min 40% residenziale, max 20% ASPI (attività e servizi per persone e aziende), max 40% delle attività produttive e di servizi (Eurotorino), con altezza massima di 5-7 piani. Si sta completando la progettazione della stazione ferroviaria Dora. Stazione Rebaudengo Spina 4; (Ambito 5.10/3, 5.10/4, 5.10/8). L’area è localizzata nella zona nord-est, sopra Spina 3 oltre Piazza Baldissera, all’altezza della Stazione Rebaudengo del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), tra Corso Venezia, Corso Grosseto, Via Sempione. È prevista la realizzazione in sottosuolo della Linea 2 della Metropolitana di Torino.Il mix utilizzato è min 65% residenziale, max 5% ASPI (attività e servizi per persone e aziende), max 30% Terziario. Lingotto “Parco della Salute, Ricerca e Innovazione” e sede Regione Piemonte (Ambito 12.32). L’area si trova nella zona sud, tra Via Nizza (fermata Metro), Via Passo Buole, la linea ferroviaria della Stazione Lingotto, e il complesso fieristico Lingotto.Nel Parco della Salute, della Ricerca e dell'Innovazione (PSRI) c'è l'integrazione delle funzioni medico-scientifiche-ospedaliere con la nuova sede della Regione Piemonte, l'area di proprietà della FSSU di 42.210 m2 di superficie territoriale con la nuova stazione-ponte del Lingotto (+9.000 m2 di diritti edificatori) e l'impianto sportivo dell'OVAL. All'interno dell'area FSSU è possibile costruire 62.139 m2 di diritti edificatori con il mix funzionale di min 30% residenziale (15% alloggi sociali e 15% alloggi universitari), min 20% Eurotorino/ASPI e max 50% Attrezzature di interesse generale. Lingotto FS (Stazione ponte, (Ambito 16.3). L’area interessata dalla valorizzazione si trova ad ovest del «Parco della Salute» oltre la linea ferroviaria. Al fine di garantire la migliore connessione del futuro «Parco della Salute» con la rete del trasporto pubblico metropolitano e con la linea ferroviaria, è prevista la realizzazione di una Nuova Stazione Ponte di 9.000 m2 di diritti edificatori  che dovrà consentire la ricucitura del tessuto urbano del quartiere Lingotto con Via Nizza e la trasformazione a verde dell’attuale piazzale di stazione con una struttura interrata a parcheggio. Per questo intervento è previsto un mix funzionale di max 80% Terziario e min 20% ASPI. FS San Paolo, (Ambito 12.2, 12.3). L’area è localizzata nella zona sud-ovest, tra i quartieri ²Santa Rita² e «San Paolo», vicino al Parco Ruffini, tra la linea ferroviaria, Via S. Paolo, Corso Rosselli e Via Tolmino. Nel 2021 sarà costruita la fermata ferroviaria. Il progetto di trasformazione divide l'area in due lotti: il primo mantiene l'attuale edificio (17.500 m2 di costruito) con un'area di esposizione esterna di 24.000 m2, l'altro è un'area di sviluppo di 76.000 m2 con un mix di attività residenziali, commerciali e di servizi per persone e aziende, per 32.500 m2 di diritti edificatori. Corso Brunelleschi.L’area si trova ad ovest, tra Via S. Maria Mazzarello, Via Monginevro e Corso Brunelleschi, vicino al Parco Ruffini. E’ molto ben collegata al centro città e ai quartieri limitrofi da più linee di trasporto urbano. Originariamente l’area era occupata dal Poligono di tiro dei ferrovieri, un'area verde occupata dal Ministero della Difesa che oggi torna utilizzabile per una nuova integrazione funzionale con il tessuto urbano circostante con possibili 25.800 m2 di diritti edificatori e un mix funzionale di residenziale, commerciale e servizi. TI POTREBBE INTERESSARE: Le proposte del workshop “Rail City Lab” per la Torino del futuro

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04 mag 2017

La Street art che avanza sulla rotonda del sottopasso Oddone

di Alessandro Graziano

Da qualche giorno, una squadra di WRITERS sta adornando i muri perimetrali del sottopasso di corso Regina, dove corso Principe Oddone la scavalca, ai lati della rotonda verso il quartiere Aurora. I muri si stanno colorando di arte urbana. Ecco qualche foto estrapolata dalla pagina facebook  NOI che viviamo da MARGHERITA a DORA passando per ODDONE L'idea di decorare i nostri muri urbani spesso grigi e anonimi con arte arricchisce la città, crea lavoro per i nostri artisti contemporanei e fa nascere nuovi simboli in cui i cittadini posso riconoscersi. In Barriera di Milano è stato Millo ad esmpio a creare arte tra le cse e le strade del quartiere!  

