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23 mar 2017

Iren comincia lo smantellamento della centrale elettrica di Mirafiori

di Alberto Garbin

E’ iniziato da pochi giorni la demolizione dei quattro camini della centrale termoelettrica di Mirafiori Nord, di Corso Salvemini 5 a Torino, per poi passare gradualmente allo smantellamento delle restanti parti dell’impianto. Una volta terminati i lavori, sullo stesso sito sarà realizzato un sistema di accumulo di calore a servizio della rete di teleriscaldamento torinese, per aumentarne ulteriormente l’affidabilità e proseguire nel piano di saturazione degli allacciamenti senza ulteriore produzione di energia termica. L’istallazione di questo nuovo impianto consentirà di risparmiare circa 3 milioni di metri cubi di gas naturale e di evitare emissioni in atmosfera pari a circa 3 tonnellate all’anno di ossidi di azoto e 8 mila tonnellate all’anno di anidride carbonica. Ma non è tutto qui. Nell’ottica della sostenibilità e della valorizzazione ambientale dell’area, Iren ha studiato un progetto che vede l’integrazione del nuovo sistema di accumulo calore con due tecnologie rinnovabili: solare termico e fotovoltaico. L’impianto solare termico, della potenza di circa 400 kWt, sarà in grado di produrre energia termica pulita a “emissioni zero” da immettere direttamente nella rete di teleriscaldamento a servizio delle utenze cittadine. L’impianto fotovoltaico, della potenza di circa 35 kWp, produrrà invece energia elettrica per gli ausiliari del sistema di accumulo e verrà installato sul tetto del nuovo edificio. L’energia elettrica così prodotta sarà, quindi, usata in loco per il funzionamento dell’impianto, riducendone sensibilmente il consumo energetico. Grazie all’integrazione delle fonti rinnovabili si eviterà annualmente l’emissione in atmosfera di circa 80 tonnellate di anidride carbonica.   Fonte: Quotidiano Piemontese

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21 mar 2017

Corso Giulio: sparisce il distributore abbandonato

di Alessandro Graziano

  In rimozione in questi giorni il vecchio distributore di benzina Esso in corso Giulio Cesare accanto l'ingresso MediaWorld, ad angolo  con via Giambattista Pergolesi. La pompa di benzina ormai in disuso era transennata da tempo e sull'asfalto le erbe e le piante avevano cominciato a fiorire. L'operazione oltre lo smontaggio della pensilina, prevedrà la bonifica delle cisterne per evitare contaminazioni col suolo e la rimozione delle stesse. Un piccolo grande tassello di decoro urbano! link di Street view   https://www.google.co.uk/maps/@45.0995871,7.6986244,3a,90y,140.69h,104.51t/data=!3m6!1e1!3m4!1sRZTPM-xakd6NoT4wqHVW5g!2e0!7i13312!8i6656?hl=en      

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20 mar 2017

Rivoluzione zone blu: aumenti e nuovi pass

di Alessandro Graziano

Per la sosta sotto casa nelle aree in cui il parcheggio è a pagamento si passerà dal canone fisso di 45 euro fino a un massimo di 180 euro. Sarà un  vera rivoluzione quella prospettata dalla Giunta comunale su ZTL e zone blu. Il costo dei permessi per la sosta dei residenti su tutta l'area blu, ovvero di sosta a pagamento, di Torino sarà infatti diviso in  Tre  fasce: il prezzo del talloncino, che finora costava 45 euro per tutti: da zero a 20mila euro di reddito Isee la cifrà rimarrà invariata, e calerà a 35 euro per coloro che dispongono di una vettura con una potenza inferiore ai 100 kilowatt e un reddito sotto i 12mila euro. Oltre i 20mila euro, invece, sono dolori: il permesso per posteggiare sotto casa costerà 90 euro per la fascia intermedia (fino a 50mila euro) e infine 180 euro per i redditi oltre i 50mila euro annui. L'aumento, che riguarderà 51mila residenti, verrà stabilito però in base al reddito Isee: chi lo ha inferiore a 20mila euro continuerà a pagare come adesso, per gli altri sono invece stabiliti due scaglioni di 90 euro (fino a 50mila euro di reddito) e di 180 (oltre quella soglia). Chi ha una vettura con potenza sotto i 100 kilowatt e un Isee sotto i 12mila euro se la caverà invece soltanto con 10 euro.  

