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20 nov 2017

O bike: il bike sharing ocra sbarca a Torino

di Alessandro Graziano

oBike" sbarca in Italia: il servizio di bike sharing debutta domani a Torino con 500 biciclette arancioni Non si arresta il busines del bike sharing: o bike arriva a Torino con 500 bici, che diventeranno 5mila entro fine anno, per un risparmio energetico, come prevede la società che le gestisce, fino a 1,5 tonnellate di C02 al giorno. La start-up, con sede a Singapore, è stata la prima a introdurre, a gennaio, il bike sharing a flusso libero (free floating) nel sud-est asiatico. È operativa in oltre 40 città in 15 nazioni e a novembre avvierà il servizio in altri 9 Paesi. Il biker urbano può parcheggiare la bicicletta in qualsiasi punto della città, senza essere obbligato ad agganciarla alle colonnine di una stazione, come invece accade per ToBike ( che pure ha costi di utilizzo minori e una flotta grandissima). Un servizio analogo è partito da un paio di settimane con le biciclette gialle di Gobee.bike.

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27 set 2017

Regione Piemonte, nuove risorse per le piste ciclabili

di Mobilita Torino

Il 25 settembre la Giunta regionale del Piemonte ha approvato, per il Piano annuale per la sicurezza stradale, nuovi fondi per le piste ciclabili e per i progetti rivolti agli studenti. Per quanto riguarda le piste ciclabili, i criteri individuati per l’assegnazione dei fondi, che saranno oggetto di un bando specifico, definiscono interventi con interesse sovra-comunale, percorsi funzionali alla mobilità sistematica, al pendolarismo o a servizio di nodi di interesse collettivo, nonchè percorsi che mettano in collegamento le stazioni e le fermate del trasporto pubblico locale con la rete ciclabile. La Regione interverrà con 10 milioni di euro per assegnare un cofinanziamento fissato nella misura massima del 60% del costo dei progetti presentati da Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, Unioni di Comuni e da Comuni in forma associata e del 50% per i progetti presentati da Comuni oltre i 10.000 abitanti, Città metropolitana e Province. Gli interventi dovranno richiedere un importo complessivo superiore a 200.000 euro e fino ad un tetto di contributo regionale massimo di 1,5 milioni. I percorsi dovranno garantire la messa in sicurezza del traffico ciclistico, privilegiando di norma soluzioni che comportino il disimpegno della sede stradale da parte dei ciclisti. Come ricorda l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco, “queste risorse si aggiungono agli 800.000 euro assegnati quest’anno per le piste ciclabili e ai 2 milioni già a bilancio, a testimonianza degli sforzi compiuti per una rete ciclabile realmente fruibile ed integrata”. "Questa delibera - ha aggiunge l’assessora al Turismo, Antonella Parigi -consentirà di finanziare nuovi tratti di percorsi ciclabili e/o ciclopedonali, sulla base degli studi di fattiblità finanziati nel 2015, permettendo di aumentare le possibilità di fruizione del territorio in bicicletta, in particolare da parte di turisti e visitatori”. Nella stessa delibera sono stati stanziati 162.000 euro per l’avvio di un programma di promozione della mobilità sicura casa-scuola, alternative all’automobile, e per la realizzazione di iniziative di bicibus e pedibus. Il finanziamento sarà pari al 100% delle spese ritenute ammissbili con un minimo di 2000 euro ed un massimo di 7000. “Sono soluzioni - puntualizza l’assessora all’Istruzione, Gianna Pentenero - semplici e razionali per l’educazione dei ragazzi verso scelte di mobilità più sostenibili, favorendo una riduzione del traffico in prossimità dei plessi scolastici e dei fattori di rischio correlati, tra cui l’incidentalità”.

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24 lug 2017

L’area dell’ex galoppatoio diventerà parco pubblico con piste ciclabili

di Mobilita Torino

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato, questo pomeriggio una mozione che impegna la Giunta a definire la gestione dell’area dell’ex galoppatoio militare, al parco del Meisino.  Il documento chiede la rimozione dell’attuale recinzione con l’annessione al parco dell’area oggi interdetta, la realizzazione di una siepe che delimiti l’area naturalistica di pregio, l’abbattimento di alberi pericolanti o di quelli inseriti negli elenchi delle specie regionali per i quali sia prevista l’eradicazione. All’interno della nuova area, si dovrà realizzare un percorso ciclabile come completamento della ciclopista VenTo, mentre le parti edificate dovranno essere abbattute, ad esclusione di minime porzioni utilizzabili a presidio della fruizione pubblica del parco e senza fini di lucro. Negli indirizzi della mozione, anche l’invito alla Giunta perché si attivi per il reperimento di risorse per la restituzione alla pubblica fruizione e per la conservazione degli spazi naturali attraverso fondi regionali ed europei e perché valuti la vendita, tramite bando, del legname derivante dall’abbattimento degli alberi. Insieme alla Circoscrizione 7, gli Atenei e l’Ente parco, la Città dovrà promuovere la fruizione pubblica dell’area accessibile, e contemporaneamente predisporre un piano per la gestione naturalistica non accessibile. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Torino i nostri canali:  Sito internet: http://torino.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaTO/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1884182511904360/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaTO

