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06 dic 2016

A seguito delle dimissioni di Matteo Renzi, la Città di Torino vedrà un ammaraggio dei progetti promessi?

di Ludovico Ragonesi

Attualmente Regione e Comune attendono una risposta da Roma, riscontro che potrebbe però tardare ad arrivare, almeno sino a che non siano stati definiti i nuovi equilibri. Nonostante il rischio di una variazione risulti ormai evidente, Torino ed il Piemonte sperano di poter avere le risorse promesse dal Governo. I progetti in bilico sono molteplici. Per citarne alcuni dei principali: la costruzione della Tav, il potenziamento e la ristrutturazione delle linee ferroviarie in partenza da Torino, la costruzione della linea 2 della metropolitana, il prolungamento della linea 1 verso Rivoli, il Parco della Salute, la riqualificazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi, della Mandria e dei Giardini Reali. Per alcuni dossier rimasti aperti, il premier si era impegnato a fornire indicazioni in tempi brevi. Tuttavia, come già premesso, ad oggi si rischia una riorganizzazione complessiva degli interventi precedentemente programmati. Sergio Chiamparino non è pessimista su eventuali conseguenze: «Salvo le incertezze che una crisi di governo porta inevitabilmente sempre con sè». Alcuni degli assi principali che Regione e Città avevano sottoposto al governo nazionale erano: edilizia scolastica, soprattutto in chiave antisismica, trasporti, ambiente ed infrastrutture (il completamento dell’area di corso Grosseto a Torino, il nuovo metrò-tram 3, etc.). Nelle prossime settimane doveva arrivare il via libera all’ arrivo dei militari per il Moi. Una richiesta della città a cui il Governo aveva risposto positivamente. Meno oneroso, ma comunque non di facile accesso, l'intervento di chiusura del campo nomadi di via Germagnano. Non dovrebbero invece subire ritardi i fondi stanziati per i paesi alluvionati.

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02 dic 2016

Torino esce dall’Osservatorio Torino – Lione | Appendino: “contrari a un investimento che non è necessario”

di Ludovico Ragonesi

Risulta ormai confermata l'uscita della città di Torino, a guida Cinquestelle, dall'Osservatorio della Torino-Lione, il tavolo tecnico nato nel 2006 che riunisce i comuni coinvolti dalla grande opera e il governo. «Abbiamo depositato una mozione sulla posizione della maggioranza sulla Tav» ha confermato Chiara Appendino, che ha aggiunto: «Io e la mia forza politica siamo fortemente contrari a un investimento che non è necessario né prioritario. Le risorse andrebbero gestite meglio, anche alla luce della scarsità attuale». Tuttavia, la decisione presa dal sindaco, per quanto forte sul piano politico, non è in grado di fermare i cantieri, essendo quest'ultima giunta, pochi giorni prima della discussione, alla Camera della ratifica del trattato internazionale sulla Tav, siglato tra Italia e Francia. Il documento era già stato approvato dal Senato. La Torino - Lione è già stata realizzata per il dieci percento, come scavi, ed il trattato descrive le modalità esecutive di realizzazione della linea. Ciononostante l'Appendino, nella mozione, si impegna a «esplicitare in tutte le sedi istituzionali e politiche, locali, nazionali ed europee, la contrarietà della Città alla proposta della nuova linea Torino-Lione e, in particolare, alla realizzazione del tunnel di base, delle nuove linee ferroviarie di adduzione e delle relative opere preliminari». Il consigliere Viviana Ferrero ha spiegato che «l’uscita dall’Osservatorio era un atto dovuto, per dare voce al nostro “no”, e dire “no” alla devastazione della valle». Paolo Foietta, commissario di governo e presidente dell’Osservatorio per la Torino - Lione ha replicato, dichiarando di voler proseguire i lavori, nonostante il dissenso di Torino. Foietta ha poi aggiunto che della decisione aveva già sentito parlare durante la campagna elettorale. «La cosa che però mi lascia più perplesso - sottolinea - è che con la Torino - Lione il Comune non c’entra più nulla: l’utilizzo del passante ferroviario, con tutte le migliorie necessarie per rendere la linea più efficiente, sono già stati inseriti nel Patto per Torino che la Appendino ha firmato nei giorni scorsi. Questo mi sembra un atteggiamento poco coerente».

