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03 gen 2017

Piazza Benefica: la fontana di vetro dice addio ai giardini Martini

di Alessandro Graziano

Da due anni, la discussa fontana di piazza Benefica “La Totalità”, dell’artista greco Costas Varotsos, è racchiusa in un cantiere che la protegge – e soprattutto, protegge la cittadinanza che affolla la famosa piazza cittadina, soprattutto nelle mattine di mercato – a causa dei problemi di stabilità. Già dal 2015, in accordo con l’artista, l’amministrazione comunale aveva inoltre  stabilito che la statua in lame di vetro venisse smantellata, restaurata e portata in altro luogo. Dopo quindi due anni di polemiche, si è finalmente giunti al capolinea: il comune ha firmato un protocollo con la “Fondazione centro conservazione e restauro La Venaria Reale” e con Intesa Sanpaolo che, con 150.000 euro, finanzierà il restauro e lo spostamento dell’opera dai giardini di piazza Martini, questo il vero nome di piazza Benefica, ai giardini Nicola Grosa, che si affacciano su corso Vittorio Emanuele II,  nell’area prospicente il grattacielo progetto di Renzo Piano sede di Intesa Sanpaolo. Dopo il trasferimento, il Comune intende quindi provvedere alla riqualificazione dell’area, probabilmente con un percorso condiviso con i cittadini della circoscrizione 3, per “ridare lustro – queste le parole del coordinatore alla Cultura della Circoscrizione 3 – ad una delle piazze più importanti del nostro territorio”.

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05 dic 2016

Mille sfumature di alberi: Torino più verde

di Alessandro Graziano

E' cominciato il 30 Novembre la piantumazione di 170 alberi all'interno progetto Mille Alberi Torino 2016  nell'area verde triangolare di Lungo Stura Lazio, compresa tra la rotonda di strada dei Biasioni/strada del Pascolo e la centrale elettrica di lungo Stura Lazio 198, nei pressi della pista ciclabile, in modo da renderla più verde e accogliente. Questo sarà il primo passo di Mille Alberi Torino 2016: 2 alberi inoltre sono stati piantati nel giardino della Scuola Materna di Via Guala 140, mentre sabato 19 novembre è stata la la volta di altre 25 piante nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, un'iniziativa sostenuta dal direttore della struttura penitenziaria e che vedrà la partecipazione attiva dei detenuti che partecipano ai corsi di giardinaggio organizzati nel carcere. Nel Parco del Valentino,recentemente sono stati abbattuti diversi esemplari con problemi di stabilità, è in corso la messa a dimora, a cura del Servizio Verde Gestione, di 35 alberi. E' stata piantata nei pressi della Fontana dei 12 mesi una grande magnolia di grandi dimensioni, donata alla Città da Vannucci Piante Main Sponsor, in occasione del 53° Congresso mondiale IFLA  Federazione Internazionale Architetti del Paesaggio, tenutosi in città nell’aprile scorso, la cui organizzazione ha visto la Città condividere con AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – il ruolo di Comitato Organizzatore, registrando la partecipazione di mille paesaggisti da tutto il mondo. Nel pomeriggio del 21 novembre, verso le ore 16,00, nei pressi di tale magnolia si svolgerà una festa, alla quale prenderanno parte i cittadini volontari del Congresso. Inoltre, sempre al Valentino sono stati piantati 8 melograni (Punica granatum), 1 tiglio (Tilia cordata), 2 agrifogli (Ilex aquifolium), 10 Lagerstroemie, 1 liquidambar (Liquidambar styraciflua), 1 carpino (Carpinus betulus), 1 Faggio (fagus sylvatica), 3 parrozie (Parrotia persica), 4 bagolari (Celtis australis), 3 querce piramidali (Quercus pyramidalis), La Circoscrizione 5 ha messo a dimora in questi giorni in piazza Don Pollarolo, 3 piante: 2 aceri (Acer palmatum “atropurpureum”) e 1 magnolia (Magnolia soulangeana).  

