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07 ago 2017

Metropolitana linea 2, un tour de force per non perdere i finanziamenti

di Mobilita Torino

La linea 2 della metropolitana di Torino diventa materiale di scontro tra PD e e i Cinque Stelle che governano la città di Torino.  Il governo di città è convinto che entro l'anno verrà presentato il progetto preliminare per non perdere i dieci milioni stanziati dal governo. Al momento la gara per affidare l’incarico di progettazione, per una serie di  intralci burocratici, è stata rinviata a settembre e i tempi per una progettazione a questo punto diventano molto stretti. "I 10 milioni di finanziamento per la progettazione della linea 2 - spieganol’onorevole Paola Bragantini e la consigliera regionale Nadia Conticelli, Presidente della Commissione Trasporti a Palazzo Lascaris. - hanno una scadenza per poter essere impegnati dall’Amministrazione comunale e trasferiti dal Ministero, il 31 dicembre di quest’anno". L'amministrazione comunale sta cercando di ottenere una proroga ma il ministro Graziano Delrio in una nota afferma che  "la situazione è disperata e si dovrebbe fare un’eccezione per Torino".  "Sono mesi – ha spiegato il sindaco Appendino – che insieme all'assessore Lapietra lavoriamo per la progettazione preliminare della metro 2. Ed è in corso un'interlocuzione con il Mit e il ministro Delrio, affinché i 10 milioni destinati alla Città possano essere utilizzati".  Inoltre, dopo le pressanti richieste del senatore Pd Stefano Esposito,  l'Appendino attiverà "entro la fine del mese di agosto un "tavolo trasversale" sulla linea 2 della metropolitana, in modo da mettere insieme "tutte le esperienze e le forze politiche che vorranno partecipare, affinché Torino possa ottenere i 10 milioni per la progettazione dell'opera. Un primo step necessario". Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Torino, linea 2

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27 giu 2017

Sovvenzioni dal Governo: finanziare la metropolitana o SFM?

di Alessandro Graziano

In ballo 57 milioni di euro per acquisto materiale rotabile della nuova tratta che la regione vorrebbe adesso investire per i treni regionali. Ai primi di marzo il governo ha sbloccato i fondi necessari per il prolungamento della linea 1 della metropolitana verso Rivoli, i cui cantieri partiranno nel 2018 e dovrebbero permettere di arrivare fino a Collegno centro nel 2022. In quell’accordo è previsto anche un finanziamento di 57,2 milioni per l’acquisto di 8 nuove vetture. nell'ottica di potenziare il servizio. Ad oggi però il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, e la sindaca, Chiara Appendino, così, anche in relazione alla tabella di marcia per la realizzazione del nuovo prolungamento, si sono trovati d’accordo nel chiedere al governo il via libera ad utilizzare quei 57,2 milioni per comprare nuovi treni che serviranno per potenziare il servizio ferroviario metropolitano, rimandando ai prossimi strumenti di programmazione finanziaria l’acquisto delle carrozze della metropolitana. Una scelta che, sulla carta, punta ad ottimizzare le (poche) risorse disponibili usandole per un potenziamento dei treni per i pendolari piemontesi ritenuto più urgente rispetto al nuovo servizio metropolitano che sarà operativo fra quattro anni. Ma la situazione è più complessa perché InfraTo, la società controllata dal comune di Torino, che gestire la rete infrastrutturale sta acquistando 4 nuove vetture da utilizzare da Collegno al Lingotto. E dal suo punto di vista presentare un ulteriore ordine permetterebbe di ridurre i costi. Senza dimenticare che le nuove vetture per la città diventerebbero patrimonio pubblico totalmente finanziato dallo Stato senza costi ma patrimonializzando una infrastruttura cittadina. Il vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, infatti, ha scritto una lettera a Chiamparino ed Appendino per sollecitare «una valutazione supplementare rispetto alla decisione di definanziare l’acquisto dei nuovi treni per la metro 1 perché rischia di vanificare un piano di finanziamento organico per un’infrastruttura di grande rilevanza per la città di Torino ma anche per Collegno e Grugliasco». Per altro «senza certezze di poterlo recuperare in un futuro ragionevole», commenta Stefano Esposito (Pd). E aggiunge: «Non esiste una linea di produzione continua dei treni Val. Dall’inizio della trattativa per l’acquisto dei rotabili sino alla consegna del primo treno trascorrono mediamente 36 mesi ed a seguire i treni vengono consegnati con cadenza mensile, il maggior numero di ordinativi produce di conseguenza una economia di scala abbassando notevolmente i costi per ogni singolo treno». L’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco, difende quella scelta: «Utilizziamo da subito i fondi che ci sono per finanziare l’acquisto di nuovi treni per i pendolari di tutto il Piemonte. C’è l’accordo con il ministero di inserire nella prossima programmazione i fondi per la metropolitana».

