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09 gen 2017

Foto |via Stradella e Corso Venezia: come cambia la città

di Alessandro Graziano

Continua il cantiere per la realizzazione del viale centrale di Corso Venezia. dove un tempo passava la ferrovia ora interrata. Nelle scorse settimane era stato definitivamente smantellato e abbattuto l'ex cavalcaferrovia di via Stradella. il progetto attualmente in atto prevede la prosecuzione della Spina centrale da piazza Baldissera lungo corso Venezia fino ad arrivare, in questo lotto di lavori, a via Breglio. Nel prossimo futuro tale asse portante del sistema viario torinese si connetterà a Corso Grosseto e quindi con l'autostrada per l'aeroporto. Stay tuned!

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28 dic 2016

Viale della Spina: ecco i fondi per terminare l’opera

di Alessandro Graziano

Viale della Spina, 10 milioni di euro per il completamento della copertura Il progetto definitivo per il completamento del viale della Spina, tra via Breglio e corso Grosseto, per un importo complessivo di 10 milioni di euro, è stato approvato dalla Giunta Comunale. Le opere riguardano l’ultimo tratto di copertura della linea ferroviaria interrata tra via Breglio, via Lauro Rossi e la superstrada Torino – Caselle per una lunghezza di 700 metri, in prossimità della nuova stazione ferroviaria Fossata – Rebaudengo che, nel corso del 2017, sarà completata a cura di Rete Ferroviaria Italiana. I lavori includono la realizzazione delle carreggiate laterali tra le vie Lisa e Breglio, sul lato ovest, e tra le vie Valprato e Lauro Rossi sul lato est, che non era stato possibile inserire nei precedenti interventi di sistemazione superficiale. Ai margini del nuovo asse stradale si trovano le aree residenziali di corso Venezia, dell'asse di via Breglio e via Lauro Rossi, di via Fossata, e quelle industriali dismesse della Spina 4, che in futuro saranno oggetto di trasformazioni urbanistiche convenzionate. Prevista inoltre la modifica della geometria dello svincolo del raccordo autostradale Torino – Caselle in corrispondenza di Corso Grosseto, la connessione diretta della bretella autostradale con il Viale della Spina e la riqualificazione delle aree verdi, sarà ora trasmesso a Regione Piemonte e al CIPE, affinché possa essere inserito come attività legata ai lavori su Corso Grosseto relativi al futuro nuovo collegamento ferroviario con l'aeroporto. “La sistemazione di corso Venezia – commenta l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra – soddisfa infatti una precisa prescrizione dell’organo di Governo per la realizzazione del tunnel di corso Grosseto e sarà fondamentale per garantire una adeguata viabilità alternativa durante le fasi di cantiere, oltre a migliorare l’opera”. “    

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22 giu 2016

Tra la “Nuvola” Lavazza

di Alessandro Graziano

 Ecco i nuovi spazi del centro direzionale Lavazza Verrà completato entro fine anno, probabilmente, il nuovo Centro direzionale Lavazza progettato da CZA (Cino Zucchi Architetti) con Ai Engineering, Manens-TiFS e Atelier G’art. Il progetto comprende anche la riforma della ex centrale Enel vicino a largo Brescia all’insegna della sostenibilità ambientale. Tema al quale la Lavazza pone da tempo grande attenzione lungo tutto il processo produttivo e commerciale e che diventa il fulcro del progetto. Il grande isolato esistente tra via Bologna, largo Brescia, corso Palermo e via Ancona, si presenta riformato e aperto verso la città, mantenendone le architetture industriali di inizio novecento. Cuore del progetto è una nuova grande piazza alberata al centro dell’isolato sull’asse di via Parma, che fa dialogare il grande edificio della ex centrale ENEL con la nuova sede Lavazza. L’edificio per uffici, che comunica con la città attraverso un vasto atrio vetrato aperto su via Bologna e sulla nuova piazza verde, prende la forma di una grande “nuvola” che raccorda tra loro i vari fronti e gli edifici industriali conservati e convertiti a nuove funzioni. Il piano terra contiene funzioni in forte rapporto con il pubblico, affacciate su alcuni “giardini tematici” che creano un nuovo filtro verde tra edificio e città. Lo schema a stella dei percorsi orizzontali rende l’edificio un luogo permeabile, con spazi di lavoro flessibili affacciati verso la città e le lunghe viste sulla Mole e le colline.  15.000 mq di nuova costruzione a cui corrispondono di 7.000. mq di piazza alberata, di fatti un grande giardino urbano. Durante i lavori di costruzione il committente ha dovuto bonificare 20.000 metri cubi di rifiuti per ottenere i permessi necessari, ha dovuto smaltire grandi quantità di acqua ma, soprattutto, l’imprevisto più oneroso è stato il ritrovamento del sito archeologico. Sì, si tratta di un’area di circa 1.600 mq nella quale sono state rinvenute le fondamenta della Basilica paleocristiana di S. Secondo risalente al III secolo d.C.  Grazie alla sensibilità del committente che se ne è accollato tutti gli oneri, sarà presto visitabile e fruibile dal quartiere e dalla cittadinanza.