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25 ott 2016

Sbloccato il nodo Corso Grosseto: accordo Regione – Comune

di Alessandro Graziano

La Giunta torinese presenta un nuovo progetto in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Piemonte   Finalmente l'attuale giunta Cinque Stelle prende una decisone importante sul futuro di corso Grosseto e il suo orrendo cavalcavia.  Quindi di completare l'ampliamento di corso Venezia da via Breglio fino all’allacciamento con il raccordo all'autostrada Torino-Caselle e di abbattere il cavalcavia in due tempi e di mantenere in attività la  stazione ferroviaria di Madonna di Campagna. Salvo nel progetto il tunnel che sostituirà il cavalcavia  di corso Grosseto, ma il Comune di Torino ha concordato con il ministero delle Infrastrutture, il Cipe (il comitato per la programmazione economica) e la Regione alcune varianti progettuali per migliorare l’opera. Si tratta di interventi strutturali che comporteranno costi aggiuntivi per la Regione. Nessun congelamento dell’opera quindi, ma la sua prosecuzione senza correre il rischio di perdere i finanziamenti. Dal dialogo tra il presidente Chiamparino e la sindaco Appendino, con i rispettivi assessorati, si è giunti ad un accordo per decongestionare il traffico di Torino nord ed abbattere inquinamento e barriere. Oltre al tunnel  sarà realizzata una viabilità alternativa per alleggerire il nodo Grosseto/Potenza utilizzando quale asse di scorrimento est/ovest in via Reiss Romoli, che farà parte dle progetto con interventi di adeguamento funzionale. Corso Venezia viene invece definito asse fondamentale di accesso alla città. Con l’avvio del cantiere si procederà da subito alla demolizione del solo cavalcavia di corso Grosseto (Est\Ovest), lasciando fruibile per gran parte della durata del cantiere il tratto di cavalcavia Potenza\Grosseto che, una volta finito il cantiere, sarà sostituito da un sottopasso veicolare nel tratto Potenza\Grosseto, garantendo così una migliore gestione della viabilità di superficie residuale. Per quanto riguarda il trasporto pubblico su ferro, la stazione Madonna di Campagna resterà operativa e sarà collegata con un percorso pedonale protetto con la nuova fermata Grosseto, prevista all’altezza di via Lulli, con l’obiettivo di recuperare il vecchio tunnel ferroviario (Madonna di Campagna\Stazione Dora) per trasformarlo in un servizio di ferrotramvia protetta a servizio di Borgo Vittoria, Aurora e della zona di Porta Palazzo.   Addio quindi ad autostrade tra i condomini, polveri sottili sui balconi e muraglie sul quartiere! “    

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24 ott 2016

Cortili scolastici aperti: la scuola apre le porte!

di Alessandro Graziano

Nel 2013, nasceva un progetto molto interessante e ancora oggi funzionante che prevedeva l'apertura alla cittadinanza dei giardini di varie scuole primarie, cosicché questi potessero diventare, oltre al loro normale uso, luoghi di aggregazione e di socializzazione. L'assessore alle politiche educative Mariagrazia Pellerino della precedente giunta, definiva con queste parole il progetto: "L'idea di aprire i cortili delle scuole è nata durante le visite nelle dieci Circoscrizioni dove ho scoperto che i giardini scolastici erano l'unico spazio verde del quartiere. Sono un luogo di aggregazione della comunità educante, dei genitori e degli insegnati, perché come dice un proverbio africano Per fare crescere un bambino ci vuole un intero villaggio  e uno spazio d'incontro tra generazioni. I Senior Civici, infatti, collaboreranno al progetto nella veste di osservatori attenti e punto di riferimento per le famiglie. E  un primo tassello per creare un ponte tra scuola e città. Tra un mese si farà un primo bilancio dell'iniziativa. Il cortile si apre in orario extra-scolastico al territorio circostante, in genere dalle 16.30 alle 19.30 e costituisce così la connessione tra scuola e città. Gli spazi trasformati secondo le indicazioni delle scuole coinvolte nel progetto (con aggiunta di panche, spazi per la merenda e piastre sportive polivalenti dove giocare a pallavolo o basket, per esempio) diventano “bene comune” e luogo di riferimento per tutti i cittadini segnando una tappa nel percorso verso la costruzione di una città più sostenibile e a misura di bambino e ragazzo. In tal modo il sistema delle aree gioco, e con esso la collettività, si arricchiscono, soprattutto nelle circoscrizioni con scarsa quantità di verde, di spazi qualificati realizzati attraverso percorsi partecipativi svolti insieme alle bambine e ai bambini delle scuole torinesi. Questa iniziativa, normata da un , è stata possibile grazie ad un lavoro partecipato tra le Scuole e i Servizi centrali che gestiscono le manutenzioni delle strutture e del verde. Al Progetto Cortili Scolastici Aperti aderiscono 8 complessi scolastici: Circoscrizione 1 - Primaria San Francesco d'Assisi Circoscrizione 2 - Primaria Mazzini Circoscrizione 3 - Primaria Battisti Circoscrizione 5 - Primaria Capponi Circoscrizione 6 - Primaria Pestalozzi Circoscrizione 7 - Primaria Fontana Circoscrizione 7 - Primaria De Amicis Circoscrizione 7 - Secondaria di 1° grado succ. Gozzi-Olivetti

