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03 nov 2016

Ecco il nuovo parcheggio interrato di Porta Nuova.

di Alberto Garbin

Dopo sei lunghissimi anni di lavori, domani, venerdì 4 novembre i cittadini di Torino potranno finalmente utilizzare per la prima volta il nuovo parcheggio interrato di Porta Nuova. Tutto ciò arriva dopo alcuni mesi dall’inaugurazione della nuova facciata di Porta Nuova, ristrutturata e finalmente visibile dalla cittadinanza. Il parcheggio, costato circa 11 milioni di euro, è disposto su quattro piani e potrà ospitare 250 autovetture. Pensata per agevolare i pendolari che prendono ogni giorno il treno da Porta Nuova, potrà essere utilizzata dai comuni cittadini, e, ancora meglio, dalle persone che la sera affollano il centro città. In superficie, i cittadini potranno godere di una nuovissima piazzetta quasi completamente pedonabile, vicina alla fermata della metropolitana, alla linea 4 del tram e della piazzola sosta per i taxi, completando così, un primo tassello nella difficile riqualificazione di Via Sacchi. Di seguito proponiamo il reportage fotografico dell’area.

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31 ott 2016

Via Sacchi: novitá a Porta Nuova

di Alessandro Graziano

Sono alla fase finale i lavori di ammodernamento e restauro all'esterno della Stazione di Porta Nuova. In particolare sul lato di via Sacchi prende forma la piazzetta pedonale sotto cui vi è il parcheggio sotterraneo. Sono stati montati gli ascensori e le coperture cubiche in vetro. Inoltre è in via di installazione la nuova pensilina per i mezzi GTT che sostituisce quella vecchia ricalcando le linee di quella su corso Vittorio Emanuele.

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19 ott 2016

Due nuove piste ciclabili tra Porta Nuova e piazza Carducci

di Ludovico Ragonesi

L'assessore ai trasporti Maria Lapietra ha da poco presentato un programma di riqualificazione per via Nizza. L'intervento in esame coinvolgerà il tratto tra Porta Nuova e piazza Carducci, per un totale di quasi 2,5 chilometri. Qui è prevista la realizzazione di due piste ciclabili, una per lato strada, e il conseguente restringimento dello spazio per il passaggio delle auto. Sull’ asse viario, dove si procederà all’ abbattimento delle barriere architettoniche su tutti gli incroci, aumenterà inoltre il numero di alberi. A diminuire, invece, sarà quello dei posti auto.  Il piano preliminare è già stato presentato in Circoscrizione. Finanziato con le risorse del Pon (Piano Operativo Nazionale), il progetto diventerà esecutivo entro fine anno. I cantieri avranno inizio dopo non meno dei sei mesi seguenti, dunque, nella Primavera-Estate 2017. L'importo degli interventi previsti, ammonta a circa 2 milioni. La chiusura dei cantieri è prevista nel 2019. Chi si muoverà in bici avrà tre corsie a disposizione, almeno per un chilometro e mezzo. Una sul lato est, dai portici a piazza Bengasi. Pista bidirezionale, invece, sul lato Porta Nuova fino a piazza Nizza (poi la corsia diventerà una sola). Le auto disporranno di una sezione stradale che, a seconda dei tratti, andrà dai 7 agli 8 metri (su entrambe le corsie). Tra la stazione e largo Marconi, sui due lati, saranno piantati 70 nuovi alberi. Tra largo Marconi e via Valperga Caluso (dove diventeranno in linea gli spazi di sosta a spina di pesce) sparirà invece la maggior parte dei 100 posteggi. Sono previsti solo piccoli interventi sui marciapiedi, tra i quali saranno interessati: una banchina davanti ai portici e la sistemazione dei tratti disastrati. Ciò premesso, si sono già manifestati diversi dibattiti sul programma. La Circoscrizione 8 dovrà dare ora un parere di competenza. “Quello che a noi interessa molto capire”, spiega il Vicepresidente di Circoscrizione Massimiliano Miano, “è se e come verranno reintegrati i cento posti auto che spariranno dall’ asse Porta Nuova-Carducci. Se verrà realizzato un parcheggio sotterrano e pluripiano. Altra questione centrale è quella della messa a dimora degli alberi di terza categoria”. Attualmente solo nella tratta tra Carducci e Lingotto esistono dei parcheggi di interscambio gratuiti, mentre nel pezzo fino a Porta Nuova sono state introdotte, diversi anni fa, le strisce blu. Altra questione fondamentale sarà quella della collocazione dei numerosi dehors di via Nizza.