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20 giu 2016

Galileo Ferraris, un parcheggio a rilento

di Alessandro Graziano

Vanno a rilento i lavori di scavo dell'importante parcheggio sotto corso Galileo Ferraris Il parcheggio "Galileo Ferraris" è ubicato in corso Galileo Ferraris nel tratto tra via Promis e corso Matteotti, in una strada di accesso al centro storico, a grande flusso veicolare e pedonale. I lavori, iniziati il 17 Novembre 2014  con un investimento di 10.760.705 euro, sarebbero dovuti durare 548 giorni, ma ritrovamenti delle antiche mura della cittadella fortificata e di gallerie realizzate sottoterra hanno fatto rallentare e bloccare i lavori, richiedendo un nuovo progetto esecutivo.  La variante alle opere di realizzazione del parcheggio sotterraneo Galileo Ferraris, predisposta dalla Città di Torino per tutelare e valorizzare i resti seicenteschi delle fortificazioni della Cittadella emersi durante gli scavi, ha trovato il parere favorevole della Soprintendenza archeologica e del ministero dei Beni culturali. I lavori sono stati sospesi nei mesi scorsi, proprio su richiesta degli enti di tutela.  Il nuovo progetto prevede la riduzione di lunghezza e posti auto  (circa un centinaio in meno), e la realizzazione di un'area museale ipogea. Altra area di intervento interessata dal progetto è la zona in superficie, che sarà riqualificata e attrezzata con aree verdi, aree giochi, percorsi pedonali e piste ciclabili. Le modalità per la costruzione del parcheggio, infatti, potrebbero essere del tutto subordinate alla valorizzazione delle gallerie della Cittadella, soluzione che potrebbe anche portare all'ipotesi di abbandonare il progetto, qualora la costruzione stessa non fosse più praticabile. "Siamo convinti dell'utilità del parcheggio" - afferma l'assessore alla Viabilità Claudio Lubatti - "ma non è un'opera che si debba fare a tutti i costi e non c'è nessuna corsa alla distruzione di alcunché".     Intanto, l'impresa incaricata della costruzione del parcheggio dovrebbe presto ripresentare il progetto per mettere a disposizione del pubblico e del Museo Pietro Micca i reperti rinvenuti durante gli scavi. Secondo quando affermato ieri in Sala Rossa, la società appaltatrice ha chiesto una consulenza a un'impresa specializzata nel restauro del patrimonio artistico. Insomma, un modo per dimostrare che l'intenzione di salvaguardare le gallerie della Cittadella c'è. Nelle foto scattate dalla nostra redazione si nota che lo scavo è avanzato solo da corso Matteotti in su. Da via Promis invece ancorai lavori sono sostanzialmente fermi. In generale anche se erano presenti degli escavatori nel cantiere, l'ara del cantiere sembra quasi abbandonata e in attesa che il progetto riparta.

