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01 lug 2016

Variante 200: un nuovo modo di fare città

di Ludovico Ragonesi

In data 22 Luglio 2010, la Giunta Comunale della città di Torino ha approvato, tramite Delibera, il Progetto Preliminare della Variante strutturale n. 200. Tale strumento è stato studiato per modificare alcune delle indicazioni contenute nel P.R.G. di Gregotti e Cagnardi, Piano che dal 1995 definisce e regola la trasformazione della città, adeguandola a rispondere a nuove esigenze, problematiche e potenzialità. Nello specifico, la Variante 200 rappresenta una delle riconversioni più grandi in Italia, nonché il più importante progetto di trasformazione urbana, avviato a Torino dopo le Olimpiadi. L’intervento interessa lo sviluppo dell’area Nord - Est della città, area che nei prossimi anni sarà un vero e proprio laboratorio urbano e che coinvolgerà oltre 900.000 mq di superficie, assegnati per gran parte a destinazione pubblica. IL TEAM OPERATIVO: Il Masterplan è stato organizzato e pensato da un gruppo di lavoro, vincitore di un bando internazionale indetto dalla città di Torino, che ha analizzato il progetto e tutti i suoi sviluppi, spaziando dall'aspetto economico – finanziario alla sostenibilità energetica degli interventi avanzati. Il gruppo di lavoro, scelto per affiancare il Comune nello sviluppo del progetto, è stato designato sulla base delle diverse vocazioni possedute dai suoi singoli componenti. Tale aspetto è stato studiato in maniera tale da garantire al team una visione globale del progetto e da permettere loro una forte integrazione con l’amministrazione pubblica. Il team è guidato dagli olandesi di Architekten Cie, con l'esperienza torinese di Recchi Engineering, Avalon per la consulenza finanziaria, l'architetto masterplanner Matteo Robiglio di Tra (ex Avventura Urbana), Mesa per le analisi di mercato, Manens-Tifs per le competenze ambientali, lo studio Nctm per la parte legale e la società di sviluppo immobiliare Hines. GLI AMBITI DI INTERVENTO: Gli ambiti coinvolti nella trasformazione sono tre: la Spina 4, l'ex scalo Vanchiglia ed il trincerone ferroviario di corso Sempione, che sarà occupato dalla Linea 2 della Metropolitana. «Le tre aree – spiega Matteo Robiglio – avranno vocazioni diverse. Il Vertice Nord, cioè Spina 4, si incrocia con il passante ferroviario e sarà valorizzato nella sua accezione di porta nord della Città. L'elevato grado di accessibilità e la posizione nodale del quartiere, all'interno delle reti locali e sovralocali, segnano il suo destino di nuova "Down-town". Un luogo aperto ad ospitare servizi di rango superiore: distretto leisure, retail e business». Lungo lo spazio sovrastante il trincerone, è prevista la realizzazione di un boulevard verde (lungo circa 2 km) che ricucirà due quartieri oggi separati dalla ferrovia e avrà una vocazione che guarda al benessere ed alla sanità, pubblica e privata, considerato anche che in questa zona è già presente l'ospedale San Giovanni Bosco. L'ambito corrispondente all'ex Scalo Vanchiglia, pensato nella sua dimensione "local" di "Village" torinese, verrà trasformato in un nuovo quartiere residenziale, costituito da attività volte ad attrarre i giovani. L'ambito in questione sarà sviluppato per ultimo (non prima dei prossimi dieci anni), per via delle attuali condizioni del mercato immobiliare. LA MODALITÀ DI INTERVENTO: La modalità d'intervento promossa dai progettisti è quella del bottom-up, ossia quel metodo che privilegia la costruzione della città, partendo dal basso. In questo modo viene, dunque, favorita la visione di una città costituita da aree destinate ad ospitare usi anche temporanei, capaci di attrarre investitori, per lasciare poi spazio allo sviluppo secondo ciò che richiederà il mercato. «Si tratta – spiega Miceli – di pianificare in maniera negativa, cioè lasciare ampia libertà di scelta a chi verrà a insediarsi, semplicemente definendo ciò che non sarà possibile collocare, per espressa previsione del Comune. Una soluzione che consente grande flessibilità di risposta nei confronti delle esigenze del mercato». Non c'è dubbio che, il progetto sia molto impegnativo: durerà infatti almeno vent’anni. Ciò premesso, è altrettanto chiaro che: «Si tratta di un nuovo modo di fare città – ha dichiarato l'architetto Emanuela Recchi – in cui il disegno fisico dello spazio urbano non prescinde dalla sua fattibilità economica e procede in stretta sinergia con il progetto infrastrutturale. Variante 200 ha cercato di tenere insieme dimensioni diverse del progetto, offrendo alla città un disegno organico e integrato, nato a partire dall’ascolto sia del mercato che delle vocazioni latenti del territorio. Non una mera operazione di sviluppo immobiliare – ha concluso - ma una vera e propria valorizzazione dei luoghi». 