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15 mar 2017

Metro linea 2: pianificatori coadiuvati dai cittadini scelgono il tracciato

di Ludovico Ragonesi

“Non esiste ancora un tracciato definito della linea 2 della metropolitana”. Lo ha affermato questo pomeriggio, in Consiglio Comunale, l’assessora ai Trasporti, Maria Lapietra, rispondendo ad una richiesta di comunicazioni da parte del capogruppo del Partito Democratico, Stefano Lo Russo.Le comunicazioni, in particolare, chiedevano chiarimenti in merito all’ipotesi di un nuovo percorso che sarebbe stato illustrato dall’amministratore delegato di Infrato, nel corso del Turin Islamic Economic Forum.L’assessora ha spiegato che da poco sono state aperte le buste dei concorrenti relative alla predisposizione del progetto preliminare della linea 2 ed entro l’inizio dell’estate verrà aggiudicata la gara.“Con i progettisti, ha aggiunto, inizieremo insieme il progetto del percorso definitivo, che verrà studiato sulla base della domanda sia attuale, sia potenziale. Sulla base dei dati risultanti, insieme anche alla partecipazione dei cittadini, verranno definito il tracciato e le stazioni utili al territorio e alla cittadinanza”, ha aggiunto.“Un tracciato vero e proprio ad oggi non c’è”, ha concluso, evidenziando come durante il convegno del Tief sia stata presentata anche la suggestione della linea 3.Dopo l’intervento dell’assessora si è aperto il dibattito.Claudio Lubatti (PD): In fase di gara, l’amministratore delegato di Infrato, durante un convegno promosso dalla Città, ha dichiarato di avere allo studio un’idea sulla metro 2 diversa rispetto a quanto previsto dalla delibera che individua un’idea di esecuzione di tracciato. In una riunione alla Circoscrizione 6 l’assessora ha smentito l’amministratore delegato. Oggi non ci è stata fornita una posizione dell’Amministrazione ma la descrizione dell’iter amministrativo. Resta un nodo aperto.Stefano Lo Russo (PD): Siamo costernati. L’amministratore delegato di Infrato proietta un tracciato di metro di cui nessuno ha mai sentito parlare e afferma che la linea 2 della metro ha un tracciato in via di definizione. La linea 2 della metro è oggetto di una gara internazionale di progettazione e ha un tracciato, ha dei lotti, ha analisi di fattibilità. Chi parla a nome dell’Amministrazione? Valutate se l’amministratore delegato di Infrato abbia i criteri per rappresentare la Città di Torino. Ha senso che occupi ancora quel posto?Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Sul tema ho presentato un’interpellanza generale. Nella mappa presentata dall’ad di Infrato, non vi è traccia del riutilizzo del trincerone di via Gottardo, con la relativa connessione con la stazione Rebaudengo. E’ la base di una gara che verrà aggiudicata che non si può stravolgere. La discussione potrà essere fatta nell’ambito di ciò che sarà consentito senza stravolgere i dettagli di capitolato e di specifiche tecniche. Il tema della linea 3 è interessante ma nel vostro programma nasceva in alternativa alla variante di corso Grosseto che peraltro è già oggetto di una gara. Ravviso elementi di incongruenza.Osvaldo Napoli (Forza Italia): Eravate a conoscenza di quanto detto dall’amministratore delegato di Infrato? Se sì, è gravissimo non aver messo a conoscenza il Consiglio di una variazione di percorso che comporta l’esborso di milioni di euro. Se non eravate a conoscenza, dovevate chiedere all’amministratore delegato di Infrato di andare a fare altro. Nella replica, l’assessora La Pietra ha ribadito che il tracciato verrà realizzato insieme alla società che vincerà lo studio, insieme ad un pianificatore dei trasporti perché “negli anni cambia l’analisi territoriale della città e la domanda. Non c’è un tracciato, per questo l’amministratore delegato di Infrato ha portato al Tief suggestioni. Al convegno, ha concluso, l’obiettivo era dimostrare a qualcuno interessato ad investire in città che Torino è in via di espansione e che necessità di infrastrutture nuove che devono essere finanziate”.F.D'A. - ufficio stampa Consiglio Comunale

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14 mar 2017

10 tram per Torino posson bastare?

di Alessandro Graziano

Dieci nuovi tram entreranno in servizio a Torino a seguito dell'investimento messo a disposizione dalla Regione Piemonte su fondi del Ministero dei Trasporti. Sulle note di una famosa canzone di Battisti, ci chiediamo se 10 nuovi tram per Torino posson bastare per migliore il servizio di TPL e ripristinare linnee importanti quale il 10 o il 18. Il totale dell'investimento sarà  circa 27 milioni di euro che saranno coperti in cofinanziamento tra la Regione stessa e Gtt. Ognuna delle parti contribuirà quindi per circa 13,5 milioni. A questo scopo, nel CdA Gtt di lunedì prossimo sarà discussa una delibera per l'avvio di una gara vincolata al reperimento dei fondi. I nuovi mezzi saranno monodirezionali, dovranno avere una lunghezza di poco superiore ai 25 metri e dovranno essere in grado di trasportare circa 150 passeggeri. Per Maria La Pietra, assessore ai Trasporti, le vetture potrebbero essere utilizzate «per sostituire i tram in funzione sulla linea 13, oppure per ripristinare linee oggi servite da bus come il 18». In ogni caso la scelta definitiva spetta alla giunta Appendino, ma secondo l’assessora «si migliorerà l’accessibilità delle linee tranviarie». Il parco tram di Torino così supererà le 200 unità e comprende anche vetture della serie 5000, che risalgono agli Anni 90, e alcuni tram storici, quelli verdi. Walter Ceresa, presidente e AD di Gtt: «Si tratta di una risposta importante alle richieste dei cittadini e un contributo significativo anche alla lotta all’inquinamento».

