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13 mar 2017

Piazza Aldo Moro: riparte il cantiere infinito!

di Alessandro Graziano

Dopo 5 anni di stop ai lavori, riparte il cantiere Aldo Moro: entro il 2019 pronto il campus universitario Palazzo Nuovo e piazzale Aldo Moro: come cambierà la zona universitaria „ Vi ricordate quella grande voragine accanto Palazzo Nuovo? A due passi dalla Mole Antonelliana e da piazza Vittorio Veneto? Ennesima incompiuta all'italiana che però vedrà presto la luce come progetto di rigenerazione urbana. Sono stati avviati i lavori del cantiere del complesso edilizio Aldo Moro ed è stato presentato il piano di riqualificazione dell’area che comprende la completa bonifica e progettazione degli spazi di Palazzo Nuovo e il progetto dei nuovi edifici dell’area del piazzale ovvero 50 mila mq di nuovi insediamenti su una superficie di 10.500 mq. Nel tipo di insediamento campus urbano gli edifici universitari diventano strutture aperte, integrate e diffuse nel tessuto cittadino. Il complesso prevede circa 10 mila mq per l’Università di Torino dedicati a uffici e spazi studenti, per un totale di 6 nuove aule con oltre 800 nuovi posti stimati, e per Residenze universitarie, mentre  5 mila mq invece saranno destinati a servizi commerciali convenzionati. Il progetto prevede anche un parcheggio pluripiano interrato su 3 livelli in parte ad uso convenzionato con l’Università, in parte a uso pubblico e a box privati. Il costo dell'intero progetto sarà di oltre 50 milioni di euro. Il nuovo complesso edilizio è suddiviso in 3 corpi di fabbrica principali, ciascuno con una propria connotazione in dialogo con Palazzo Nuovo e la Mole . Tutti i tetti degli edifici saranno adibiti a tetti giardino, in modo da creare nuove aree permeabili, ridurre il consumo energetico e quindi incidere sul risparmio energetico. A febbraio 2019 saranno consegnati gli spazi all’Università mentre il cantiere si concluderà definitivamente entro novembre 2019. Il complesso Aldo Moro sarà in collegamento naturale con le facoltà umanistiche di Palazzo Nuovo: quest’ultimo è ancora alle prese con l’emergenza amianto, con i piani dal terzo al sesto ostaggio della bonifica. La riapertura completa sarà nella primavera 2019.

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02 nov 2016

La rivoluzione su ferro: utopia o realtà per Torino?

di Ludovico Ragonesi

Il progetto del tunnel sotto corso Grosseto, prosegue nonostante il Movimento 5 Stelle non lo apprezzi particolarmente. Ciò è motivato non solo dal fatto che si parli di un progetto costoso (160.000.000 di euro) ma anche dalla sua natura altamente invasiva, poiché l’opera potrebbe creare disagi non indifferenti alla circolazione nella periferia nord di Torino. Oltre alla realizzazione del tunnel ferroviario, che allaccerebbe la storica linea Torino-Ceres (ora linea A dell’SFM) al Passante, consentendo di collegare il centro della città con l’aeroporto di Caselle, è previsto che si debbano realizzare due sottopassaggi stradali per ovviare all’ abbattimento del cavalcavia di Corso Potenza/Corso Grosseto, in un’area particolarmente congestionata dal traffico automobilistico giornaliero. Il sindaco Appendino si è mobilitato per dirottare i fondi destinati alla realizzazione delle stazioni mancanti sul Passante Ferroviario (Torino Dora e Torino Zappata) e per poter attivare sul sedime ferroviario abbandonato, lungo i quartieri Madonna di Campagna, Borgo Vittoria e Aurora, una metrotranvia interrata. Non ricevendo parere positivo, il Comune ha approvato la realizzazione del collegamento ferroviario modificando le tempistiche e le logistiche del cantiere. Parallelamente il ministro Delrio e il Presidente Chiamparino hanno approvato l’utilizzo della ferrovia abbandonata come tracciato per un servizio di metrotranvia sul modello di quello illustrato dal Movimento 5 stelle, consentendo così l’apertura di una linea 3 per la metropolitana. È previsto, inoltre, che la linea SFMA si fonda con la linea SFM4, permettendo di collegare l’aeroporto con Alba e le Langhe. Attraverso la linea SFM3, ancora, dall’ aeroporto gli sciatori potrebbero raggiungere le valli olimpiche. Per quel che riguarda la linea 2 della metropolitana, non è stata fissata una data di avvio per i lavori, poiché il progetto non è stato ancora finanziato. Si parla di un servizio che attraverserebbe la città dalla Stazione Rebaudengo (con una diramazione fino al comune di San Mauro) al Cimitero Parco, lungo una direttrice che interesserebbe il centro storico, intercettando la linea 1 a Porta Nuova. La tecnologia utilizzata dovrebbe essere diversa dal VAL e dovrebbe consentire un servizio attivo 24 ore su 24. Riassumendo, Torino si trova oggi a vivere una rivoluzione su ferro, rinnovamento che potrebbe essere ad un bivio se, alle tante parole spese sui giornali, farà seguito l’apertura dei cantieri.

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