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12 ott 2016

Mobilità sostenibile: una ciclabile tra Porta Nuova e Porta Susa

di Ludovico Ragonesi

La Giunta Appendino ha previsto di destinare 200mila euro di fondi alla realizzazione di un progetto ambizioso: un tracciato ciclabile che colleghi Porta Susa a Porta Nuova. Il progetto esecutivo dovrà essere pronto entro metà Novembre. I lavori partiranno con l’anno nuovo. All’assessorato ai Trasporti del Comune sperano che la pista sia pronta entro «la primavera prossima». In base a quanto appena riportato, il punto di partenza sarà Porta Susa, con il tracciato che si svilupperà da corso Vittorio Emanuele, per proseguire in corso Bolzano, fino a corso Matteotti, agganciandosi alla ciclabile già presente. Giunti all’ altezza di via XX Settembre, il Comune al momento ha in progetto di sfruttare via Gramsci per far correre la pista, ipotizzando di togliere parcheggi alle auto, fino a via Lagrange, dove la promiscuità tra pedoni e bici è già realtà. Le ciclabili saranno simili a quelle che già esistono in via Cavour e via Principe Amedeo. Si uniranno alla pista di via Nizza che, entro l’anno prossimo, verrà raddoppiata per garantire una maggior fruizione del centro storico e dei quartieri limitrofi, senza dover ripiegare necessariamente all'utilizzo dell'auto. Attualmente esistono porzioni di tracciato discontinue: attraversamenti dedicati, piccoli tratti in centro, la ciclabile del passante, la ciclabile di corso Matteotti. Ciononostante il percorso non è fluido, tanto meno sicuro. Dunque il progetto prevede la costruzione di una pista che permetta al ciclista di muoversi in sicurezza, collegando le stazioni con il centro storico. L'intervento non comporterà un eccessivo esborso dalle casse del Comune, poiché questi 200mila euro potranno portare a un risparmio della collettività, sempre meno intenzionata ad utilizzare l’auto o i mezzi pubblici, passando così ai mezzi green come la bici. Una trasformazione del genere inciderà molto sulla viabilità di una città, sempre più votata a iniziative di riduzione di consumo e inquinamento, con effetti positivi sul lungo periodo.

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06 lug 2016

Foto| Stazione Porta Nuova: i lavori ai binari 6 e 7

di Alessandro Graziano

Continuano i lavori di ammodernamento, rifunzionalizzazione e adeguamento infrastrutturale della stazione di Porta Nuova, vero cuore ferroviario della nostra Torino. In particolare sono da poco cominciati i lavori di manutenzione delle pensiline X e XI e la  sopraelevazione dei marciapiedi tra i binari 6 e 7 con un importo di 241.925 € . In particolare la sopraelevazione delle banchine tra i binari permette un facile e veloce accesso ai treni e una migliore accessibilità agli utenti con disabilità motorie. Di seguito le foto dei binari 6 e 7 attualmente in risistemazione.          