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13 mar 2017

Piazza Aldo Moro: riparte il cantiere infinito!

di Alessandro Graziano

Dopo 5 anni di stop ai lavori, riparte il cantiere Aldo Moro: entro il 2019 pronto il campus universitario Palazzo Nuovo e piazzale Aldo Moro: come cambierà la zona universitaria „ Vi ricordate quella grande voragine accanto Palazzo Nuovo? A due passi dalla Mole Antonelliana e da piazza Vittorio Veneto? Ennesima incompiuta all'italiana che però vedrà presto la luce come progetto di rigenerazione urbana. Sono stati avviati i lavori del cantiere del complesso edilizio Aldo Moro ed è stato presentato il piano di riqualificazione dell’area che comprende la completa bonifica e progettazione degli spazi di Palazzo Nuovo e il progetto dei nuovi edifici dell’area del piazzale ovvero 50 mila mq di nuovi insediamenti su una superficie di 10.500 mq. Nel tipo di insediamento campus urbano gli edifici universitari diventano strutture aperte, integrate e diffuse nel tessuto cittadino. Il complesso prevede circa 10 mila mq per l’Università di Torino dedicati a uffici e spazi studenti, per un totale di 6 nuove aule con oltre 800 nuovi posti stimati, e per Residenze universitarie, mentre  5 mila mq invece saranno destinati a servizi commerciali convenzionati. Il progetto prevede anche un parcheggio pluripiano interrato su 3 livelli in parte ad uso convenzionato con l’Università, in parte a uso pubblico e a box privati. Il costo dell'intero progetto sarà di oltre 50 milioni di euro. Il nuovo complesso edilizio è suddiviso in 3 corpi di fabbrica principali, ciascuno con una propria connotazione in dialogo con Palazzo Nuovo e la Mole . Tutti i tetti degli edifici saranno adibiti a tetti giardino, in modo da creare nuove aree permeabili, ridurre il consumo energetico e quindi incidere sul risparmio energetico. A febbraio 2019 saranno consegnati gli spazi all’Università mentre il cantiere si concluderà definitivamente entro novembre 2019. Il complesso Aldo Moro sarà in collegamento naturale con le facoltà umanistiche di Palazzo Nuovo: quest’ultimo è ancora alle prese con l’emergenza amianto, con i piani dal terzo al sesto ostaggio della bonifica. La riapertura completa sarà nella primavera 2019.

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10 mar 2017

Via Monferrato pedonale: presto realtà!

di Alessandro Graziano

Un progetto che rivoluzionerà una zona turistica come quella zona della chiesa Gran Madre Via Monferrato parallela di corso Casale, verrà interessata da un progetto di pedonalizzazione in cantiere da diversi anni (i primi studi risalgonoal 1986). Non contemplata dunque la volontà dei commercianti, che con forza esprimono il proprio dissenso verso un progetto che, secondo loro, rischia di far chiudere le serrande dei propri negozi, per la mancanza di passaggio di auto.  Il progetto, reso sostenibile economicamente da un finanziamento europeo, riguarda tutta l’asse di via Monferrato: una via lunga 260 metri, molto stretta e caratteristica, a due passi da Parco Michelotti. La pedonalizzazione terrà conto del contesto urbano e storico della zona: marciapiedi a raso con lastre di pietra, pavimentazione centrale con binderi di pietra, acciottolato e panchine di granito. I materiali provenivano dalle cave piemontesi, proprio per rispettare ancora di più il contesto storico. I lavori, suddivisi a lotti per non dar vita a cantieri impattanti, dovrebbero durare nove mesi circa con un importo di 700.000 euro. Un progetto capace di mettere d’accordo tutta la classe politica torinese: dalla Giunta attuale al PD, tutti sembrano apprezzare la pedonalizzazione di via Monferrato, richiesta anche dai residenti. La perdita di 60 posti d’auto in via Monferrato verrebbe infatti in parte compensata da un incremento di 25 stalli nel tratto corrispettivo di corso Casale grazie ai nuovi parcheggi a lisca di pesce. Queste  le parole degli assessori Maria Lapietra (Trasporti) e Alberto Sacco (Commercio): «Con la riqualificazione di Parco Michelotti la zona avrà nuova vita, nuovi flussi pedonali». Il riferimento, nemmeno un po’ velato, è al progetto vicino di Parco Michelotti, che con l’arrivo di Zoom verrà completamente riqualificato. Quali misure nel concreto per i commercianti? Anche su questo, le idee della Giunta sono piuttosto chiare: «Organizzeremo feste di pedonalizzazione ad hoc per i commercianti, con bancarelle esposte nella via».  

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