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16 lug 2018

16 Luglio sciopero di 24 ore di GTT: quale futuro?

di Alessandro Graziano

Oggi Lunedì 16 luglio 2018 è previsto uno sciopero di 24 ore del settore trasporto pubblico locale, proclamato dalle Organizzazioni territoriali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, su temi correlati al Piano Industriale di GTT. Lo sciopero è dovuto alla mancanze di garanzie sul futuro della azienda e dei livelli occupazionali. La Giunta  diciamo che non ha gestito proprio bene l'azienda di trasporto locale sforbiciando qua e là tagli di corse, di linee e di personale, penalizzando utenti, cittadini e lavoratori. IL SERVIZIO SARÀ COMUNQUE GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE: Servizio urbano e suburbano e metropolitana: dalle ore  6.00 alle ore  9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00 Autolinee extraurbane e Servizio Ferroviario (sfm1 – Canavesana e sfmA – To – aeroporto – Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito. Lo sciopero potrà avere ripercussioni anche sull’operatività dei Centri di Servizi al Cliente e sui diversi servizi gestiti da GTT, con conseguenti possibili disagi per la clientela.   http://www.gtt.to.it/cms/risorse/avvisi/pdf/motivazioni_sciopero_20180716.pdf

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04 lug 2018

Olimpiadi 2026: ipotesi del villaggio olimpico nell’ex area Thyssenkrupp

di Alessandro Graziano

Serrato dibattito in Sala Rossa sulla candidatura di Torino ai Giochi Olimpici invernali 2026 e sul pre-dossier olimpico. In seguito alla richiesta di comunicazioni al riguardo presentata dalla consigliera Deborah Montalbano (Uscita di sicurezza), è intervenuta in aula la sindaca Chiara Appendino:Ringrazio consigliere e consiglieri, Comuni olimpici e tutti coloro che hanno contributo allo costruzione del pre-dossier di candidatura, che domani verrà inviato al Coni. Ringrazio anche chi ha espresso dubbi legittimi e preoccupazioni.Ora, dopo la manifestazione di interesse, siamo entrati nella fase di ‘dialogo’ e, se verrà accettata la candidatura, nella prossima fase ci sarà sicuramente un coinvolgimento maggiore.Entrerò nel merito del dossier il 4 luglio in conferenza stampa: è ancora un documento riservato e mi spiace ci siano state fughe di notizie.Voglio però sottolineare il tema della doppia legacy, della doppia ‘eredità’: per il riutilizzo degli impianti e per il bagaglio di conoscenze acquisite nelle Olimpiadi 2006. Abbiamo strutture impiantistiche e trasportistiche, ma anche immateriali. Dobbiamo però dire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nelle Olimpiadi 2006: abbiamo un’eredità in parte positiva, in parte no.Poterle fare una seconda volta, ci permette di poterci dedicare a ciò che non ha funzionato e imparare da questo. Questo è il nostro valore aggiunto rispetto ad altre candidature!Possiamo anche fare investimenti minori, con budget contenuti per i villaggi olimpici, all’insegna della sostenibilità ambientale e della resilienza.Abbiamo tolto il Parco del Valentino dalle location olimpiche perché non vogliamo prevedere innevamenti urbani, ma sfruttare le nostre montagne.E saremo attenti ai temi dell’elettrico e della mobilità sostenibile. Offriremo ospitalità diffusa e faremo crescere il territorio, stando attenti alla spesa, che sarà più trasparente e governata dalla nuove tecnologie (blockchain, innanzitutto).Non ci sarà alcun costo per creare infrastrutture per i trasporti (solo manutenzione) e per costruzioni ex novo: non costruiremo nuovi villaggi olimpici!Tutte le location sono state concordate con il territorio. A Torino, abbiamo tenuto insieme esigenze di rigenerazione urbana con quelle legate all’evento.Il villaggio olimpico sarà all’ex Thyssen, per risanare una ferita della città e dell’Italia intera e per creare poi un polo dedicato a sicurezza sul lavoro, sviluppo e formazione. La zona Nord della città dovrà essere centrale. Faremo un quartiere eco-sostenibile, come previsto dall’Agenda 2020.Non sarà un evento che si esaurirà in 15 giorni, ma un percorso che si sovrappone all’agenda di Torino 2030, sfruttando le nuove tecnologie, in particolare grazie al Torino City Lab promosso dall’assessora Pisano.