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29 mag 2018

Ferrovia Chivasso- Ivrea: riaperta in tempi record

di Alessandro Graziano

Sono passate solamente 36 ore dall'incidente ferroviario di Caluso per rivedere il tratto ferroviario riaperto Questo articolo vuole essere un ringraziamento ai circa 70 lavoratori e lavoratrici che in 36 ore hanno permesso la riapertura della ferrovia Chivasso-Ivrea che congiunge il capoluogo canavese al capoluogo di regione. Tecnici, ingegneri RFI e personale specializzato hanno lavorato ininterrottamente giorno e notte per riaprire il tratto sabato mattina, dopo terribile incidente di mercoledì 23 notte . E' stata infatti arrivar in contrada Arè una gru per sollevamento di grandi carichi pesanti, al fine di togliere le carrozze dai binari e dal vicino campo. Sono stati 100 i metri di binario ripristinato con sostituzione di rotaie , traversine e risistemazione della massicciata. Invece 1300 i metri di cavi della linea elettrica danneggiati e sostituiti. Infine reinstallati 4 km di cavi del sistema di controllo del distanziamento di sicurezza dei treni. Dall'incidente emerge come in soli 40 km di ferrovia Ivrea-Chivasso ci siano qualcosa come 40 passaggi a livello molti dei quali inutili, molti dei quali in progetto di eliminazione ma i cui progetti sono fermi da anni. Qualche tempo fa si era detto di abolirne 17 nel prossimo anno, ma poche notizie si hanno in merito. Riaperto anche sabato mattina la strada statale 26 bloccata dall'incidente.  Infine per consentire le operazioni di rimozione dei convogli è stata demolita la vecchia casa cantoniera , già danneggiata mercoledì notte dall'impatto col treno. Insomma in un'Italia dove spesso il provvisorio è definitivo, RFI e altre aziende hanno lavorato per ridare servizi ai cittadini, senza populismi o facili proclami. Da parte di mobilitatorino e dei molti pendolari del canavaese un GRAZIE. 

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27 giu 2017

Sovvenzioni dal Governo: finanziare la metropolitana o SFM?

di Alessandro Graziano

In ballo 57 milioni di euro per acquisto materiale rotabile della nuova tratta che la regione vorrebbe adesso investire per i treni regionali. Ai primi di marzo il governo ha sbloccato i fondi necessari per il prolungamento della linea 1 della metropolitana verso Rivoli, i cui cantieri partiranno nel 2018 e dovrebbero permettere di arrivare fino a Collegno centro nel 2022. In quell’accordo è previsto anche un finanziamento di 57,2 milioni per l’acquisto di 8 nuove vetture. nell'ottica di potenziare il servizio. Ad oggi però il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, e la sindaca, Chiara Appendino, così, anche in relazione alla tabella di marcia per la realizzazione del nuovo prolungamento, si sono trovati d’accordo nel chiedere al governo il via libera ad utilizzare quei 57,2 milioni per comprare nuovi treni che serviranno per potenziare il servizio ferroviario metropolitano, rimandando ai prossimi strumenti di programmazione finanziaria l’acquisto delle carrozze della metropolitana. Una scelta che, sulla carta, punta ad ottimizzare le (poche) risorse disponibili usandole per un potenziamento dei treni per i pendolari piemontesi ritenuto più urgente rispetto al nuovo servizio metropolitano che sarà operativo fra quattro anni. Ma la situazione è più complessa perché InfraTo, la società controllata dal comune di Torino, che gestire la rete infrastrutturale sta acquistando 4 nuove vetture da utilizzare da Collegno al Lingotto. E dal suo punto di vista presentare un ulteriore ordine permetterebbe di ridurre i costi. Senza dimenticare che le nuove vetture per la città diventerebbero patrimonio pubblico totalmente finanziato dallo Stato senza costi ma patrimonializzando una infrastruttura cittadina. Il vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, infatti, ha scritto una lettera a Chiamparino ed Appendino per sollecitare «una valutazione supplementare rispetto alla decisione di definanziare l’acquisto dei nuovi treni per la metro 1 perché rischia di vanificare un piano di finanziamento organico per un’infrastruttura di grande rilevanza per la città di Torino ma anche per Collegno e Grugliasco». Per altro «senza certezze di poterlo recuperare in un futuro ragionevole», commenta Stefano Esposito (Pd). E aggiunge: «Non esiste una linea di produzione continua dei treni Val. Dall’inizio della trattativa per l’acquisto dei rotabili sino alla consegna del primo treno trascorrono mediamente 36 mesi ed a seguire i treni vengono consegnati con cadenza mensile, il maggior numero di ordinativi produce di conseguenza una economia di scala abbassando notevolmente i costi per ogni singolo treno». L’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco, difende quella scelta: «Utilizziamo da subito i fondi che ci sono per finanziare l’acquisto di nuovi treni per i pendolari di tutto il Piemonte. C’è l’accordo con il ministero di inserire nella prossima programmazione i fondi per la metropolitana».

