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13 ago 2016

Buone vacanze!

di Alessandro Graziano

Riprenderemo i nostri post e articoli dal 29 Agosto. Per due settimane la redazione di mobilitatorino andrà in vacanza, senza dimenticare di lavorare per rendere accessibili e alla portata di tutti gli aggiornamenti di cantieri, viabilità, progetti della nostra splendida Torino. Sotto il sole dei parchi torinesi, al mare in Liguria, in giro per i musei del centro storico o al lavoro: quali sono le novità che vorreste vedere in Turin da settembre in poi? Vi ricordiamo che potete partecipare al nostro blog inviando proposte e/o articoli che pubblicheremo sul sito. Basta registrarsi e proporre! Buone vacanze  

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12 ago 2016

Zego: chi mi dà un passaggio? Ecco l’urban carpooling

di Alessandro Graziano

È piuttosto impensabile che, in una società sempre più digitale e 2.0, non si diffondano e crescano fenomeni come il car pooling, la mobilità condivisa. La nascita di Zego (precedentemente Letzgo), dopo i problemi legali sollevati da più parti – in primo luogo dalla categoria dei taxisti – a Uber, lo dimostra. Zego è una start-up che nasce dalla mente di un giovane imprenditore, Davide Ghezzi, e da alcuni suoi collaboratori che mira a mettere in contatto chi cerca un passaggio in auto, con chi è disposto a offrirlo, sul modello di Blablacar, ma a livello urbano. Attualmente in funzione nelle città di Torino (dove lo abbiamo provato nelle ore serali all'uscita dai locali di San Salvario) , Genova, Milano e Padova attraverso una applicazione per IOS e Android che mette appunto in collegamento passeggeri e driver, che, almeno sulla carta, effettuano un medesimo percorso. Il tutto nella legalità. Il servizio Uber, infatti, era stato interrotto, e lo è almeno al momento in cui scriviamo questo articolo, proprio perché applicava tariffe simili a quelle di un servizio taxi e non prevedeva l’obbligo da parte del passeggero di indicare la destinazione di arrivo. In pratica, il passeggero saliva a bordo e diceva dove doveva andare. Il pagamento dipendeva da vari fattori, compresi la fascia oraria con più o meno chiamate e il tempo di percorrenza. I giudici milanesi, chiamati a sbrogliare questa matassa, hanno dato ragione ai taxisti e sospeso Uber. Zego bypassa queste problematiche imponendo che il passeggero indichi chiaramente da dove parte e dove vuole andare e invii questa ricerca tramite app. A questo punto, al driver più vicino e disponibile arriverà la chiamata e potrà decidere se accettare a bordo il passeggero oppure rifiutare la chiamata, sulla base del proprio percorso e disponibilità. Al termine della tratta, il passeggero potrà (non è obbligato) corrispondere un rimborso e quindi entrambi si scambieranno un feedback. Intendiamoci: anche Zego ha le sue zone grigie e tuttavia se guardato nella pura ottica del car pooling, della mobilità condivisa, pensiamo non potrà che portare benefici. Intanto perché permette a molte persone di non usare la propria auto per piccoli spostamenti, spendendo più di quanto spenderebbe muovendosi con i mezzi pubblici, ma molto meno di quanto spenderebbe con un taxi. È difficile che questa utenza avrebbe chiamato un taxi per lo stesso percorso. Più probabilmente avrebbe preso la propria auto. Il passeggero che utilizza Zego è infatti in genere giovane, nella fascia di età 16-35 anni. In questo senso, chi vorrà “affidarsi” a un servizio taxi, continuerà a farlo e forse i due ambiti resteranno separati. Pensiamo tuttavia che queste novità non potranno che fare del bene alla collettività e agli stessi taxisti che magari diventeranno più competitivi, offrendo magari tariffe agevolate per giovani, che, per esempio, si muovono di sera o di notte da o verso i luoghi della movida cittadina.