È un’opportunità unica per il territorio, che può tenere insieme innovazione, industria 4.0, poli di ricerca, rigenerazione urbana e recupero di infrastrutture, secondo la vocazione della città che vogliamo perseguire.E prevediamo di non fare debiti, per evitare che ci sia un’eredità che possa pesare sul futuro di Torino e dei territori olimpici.È un’occasione per unire il territorio metropolitano intorno a una progettualità che non appartiene solo al sindaco di Torino e dimostrare che si può imparare dagli errori del passato.Hanno poi preso la parola consigliere e consiglieri comunali:Osvaldo Napoli (Forza Italia): Torino 2006 nacque per vincere la concorrenza di Sion e si fondò sulla coesione politico-istituzionale tra Governo, Regione, Comune, forze produttive e associazioni di categoria. Torino venne percepita da Coni e Cio come città pronta a fare sistema per cogliere occasioni di crescita e modernizzazione, le cui ricadute sono ancora visibili oggi. Fare il punto sullo stato dell’arte oggi è motivo di profonda amarezza. Come possono Cio e Coni ritenere valida la candidatura di Torino alla luce dello spettacolo indecoroso e offensivo visto in questi giorni, con una maggioranza divisa, agitata da preoccupazioni per certi versi infantili e alla ricerca di ogni pretesto per rendere impossibile la candidatura? La maggioranza erode consensi a sindaca giorno dopo giorno. I consiglieri 5 stelle hanno trovato la forza di dire sì, ma in quale forma? Il sindaco doveva prendere le distanze dalla sua maggioranza in maniera chiara e definitiva: avrebbe avuto l’opinione pubblica torinese e piemontese dalla sua parte. Non è che qualcuno del Gruppo 5 Stelle volesse scientificamente indebolirla? Il sindaco è sotto scacco, di fatto senza una maggioranza, sotto tutela. Con l’arrivo del “commissario” Di Maio la maggioranza ha messo tali e tanti paletti da affossare la candidatura. Sorprende vedere una maggioranza consiliare bistrattare il sindaco, ma ancora di più vedere un sindaco che tollera di essere bistrattata in questo modo. La sindaca deve sentirsi a questo punto autorizzata a fare qualsiasi cosa per difendere la propria dignità.Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Sono deboli le comunicazioni della sindaca, sia dal punto di vista politico che della gestione. Ha tenuto all’oscuro il Consiglio comunale e non si è confrontata con gli attori più competenti della Città come Confcommercio, Unione industriale e Politecnico. Perché non è stato fatto un referendum e perché la sindaca si è mossa da sola? Così si rende debole la candidatura di Torino per l’evento olimpico! Il pre-dossier olimpico è stato condiviso solo con i consiglieri di maggioranza, mentre alla minoranza è arrivato solo da qualche giorno e verrà sicuramente modificata la versione finale. Temo che le Olimpiadi andranno a Milano, aumentando il divario tra le due città.Eleonora Artesio (Torino in Comune): In poco tempo la sindaca è riuscita a creare un tempesta perfetta, preferendo la segretezza e tenendo nascosto il pre-dossier, per evitare il confronto. Se ci sarà un referendum la sindaca sarà comunque sconfitta, sia che lo perda (sarebbe sconfessata) sia che lo vinca (perché avrebbe l’appoggio anche di quanti non fanno parte della sua maggioranza). La maggioranza non è comunque riuscita a creare una prospettiva diversa dal 2006: chi aveva visto nella sindaca una possibilità di cambiamento deve constatare che il suo sogno è come quello del 2006…Mimmo Carretta (PD): Sono convinto che la scelta per le Olimpiadi invernali del 2026 cadrà su Torino perché conta anche l’esperienza del 2006. Restano però dei problemi: anche se capisco il travaglio ideologico, oggi la sindaca non ha parlato alla città, ma