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20 giu 2016

Piazza Arbarello: nuova sede Reale Mutua Assicurazioni

di Alessandro Graziano

Procedono spediti i lavori nell'isolato futura sede della Reale Mutua a piazza Arbarello Procedono speditamente i lavori di costruzione, ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell'isolato compreso tra corso Siccardi, via Bertola, via S. Dalmazzo e via Santarita, della nuova sede del gruppo assicurativo torinese Reale Mutua, casa fondata nel 1828. Il complesso avrà un impatto positivo sulla vicina piazza Arbarello, cuore di accesso al quadrilatero Romano. L'immobile prende il posto dell'ex palazzina dell'Iren (acquistata da Reale Mutua all'inizio del 2013 con un investimento di 20 milioni di euro), e il progetto della facciata è firmato dallo studio Iotti e Pavarani Architetti di Reggio Emilia, vincitore di un concorso di idee lanciato dalla società assicurativa torinese. La composizione riprende l'idea delle finestre alte e slanciate care all'architettura torinese ottocentesca e la traduce nel linguaggio del XXI secolo, con grandi vetrate, che, alla sera, con l'illuminazione artificiale accesa, dà davvero vita a quello che è già stato battezzato l'isolato della luce. L'edificio ha nove piani,  ed è allineato all'altezza delle costruzioni esistenti. Il progetto dell'edificio invece  è dello studio Artecna ed è il primo edificio torinese a zero emissioni, grazie agli accorgimenti studiati in tema di sostenibilità ambientale e risparmio energetico. Sono previsti uffici per 800 posti, con un parcheggio interno di 150 posti e con una sala conferenze con capacità per 200 persone. La distribuzione degli spazi interni risponde a criteri di massima flessibilità, in modo da essere sempre possibili i mutamenti che la continua evoluzione di tecnologie e sistemi di lavoro richiedono. Per ciò che riguarda, invece, il Turin Palace Hotel, l'albergo da decenni di proprietà di Reale Mutua ( chiuso dal dopo Olimpiadi) è anche esso in fase avanzata di ristrutturazione e restauro e ospiterà 120 tra stanze e suite, con un'offerta che va dalla clientela business a quella del turismo del week-end, e con servizi a 360°  

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20 giu 2016

Tram 18: ripristinare un asse portante del TPL torinese

di Alessandro Graziano

 La moderna linea 18 nasce il 2 maggio 1982 ma dal 2007 è gestita con bus. Un po' di storia: La moderna linea 18 nasce il 2 maggio 1982 dall'unione dei percorsi delle linee 1 (a sud da corso Settembrini a corso Regina Margherita) e 8 (a nord da corso Regina Margherita a piazza Abba). Intorno al 1992 il capolinea di via Paroletti viene abbandonato in favore di piazza Sofia, spazio molto più ampio sito circa 500 metri più a nord. In occasione di cantieri la linea viene spesso limitata o piazza Carducci o in via Millefonti oppure deviata da via Madama Cristina in via Nizza. Tra il 1994 e il 1995 il percorso centrale abbandona l'originale via Accademia Albertina in favore di via Lagrange e via Carlo Alberto ma questa scelta dura un decennio, infatti nel 2004 viene riaperta via Accademia Albertina (e nel 2006 anche via Rossini) dove il 18 torna. La gestione del 18 sull'intero percorso prosegue per un anno circa, fino a quando i lavori di prolungamento della linea 1 di metropolitana in via Nizza non impongono il blocco del transito tranviario. Si inizia con una gestione limitata in piazza Carducci (con un bus navetta da piazza Carducci a corso Settembrini) ma dal 10 settembre 2007 lo spazio disponibile in piazza Carducci è molto limitato e ciò porta alla totale gestione del 18 con autobus autosnodati a due casse Nel 2011 è stata limitata a piazzale Caio Mario, introducendo però il transito in entrambe le direzioni presso la stazione ferroviaria Lingotto e unificando il percorso feriale e festivo. Esiste un progetto di spostamento di una direzione della linea 18 da via Nizza a via Ventimiglia e di entrambe le direzioni da via Passo Buole a via Onorato Vigliani, ma questa ipotesi difficilmente si realizzerà. Ma perché ripristinarlo? Almeno tre motivi determinatati: 1) La capacità di trasporto di una linea tranviaria Secondo la normativa vigente (UNI 8379) i parametri identificativi di massima delle tranvie sono : capacità linea tranviaria: 4000 pax/h per direzione  verso 2600 pax/h (bus a due casse) 2) Le emissioni di una tranvia Il rendimento di un motore elettrico è nettamente superiore a quello di un motore termico. Un motore elettrico può raggiungere un rendimento elevato - oggi compreso tra il 90% e il 95% -, a differenza di un motore termico – diesel o gas - che si attesta tra il 22 e il 27%. Ciò significa che nel motore elettrico 9 parti di energia potenziale sono sfruttate in energia meccanica e 1 si disperde in calore mentre nel motore termico solo un quarto dell'energia potenziale viene effettivamente utilizzato per far muovere il veicolo mentre i 3/4 si disperdono in calore. 3) l'esistenza dell'infrastruttura Su gran parte della linea 18 esercitata con bus rimangono sia rotaie che linea aerea elettrica di alimentazione dei convogli. Basterebbe investire sull'ammodernamento della linea quindi sia su precedenze semaforiche che su ripristino rotaie rimosse modernizzando di fatto l'infrastruttura. A medio termine si potrebbero acquistare convogli tranviari più moderni a pianale ribassato, con una grande accelerazione e molto più silenziosi. Cosa proponiamo? Vista la coincidenza della linea di metro nel percorso di via Nizza e nell'ottica di intermodalità  e interscambio del sistema di trasporto pubblico, proponiamo un interscambio la linea 1 della metro  nel piazzale dove c'è la metro Carducci e quindi il polo ospedaliero delle Molinette. Ciò fungerebbe da collegamento tra il quadrante nord est della città a quello sud . Inoltre la tranvia dovrebbe riconnettersi alla fermata del passante ferroviario Lingotto scavalcando la ferrovia e attestando il suo terminal a piazza Caio Mario. In alternativa si potrebbe sdoppiare la linea tranviaria 10 che attualmente si attesta in via Settembrini facendole oltrepassare la ferrovia e fermandola a piazza Bengasi. Qui si potrebbe interscambiare con la futura fermata della metropolitana Bengasi e con il tram 18 che potrebbe avere il suo terminal proprio nella piazza ridisegnata come porta Sud di accesso alla città.

