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11 dic 2017

Stazioni Dora e Zappata: chi le ha viste?

di Alessandro Graziano

Le due fermate ferroviarie del passante ferroviario urbano mai attivate, quando le vedremo attive? L'ingresso della stazione Zappata, in corso De Nicola e l'ingresso della stazione Dora su via Beinasco, una a nord del centro città e una a sud entrambe progettate, realizzate al rustico e mai finite. Per terminare le due stazioni servirebbero 50 milioni di euro, e l'assessore La Pietra ha parlato dell'apertura entro il 2019, ma attualmente non siamo a conoscenza di progetti e finanziamenti. Di sicuro le due stazioni sarebbero due fermate strategiche all'interno della città consolidata!

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18 apr 2017

Corso Matteotti: si lavora al prolungamento!

di Alessandro Graziano

Dopo la pausa pasquale ecco qualche scatto del cantiere di Porta Susa. In particolare le foto riguardano l'accesso sud lato corso Matteotti, dove il gruppo Ferrovie dello Stato sta realizzando il secondo accesso alla stazione e la continuazione del corso in modo di connetterlo con via Cavalli, in modo da creare un asse viario continuo di accesso al centro storico. Il cantiere è stato dato in appalto alla stessa ditta che realizzò il viale lungo corso Inghilterra, la Beta Persei e Bresciani. La larghezza della carreggiata varierà dai 14,5 ai 25 metri. Attualmente sono presenti degli escavatori che stanno scavando sotto il livello della strada, ipoteticamnte per creare la nuova rampa di accesso alla stazione ferroviaria. Il cantiere che nelle previsioni doveva essere smantellato entro giugno, sembra però piuttosto indietro e a rilento. Speriamo presto di darvi news positive a riguardo! Stay tuned!        

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06 apr 2017

Novità per piazza Baldissera

di Alessandro Graziano

Da qualche giorno è in via di definizione l'innesto dalle strade sulla piazza Generale Baldissera, nel più ampio piano dei lavori sul passante ferroviario urbano. In particolare il cantiere riguarda la realizzazione di tutte le superfici ad uso pedonale e ciclabile. Sul lato di corso Mortara inoltre sono stati messi a dimore degli alberi ad alto fusto caducifoglie. Presto news anche dal nuovo  Corso Venezia. Stay tuned!    

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27 mar 2017

Il nuovo Corso Gamba e Ottone Rosai

di Alessandro Graziano

Da qualche giorno risultano aperti i nuovi tronchi stradali di Corso Gamba e Corso Ottone Rosai. Il primo collega Corso Ciriè alla zona di Corso  Umbria, mentre il secondo risulta un accesso diretto dal quartiere Aurora al parco commerciale Dora attraverso strada del Fortino. Le due nuove strade fanno parte del progetto di riconnessine urbana con la costruzione di Corso Principe Odone e l'interramento del passante ferroviario. Prossimamente nuove porzioni di piazza e strada verranno aperte anche tra Corso Vigevano e corso Venezia. Stay Tuned!

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27 dic 2016

Corso Matteotti: un ponte lo riunirà entro maggio

di Alessandro Graziano

Sono appena partiti i cantieri preliminari per la costruzione del ponte che collegherà  le carreggiate di corso Matteotti  con quelle di via Cavalli, che confina l’area di proprietà di Rfi  chiusa da con corso Vittorio Emanuele. Il cantiere è stato dato in appalto alla stessa ditta che ha realizzato corso Inghilterra, la Beta Persei e Bresciani, che in questi giorni sta pianificando il crono programma degli interventi insieme a Rfi. «Prevediamo di completare il ponte entro il prossimo mese di maggio – spiegano dal settore Infrastrutture e Mobilità di Palazzo civico –: il costo complessivo dell’opera è di un milione e 600 mila euro». Sarà costituito da due corsie per ogni senso di marcia che andranno ad allargarsi nell’ultimo tratto, per unirsi alla sede stradale di corso Matteotti. «La larghezza della carreggiata varierà dai 14,5 ai 25 metri» precisano ancora dal Comune. A cantieri chiusi verrà installato un nuovo semaforo all’incrocio fra corso Bolzano e corso Matteotti, mentre su via Cavalli non ci saranno ulteriori modifiche. Oltre alle carreggiate per il traffico veicolare, sul ponte è prevista anche la realizzazione di un passaggio riservato ai pedoni. L’area sottostante, infine, sarà interessata da un ultimo intervento di riqualificazione. «Realizzeremo un secondo ingresso alla stazione di Porta Susa con un ampio scivolo d'ingresso – dicono da Rete Ferroviaria Italiana – del tutto simile a quello già esistente verso piazza XVIII Dicembre».  

