Articolo
03 set 2018

Stazione Rebaudengo: nascerà qui autostazione bus a lunga percorrenza

di Alessandro Graziano

Addio al terminal dei bus giusto lungo i marciapiedi di corso Vittorio Emanuele. Il parking davanti al Palagiustizia  sparirà presto!  I bus extra urbani infatti dovranno lasciare  il posto al  cantiere dell'ipermercato Esselunga. E con l’occasione Torino si prepara a mettere la prima pietra della sua nuova autostazione. Il progetto è stato presentato da Bus Company, la società cuneese che gestisce per Flixbus una decina di linee, quelle che partono dal Piemonte. Ed è stato accolto dal Comune, che ha dato il primo via libera all’operazione di trasformazione di un ex capannone industriale, un tempo sede dell’azienda irlandese Mastertaste, produttrice di aromi alimentari. Il progetto prevede la creazione di una rimessa, un punto rifornimento e una officina per i bus gran turismo. E poi biglietterie e sale d’attesa, mentre gli stalli veri e propri, da dove saliranno e scenderanno i passeggeri, verranno realizzati su un’area pubblica accanto alla stazione ferroviaria, che la città darà in concessione alla società. «Torino è attualmente sprovvista di un terminal, le linee gran turismo si fermano in corso Vittorio Emanuele, dove non ci sono servizi, e le operazioni di attesa, salita e discesa dai bus non sono agevoli», fa notare il promotore del progetto, il presidente di Bus Company, Clemente Galleano. E così, con un investimento di qualche milione di euro, la società si prepara ad aprire la prima autostazione della città, con tanto di punti ristoro e sale di aspetto, a pochi passi dal futuro ostello in fase di costruzione alla cascina Fossata. L'interscambio con la stazione Rebaudengo permetterà di raggiungere facilmente il centro con il passante Ferroviario, il nuovo corso Venezia e in futuro proprio da qui dovrebbe passare la metro 2 , quindi potrebbe essere un nodo strategico ben collegato con il resto della città.   La scelta dell’area davanti alla stazione Rebaudengo risolve una questione che si trascina da almeno tre anni, quella della localizzazione del nuovo terminal bus, che al di là del fatto che alla fine si metta mano al cantiere all’ex Westinghouse, lì dov’è non può restare. Si era parlato dell’ex dazio all’imbocco della Torino-Milano, vicino alla stazione Stura, ma quell’ipotesi è poi tramontata. L’area di via Fossata, invece, godrebbe della connessione con la ferrovia metropolitana e, in futuro (chissà?), con la metro 2. Del resto i paletti posti dal Comune sono chiari: «Facilità di collegamento con il sistema del trasporto pubblico, collocazione all’esterno del centro abitato, vicinanza con la tangenziale». E infine «messa a disposizione degli stalli di Flixbus a tutte le società di autolinee a tariffe concordate».

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
06 ott 2016

Corso Grosseto: possibile una svolta?

di Ludovico Ragonesi

Corso Grosseto continua a far parlare di sé. Il tunnel da 175 milioni di euro, il cui progetto rischia di finire in un cassetto per volere del neo sindaco Chiara Appendino, è stato nuovamente oggetto di una Commissione regionale. Ne sono emersi alcuni elementi che danno un’immagine chiara di come dovrebbe essere il futuro Corso: intanto, è prevista la demolizione del cavalcavia, la costruzione di una fermata ferroviaria (Rebaudengo), la creazione di una galleria in cui far passare i treni e un nuovo sottopasso per le autovetture, che colleghi corso Potenza con Corso Grosseto. Nel progetto si parla, inoltre, di una rotonda semaforizzata che regola il traffico lungo le arterie principali, così come della presenza di due piste ciclabili monodirezionali e di una fermata ferroviaria sulla linea per l’aeroporto. Il tutto sarebbe ipotizzato fattibile con tre anni di cantieri. Ciò che è stato già ribadito dalla maggioranza della Regione, così come dalla Giunta e dai consiglieri del Pd è che: "Il tunnel di Corso Grosseto è indispensabile per la viabilità e il trasporto pubblico di Torino". Il consigliere regionale, Davide Gariglio, ha aggiunto: "il Comune esca dall’ ambiguità e ci dica cosa intende fare, anche perché il costo di una interruzione è enorme". Se per alcuni portare a compimento l’opera è fondamentale per la vita cittadina, rendendo più scorrevole il traffico, per il Movimento 5 Stelle i dati relativi ai flussi di traffico, inseriti nel bando di gara, suggerirebbero una difformità del progetto dalle reali esigenze. A tale questione, si aggiunge il tasto dolente delle penali: la cifra da pagare, in caso di stop al progetto, è di vitale importanza. Se fosse troppo elevata si potrebbe continuare con l’opera, a prescindere dalle diverse prese di posizione. La società appaltante che segue il progetto dal 2012 (Src) ha calcolato in 8 milioni di euro le penali. Il Movimento 5 Stelle dichiara: "nessuno però ha tenuto conto che nel contratto c’è scritto che, prima dell’approvazione del progetto esecutivo, le penali vanno applicate solo ai costi di progettazione, quindi ammonterebbero a non oltre un milione di euro". A questo è stato aggiunto: "Guardando il cronoprogramma di Scr scopriamo che già metà del finanziamento ministeriale risulta perso per colpa delle lungaggini regionali, salvo proroga ministeriale. Infatti l’utilizzo di tali fondi è vincolato alla realizzazione dell’opera entro il 2018, ma per quella data si potrebbe realizzarne appena la metà".