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18 ott 2016

Parco Michelotti: quale futuro?

di Alessandro Graziano

Il progetto prevede la realizzazione nel cuore di Torino, in circa 3 ettari sulla riva del fiume, di una  Zoom City con ambientazioni tematiche ed esotiche, tra cui un villaggio Inca con lama e alpaca, un villaggio Dayak con maiali vietnamiti, zebù nano, capre e galline, e una fattoria per il gioco dei bambini. L’intera area del Parco Michelotti verrà assegnata alla Zoom Torino SpA per trent’anni per la riqualifica e la costruzione di un bioparco. Nel progetto presentato da Zoom si parla di tre aree di cui una con accesso gratuito ed altre due a pagamento. La prima verrà riqualificata dalla società e destinata a tutta la civitas torinese; nella seconda sarà costruita una Children Farm in cui saranno presenti animali di fattoria in uno spazio all’aria aperta; nella terza una biosfera al chiuso riprodurrà un ecosistema in stile Rio delle Amazzoni, con tanto di anfibi, rettili, uccelli e foresta pluviale. Il progetto prevede in sintesi: Aree pubbliche ad ingresso libero che saranno costantemente prese in manutenzione da Zoom, tra cui il percorso lungo il Po. Una children farm ovvero un percorso didattico sulle varie fattorie esistenti al mondo Una biosfera ovvero zona indoor composta da una zona Marcopolo e una Amazonia, due ambienti al coperto e climatizzati. Secondo le stime effettuate dal Politecnico di Torino si prevedono 300mila visite l’anno, una ricaduta economica di cinque milioni di euro e un 15% di utenti composti da famiglie dell'area Metropolitana torinese.  Il costo del ticket d'ingresso potrebbe essere dai quattro ai sedici euro, grazie ai quali la zoom nel 2024 inizierebbe a guadagnare dall’investimento, che si aggira tra i quindici ed i venti milioni di euro con la creazione di 100 posti di lavoro. Sempre secondo le previsioni del Politecnico aumenterà, del 35%, il fatturato delle attività commerciali  di Borgo Po. Sarà altresì riqualificato il percorso ciclopedonale, creata un’area bimbi e diversi percorsi per il jogging. Nonostante l'interessante progetto di riqualificazione, l’assegnazione del parco, tramite il bando del Comune di Torino, ha suscitato alcune polemiche. Da una parte ad alzare la voce sono stati i comitati di quartiere delusi dalla giunta pentastellata che non accettava l’idea, prima di essere eletta, di cedere una zona pubblica ad un privato, salvo poi il mantenimento del piano della precedente giunta PD. Dall’altra gli stessi Cinquestelle per i quali ha parlato il vicesindaco Guido Montanari “Non riesco a condividere entusiasmo per questo progetto di uno Zoom al Parco Michelotti, perché avremmo preferito ridare l’area verde ai cittadini. Ma non ce la sentiamo di buttar via tutto il lavoro fatto fin qui”. Giustificazione non accettata dai comitati di quartiere che tenteranno di osteggiare tale progetto. Sicuramente la giunta  ha dovuto fare dietrofront a causa delle penali monetarie che dovrebbe pagare il Comune e quindi la collettività in caso di recesso del contratto con Zoom. Ma nell'economia contemporanea grossi progetti di riqualificazione non possono che essere portati avanti dai privati in sinergia con il pubblico. L'uno non esclude l'altro e il nostro assessore Montanari dovrebbe saperlo. Ciò che è privato se ben governato da norme e regolamenti non è il male per la città anzi una svolta per molte questioni urbane.

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29 ago 2016

Foto | Si muove il cantiere di Piazza Baldissera

di Alessandro Graziano

Sono cominciati già dall'inizio del mese di agosto i lavori di cantierizzazione di piazza Generale Baldissera, la rotonda che connette Corso Principe Oddone con via Cecchi, corso Vigevano, via Stradella e corso Mortara. Prima che il passante ferroviario fosse interrato la rotonda era costituita da uno svincolo circolare. Con l'abbattimento dei viadotti è rimasto al centro un cumulo di sterpaglie e terra con i raccordi tranviari della linea 10. Il progetto attuale prevede la risistemazione della piazza che diverrà uno slargo con regolazione semaforica, un nuovo innesto con corso Vigevano, nuove aiole verdi. Non è chiaro se e quando il percorso tranviario del 10 verrà ripristinato come si era detto anni fa nel progetto originario. Il progetto adesso cantierizzato prevede il raccordo con corso Venezia attualmente diviso in più tronconi dall'ex trincea ferroviaria e l'abbattimento del ponte di via Stradella.

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