alla sua maggioranza, chiedendo il permesso di andare avanti. La sindaca, già da qualche tempo, non è più la sindaca di tutti...Dobbiamo però puntare sulle Olimpiadi: è diventato l’ultima occasione per dare prospettive a questa città!Silvio Magliano (Moderati): Prendo atto del cambio di rotta di una parte della maggioranza: ha vinto il buonsenso. E evidente che le Olimpiadi nascono male, con un dossier segreto gestito male, che anche voi date incarichi allo stesso modo di coloro che criticavate prima della vostra ascesa al potere. I vostri 12 punti sono condivisibili, anche se alcuni sono prevedibili e stucchevoli, come il punto sul clima o quello sull’attenzione alle fasce deboli nella gestione del patrimonio impiantistico, o il pagamento puntuale dei fornitori. Da subito avevamo detto che il nostro voto sarebbe stato positivo perché le Olimpiadi sono un bene. Preoccupa lo psicodramma vissuto dalla nostra Città, che è parsa senza guida e messa in scacco da qualche consigliere, che in virtù di qualche centinaio di voti ricevuti si è improvvisato esperto di grandi eventi.Appendino si è confermata la miglior sindaca possibile… per la città di Milano! Perché ne aumenta il peso e ne evidenzia la capacità di fare squadra, a differenza di Torino. Mi auguro però che le Olimpiadi vengano assegnate a Torino e non succeda che il meglio vada a Milano e i costi a Torino. Se i giochi arriveranno a Torino non sarà una sua vittoria, sindaca, ma forse del vice primo ministro.Maura Paoli (M5S): Tutta questa avventura è imbarazzante per come è stata gestita, per l’affidamento diretto del dossier o l’invio al Coni nonostante il nostro lavoro. Imbarazzante anche essere d’accordo con il governatore della Regione che afferma “a dire che sono stati sprecati soldi non si dice la verità”. Infatti sono stati trascurati alcuni dettagli, come i costi complessivi quadruplicati o il bilancio del Toroc, chiuso con una perdita di 24 milioni di euro e l’Agenzia olimpica 2006 che ha speso quasi 4 miliardi di euro di denaro pubblico. Altri dettagli trascurati sono la copertura di 300 milioni di euro di debiti privati con denari pubblici o l’inesistenza di un bilancio complessivo e la moltitudine di soggetti in campo. In conclusione: un evento deficitario.Un’analisi costi-benefici seria non permetterà di creare debiti e la mia speranza è che i nostri paletti inducano Coni e Cio a non sceglierci. Una cosa positiva è che almeno si è aperto il dibattito.Deborah Montalbano (Uscita di sicurezza): In quanto unica firmataria della richiesta di comunicazioni, mi rivolgo alla Sindaca: sono soddisfatta perché finalmente si degna di venire in Consiglio. La rappresentazione plastica della coerenza del Movimento 5 Stelle e dei suoi voltafaccia si rivela anche in questo caso. Ad oggi la sua maggioranza ha prodotto un manifesto che ha lo stesso valore della carta straccia e lo sappiamo tutti: non è vincolante e lei lo sa.La situazione è più che imbarazzante, surreale, e ha portato alla nomina senza bando di Alberto Sasso, già incaricato da Grillo, che ha prodotto il solito libro dei sogni, che si scontrerà con la realtà. E, quando questo succederà, il conto per i cittadini sarà salato: la sola presentazione della candidatura costerà milioni! Il costo di queste Olimpiadi sarà quattro volte superiore a quello del 2006, secondo alcuni calcoli sette volte superiore.La invito dunque ad avere coscienza e a farsi carico almeno delle spese delle trasferte che dovrà fare per la loro organizzazione, perché ci sono famiglie che vivono in tenda e che continueranno a vivere in tenda.La morale di questa favola ci dice che il M5 stelle si allinea alla politica dei grandi poteri e regala alla Città fumo negli occhi, con un evento che durerà 15 giorni: un’illusione di momentaneo benessere, altro che casa, lavoro e libertà!Questa politica autoreferenziale dedica le poche risorse a se stessa e non importa se le famiglie continueranno a rimanere senza casa, lavoro, cure, come non importa se