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22 nov 2016

Prolungamenti linea 1 della metro finanziati. Nessuna novità per la m2.

di Alberto Garbin

Il documento del governo, “Piano per lo sviluppo dei sistemi di trasporto rapido di massa”, recentemente reso pubblico, mette in primo piano il fatto che lo sviluppo di un paese non può prescindere da quello delle principali città che lo compongono. Infatti, in questo testo, vengono approvati 22 interventi nelle principali città Italiane che riguardano le metropolitane, le linee tramviarie e le ferrovie urbane, per un totale di più di 1300 milioni di investimenti. Oltre al Piano Metropolitane, il testo punta anche sul trasporto ferroviario ad alta velocità, accelerando la spesa per le 4 nuove tratte dell’Alta velocità da 8,9 miliardi dopo che l’11 dicembre sarà aperta al traffico la Treviglio-Brescia. Il piatto forte che interessa i cittadini più da vicino è però Il Piano Metropolitane, messo a punto da Delrio, coadiuvato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, dalle Regioni e dalle città metropolitane. 22 opere che riguardano dieci regioni: tre treni bimodali per la Val d’Aosta; le tratte Lingotto-Bengasi e Collegno-Cascine sulla linea 1 di Torino; la M1 e la M4 a Milano e il reintegro di fondi per la metrò di Brescia; il completamento del servizio ferroviario in Emilia-Romagna e l’interramento della ferrovia Bologna-Portomaggiore; il potenziamento della Ferrovia centrale Umbra; la Roma-Lido e la Roma-Viterbo nel Lazio; il servizio metropolitano nell’agro-nocerino-sarnese, il completamento della tratta Dante-Garibaldi sulla linea 1 e della tratta Mergellina-Municipio sulla linea 6 a Napoli, gli interventi di compatibilità urbana della ferrovia nel territorio di Pompei e un pezzo della ferrovia Circumflegrea; il prolungamento della tratta metropolitana Bari-San Paolo fino alla stazione «delle Regioni» e materiale rotabile per le ferrovie concesse pugliesi; la tratta Nesima-Misterbianco in Sicilia; gli interventi su vari lotti delle metro di Cagliari e Sassari. Garantiti quindi, i fondi per i prolungamenti Lingotto – Bengasi e Collegno – Cascine Vica della linea 1 della metropolitana di Torino. Nessun accenno però alla linea 2.    

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21 nov 2016

Giornata nazionale degli alberi 2016: come sensibilizzare i cittadini sul tema del Verde? Ecco le proposte