Leggi tutto    Commenti 2
Articolo
30 giu 2016

Sostenibilità e partecipazione: parola del nuovo assessore Montanari

di Alessandro Graziano

Si è da poco insediata la nuova giunta guidata dalla sindaca Chiara Appendino e importanti sono le parole del neo assessore all'urbanistica Guido Montanari. Montanari, docente di storia dell'architettura contemporanea presso il Politecnico torinese, si pone critico rispetto il lavoro svolto dal suo predecessore su vari progetti futuri per la città. Innanzitutto forte è la critica sui nuovi isolati edificati nella Spina 3 con edilizia a torre. Si criticano gli alti indici edificatori e la mancanza di attenzione al verde e ai servizi urbani. In realtà lungo la sopracitata Spina 3  è stato creato il parco Dora che costituisce l'opera di maggior rilievo nell'ambito della trasformazione urbanistica e, con i suoi 45 ettari di superficie, rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città, dopo il Parco della Pellerina.  Inoltre nel progetto Spina 3 è stato detombato il fiume Dora, per almeno un cinquantennio ridotto quasi a fognatura dalle fabbriche della zona. Insomma da un'intervista rilasciata alla Stampa definisce "Ho detto a loro che l’urbanistica applicata in città è da Anni 60 fatta di palazzoni, supermercati e una viabilità che non tiene conto della viabilità dolce e sostenibile." Nell'intervista si rivolge all'unione dei costruttori edili (ANCE) che a Torino come nel resto d'Italia soffrono di un calo del settore. I punti chiave dello sviluppo del settore secondo il nuovo assessore sono gli investimenti sull'efficienza energetica, sulla sostenibilità ambientale e sulla riqualificazione di ampie aree urbane. Argomento caldo è poi il trasporto pubblico e in particolare le nuove infrastrutture di mobilità di massa: la linea 2 di Val di cui avevano già trattato qualche giorno fa. http://torino.mobilita.org/2016/06/20/la-metro-che-verra-tutti-i-dettagli-della-linea-2/ù Montanari definisce il progetto preliminare della linea 2 come «il grande bluff: hanno calato dall’alto il progetto, come hanno sempre fatto limitando il controllo pubblico e facendosi guidare dai promotori dei progetti stessi. L’idea è quella di sfruttare il trincerone della ferrovia già esistente e sfruttare le aree attorno per costruire ancora. Personalmente sono convinto che la soluzione migliore sarebbe quella di puntare direttamente su San Mauro e utilizzare la Torino-Ceres per il collegamento da Caselle e arrivare in centro». Propone sostanzialmente un incrocio ad X ( nella foto in alto) con interscambio tra le due linee nel centro ma l'arrivo a Nord della linea non a Rebaudengo, con interscambio con il passante ferroviario,  ma a San Mauro Torinese, mentre a sud il percorso arriverebbe a Orbassano come già previsto dallo schema di massima. Quindi risulta contrario al riutilizzo della trincea ferroviaria dismessa e alla riqualificazione delle aree circostanti tra cui svariati isolati sfrangiati, ex aree industriali. Facendo una valutazione, il nuovo assessore ha ragione a chiedere uno sviluppo sostenibile e una città a misura di pedone, ma ciò non esula dal portare avanti delle strategie e progetti già in atto in città. La critica alla Spina 3 dovrebbe far i conti con i grandi oneri di urbanizzazione che le imprese hanno pagato per costruire e quindi i servizi che il comune ha potuto creare grazie a questi fondi economici. Inoltre il cambio di percorso alla linea 2, di cui tra poche settimane verrà affidata la progettazione preliminare, sembra quasi in controtendenza rispetto la volontà di Montanari di recuperare le aree dismesse, evitare nuove edificazioni e creare un città sostenibile. Infine il tema della partecipazione risulta molto importante ed auspichiamo che in futuro il comune coinvolga i quartieri e le zone in cui verranno realizzati nuovi progetti, secondo una prassi esistente almeno da sessanta anni nei paesi del nord Europa.  

Leggi tutto    Commenti 0