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10 ago 2016

Foto | facciata Bauhaus all’istituto Regina Margherita

di Alessandro Graziano

L’idea di un intervento migliorativo dell’istituto Regina Margherita in via Valperga Caluso nasce alla fine del 2014 tra la Circoscrizione 8, la preside del liceo e l’associazione culturale torinese “Il Cerchio e le Gocce”, che si propone di portare all’interno della città, in modo finalmente legale, le culture underground, lo street-art e il graffiti writing. Dalla pagina facebook dell’associazione, ricaviamo un po’ di informazioni sul progetto che vogliamo condividere con i lettori di Mobilita Torino: “L’esigenza principale era quella di riqualificare l’istituto rivitalizzando l’edificio e lo slargo antistante che vertevano nel degrado. […]Il progetto è stato affidato all’associazione Il cerchio e le Gocce e alla Fondazione Contrada Onlus e avviato nel 2015, grazie al contributo economico del Comune e della Circoscrizione. Il primo passaggio, avvenuto nella primavera dello stesso anno, consisteva in un workshop rivolto agli studenti e finalizzato alla realizzazione di un murales all’interno dell’istituto. Dalla suggestione con i ragazzi e ispirandosi al funzionalismo del Bauhaus è nato il progetto per la facciata esterna, un elaborato pensato per dialogare con l’architettura razionalista dell’edificio.” La Fondazione si è occupata dell’organizzazione e della logistica, mentre gli artisti de Il Cerchio e le Gocce hanno realizzato il lavoro in collaborazione con i ragazzi e un professore dell’istituto. Il 13 Luglio, dopo una settimana di lavoro, come possiamo vedere dalle foto, un angolo piuttosto grigio e anonimo del bel quartiere di San Salvario è stato riqualificato con un progetto che ha coinvolto istituzioni, ragazzi dell’istituto e associazioni. Un progetto dal basso, il cui risultato – leggiamo ancora dalla pagina fb – è stata un’opera di arte condivisa con un enorme impatto su tutto il quartiere, un messaggio positivo per le nuove generazioni, e non solo, che si approcceranno al nuovo anno scolastico. Aggiungiamo che la rinascita culturale e sociale di una città passa anche dalle piccole opere condivise.

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08 ago 2016

Foto | corso Oddone: come ricucire la città

di Alessandro Graziano

Dopo la recente inaugurazione di corso Principe Oddone si avvia l'ultimazione del cantiere del grande asse viario. Ciò che prima la trincea ferroviaria separava adesso la strada unisce. Ma ad essere ricucite e riconnesse saranno presto due importanti strade che trasversalmente taglieranno corso Oddone.  Infatti Corso Ciriè sarà unita a corso Gamba, mentre  strada del Fortino si riconnetterà a via Ottone Rosai. Attualmente ruspe ed escavatori stanno lavorando proprio a queste connessioni. Un ricucitura del tessuto urbano che migliorerà i percorsi viari, ciclabili e pedonali.    

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05 ago 2016

Foto | Cantiere parcheggio Galileo Ferraris: eppur si muove!

di Alessandro Graziano

Il parcheggio di corso Ferrarisi, a rilento per il ritrovamento di manufatti storici, comincia ad entrare nel pieno dell'attività. Operai a lavoro e gru in movimento.  Come avevamo riportato qualche settimana fa, ( http://torino.mobilita.org/2016/06/20/galileo-ferraris-un-parcheggio-a-rilento/ )  riprendono i lavori di realizzazione nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato in corso Galileo Ferraris. Oltre la gru intenta a spostare materiali pesanti, all'interno erano presenti parecchi operai specializzati. Il cantiere ha avuto un lungo stop a causa del ritrovamento di parti di mura urbiche e cuniculi sotterranei, che saranno integrati nella struttura stessa e messi in valore. Ricordiamo che a cantiere finito questa parte di corso Galileo Ferraris acquisirà la somiglianza di piazza Solferino, diventando una promenade pedonale. In relazione al cantiere stesso nel tratto del corso tra via Cernaia e  via D. Bertolotti sta avvenendo invece la posa e il rifacimento di alcuni sottoservizi e l'ampliamento dei marciapiedi nello spartitraffico centrale.

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26 lug 2016

Foto | Piazza Arbarello: restauro dell’ex sede della Facoltà di Economia

di Alessandro Graziano

Al numero 8  di piazza Arbarello c’è l’ex sede della Facoltà di Economia e Commercio i cui lavori di restauro e rifunzionalizzazione sono in fase inoltrata. Sarà ristrutturata, per diventare la «succursale urbana» della Fondazione Collegio Carlo Alberto e del Centro Studi sul federalismo. Inizio cantiere 2012 Committente: Compagnia di San Paolo – Collegio Carlo Alberto Importo lavori:  7.500.000 euro Arch: DAR (Giovanni Durbiano, Manfredo di Robilant) con Isolarchitetti Srl Strutture: ICIS Srl Impianti: Giuseppe Bonfante - Proeco L’edificio, risalente agli anni 1930, si trova nel quadrilatero romano e coincide con un isolato, uno dei più piccoli del centro urbano, di cui ne occupa tutti i lati. Il progetto prevede il rinnovamento degli spazi e della distribuzione a partire dalla creazione di una nuova aula magna interrata e dalla trasformazione dell’attuale aula magna a piano terra in cuore pulsante della vita dell’edifico, destinato creare il senso di una comunità di circa 200 tra docenti e ricercatori di economia con provenienze largamente internazionali e prospettive e tempi di permanenza limitati. In particolare l'edificio risulta essere circondato da ponteggi, mentre sul retro in via Assarotti si stanno realizzando lavori di ampliamento e risistemazione dell'aula magna esistente. Di seguito delle immagini che mostrano l'edificio in cantiere e due rendering di come si mostrerà in futuro.    