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20 dic 2016

Completare il corso del passante per evitare disagi al traffico.

di Alberto Garbin

  Secondo l’assessore alla mobilità del Comune di Torino, Lapietra, il progetto del tunnel ferroviario sotto Corso Grosseto è (sue testuali parole) una “ca**ta pazzesca”. Perchè  i lavori del tunnel che potrebbero durare anni, avrebbero una ricaduta sul traffico della zona nord di Torino così grave che sembra che tutti ora vogliano disconoscerne la paternità del progetto. Il progetto, ricordiamo, dovrebbe permettere di raggiungere le zone centrali della città di Torino a comuni quali Ciriè e Lanzo e soprattutto l’aeroporto. Attualmente infatti, per ragioni tecniche dovute alle pendenze non superabili da un convoglio ferroviario, l’attuale linea è costretta ad interronpersi nella stazione di Torino Dora, scaricando i passeggeri in una zona non centrale e soprattutto non molto ben collegata al centro città. in ogni caso,  parte del progetto è già stato finanziato e annullarlo porterebbe a più costi che non benefici. L’assessore alla mobilità Lapietra propone una soluzione molto semplice per mitigare gli effetti dei lavori del tunnel sul traffico cittadino: ovvero il completamento dell’attuale corso del passante nel tratto che va da Via Breglio fino a Corso Grosseto e alla superstrada per Caselle. Completando così quest’importante opera per la città di Torino, si potrebbe scaricare una buona parte del traffico di Corso Grosseto su questa nuova arteria. Il progetto inoltre costerebbe “appena” una decina di milioni di euro, e sarebbe facilmente finanziabile con i soldi ricavati dai ribassi d’asta già ottenuti per il tunnel, ovvero circa 30 milioni, essendo un’opera contigua. Bisognerà vedere come il Cipe saprà decidersi in merito.

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01 nov 2016

Corso Principe Oddone: ricucitura o strappo?

di Alessandro Graziano

C'era una volta una lunga trincea ferroviaria che separava la città sabauda in due parti: da una parte il centro dall'altra il resto. La città sabauda da quella del novecento e in mezzo sferragliavano treni merci, pendolini diretti a Milano, treni regionali. E fisicamente la città era strappata in ciò che stava aldilà e aldiquà della ferrovia. Un giorno però quella ferrovia fu ricoperta e resa sotterranea e dopo anni di lavori e cantieri al suo posto ricomparvero strade, un corso con i suoi controviali, nuovi ponti, sottopassaggi e rotatorie. Nacque corso Principe Oddone. Questa una breve storia romanzata di come era i l tessuto urbano di Torino prima che fosse creato il passante ferroviario sotterraneo che ha dato modo di riorganizzare il nodo ferroviario di Torino e di rendere sotterranea la ferrovia Torino-Milano. Oggi al suo posto c'è un ampio corso con controviali e nuove alberature, un sottopassaggio all'altezza di piazza Statuto e nuovi percorsi ciclo-pedonali fino piazza Baldissera. La città non appare più strappata e divisa ma riunita e ricucita.  Molti lamentano le rifiniture utilizzate nel nuovo corso che effettivamente non è stato curato come corso Inghilterra che  invece risulta una strada di rappresentanza. E' di recente istituzione da parte della nuova Giunta il limite di velocità a 20 Km orari per i controviali di corso Oddone in quanto giudicato una autostrada urbana e con velocità troppo pericolose peri pedoni. In verità il limite di velocità in città ovvero in centri urbani è sempre di 50 Km orari da un po' di decenni e la riduzione a 20 Km non aiuta di certo la circolazione. Ricordiamo poi a chi definisce il corso una autostrada che Torino ha molti viali a tre corsie che la attraversano che esistono da prima id corso Oddone senza che nessuno abbia mai gridato all'autostrada. La vera soluzione alle alte velocità sarebbero delle sedi stradali più ridotte, maggior spazio per busvie e ciclovie, autovelox e controllo degli assi con telecamere per il rilevamento della velocità. Bisognerebbe quindi progettare con criterio gli spazi urbani, dando il giusto peso alla fruizione del cittadino ma pure lo spazio alle autovetture. Ricordando che le zone 20 sono assolutamente indicate nelle strade interne ai quartieri dove è alta la circolazione pedonale e non negli assi radiali di collegamento urbano.  

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