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08 set 2016

SFM 1: un pendolare verso Moncalieri

di Alessandro Graziano

Con settembre iniziano ad aprire le fabbriche, gli uffici e le scuole. Aumenta così la domanda di trasporto un po' sopita nel caldo Agosto torinese. Ma i trasporti saranno in grado di offrire un'offerta efficiente ed efficace? Abbiamo provato durante l'ora di punta di un giorno feriale l'utilizzo del Servizio Ferroviario Metropolitano in direzione Moncalieri e poi al ritorno in direzione Nord con interscambio a Porta Susa. Il viaggio da pendolare, comincia già dal reperire le informazioni su orari, tariffe e passaggio dei treni che fanno parte del servizio ferroviario metropolitano. Esiste un sito dedicato http://www.sfmtorino.it/ con una grafica interessante ma che non veicola in modo efficace le informazioni che vorrebbe un pendolare; ovvero stazione di partenza e arrivo e orari dei passaggi.  Informazioni che abbiamo reperito in maniera veloce dal sito di Trenitalia. Visto che iniziamo il viaggio di lunedì scegliamo di acquistare on line, ma si trova pure in stazione, il biglietto integrato formula A  (Torino e prima cintura) al costo di 15,70 €   Il viaggio comincia   da Porta Susa  con il treno in partenza alle 7:31 al binario 5 (arrivo previsto 7:43). Abbiamo constatato l'esiguo numero di obliteratrici  sia sul mezzanino che sul piano binario e la mancanza di informazioni in tempo reale nei display che sono posti all'ingresso delle scale di ogni binario. Purtroppo all'arrivo del treno, convoglio Jazz con pianale ribassato e di alto comfort, ci siamo dovuti mettere a correre a fine banchina in quanto i treni regionali essendo molto più corti dei FrecciaRossa o Intercity si attestano alla fine della banchina. Il treno una volta stazionato è ripartito dopo pochi minuti, in tabella di marcia. Dopo circa 6 minuti di percorrenza del lungo tunnel che bypassa Torino la prima stazione è stata di Torino Lingotto, importante interscambio con la zona Sud. Il treno è stazionato qualche minuto è poi è ripartito. L'arrivo a Moncalieri dopo il superamento del fiume Sangone e poi il Po è stato in orario ovvero alle 7:43. Sappiamo che nonostante la puntualità e il servizio buono del SFM molti treni arrivano con un ritardo di 7-8 minuti. Il tunnel che collega i binari della stazione di Moncalieri non era nelle migliori delle condizioni ma non sicuramente degradato o poco sicuro. Simulando un possibile giornata lavorativa a Moncalieri abbiamo ripreso il primo treno utile alle 16:15. Anche stavolta treno in arrivo puntuale. I binari però tra loro non sono collegati da ascensori quindi un viaggiatore diversamente abili o a mobilità ridotta che sale a Porta Susa non può effettivamente superare le barriere architettoniche a Moncalieri! Unico neo per la sicurezza del viaggiatore è il binario 5 in curva che comporta che i convogli siano distanti dalla banchina almeno 20 centimetri e più alti della stessa anche se dotati di pianale ribassato. Un sicuro problema per anziani, ciclisti, bimbi in passeggino e/o diversamente abili. Saliamo sul treno per essere a destinazione alle 16:27, come previsto dalla tabella di marcia. Non è solo nostra impressione ma spesso Porta Susa disorienta alla discesa dai treni, per mancanza di opportune indicazioni e segnaletica! IL SFM è un servizio davvero utile, moderno e veloce che permetterebbe a moltissimi pendolari di lasciare le auto a casa per muoversi rapidamente da nord a sud di Torino e nei rami est e ovest. Comfort e accessibilità però sono a livello sufficiente e mancanze come servizi per diversamente abili rendono molti tragitti inutili per chi non può scendere dal treno.

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Segnalazione
13 ago 2016

Abbonamento GTT

di Franco

Riceviamo e pubblichiamo questa interessante segnalazione di un nostro utente: Sono un genitore di tre figli e a fine agosto dovrò rinnovare l'abbonamento alla prima e sottoscriverne altri due per i gemelli. In sostanza il solo mandarli a scuola mi costerà 800 euro. Continuo a scrivere alla nostra sindaca ma ... ovviamente non risponde.... in compenso ho scritto a GTT che premurosamente mi ha risposto che i prezzi sono già  (!) scontati ma che loro propongono finanziamenti comodi... quindi a rate ma con interessi! Ma è possibile che all'interno dello stesso nucleo familiare non prevedano degli sconti per il secondo è terzo abbonamento ai figli?????? E noi redazione di mobilitatorino aggiungiamo: che ne pensate? Non sarebbe più efficace proporre degli abbonamenti family per le famiglie che prendono abbonamenti per due o più componenti? Sarebbe anche un incentivo per lasciare a casa un'auto o la moto ed evitare grandi spese per le famiglie.  

