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26 set 2017

Corso Marconi: fine di un progetto?

di Alessandro Graziano

La storia della riqualificazione e del parcheggio di corso Marconi inizia nel 2013 Nella Primavera del 2013 la giunta Fassino pubblicò il bando per un parcheggio pertinenziale di due piani, nel tratto tra via Madama Cristina e corso Massimo D’Azeglio con 227 box auto. Nell'autunno furono valutate le offerte e l’appalto venne affidato a Gestinord che propose di realizzare 280 posti auto e offrì al Comune un milione e 15 mila euro per la riqualificazione della strada ovvero corso Marconi. A San Salvario nacque un agguerrito comitato contro l’opera, vennero  raccolte migliaia di firme, partirono i ricorsi al Tar. Il comitato capeggiato dal presidente della Circoscrizione 8 sosteneva l'inutilità del parcheggio pertinenziale, ovvero per i residenti. Vari ambientalisti invece univano l'abbattimento degli alberi per la realizzazione del parcheggio sotterraneo. Alberi ripiantati una volta finito il progetto. Nel frattempo i posti auto previsti lievitano a 368 e pure i commercianti iniziarono a contestare un’opera che per mesi avrebbe trasformato un pezzo di San Salvario in cantiere. Come dire sacrificio plausibile per trasformare un parcheggio in cielo aperto in uno spazi pedonale. Nel frattempo il Comune revoco' l’assegnazione dell’appalto a Gestinord e affido' i lavori alla ditta LL, seconda (e ultima) classificata. Arriviamo ad oggi: con le elezioni comunali, e la vittoria di Chiara Appendino, si ferma tutto. Comincia un anno di attesa. Il Movimento 5 Stelle promette di fermare tutto, ma per mesi traccheggia perché si corre il rischio di pagare penali salatissime di cui nessuno vuole prendersi la responsabilità. Ma mentre prima erano i comitati di quartiere a protestare, ora protesta è chi vuole il parcheggio, e il Pd che - al governo della città - l’ha progettato, a chiedere conto alla giunta di una inerzia che rischia di costare cara. In Sala Rossa fioccano interpellanze: il più carico è l’ex assessore alla Viabilità Claudio Lubatti, promotore del progetto, che proprio oggi dovrebbe discutere l’ennesima richiesta di chiarimenti alla giunta presentata con i colleghi del Pd Chiara Foglietta e Domenico Carretta. Stavolta riceverà una risposta chiara. Finora il vice sindaco Guido Montanari ha preso tempo ribadendo la volontà di non realizzare l’opera purché il Comune non dovesse pagare i danni. Adesso il dietrofront al parcheggio invece è chiaro e senza pagare alcuna penale. Palazzo Civico ha fatto sapere che non intende abbandonare il progetto di riqualificazione di corso Marconi. Il parcheggio interrato si portava appresso la sistemazione del viale in superficie: nuove pavimentazioni, un nuovo (e doppio) filare di ippocastani, verde lungo tutto il corso, pista ciclabile, elementi di arredo urbano. Il problema è trovare i fondi, che nel progetto bocciato dai Cinquestelle sarebbero stati garantiti dal privato che costruiva il parcheggio. La Città, con una lettera inviata alla Circoscrizione 8, ha garantito che se ne farà carico. Non si sa con quali fondi economici e con quale idea di progetto. Intanto corso Marconi, il viale prospettico del Castello del Valentino , risulta essere un ridente parcheggio en plein air.  

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31 lug 2017

Abbiamo provato Or.To e ci è piaciuto!

di Alessandro Graziano

Or.To è l'orto urbano condiviso di Eataly, orto urbano del quartiere torinese Nizza Millefonti, un luogo di socialità aperto a tutta la comunità, con il Patrocinio della città di Torino e della Circoscrizione 8. Il progetto conclusosi a luglio consta di 60 cassoni di legno, ottenuti da materiali di riciclo, costituiscono la base di OR-TO. Il terriccio usato è l’OrtoXmille dell'azienda triestina Harpo, pensato specificamente per gli orti urbani, naturale ed ecologico. Le sementi sono quelle biologiche e biodinamiche dell'azienda sementiera Arcoiris, mentre i piantini sono quelli dei Vivai Gariglio di Moncalieri (TO). L'orto è micorizzato grazie ai prodotti naturali Micosat della C.C.S. Aosta S.r.l., fondamentali per ottenere piante sane e nutrienti. Lo spazio si estende per oltre 400 mq, con i suoi ortaggi ed erbe aromatiche, curati per tutto il tempo dalla semina sino al raccolto, dalle scuole e dalle associazioni del quartiere, che poi, al termine dell’iniziativa, riceveranno in dono i cassoni, tenendo così in vita il progetto e creando un orto “diffuso” in tutta Nizza Millefonti. OR-TO sarà infatti anche luogo di incontro e scambio inter-culturale e inter-generazionale tra le persone, grazie alla collaborazione con la Condotta Slow Food Torino Città. La nostra redazione ha fatto un giro a fine progetto per documentare con delle foto il lavoro svolto in questi 4 mesi. L'orto oltre ad essere bello e un luogo di socializzazione con panchine e giochi, un orto metropolitano, dove tempo libero e città si incontrano. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Torino i nostri canali:  Sito internet: http://torino.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaTO/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1884182511904360/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaTO