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Opere
20 giu 2016

Passante Ferroviario di Torino

di Alberto Garbin

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa Costo dell’opera: 1,4 miliardi € Data di inizio lavori: 1987 Data di fine lavori: 2019?   Cenni Storici Il passante ferroviario di Torino è una linea ferroviaria che attraversa in sotterranea la città di TorSchema del Passante Ferroviario di Torinoino ed è gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Nel 1905, su sollecitazione del Comune di Torino, si chiese l’abbassamento del piano su cui transitavano i treni; infatti, all’inizio del secolo le linee ferroviarie furono progettate e costruite a raso, costituendo col passare del tempo un grosso disagio. I tratti interessati dal progetto furono: la Torino-Genova, da corso Sommeiller a Torino Smistamento; la linea per Modane, da Torino Smistamento a oltre il "Bivio La Grangia" e dall'uscita di Porta Nuova al "Quadrivio Zappata"; la linea per Milano, dal "Quadrivio Zappata" a corso Vittorio Emanuele II. Nel 1911 cominciarono i lavori, sospesi durante la prima guerra mondiale e ripresero solamente nel 1923. Oltre al raddoppiamento di tutti i binari e alla loro posa dentro una trincea lunga 4 km e profonda 7 metri, vennero costruiti anche i calvalcavia di Corso Dante, Corso Bramante e Corso Sommellier. Fu solamente alla fine degli anni ’70, per la precisione nel 1979, che si concretizzò il progetto del passante ferroviario. In quell’anno la Regione Piemonte elaborò un nuovo Piano dei Trasporti in cui venne definito di priorità assoluta il passante. Inizialmente i lavori interessarono il tratto da Torino Lingotto fino a Trofarello, ma è solo dal 1987 che iniziarono i lavori di interramento e quadruplicamento della linea Torino – Milano. Tra settembre ed ottobre 2009 vennero attivati i binari del passante permettendo la dismissione dei binari in superficie. Nello stesso momento vennero chiuse le stazioni in superficie Dora e Porta Susa. Con un costo totale di 1,4 miliardi di € la linea sotterranea fu totalmente aperta il 2 dicembre 2012.   Stato attuale Dopo quasi tre anni, il 16 giugno 2015, sono partiti i restanti cantieri e interventi strutturali che completeranno la parte in superficie: un sottopasso per le auto in Piazza Statuto, il nuovo ponte sulla Dora, un nuovo collegamento stradale e svariate piste ciclabili che si snoderanno lungo Viale della Spina e che riguarderanno questo tratto, per una spesa complessiva stimata in 25 milioni di euro. I lavori termineranno entro l'estate del 2016. Il tratto urbano del passante attraversa la città in direzione nord - sud dalla stazione di Torino Lingotto fino a quella di Torino Stura per una lunghezza complessiva di quasi tredici chilometri, in aggiunta al ramo di collegamento con Porta Nuova. Poco più di otto chilometri del percorso sono in sotterranea, all'interno delle gallerie Ovest Quadruplicamento, lunga 4448 m, e Passante, lunga 3635 m. Il tratto metropolitano del passante ferroviario si estende rispettivamente a nord fino a Settimo e a sud fino a Trofarello. Il tracciato sostituisce la ferrovia storica Torino-Milano tra Torino Stura e Torino Porta Susa, proseguendo fino a Torino Lingotto su un percorso autonomo. In città, il passante attraversa i quartieri Falchera, Rebaudengo, Borgata Vittoria, San Donato, Aurora, centro storico, Crocetta e Lingotto.   Evoluzioni Con l'interramento e l’apertura del passante ferroviario la ferrovia Torino-Ceres, che si collegava alla ferrovia Torino-Milano alla stazione di Torino Dora, venne isolata dalla rete ferroviaria. Questo fu dovuto all'eccessiva profondità che il passante raggiunge in quel tratto, a causa del suo passaggio sotto il fiume Dora Riparia. Di conseguenza le pendenze da utilizzare, a causa del poco spazio, non sarebbero fisicamente sopportabili dai treni. Venne dunque scartata l'ipotesi di collegare la Torino-Ceres alla Ferrovia Torino-Milano a stazione Dora, e venne ipotizzato un collegamento molto più a nord, in concomitanza di corso Grosseto. L'interconnessione sarebbe avvenuta nella nuova stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Questo progetto fu approvato in giunta comunale nel 2007. Dunque l'attuale tracciato prevede la deviazione dei binari: il tunnel, anziché proseguire verso la stazione Madonna di Campagna, piega verso est per innestarsi sotto corso Grosseto, dove verrà realizzata la nuova stazione di Torino Grosseto. Il tracciato poi si connette al passante ferroviario presso la stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Altri interventi previsti sono: il completamento della stazione di Rebaudengo (già in parte utilizzabile) entro i primi mesi del 2019, compatibilmente alla realizzazione dell'interconnessione GTT/RFI nello stesso impianto, e le Fermate di Dora e Zappata: Ferrovie dello Stato svilupperà entro giugno 2016 la progettazione definitiva per il completamento di entrambe le fermate sotterranee.    