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16 giu 2016

Piazza Carlo Emanuele II: il parcheggio diventa sotterraneo

di Alessandro Graziano

  Un progetto di riqualificazione che cambierà radicalmente il volto della piazza. Aree verdi, zone pedonali e tre piani interrati   Con questo intervento la piazza Carlo Emanuele II - o "Carlina" se preferite - cambierà volto: nuove aiuole verdi e percorsi pedonali pavimentati. Sarà così la nuova rotonda dove si trova il monumento a Cavour, sotto cui verrà ricavato un parcheggio pertinenziale per gli abitanti e sopra cui l'intero spazio diverrà pedonale.  La società che si è aggiudicata il diritto di superficie, la costruzione e la gestione del parcheggio pertinenziale è la Arcas spa in associazione d'impresa con la Porta Rossa spa. Verranno realizzati tre piani interrati per un totale di 208 box e posti auto. La risistemazione dell'intera piazza ha un costo, a carico dei privati, di 1 milione e 240 mila euro. Il progetto ha avuto il via libera della Sovrintendenza, che nei mesi di verifica ha chiesto alcune modifiche accettate dalle due società che si apprestano a realizzare il parking. Cuore della riqualificazione, l'inversione della destinazione d'uso delle superfici, l'area verde e l'area pavimentata dell'isola centrale della piazza che ospita il monumento a Cavour. Il progetto prevede di destinare l'attuale area verde, a ridosso del monumento, ad area pedonale con una nuova pavimentazione, mentre l'attuale area pedonale diventerà area verde. Questa soluzione permetterà di allontanare il traffico dalla zona pedonale, creando uno spazio dotato di panchine, raccolto attorno al monumento Cavour. «Si tratta di un risultato positivo» - dice l'assessore alla Viabilità Claudio Lubatti - «il progetto permette un allargamento delle aree pedonali che, pur mantenendo le caratteristiche architettoniche attuali, renderanno più vivibile la piazza. La riqualificazione dell'area è a costo zero per la Città». Terminati i lavori propedeutici, il 20 aprile 2015 è iniziata la vera e propria fase di cantiere, che durerà circa 18 mesi, per la realizzazione del  parcheggio interrato pertinenziale e la riqualificazione superficiale di piazza Carlo Emanuele II.  

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