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06 giu 2017

Atlante del cibo: la geografia torinese da gustare!

di Alessandro Graziano

Atlante del Cibo di Torino | Primo Rapporto sul sistema del cibo di Torino „Università, Politecnico e Scienze Gastronomiche, in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino, hanno dato vita all’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana Cosa fa? Analizza, mappa e comunica il sistema del cibo di Torino Metropolitana. Raccoglie e sistematizza i dati e le informazioni disponibili e li restituisce nella forma di un repertorio di rappresentazioni, info-grafiche, video, testi, mappe, ricerche, articoli, per metterli a disposizione del territorio e renderli funzionali alla progettazione e alla gestione del sistema del cibo di Torino e Provincia. Il cibo viene affrontato con un approccio trasversale e di sistema, flessibile alle molteplici  dimensioni spaziali e tematiche attraverso cui si relaziona con la città e il territorio. Qual è il suo obiettivo? E’ uno strumento per riflettere e agire sul sistema territoriale del cibo, accrescendone il livello di consapevolezza attraverso la produzione di nuova conoscenza , aggregando quella esistente e proponendosi come strumento di sostegno alle decisioni e alle azioni:  può essere un supporto nella progettazione di nuovi prodotti e servizi, e più in generale, può attivare sul territorio un processo d’innovazione culturale, un terreno nel quale possono crescere nuove idee, modelli di business, orientati a una sostenibilità di sistema. A cosa e a chi serve? L’Atlante del Cibo è utile a chi interviene nella sua regolamentazione e valorizzazione, a chi indaga la sostenibilità dei sistemi territoriali del cibo, agli attori del sistema per creare nuove relazioni, a chi semplicemente è curioso di conoscere meglio il sistema del cibo torinese. Infine, ma non per importanza si propone come strumento di progetto partecipativo e inclusivo d’ indagine, a sostegno delle future politiche del cibo di questo territorio.   per info http://atlantedelcibo.di.unito.it/atlante/

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10 apr 2017

Leroy Merlin: nascono gli orti condivisi

di Alessandro Graziano

Orto Fai da Noi, un orto di comunità per coltivare, imparare e condividere   Nasce l’Orto Fai da Noi,  il primo orto di comunità di Leroy Merlin nell'ultimo punto vendita inaugurato a dicembre 2016 nella città di Torino a pochi passi dalla stazione Stura e dalla sede Iveco. L’iniziativa  avviata presso il negozio di Torino-corso Giulio Cesare dove un ampio terreno incolto di pertinenza del negozio diventerà un grande orto urbano. L’area sarà suddivisa in 20 appezzamenti destinati ad altrettante famiglie, che avranno a disposizione cassoni in legno per coltivare ortaggi ed erbe e una casetta per ricoverare gli attrezzi. Aree comuni arredate con tavoli e pergole favoriranno i momenti di incontro fra gli ortolani e altri cassoni saranno dedicati ad attività di formazione sull’orticultura per scuole e famiglie. Gli ortolani saranno accompagnati dal personale del negozio e dall’associazione OrtiAlti  nella realizzazione del loro orto e nella definizione collettiva delle sue regole di gestione. Nei primi mesi di attività, inoltre, personale qualificato sarà frequentemente sul posto per insegnare agli ortolani la cura e coltivazione dell’orto. L’OrtoFai da Noi è un’occasione anche per restituire alla collettività: gli ortolani si impegneranno infatti a donare una parte della produzione degli orti a famiglie in difficoltà economica, tramite il progetto Fa bene del Comitato Promotore S-Nodi. L’iniziativa è aperta a tutti. La richiesta di assegnazione potrà essere effettuata dal 1 marzo al 16 aprile 2017 presso il negozio di Torino, corso Giulio Cesare, consegnando il modulo di adesione compilato, o inserendo i propri dati nel form  sul sito. Nel caso in cui le richieste di adesione risultino maggiori rispetto alla disponibilità di lotti, si privilegeranno i cittadini residenti più vicini alla sede di corso Giulio Cesare.  per farne richiesta clicca sul link sottostante e completa il relativo format: https://csr.leroymerlin.it/ambiente/orto-fai-da-noi/

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10 feb 2017

Usciamo dal tunnel: corso Grosseto a che punto siamo?