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Opere
07 giu 2016

Stazione di Porta Nuova

di Andrea Baio

Soggetto attuatore: Comune di Torino Beneficiario dell’opera: RFI spa, Grandi Stazioni Data di inizio lavori: 1861, 1950, 2006   Cenni storici La stazione di Torino Porta Nuova (Pòrta Neuva in piemontese) è il principale scalo ferroviario della città di Torino e si colloca al terzo posto nella classifica delle stazioni italiane come numero di passeggeri che vi transitano. Ospita circa 192.000 transiti giornalieri e 70 milioni di frequentatori l'anno, su un totale di circa 450 treni al giorno. È capolinea della linea ad alta velocità per Milano, Roma, Napoli e Salerno. È servita dai treni del servizio ferroviario regionale e dal servizio ferroviario metropolitano, dai servizi Frecciabianca, Frecciarossa, InterCity di Trenitalia e dai treni Italo del network di Nuovo Trasporto Viaggiatori. Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, iniziarono i lavori per la costruzione della stazione, su progetto dell’Ing. Alessandro Mazzucchetti e dell’Arch. Carlo Ceppi. Vene aperta già nel 1864 ma i lavori vennero conclusi solamente del 1868 dopo diversi ampliamenti. In occasione dell’Esposizione Universale del 1911 furono eseguiti importanti lavori di ampliamento per rendere la stazione idonea a ricevere i numerosi visitatori. Dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti della II° guerra mondiale, l’intero complesso venne interamente riorganizzato e tra il 1948 e il 1951 venne realizzata la galleria di testa, larga 30 metri e lunga 150, caratterizzata da una struttura portante formata da 33 capriate a traliccio poste in senso trasversale. La stazione è stata inserita nel programma di riqualificazione dei principali scali italiani curato da Grandi Stazioni. L'area del complesso si estende per 97.000 m², di cui i fabbricati occupano 92.747 m². Di questi, 44.146 sono stati oggetto della prima fase dell'opera di riqualificazione. Nel 2006 furono iniziati i lavori di riqualificazione, con una cerimonia di inaugurazione il 4 febbraio 2009. e dovrebbero concludersi entro luglio 2016.   Strutture e impianti L'intero impianto è gestito da Rete Ferroviaria Italiana ed è configurato come stazione di testa. Il fabbricato viaggiatori, che occupa la maggiore volumetria e la cui area commerciale è gestita da Grandi Stazioni, si articola su più livelli distinti: piano sotterraneo, occupato da locali delle divisioni FS e dai magazzini delle attività commerciali e dal collegamento diretto con la metropolitana; piano terra, sede dei binari, costituito dal fabbricato viaggiatori (dove si concentrano i servizi ai passeggeri, le attività commerciali, il Salone degli Stemmi e la sfarzosa ex Sala Reale d'attesa di prima classe, oggi nota come Sala Gonin) e da altri edifici ubicati in via Nizza e via Sacchi come la centrale termica, uffici e locali tecnici delle divisioni FS; mezzanino, attività commerciali; piani superiori, sede di uffici e dei servizi postali. Il terminal ferroviario vero e proprio è composto da venti binari tronchi.  

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