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12 dic 2016

Porta Susa: parcheggio kiss & ride

di Alessandro Graziano

Nel parcheggio interrato della stazione di Porta Susa 20 minuti di sosta gratuiti La Giunta Comunale ha firmato in questi giorni lo schema di convenzione con Rete Ferroviaria Italiana e Metropark per la gestione del parcheggio pubblico interrato di Porta Susa in corso Bolzano. Il provvedimento assegna alla società del Gruppo Ferrovie dello Stato, che si occupa della realizzazione e gestione di aree dedicate alla sosta, il mantenimento in efficienza, la custodia e la vigilanza del parcheggio e stabilisce le modalità di accesso al pubblico agli oltre 2600 metri quadri della struttura. Viaggiatori e non potranno usufruire del servizio “kiss & ride” ( dall'inglese bacia e guida ovvero  chi accompagna in auto dei passeggeri potrà fermarsi il tempo necessario per farli scendere e salutarli)con 20 minuti di sosta gratuita al secondo piano sottoterra della struttura. Il primo piano sarà invece dedicato ai taxi, mentre il secondo piano da 165 posti auto sarà per la sosta a pagamento. Un gran bel passo per l'intermodalità urbana e per il miglioramento dei servizi dedicati ai pendolari.

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08 set 2016

SFM 1: un pendolare verso Moncalieri

di Alessandro Graziano

Con settembre iniziano ad aprire le fabbriche, gli uffici e le scuole. Aumenta così la domanda di trasporto un po' sopita nel caldo Agosto torinese. Ma i trasporti saranno in grado di offrire un'offerta efficiente ed efficace? Abbiamo provato durante l'ora di punta di un giorno feriale l'utilizzo del Servizio Ferroviario Metropolitano in direzione Moncalieri e poi al ritorno in direzione Nord con interscambio a Porta Susa. Il viaggio da pendolare, comincia già dal reperire le informazioni su orari, tariffe e passaggio dei treni che fanno parte del servizio ferroviario metropolitano. Esiste un sito dedicato http://www.sfmtorino.it/ con una grafica interessante ma che non veicola in modo efficace le informazioni che vorrebbe un pendolare; ovvero stazione di partenza e arrivo e orari dei passaggi.  Informazioni che abbiamo reperito in maniera veloce dal sito di Trenitalia. Visto che iniziamo il viaggio di lunedì scegliamo di acquistare on line, ma si trova pure in stazione, il biglietto integrato formula A  (Torino e prima cintura) al costo di 15,70 €   Il viaggio comincia   da Porta Susa  con il treno in partenza alle 7:31 al binario 5 (arrivo previsto 7:43). Abbiamo constatato l'esiguo numero di obliteratrici  sia sul mezzanino che sul piano binario e la mancanza di informazioni in tempo reale nei display che sono posti all'ingresso delle scale di ogni binario. Purtroppo all'arrivo del treno, convoglio Jazz con pianale ribassato e di alto comfort, ci siamo dovuti mettere a correre a fine banchina in quanto i treni regionali essendo molto più corti dei FrecciaRossa o Intercity si attestano alla fine della banchina. Il treno una volta stazionato è ripartito dopo pochi minuti, in tabella di marcia. Dopo circa 6 minuti di percorrenza del lungo tunnel che bypassa Torino la prima stazione è stata di Torino Lingotto, importante interscambio con la zona Sud. Il treno è stazionato qualche minuto è poi è ripartito. L'arrivo a Moncalieri dopo il superamento del fiume Sangone e poi il Po è stato in orario ovvero alle 7:43. Sappiamo che nonostante la puntualità e il servizio buono del SFM molti treni arrivano con un ritardo di 7-8 minuti. Il tunnel che collega i binari della stazione di Moncalieri non era nelle migliori delle condizioni ma non sicuramente degradato o poco sicuro. Simulando un possibile giornata lavorativa a Moncalieri abbiamo ripreso il primo treno utile alle 16:15. Anche stavolta treno in arrivo puntuale. I binari però tra loro non sono collegati da ascensori quindi un viaggiatore diversamente abili o a mobilità ridotta che sale a Porta Susa non può effettivamente superare le barriere architettoniche a Moncalieri! Unico neo per la sicurezza del viaggiatore è il binario 5 in curva che comporta che i convogli siano distanti dalla banchina almeno 20 centimetri e più alti della stessa anche se dotati di pianale ribassato. Un sicuro problema per anziani, ciclisti, bimbi in passeggino e/o diversamente abili. Saliamo sul treno per essere a destinazione alle 16:27, come previsto dalla tabella di marcia. Non è solo nostra impressione ma spesso Porta Susa disorienta alla discesa dai treni, per mancanza di opportune indicazioni e segnaletica! IL SFM è un servizio davvero utile, moderno e veloce che permetterebbe a moltissimi pendolari di lasciare le auto a casa per muoversi rapidamente da nord a sud di Torino e nei rami est e ovest. Comfort e accessibilità però sono a livello sufficiente e mancanze come servizi per diversamente abili rendono molti tragitti inutili per chi non può scendere dal treno.

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