di Ludovico Ragonesi

Torino risulta, ad oggi, la terza metropoli più verde d’Italia e, proprio sulla base di questo dato, l'assessore all'Ambiente del Comune,  Stefania Giannuzzi, ha ricordato che: "uno degli obiettivi dell'amministrazione è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema del verde". In occasione della Giornata nazionale degli Alberi, quest'oggi in programma (21/11/2016), la Città ha dunque organizzato diversi eventi legati al tema, già avviati a partire dallo scorso sabato: durante quest'ultima giornata sono state messe a dimora 25 piante nel giardino della Casa Circondariale Lorusso e Cotugno, grazie alla partecipazione attiva di un gruppo di detenuti; il giorno seguente è stata programmata la piantumazione di 170 alberi in Lungo Stura Lazio, regalati dal vivaio del Comune di Piossasco; per quest'oggi è prevista la messa a dimora di 140 alberi presso la scuola materna di piazza Guala. CONSULTA AMBIENTALE: l’assessorato al Verde Pubblico ha inoltre deciso di istituire una Consulta Ambientale, di confronto e propositiva sulle politiche e iniziative riguardanti la valorizzazione e tutela del verde pubblico. La Consulta sarà composta da Associazioni e Comitati, al fine di ascoltare proposte e valutare progetti. Potranno far parte dell'organo le Associazioni e i Comitati iscritte al Registro delle associazioni torinesi che abbiano attività collegate al verde. AGENDA DEGLI ALBERI: tra gli obiettivi in programma, è stata studiata la redazione di un'agenda degli alberi, per cui tutto quello che li riguarda avrà una pagina web, nella sezione del sito della città dedicata al Verde pubblico. Dunque si potranno conoscere gli interventi programmati: piantumazioni, potature, abbattimenti con approfondimenti che consentano ai cittadini di comprendere le ragioni e le modalità delle potature o degli abbattimenti. GEOPORTALE ALBERATO: la gestione di un patrimonio arboreo ha bisogno di competenze tecniche ma anche della conoscenza del patrimonio, della storia degli alberi, degli eventi e degli interventi che li hanno interessati. La conoscenza di questa storia è indispensabile per programmare. Sarà quindi generato un Geoportale: AlberaTo per monitorare gli oltre 160.000 alberi con tecnologie moderne in una città «dove il ruolo degli alberi dovrà essere sempre più centrale». Il progetto nasce dalla collaborazione con il Csi Piemonte, per un sistema di gestione integrata del patrimonio arboreo torinese. Trattasi di un’applicazione web che permetterà la gestione e la pianificazione di tutte le aree in cui sono presenti alberi nella Città. I dati inseriti verranno aggiornati sul Geoportale, dove saranno consultabili, interrogabili e scaricabili dal pubblico. BENESSERE AMBIENTALE: ogni attività, ogni cantiere, ha un costo in inquinamento, così la nuova giunta ha deciso di far convergere contribuzioni economiche in uno specifico capitolo di spesa attraverso il quale finanziare azioni di «compensazione ambientale». Ciò permetterà alla Città di disporre - a costo zero - di un innovativo fundraising ambientale in grado di finanziare la compensazione come una politica di Urban Forestry (forestazione grandi parchi periferici e terreni agricoli comunali, interventi ed integrazioni sulle alberate esistenti, ecc.) allineata con quella attuata dalle migliori amministrazioni green nel resto del mondo.

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16 nov 2016

Natale con parcheggi a pagamento: il “triste” epilogo.

di Alberto Garbin

Dopo le diverse polemiche che hanno caratterizzato i giorni scorsi, sulla sosta a pagamento o meno durante le domeniche sotto le feste natalizie, ecco che finalmente arriva la versione definitiva direttamente dalle sale del Comune: ovvero che si dovrà pagare. La nuova giunta guidata dal Sindaco Chiara Appendino, ha ritenuto opportuno distaccarsi dalla precedente amministrazione che permetteva di fare shopping in centro, risparmiando sul costo del parcheggio, nelle domeniche sotto le feste Natalizie. Costo che, soprattutto nelle zone centrali, non è propriamente economico. Gli assessori ai trasporti Lapietra e al commercio Sacco, hanno quindi preferito evitare di rendere gratuita la sosta per due motivi fondamentali: una maggiore rotazione dei posti disponibili e (si spera) un minore traffico per le vie centrali. Così le parole degli assessori: «Il provvedimento assunto oggi dalla Giunta Comunale incentiva il trasporto pubblico e, nel contempo, contribuisce, dato non irrilevante, a ridurre le emissioni inquinanti favorendo altresì la circolazione nel periodo che precede le festività natalizie», commentano gli assessori Lapietra e Sacco, «nei fatti si tratta di una misura coerente con le politiche di abbattimento degli inquinanti che migliora la qualità della vita urbana». Non sono dello stesso avviso però i commercianti, secondo cui il pagamento della sosta potrà influire sulle vendite in modo negativo. I giorni in cui si pagherà, oltre a quelli normalmente già a pagamento, saranno il 4, l’11 e il 18 dicembre più il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre.