di Alessandro Graziano

Regione Piemonte e Città di Torino, in riferimento al progetto di realizzazione del collegamento ferroviario sotto corso Grosseto, rispetto al quale si è tenuta una discussione in Consiglio regionale, hanno inviato una lettera congiunta al Ministero dei Trasporti e al Cipe per sollecitare la risposta richiesta nel dicembre scorso sull’ammissibilità della sistemazione di corso Venezia come variante di progetto a quello per la realizzazione dell’opera di corso Grosseto ed un'interpretazione giuridica sulla possibilità di utilizzare i risparmi di gara già ottenuti dall’aggiudicazione della progettazione esecutiva e dei lavori. I due enti considerano questo intervento necessario per mitigare i disagi del cantiere dell'opera e ritengono che, per rispettare una prescrizione dello stesso Cipe, la sistemazione di corso Venezia venga realizzata contestualmente alla prima fase di cantiere su corso Grosseto o comunque in tempi strettissimi affinchè il collegamento viario su corso Venezia sia utilizzabile prima dell'abbattimento completo dei cavalcavia. Regione e Città stanno comunque lavorando per individuare risorse indipendenti dai ribassi di gara, qualora questi non fossero utilizzabili. La prima intende richiedere copertura finanziaria della sistemazione di corso Venezia mediante l'assegnazione di 10 milioni derivanti dalla seconda tranche del Fondo si sviluppo e coesione 2014-2020, come indicato nel Patto per Torino e il Piemonte inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri il 22 novembre 2016. A fronte di tale impegno del Governo, la Città potrebbe a sua volta impegnarsi ad anticipare la somma necessaria per avviare celermente l'attività mediante un mutuo che sarebbe estinto con i finanziamenti regionali non appena sbloccati i fondi Fsc. Infine, Regione Piemonte e Città di Torino confermano la volontà di non perdere i finanziamenti previsti per la realizzazione del passante, completare la copertura in prossimità di corso Venezia e nel contempo limitare al minimo i disagi dovuti al cantiere. Info dal sito regione.piemonte.it

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30 gen 2017

Prossima Fermata: Rivoli

di Alessandro Graziano

Confermato il finanziamento per il prolungamento della linea 1 della metropolitana fino a Rivoli. » Confermato il finanziamento per il prolungamento della linea 1 della metropolitana fino a Rivoli. L'assessore ai Trasporti Maria Lapietra, ha fatto sapere che l’amministrazione è ora pronta a partire con la massima celerità per il proseguimento dei lavori della linea 1 . «È dal 2013 che i parlamentari Ivan Della Valle e Laura Castelli si battono e chiedono al governo di finanziare la tratta 3 della linea 1 della metro e cioè il prolungamento fino a Rivoli», dice l’assessore.  Infatti nel 2014 venne erogata all'interno dello sblocca Italia una parte della spesa (90 milioni di euro) cofinanziata dalla Regione Piemonte. Nel prossimo futuro verranno chiesti  i finanziamenti per realizzare le ulteriori stazioni a completare il collegamento fino alla città di Rivoli. Quindi tale nuova stazione farebbe parte del prolungamento nord da Fermi fino a Cascine Vica e quindi la nuova fermata di Rivoli centro. Un bella scommessa dopo i lunghi ritardi per il prolungamento sud fino a piazza Bengasi.

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19 gen 2017

Corso Massimo D’Azeglio: così cambierà Torino Esposizioni

di Alessandro Graziano

Torino Esposizioni si appresta a cambiare radicalmente il suo volto conmaquillage e ristrutturazione da 89 milioni euro. Con un budget di 89 milioni di euro Torino Esposizioni si prepara dunque a rifarsi il look, mentre oltre 700mila euro saranno destinati agli affidatari della progettazione, con un’opera destinata a rivoluzionare un angolo della città. Se l'ultima volta che avete visitato il padiglione in cemento opera dell'arch Nervi(1949)  è stato Paratissima 2016, sappiate chela struttura è destinata ad un cambio radicale. Per la struttura si parla di un progetto conteso da ben otto grandi nomi dell’architettura. I primi a muoversi per queste opere sono stati Mario Cucinella e Dominique Perrault, che già in estate avevano provato a realizzare un unicum progettuale. Adesso però è richiesto un progetto dettagliato, con una apposita commissione di tecnici addetta alla valutazione dei vari progetti presentati. Commissione che sarà composta da un rappresentante del Comune, due della Città Metropolitana e uno della stazione appaltante (Scr Piemonte). I vincitori dell’appalto, che saranno svelati entro un mese, dovranno poi iniziare a studiare i cambiamenti ideali per il gioiello di Nervi, che sarà trasformato in un campus dell’architettura e del design. Le opere principali saranno la realizzazione di una biblioteca civica, la risistemazione del Padiglione Morandi e la conversione del piano superiore del Teatro Nuovo in appartamenti per studenti.    

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