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02 gen 2017

Axto: Torino si aggiudica i finanziamenti per le periferie

di Alessandro Graziano

la Città di Torino si è aggiudicata i 18 milioni da destinare alle periferie   Il progetto già avviato con la precedente giunta Fassino ha visto la luce con l'attuale sindaca Appendino. Un processo lungo e articolato che ha portato a Torino il risultato di aver finanziati tramite fondi statali i progetti per rinnovare, migliorare e riqualificare sia socialmente che culturalmente le frange urbane. Da periferie a quartieri policentrici. In sintesi il progetto Aperto (AXTO) si prefigge di rendere le periferie da luoghi di esclusione a luoghi di inclusione Aprendoli appunto alle dinamiche sociali e culturali attraverso  5 assi di interventi: 1 Spazio pubblico 2 Casa 3 Lavoro e commercio 4 Scuola e cultura 5 Comunità e partecipazione   18 milioni di euro totali stanziati dal Governo destinati quindi ai 44 interventi  da nord a sud della citta, da ovest a est!   Per maggiori info ecco i link utili: http://www.comune.torino.it/arredourbano/bm~doc/allegato_2_schede-descrittive-azioni.pdf    

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22 nov 2016

Prolungamenti linea 1 della metro finanziati. Nessuna novità per la m2.

di Alberto Garbin

Il documento del governo, “Piano per lo sviluppo dei sistemi di trasporto rapido di massa”, recentemente reso pubblico, mette in primo piano il fatto che lo sviluppo di un paese non può prescindere da quello delle principali città che lo compongono. Infatti, in questo testo, vengono approvati 22 interventi nelle principali città Italiane che riguardano le metropolitane, le linee tramviarie e le ferrovie urbane, per un totale di più di 1300 milioni di investimenti. Oltre al Piano Metropolitane, il testo punta anche sul trasporto ferroviario ad alta velocità, accelerando la spesa per le 4 nuove tratte dell’Alta velocità da 8,9 miliardi dopo che l’11 dicembre sarà aperta al traffico la Treviglio-Brescia. Il piatto forte che interessa i cittadini più da vicino è però Il Piano Metropolitane, messo a punto da Delrio, coadiuvato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, dalle Regioni e dalle città metropolitane. 22 opere che riguardano dieci regioni: tre treni bimodali per la Val d’Aosta; le tratte Lingotto-Bengasi e Collegno-Cascine sulla linea 1 di Torino; la M1 e la M4 a Milano e il reintegro di fondi per la metrò di Brescia; il completamento del servizio ferroviario in Emilia-Romagna e l’interramento della ferrovia Bologna-Portomaggiore; il potenziamento della Ferrovia centrale Umbra; la Roma-Lido e la Roma-Viterbo nel Lazio; il servizio metropolitano nell’agro-nocerino-sarnese, il completamento della tratta Dante-Garibaldi sulla linea 1 e della tratta Mergellina-Municipio sulla linea 6 a Napoli, gli interventi di compatibilità urbana della ferrovia nel territorio di Pompei e un pezzo della ferrovia Circumflegrea; il prolungamento della tratta metropolitana Bari-San Paolo fino alla stazione «delle Regioni» e materiale rotabile per le ferrovie concesse pugliesi; la tratta Nesima-Misterbianco in Sicilia; gli interventi su vari lotti delle metro di Cagliari e Sassari. Garantiti quindi, i fondi per i prolungamenti Lingotto – Bengasi e Collegno – Cascine Vica della linea 1 della metropolitana di Torino. Nessun accenno però alla linea 2.    

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