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30 giu 2016

Sostenibilità e partecipazione: parola del nuovo assessore Montanari

di Alessandro Graziano

Si è da poco insediata la nuova giunta guidata dalla sindaca Chiara Appendino e importanti sono le parole del neo assessore all'urbanistica Guido Montanari. Montanari, docente di storia dell'architettura contemporanea presso il Politecnico torinese, si pone critico rispetto il lavoro svolto dal suo predecessore su vari progetti futuri per la città. Innanzitutto forte è la critica sui nuovi isolati edificati nella Spina 3 con edilizia a torre. Si criticano gli alti indici edificatori e la mancanza di attenzione al verde e ai servizi urbani. In realtà lungo la sopracitata Spina 3  è stato creato il parco Dora che costituisce l'opera di maggior rilievo nell'ambito della trasformazione urbanistica e, con i suoi 45 ettari di superficie, rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città, dopo il Parco della Pellerina.  Inoltre nel progetto Spina 3 è stato detombato il fiume Dora, per almeno un cinquantennio ridotto quasi a fognatura dalle fabbriche della zona. Insomma da un'intervista rilasciata alla Stampa definisce "Ho detto a loro che l’urbanistica applicata in città è da Anni 60 fatta di palazzoni, supermercati e una viabilità che non tiene conto della viabilità dolce e sostenibile." Nell'intervista si rivolge all'unione dei costruttori edili (ANCE) che a Torino come nel resto d'Italia soffrono di un calo del settore. I punti chiave dello sviluppo del settore secondo il nuovo assessore sono gli investimenti sull'efficienza energetica, sulla sostenibilità ambientale e sulla riqualificazione di ampie aree urbane. Argomento caldo è poi il trasporto pubblico e in particolare le nuove infrastrutture di mobilità di massa: la linea 2 di Val di cui avevano già trattato qualche giorno fa. http://torino.mobilita.org/2016/06/20/la-metro-che-verra-tutti-i-dettagli-della-linea-2/ù Montanari definisce il progetto preliminare della linea 2 come «il grande bluff: hanno calato dall’alto il progetto, come hanno sempre fatto limitando il controllo pubblico e facendosi guidare dai promotori dei progetti stessi. L’idea è quella di sfruttare il trincerone della ferrovia già esistente e sfruttare le aree attorno per costruire ancora. Personalmente sono convinto che la soluzione migliore sarebbe quella di puntare direttamente su San Mauro e utilizzare la Torino-Ceres per il collegamento da Caselle e arrivare in centro». Propone sostanzialmente un incrocio ad X ( nella foto in alto) con interscambio tra le due linee nel centro ma l'arrivo a Nord della linea non a Rebaudengo, con interscambio con il passante ferroviario,  ma a San Mauro Torinese, mentre a sud il percorso arriverebbe a Orbassano come già previsto dallo schema di massima. Quindi risulta contrario al riutilizzo della trincea ferroviaria dismessa e alla riqualificazione delle aree circostanti tra cui svariati isolati sfrangiati, ex aree industriali. Facendo una valutazione, il nuovo assessore ha ragione a chiedere uno sviluppo sostenibile e una città a misura di pedone, ma ciò non esula dal portare avanti delle strategie e progetti già in atto in città. La critica alla Spina 3 dovrebbe far i conti con i grandi oneri di urbanizzazione che le imprese hanno pagato per costruire e quindi i servizi che il comune ha potuto creare grazie a questi fondi economici. Inoltre il cambio di percorso alla linea 2, di cui tra poche settimane verrà affidata la progettazione preliminare, sembra quasi in controtendenza rispetto la volontà di Montanari di recuperare le aree dismesse, evitare nuove edificazioni e creare un città sostenibile. Infine il tema della partecipazione risulta molto importante ed auspichiamo che in futuro il comune coinvolga i quartieri e le zone in cui verranno realizzati nuovi progetti, secondo una prassi esistente almeno da sessanta anni nei paesi del nord Europa.  