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01 nov 2016

Corso Principe Oddone: ricucitura o strappo?

di Alessandro Graziano

C'era una volta una lunga trincea ferroviaria che separava la città sabauda in due parti: da una parte il centro dall'altra il resto. La città sabauda da quella del novecento e in mezzo sferragliavano treni merci, pendolini diretti a Milano, treni regionali. E fisicamente la città era strappata in ciò che stava aldilà e aldiquà della ferrovia. Un giorno però quella ferrovia fu ricoperta e resa sotterranea e dopo anni di lavori e cantieri al suo posto ricomparvero strade, un corso con i suoi controviali, nuovi ponti, sottopassaggi e rotatorie. Nacque corso Principe Oddone. Questa una breve storia romanzata di come era i l tessuto urbano di Torino prima che fosse creato il passante ferroviario sotterraneo che ha dato modo di riorganizzare il nodo ferroviario di Torino e di rendere sotterranea la ferrovia Torino-Milano. Oggi al suo posto c'è un ampio corso con controviali e nuove alberature, un sottopassaggio all'altezza di piazza Statuto e nuovi percorsi ciclo-pedonali fino piazza Baldissera. La città non appare più strappata e divisa ma riunita e ricucita.  Molti lamentano le rifiniture utilizzate nel nuovo corso che effettivamente non è stato curato come corso Inghilterra che  invece risulta una strada di rappresentanza. E' di recente istituzione da parte della nuova Giunta il limite di velocità a 20 Km orari per i controviali di corso Oddone in quanto giudicato una autostrada urbana e con velocità troppo pericolose peri pedoni. In verità il limite di velocità in città ovvero in centri urbani è sempre di 50 Km orari da un po' di decenni e la riduzione a 20 Km non aiuta di certo la circolazione. Ricordiamo poi a chi definisce il corso una autostrada che Torino ha molti viali a tre corsie che la attraversano che esistono da prima id corso Oddone senza che nessuno abbia mai gridato all'autostrada. La vera soluzione alle alte velocità sarebbero delle sedi stradali più ridotte, maggior spazio per busvie e ciclovie, autovelox e controllo degli assi con telecamere per il rilevamento della velocità. Bisognerebbe quindi progettare con criterio gli spazi urbani, dando il giusto peso alla fruizione del cittadino ma pure lo spazio alle autovetture. Ricordando che le zone 20 sono assolutamente indicate nelle strade interne ai quartieri dove è alta la circolazione pedonale e non negli assi radiali di collegamento urbano.  

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20 lug 2016

Foto | Termina il cantiere tra Corso Principe Oddone – Corso Regina Margherita

di Ludovico Ragonesi

Parallelamente alla realizzazione del Passante Ferroviario (oggi completato da largo Orbassano alla rotonda Baldissera), procedono i lavori per la sua sistemazione superficiale. A distanza di qualche giorno dalla chiusura del cantiere, è ormai fruibile il tracciato stradale su cui, fino a poco tempo fa, si distingueva la rotonda caratterizzante l'incrocio di Corso Principe Oddone - Corso Regina Margherita: Viale della Spina (da Corso Regina Margherita a Piazza Baldissera). Il tratto in esame è stato adeguato al nuovo assetto viario (per cui, da Corso Inghilterra, si estende oltre la Piazza Statuto, lungo Corso Principe Oddone) ospitando perciò due carreggiate principali a tre corsie (destinate al traffico più veloce) e due carreggiate laterali (riservate al traffico locale). Il tracciato in esame dispone, inoltre, di due isole spartitraffico (una delle quali ospita parte del tracciato ciclabile monodirezionale). Nonostante l'installazione dei nuovi impianti semaforici garantisca un più regolare transito dell'incrocio, allo stato attuale permane il problema del traffico. In particolar modo, durante le ore di punta, la circolazione subisce ancora diversi rallentamenti, dovuti a fenomeni di congestione stradale. Malgrado ciò, a seguito dei diversi sopralluoghi svolti in loco, è stato riscontrato, nel complesso, il buon funzionamento del tracciato.

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Segnalazione
20 giu 2016

Critiche per il nuovo Corso Principe Oddone

di Alberto Garbin

È stato inaugurato da poco il nuovo Corso Principe Oddone, e già sui social, e non solo, fioccano le prime critiche all’opera così lungamente attesa dai Torinesi. Già, perché secondo alcune associazioni come Fiab, Bike Pride e Bici e dintorni, lo spazio dedicato alle auto nell’appena inaugurata nuova arteria sarebbe superiore all’80%, quando, secondo i principi guida del BiciPlan e del Pums, documenti elaborati dagli stessi tecnici del Comune, sarebbe prevista una suddivisione dello spazio nelle nuove infrastrutture in: 1/3 infrastrutture ciclabili e pedonali; 1/3 trasporto pubblico e 1/3 mobilità motorizzata privata. La tesi sostenuta da queste associazioni è che relegare ai margini le modalità di spostamento sostenibile non rispecchia assolutamente i principi non solo dei piani elaborati dal comune, ma neanche ad un concetto di città che vorrebbe definirsi Smart. Sicurezza e fruibilità, accessibilità alla ciclabile, totale mancanza di trasporto pubblico, finiture non adeguate e soprattutto la sensazione di autostrada urbana, sono solo alcune delle critiche che sono state mosse nei confronti della nuova infrastruttura. Si è forse persa l’occasione di dare un volto più fruibile, sostenibile, ma anche commerciale ed attraente dal punto di vista turistico a questo pezzo, importantissimo, di città?

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