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09 ago 2016

Obbligo di obliterare l’abbonamento? Da settembre sarà realtà.

di Mobilita Torino

In Emilia Romagna e in provincia di Trento funziona così già da qualche tempo. Cioè la validazione obbligatoria ogni volta che si sale su un mezzo Gtt, anche degli abbonamenti di qualunque genere. Il motivo? Combattere l'evasione principalmente, ma non solo, perchè permetterà alla compagnia che gestisce il trasporto pubblico Torinese e all'Agenzia Metropolitana per la Mobilità di Torino, di calcolare il carico effettivo dei mezzi e di conseguenza poter agire per implementare misure per migliorare la qualità del servizio. Attualmente solo in provincia di Cuneo esiste già quest'obbligo. L'obbligo avrebbe dovuto già entrare in vigore per luglio ma si è deciso, forse complici anche le elezioni, di far slittare l'implementazione a settembre. Gtt afferma che darà tempo 3 mesi ai cittadini dotati di abbonamenti per adeguarsi alla norma, dopodichè scatteranno le sanzioni. 3 euro è la multa che dovranno pagare chi non "bippa" l'abbonamento sui mezzi. Con i soldi delle multe Gtt promette di poterli restituire ai clienti sotto forma di premi, ma in merito non si sa di più.

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01 ago 2016

Blue Torino si espande!

di Alberto Garbin

Qualche mese fa, durante il convegno “Il futuro della mobilità sostenibile” tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, venne presentato il nuovo servizio di car sharing elettrico BlueTorino, dal Gruppo Bollorè, azienda leader del settore dei trasporti e della logistica (all’estero è un servizio già attivo da alcuni anni in città europee ed americane tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Indianapolis). L’intenzione dell’azienda e della Città di Torino è di mettere a disposizione dei cittadini inizialmente 23 auto elettriche e 5 colonnine di ricarica, che diventeranno entro la fine dell’anno rispettivamente 150 auto e 250 colonnine. Entro il 2017 si avranno 400 vetture e 700 colonnine che copriranno una grande parte del territorio comunale. Le auto utilizzate per il servizio (partito a marzo 2016) hanno una autonomia di 250 km, più che sufficienti per coprire gli spostamenti all’interno della città e potranno essere ricaricate nelle apposite stazioni gestite da BlueTorino, inoltre, le auto potranno essere guidate anche dai neopatentati. Il costo dell’abbonamento è pari a 5,50€ al mese con una tassa di registrazione di 10€ più il costo opzionale per la prenotazione dei parcheggi, il tutto comodamente gestito tramite app per smartphone. Il cuore di queste vetture, assemblate nello stabilimento di Bairo, nel Canavese, risiede nelle nuove batterie LMP (litio metal polimer) che consentono una capacità energetica di 30kw/ora e quindi una maggiore autonomia e che potranno, alla fine del loro ciclo vitale, essere riciclate. Una nuova stazione è stata appena completata in corso Tassoni angolo Piazza Bernini. Salgono così a 4 le stazioni da attivare tra cui Corso Peschiera angolo Corso Trapani; Corso Peschiera angolo piazza Sabotino; Corso Stati Uniti.    

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29 lug 2016

Car sharing: addio al servizio gestito da GTT

di Alessandro Graziano

 Il servizio Car City Club è stato inaugurato nel 2002 in collaborazione con Fiat, che ha ancora una quota della società. Iniziativa partita  con il sostegno del Ministero dell’Ambiente, così come in altre città, a partire da Milano, Palermo e Bologna.  Società controllata da Gtt (gruppo torinese trasporti) utilizza automobili del gruppo Fc (Fiat Chrysler auto), si va dalla 500 alla Panda, fino al Renegade e alla Giulietta. Autovetture che vengono fornite al Car City Club in noleggio a lungo termine. Oggi la società può contare su più di 70 stazioni in città e 125 mezzi, mentre è presente in 20 Comuni dell’hinterland, fino a Ivrea, e all’aeroporto di Caselle con un parking. Fino l'anno scorso il servizio vantava quasi 5 mila iscritti, secondo i dati forniti dalla società, ma il numero di utilizzatori dei mezzi con le scritte “Io Guido”. La competizione, nonostante l’abbassamento delle tariffe e le formule solo andata, è complicata. Il free floating, prendo e lascio l’auto dove voglio, di Car2go (di Mercedes) e Enjoy ( gestito da Eni con auto Fiat in partnership con Trenitalia) fa la differenza. Meglio mettere la parola fine prima che si accumulino altre perdite, a meno che l’ultimo tentativo degli amministratori della società pubblica non faccia breccia in Comune. Qualcuno non sembra convinto della bontà di questa scelta.  La consigliera e amministratrice di Car City Club, Rosanna Abbà, pensa che non si dovrebbe chiudere, ma ripianare le perdite, qualche centinaia di migliaia di euro, e ripartire con un nuovo business plan. Suggestione che è stata rilanciata anche all’assessorato ai Trasporti, guidato da Maria Lapietra, che invece parla di liquidare la società in evidente perdita. Sarà davvero la fine del Car sharing pubblico?