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20 giu 2016

La metro che verrà: tutti i dettagli della linea 2

di Ludovico Ragonesi

Le innovazioni promosse dall'intervento: La linea 2 della metropolitana di Torino rappresenta uno dei più importanti interventi di trasformazione urbana. Il tracciato, lungo 15 km, collega Parco Sempione a Mirafiori, attraversando il cuore della città; 26 stazioni interscambiano la rete ferroviaria metropolitana alle stazioni Rebaudengo e Zappata, incrociando la linea 1 della metropolitana alla stazione Re Umberto. Lungo il percorso, in particolare all’estremità Nord della linea (nel quadrante Nord - Est della città) in corrispondenza delle aree in via di dismissione di Spina 4 e dell’ex scalo merci Vanchiglia, più di 1 ml di mq di territorio è destinato a trasformarsi. È in queste aree che progetto infrastrutturale, progetto insediativo e disegno paesaggistico si intrecciano, dando vita ad un intervento che riorganizza ed inventa ex novo pezzi di città. La linea 2, infatti, viaggiando dalla stazione Rebaudengo allo scalo Vanchiglia in sottosuolo, lungo il percorso della vecchia trincea ferroviaria, permetterà la creazione, in superficie, di un nuovo parco lineare di oltre 2 km in cui, grazie alla Variante 200 del PRG, sarà possibile progettare nuovi insediamenti abitativi, commerciali, terziario - direzionali, artigianali e servizi con logiche moderne imprenditoriali, oltre a riqualificare completamente i due quartieri di Barriera di Milano e Regio Parco. La realizzazione della tratta risulta, perciò, un’enorme opportunità di investimento che la città di Torino intende favorire attraverso la creazione di una Società di Trasformazione Urbana a capitale pubblico – privato. Quest’ultima potrà orientare la progettazione e realizzare gli interventi previsti, acquisendo così anche i capitali per il cofinanziamento della linea 2 della metropolitana. Il volume complessivo previsto di investimenti pubblici-privati è di circa 2 mld di euro, per una superficie edificabile di oltre 1 ml di mq. Gli ambiti di intervento: Per creare una visione concreta di questo prossimo scenario urbano, la città di Torino ha indetto un concorso internazionale di idee, aperto ad Architetti ed Ingegneri che si misureranno sui tre quadranti a Nord - Est della città, interessati dalla trasformazione. Ciascuno di questi ambiti avrà una precisa identità urbana: Il primo, l’ambito di spina 4, destinato a diventare la porta Nord della città, avrà caratteristiche di centro direzionale di servizi e di terziario avanzato e sarà uno dei principali nodi di interscambio, in cui si intersecano tutte le principali vie d’accesso da Nord, per entrare ed uscire dalla città; l’asse di scorrimento della spina centrale, il passante ferroviario che garantisce il collegamento con la stazione alta velocità di Porta Susa, la linea 2 della metropolitana, l’autostrada Torino – Milano, il collegamento con l’aeroporto. Inoltre l’area sarà dotata di un importante parcheggio di interscambio ferro - gomma. Il secondo, costituito dal grande boulevard urbano di 2 km, che scorrerà sopra l’ex trincerone ferroviario, avrà la funzione di ricucire i quartieri oggi separati dalla trincea ferroviaria. Sarà concepito con logiche nuove, caratterizzato dalla presenza di servizi urbani, in particolare in corrispondenza delle stazioni della metro, con ampi spazi destinati ai percorsi ciclo - pedonali e con la previsione di una nuova piazza, in corrispondenza dell’ospedale S. Giovanni Bosco, in connessione con il nuovo centro universitario, nella sede della ex-manifattura Tabacchi. Il terzo ambito, quello dell’ex scalo Vanchiglia, può essere definito come il quartiere della creatività, un nuovo quartiere residenziale caratterizzato dalla presenza di attività innovative, artistiche, multimediali, con una forte connotazione legata alle attività maggiormente in grado di attrarre i giovani. Sarà contraddistinto inoltre da una grande qualità ambientale con il nuovo parco Vanchiglia e, a ridosso del centro storico, godrà di una continuità territoriale con i vicini centri universitari, della ex Italgas e di Palazzo Nuovo. La realizzazione della linea 2 sarà, dunque, la leva ed il motore delle trasformazioni che interesseranno questa parte di città, nei prossimi 20 anni. Il bando di gara: Pubblicato lo scorso 9 Marzo, il bando di gara, relativo all’ assegnazione della progettazione, è scaduto da poco più di un mese (9 Maggio 2016): attualmente una commissione di esperti è impegnata ad individuare il vincitore, il quale avrà un anno di tempo dall’ aggiudicazione per completare la progettazione. Il bando è stato reso accessibile a società nazionali e internazionali; tra i principali requisiti richiesti alle proposte da presentare, sono previste: l’analisi della sostenibilità economico - finanziaria e sociale, assieme alla definizione delle modalità di finanziamento dell’opera. L’impianto, totalmente automatico, come per la linea 1, sarà strutturato in tre lotti: il primo dalla Stazione Rebaudengo a corso Vittorio Emanuele II, il secondo da corso Re Umberto al Cimitero Parco, il terzo, infine, sfociante nel Comune di Orbassano. L’inizio dei lavori è previsto per la metà del 2017. Si dovrà far trascorrere, perciò, ancora un anno, prima della compiuta progettazione. Per il momento, si attende di conoscere il nome dei futuri genitori che daranno vita alla nuova linea 2 della metropolitana.

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