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20 lug 2017

Parco Mennea, verso il completamento con nuovi percorsi pedonali

di Mobilita Torino

Quasi 400mila euro che la Giunta Comunale ha destinato alla realizzazione di ulteriori opere all’interno del Parco Pietro Mennea: a tanto ammonta il ribasso di gara per il primo lotto del Priu Spina 1 che prevedeva per i lavori un importo di 1 milione 373mila euro, interamente finanziati dal Ministero dei Lavori Pubblici. Sarà così possibile avanzare nel completamento del Parco - che una volta terminato si estenderà su una superficie di oltre 34mila metri quadrati - per altri 10mila metri quadrati che si assommeranno ai 7mila 600 inaugurati nel novembre 2015 e ai 10mila già in fase di realizzazione. I lavori prevedono il completamento dei percorsi pedonali, la sistemazione di panche, cestini e portabici, la realizzazione di un’area per i cani, la messa a dimora di circa 300 alberi e arbusti e la posa sull’intera area di apparecchi di illuminazione a led.  Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Torino i nostri canali:  Sito internet: http://torino.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaTO/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1884182511904360/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaTO

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29 mag 2017

Nuovi marciapiedi e piste ciclabili: prende forma corso Venezia

di Alessandro Graziano

Avanzano i lavori di realizzazione del nuovo corso Venezia In questi ultimi giorni di maggio il nuovo corso, la rotatoria di piazza Baldissera e gli innesti delle altre strade stanno prendendo forma. Si sta procedendo a finire le nuove pavimentazioni, le aree ad uso pedonale, le piste ciclabili e le alberature. Inoltre di fronte la stazione Dora sono in via di installazione le nuove fermate bus Gtt. Inoltre sul lato dell'ex concessionaria Citroen , angolo corso Vigevano via Stradella, sembra che verrà realizzato un piccolo giardino alberato.

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11 nov 2016

Pista ciclabile di Corso Matteotti: presto realtà.

di Alberto Garbin

  Il collegamento ciclabile tra Via Nizza e Corso Matteotti tra qualche mese potrebbe diventare realtà. A presentare la proposta è stato il nuovo assessore alla viabilità, Maria Lapietra, spiegando nel dettaglio quali sono i progetti per collegare le due ciclabili. Dopo il controviale a 20 km/h di Corso Principe Oddone e l’eliminazione della sosta auto per fare spazio alle ciclabili, l’idea dell’Assessore è quella di chiudere Corso Matteotti all’accesso veicolare privato tra Corso Re Umberto e Via XX Settembre, e di lasciare solamente l’accesso ai tram e agli autobus e una carreggiata in doppio senso di marcia per le bici. Rimarrà comunque una carreggiata a senso unico per le auto ma solamente in uscita verso Corso Re Umberto. L’obbiettivo è quello di limitare il più possibile il transito delle auto nella zona ed inoltre secondo Lapietra, non ci sarebbero grossi disagi per la circolazione privata in quanto il traffico veicolare nel corso è prevalentemente in uscita. Questa soluzione permetterebbe al comune di risparmiare soldi rispetto ad alternative più costose, permettendo inoltre di poter intervenire sulla ciclabile di Corso Siccardi.

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13 lug 2016

Progetto VENTO: scopriamo insieme di cosa si tratta.

di Alberto Garbin

In questi giorni si è tornati a parlare di Vento, il progetto del Politecnico di Milano che consiste in una pista ciclabile di 679 chilometri che collegherà Torino a Venezia lungo il corso fluviale del Po. Una volta ultimata, potrebbe diventare una delle piste ciclabili più lunghe d’Europa. Un lungo percorso ciclabile in cui non ci si dovrà preoccupare di strade, autostrade o ostacoli di sorta da superare. Viaggiare tra i meravigliosi paesaggi del Nord Italia non sarà più da considerarsi un’impresa rischiosa e impraticabile. Vento non è solamente un progetto ambizioso ma sarà una vera e propria risorsa per l’economia Italiana, potrà essere infatti un richiamo turistico impressionante se sviluppata a dovere. Il paesaggio italiano è un vero e proprio marchio che ci rende famosi in tutto il mondo, un sinonimo di qualità, ed è  la risorsa più preziosa che abbiamo. Questo progetto ci aiuterà a conoscere ed apprezzare tutti quegli elementi del territorio che rendono l’Italia una delle mete più desiderate dai turisti: quasi metà dell’intera lunghezza del percorso sarà infatti all’interno di aree protette, per quasi 300 chilometri da percorrere completamente immersi nella natura. Dal Monferrato al delta del Po, da Venezia ai navigli di Milano, passando per i piccoli borghi pieni di storia e architettura che caratterizzano così tanto il paesaggio della Pianura padana. Senza contare poi l’enorme offerta di prodotti che ci fanno conoscere in tutto il mondo, dall’enogastronomia all’artigianato. L’ambizione del progetto è evidente: in un paese come l’Italia, e nel caso specifico, della Pianura Padana, nonostante il forte potenziale di “ciclabilità” , la vita dei ciclisti è dura, se non impossibile. La mancanza di infrastrutture, manutenzione inesistente e strade trafficatissime rendono anche un semplice tragitto casa – lavoro un’impresa. Nonostante tutto ciò, gli esperti del progetto Vento hanno stimato che basterebbero circa 80 milioni di euro per completare l’intero percorso. Si, perchè una grossa parte, è già pedalabile in sicurezza per una lunghezza totale di circa 100 chilometri, mentre altri 290 chilometri sarebbero invece convertibili a ciclabile con semplici cambi di alcune regole d’uso di argini, sentieri, e strade poco utilizzate. Altri 150 chilometri diverrebbero ciclabili con un vestimento irrisorio, mentre per gli ultimi 145 chilometri da costruire ex-novo, servirebbero poco più di 60 milioni. La strada da seguire è ancora molto lunga, ma si spera che la Vento possa rappresentare un nuovo modo di vivere le vacanze, ovvero lenta, verde e non limitata ai grandi nomi celebri del comparto turistico.    

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