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25 lug 2016

Nuovi ritardi per il prolungamento della Linea 1 della metro di Torino

di Alberto Garbin

Dopo che nei giorni scorsi ha fatto notizia il trasferimento di fondi (28,9 milioni di euro) previsti per la realizzazione della precedente versione del progetto della linea 2 della metropolitana, destinati invece al completamento della Linea 1, ecco che si ritorna a parlare di ritardi nel tanto atteso prolungamento verso Piazza Bengasi. Si, perchè a quanto pare non vedremo aperto il tratto Lingotto – Bengasi almeno fino al 2018 secondo infra.To (l’agenzia che gestisce gli scavi). Nelle righe recapitate al coordinatore alla viabilità della circoscrizione 8, Massimiliano Miano, non viene fornita un’indicazione più precisa. Se però guardiamo alle previsioni fatte all’inizio di marzo, non è difficile capire che il nuovo slittamento sarà almeno di 3 mesi. Non a caso era stata fissata a settembre 2017 la conclusione delle opere civili, che ora invece viene indicata a dicembre. Nell’ultimo aggiornamento del cronoprogramma di Infra.To mancano i tempi per le opere di finitura e i collaudi. Dure anche le reazioni del consiglio di circoscrizione: «Infra.To sta perdendo credibilità - dice Alessandro Lupi - : ci vuole più rispetto per i negozianti, che da quattro anni subiscono danni incalcolabili». Infatti è dal 2012 che, tra un intoppo e l’altro, l’ultimo tratto di via Nizza è tagliato in due dai cantieri, che hanno reso praticamente impossibile il commercio oltre il Lingotto. Giovanni Tantimonaco, uno dei tanti negozianti che si affaccia su Via Nizza è molto preoccupato: «È scandaloso che, per l’ennesima volta, i tempi non siano rispettati». Subirà, quindi, un altro slittamento anche la riapertura di via Nizza, prevista ad aprile-maggio dell’anno prossimo e non più a marzo.

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22 lug 2016

Parcheggi 2.0. Abbiamo provato Pyng. E ci è piaciuto!

di Alessandro Graziano

A Torino, è possibile utilizzare varie App, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. A chi non è mai capitato di non avere monete al momento del parcheggio in città, o di trovare i parchimetri rotti e dover fare strada per cercarne uno o, peggio ancora, essere lontani dall'auto  e affrettarsi, col timore di prendersi una multa, per via del parcheggio scaduto? Bene, da qualche tempo la tecnologia ci viene incontro e ci rende la vita più facile. Esistono infatti parecchie applicazioni che ci permettono di pagare il parcheggio in molte città italiane in modo semplice e grazie al proprio smartphone. A Torino, è possibile utilizzarne varie, tra cui Easypark, Phonzie, MyCicero  in cui il pagamento avviene mediante ricarica con carta di credito,  mentre Pyng è invece collegata al Telepass. È di quest'ultima che vi parleremo. Pyng è una applicazione disponibile sia per dispositivi Android, che IOS. Una volta scaricata, non si deve far altro che collegare l'account dell'applicazione al proprio account Telepass (l'operazione è fattibile sia sull'applicazione che dal sito Telepass, inserendo targa e password) e quindi scaricare e stampare un piccolo contrassegno Pyng da esporre sul proprio cruscotto e che permetterà ai controllori GTT di comprendere che il parcheggio è stato pagato tramite questa app. Fatte queste due facili operazioni, è possibile iniziare a pagare la sosta tramite Pyng. L'applicazione, tramite gps del telefono, segnala l'ubicazione del parcheggio, tuttavia è anche possibile inserire la via, manualmente. In caso di prossimità di due zone a diversa tariffa, l'applicazione chiede all'utente di specificare in quale zona ha parcheggiato, attraverso un codice indicato sui cartelli di sosta  da usare sull''app ( in foto 70211 su fondo rosa). Quindi, si stabilisce un tempo, con rispettivo pagamento. Qui non esiste un importo minimo, a differenza dei parcometri a monete dove è invece di 50 centesimi. La cosa molto interessante di questa nuova modalità di pagamento è che è possibile non solo prolungare la sosta a distanza, procedendo in modo manuale come indicato più sopra, ma anche terminare una sosta in anticipo e quindi, risparmiare. Il servizio è gratuito e Telepass non ricarica alcun costo sui parcheggi, a differenza di altre applicazioni. L'addebito avviene direttamente sul conto Telepass e non servono quindi carte di credito. Tutto è estremamente semplice, flessibile e si risolve in pochi click. La consigliamo.

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