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10 nov 2016

Multe GTT ridotte se pagate entro 5 giorni

di Alberto Garbin

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione in tema di multe sui mezzi di trasporto di Gtt (Gruppo torinese trasporti). L’iniziativa della Sala Rossa è stata proposta dal consigliere Silvio Magliano (Moderati) e modificata con quattro emendamenti sottoscritti dallo stesso Magliano e dal consigliere Roberto Malanca (M5S) per estendere le possibilità di pagamento delle sanzioni ridotte da parte dei clienti sprovvisti del biglietto, o in possesso di un biglietto irregolare. Oggi la sanzione ridotta può essere immediatamente regolarizzata mediante versamento diretto ai controllori (esclusivamente in contanti) per una tariffa corrispondente al prezzo del biglietto, oltre a una somma di 25 euro quale costo aggiuntivo. La mozione interviene su questo specifico aspetto: impegna la giunta, il sindaco e Gtt a garantire 5 giorni lavorativi dal momento dell’accertamento dell’irregolarità per sanare la propria posizione irregolare con una sanzione pari a 35 euro, mediante bonifico o altra modalità di pagamento. Comunicato stampa Comune di Torino.

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26 ott 2016

I debiti dei trasporti salgono a 90 milioni: a rischio la continuità aziendale di Infra.To

di Ludovico Ragonesi

Infra.To, la società titolare delle reti metro e tram della città, si trova a dover fronteggiare, assieme a Gtt ed al Comune di Torino, i debiti prodotti dal cortocircuito dei trasporti cittadini. A questo proposito Infra.To, partecipata al 100% dal Comune di Torino, nel luglio scorso ha dovuto richiedere un decreto ingiuntivo di oltre 4 milioni di euro a Gtt, anche questa partecipata al 100% dal Comune, per avere quanto le spetta, ossia il canone dovuto per l’utilizzo della metro e della rete tranviaria: denaro necessario per la società perché, grazie ai canoni, finanzia la manutenzione della rete e la realizzazione delle opere. Tuttavia sorge un problema: Gtt non paga. La situazione pare talmente grave da mettere a rischio la continuità aziendale di Infra.To, tanto che a dicembre, C.C.C. (Consorzio Cooperative Costruzioni), il gruppo che sta realizzando i lavori sulla tratta Lingotto-Bengasi della metro, ha interrotto i lavori per tre mesi, chiedendo a sua volta un decreto ingiuntivo, perché non aveva ricevuto i pagamenti concordati per l’avanzamento dei lavori. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci sono 290 milioni di debito bancario, relativo alla realizzazione della metropolitana, che figura nei bilanci della società ma che, di fatto, è in carico al Comune. I vertici di Infra.To hanno dunque presentato la questione alla nuova giunta, richiedendo un suo intervento. Il 13 luglio, i vertici hanno incontrato il sindaco Appendino, mostrando la situazione finanziaria. Il 22 giugno ed il 4 luglio hanno contattato il direttore finanziario del Comune per far fronte alle scadenze sui mutui. Da lì è partito l’impegno della giunta a sbloccare la situazione, avviando inoltre gli accertamenti sui rapporti con le partecipate. Non molto diversa risulta la condizione di Gtt. A differenza di Infra.To, l'azienda in questione rimane solida sugli incassi quotidiani della vendita dei biglietti dei mezzi pubblici, degli abbonamenti e dei parcheggi. Ciononostante, il Comune non paga: oltre ai 40 milioni di sbilancio tra quanto preteso da Gtt e quanto riconosciuto dal Comune, si aggiungono altri 70 milioni di debiti che portano il totale a 111 milioni di euro. Tali sono comprensivi delle voci più varie: il riaddebito del costo per gli ausiliari della sosta che vanno in giro a fare multe, il contratto di servizio per la metro, etc. Il Comune non è, però, l’unico creditore di Gtt. A questo si aggiunge anche l’ A.m.p. (Agenzia della mobilità piemontese), responsabile dei trasporti a livello regionale. La situazione non migliora di molto. I debiti dell’ A.m.p. verso Gtt sono pari a 84,7 milioni di euro, relativi ai contratti di servizio per i trasporti e risalenti perlopiù agli anni precedenti al 2014. Per 39,9 milioni di debiti però l’Amp ha respinto le fatture, «adducendo argomentazioni infondate e contraddittorie», afferma Gtt. Contando anche A.m.p., il conto dei debiti «non riconosciuti», al centro dell’indagine della procura, sale a 90 milioni.

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