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30 giu 2016

Sostenibilità e partecipazione: parola del nuovo assessore Montanari

di Alessandro Graziano

Si è da poco insediata la nuova giunta guidata dalla sindaca Chiara Appendino e importanti sono le parole del neo assessore all'urbanistica Guido Montanari. Montanari, docente di storia dell'architettura contemporanea presso il Politecnico torinese, si pone critico rispetto il lavoro svolto dal suo predecessore su vari progetti futuri per la città. Innanzitutto forte è la critica sui nuovi isolati edificati nella Spina 3 con edilizia a torre. Si criticano gli alti indici edificatori e la mancanza di attenzione al verde e ai servizi urbani. In realtà lungo la sopracitata Spina 3  è stato creato il parco Dora che costituisce l'opera di maggior rilievo nell'ambito della trasformazione urbanistica e, con i suoi 45 ettari di superficie, rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città, dopo il Parco della Pellerina.  Inoltre nel progetto Spina 3 è stato detombato il fiume Dora, per almeno un cinquantennio ridotto quasi a fognatura dalle fabbriche della zona. Insomma da un'intervista rilasciata alla Stampa definisce "Ho detto a loro che l’urbanistica applicata in città è da Anni 60 fatta di palazzoni, supermercati e una viabilità che non tiene conto della viabilità dolce e sostenibile." Nell'intervista si rivolge all'unione dei costruttori edili (ANCE) che a Torino come nel resto d'Italia soffrono di un calo del settore. I punti chiave dello sviluppo del settore secondo il nuovo assessore sono gli investimenti sull'efficienza energetica, sulla sostenibilità ambientale e sulla riqualificazione di ampie aree urbane. Argomento caldo è poi il trasporto pubblico e in particolare le nuove infrastrutture di mobilità di massa: la linea 2 di Val di cui avevano già trattato qualche giorno fa. http://torino.mobilita.org/2016/06/20/la-metro-che-verra-tutti-i-dettagli-della-linea-2/ù Montanari definisce il progetto preliminare della linea 2 come «il grande bluff: hanno calato dall’alto il progetto, come hanno sempre fatto limitando il controllo pubblico e facendosi guidare dai promotori dei progetti stessi. L’idea è quella di sfruttare il trincerone della ferrovia già esistente e sfruttare le aree attorno per costruire ancora. Personalmente sono convinto che la soluzione migliore sarebbe quella di puntare direttamente su San Mauro e utilizzare la Torino-Ceres per il collegamento da Caselle e arrivare in centro». Propone sostanzialmente un incrocio ad X ( nella foto in alto) con interscambio tra le due linee nel centro ma l'arrivo a Nord della linea non a Rebaudengo, con interscambio con il passante ferroviario,  ma a San Mauro Torinese, mentre a sud il percorso arriverebbe a Orbassano come già previsto dallo schema di massima. Quindi risulta contrario al riutilizzo della trincea ferroviaria dismessa e alla riqualificazione delle aree circostanti tra cui svariati isolati sfrangiati, ex aree industriali. Facendo una valutazione, il nuovo assessore ha ragione a chiedere uno sviluppo sostenibile e una città a misura di pedone, ma ciò non esula dal portare avanti delle strategie e progetti già in atto in città. La critica alla Spina 3 dovrebbe far i conti con i grandi oneri di urbanizzazione che le imprese hanno pagato per costruire e quindi i servizi che il comune ha potuto creare grazie a questi fondi economici. Inoltre il cambio di percorso alla linea 2, di cui tra poche settimane verrà affidata la progettazione preliminare, sembra quasi in controtendenza rispetto la volontà di Montanari di recuperare le aree dismesse, evitare nuove edificazioni e creare un città sostenibile. Infine il tema della partecipazione risulta molto importante ed auspichiamo che in futuro il comune coinvolga i quartieri e le zone in cui verranno realizzati nuovi progetti, secondo una prassi esistente almeno da sessanta anni nei paesi del nord Europa.  

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