si continua a privatizzare e svendere i beni pubblici. La priorità del Movimento 5 stelle sarà dare alle famiglie torinesi il loro Capodanno.Cara Sindaca, lei e la sua maggioranza avete perso ogni credibilità! Mi vergogno di averci messo la faccia e avervi creduto: perciò, subito dopo questo intervento abbandonerò l’aula e scenderò in strada per unirmi al presidio No Olimpiadi.Monica Amore (M5S): Il vicepresidente Di Maio è venuto a Torino perché il gruppo consiliare lo ha chiesto, non per una richiesta di aiuto da parte della sindaca e la riunione con il vicepresidente del Consiglio è stata improntata a un clima costruttivo. Ben venga il confronto, ora che il M5S è al governo. Le Olimpiadi possono essere un bene o un male: è il governo a dover fare un’analisi dei costi e benefici, fermo restando che, se le Olimpiadi dovranno essere assegnate all’Italia, è Torino l’unica città a offrire la possibilità di ospitarle a costi inferiori. Auspico che si possa trattare di un’Olimpiade a 5 Stelle e ben vengano le ricadute positive sul territorio. Un’amministrazione deve saper dimostrare le proprie capacità.Viviana Ferrero (M5S): Il nostro è stato un approccio idealistico, ma anche concreto e scientifico alla tematica dei Giochi. Non ci siamo comportati come un partito. Non è la sindaca che ha la maggioranza, ma è la maggioranza che esprime la sua sindaca. Il nostro è un documento dal quale non dobbiamo discostarci e che il Governo dovrà tenere assolutamente in considerazione. Sarà redatta un’analisi costi/benefici da parte di un tecnico competente. Se l’analisi sarà negativa, la Città si impegnerà a ritirare la candidatura: quindi, resta in piedi l’opzione zero. La candidatura dovrà essere di grande legalità, caratterizzata da una seria lotta alla corruzione: lo Stato dovrà garantirlo. I costi stimati dovranno essere rispettati, dovrà esserci un organismo di vigilanza sulle grandi opere: un pool di magistrati dovrà vigilare. La nostra idea di sport non si riduce a una competizione nell’arco di quindici giorni. Ci deve essere, negli anni precedenti, un coinvolgimento di tutti i territori con scambi culturali tra i giovani di varie nazioni.Enzo Lavolta (PD): Le scuse dovute all’aula sono l’ennesima dimostrazione di inadeguatezza da parte della sindaca, incapace di gestire ciò che non è ordinaria amministrazione, di immaginare una prospettiva per Torino. Abbiamo pensato che la “crisi” fosse rientrata, invece oggi in aula abbiamo sentito parlare di “opzione zero” e abbiamo udito una parte di maggioranza auspicare che le Olimpiadi non si tengano a Torino. E oggi, l’uscita sul villaggio olimpico all’ex ThyssenKrupp (un’area privata da bonificare a spese pubbliche?) è l’ennesimo tentativo di lanciare la palla in avanti. Come PD non siamo compiaciuti dell’inadeguatezza della sindaca e della sua distanza dai cittadini, certificata dal sondaggio dell’Istituto Piepoli. Si è rianimato un dibattito scomposto sulle Olimpiadi, mentre Milano sta lavorando compatta sul suo pre-dossier. Il problema, qui a Torino, è la mancanza di una visione strategica da parte di chi governa la città: bisogna credere nell’opportunità olimpica per poter ottenere di ospitare i Giochi. La sindaca sta soffocando Torino e non ha capito cosa sta succedendo. Le propongo un dato del maggio scorso: il traffico aeroportuale è aumentato in tutte le città italiane, fino a punte del 14%, mentre solo a Torino è calato, in misura del 4%.Damiano Carretto (M5S): Dobbiamo avere chiaro che le Olimpiadi invernali del 2006 sono stare un disastro o quasi, con modeste ricadute sul territorio. La Città è anzi praticamente fallita nel 2014, dopo quell’evento che avrebbe dovuto trasformare Torino. Ancora oggi nessuno sa quanto si sia speso per Torino 2006, per non parlare della gestione post olimpica: penso al MOI, al trampolino, alla pista di bob. Vorrei che oggi venisse riconosciuto quell’errore. Basta con la sbornia olimpica, con i sondaggi che inducono a una data risposta: invece di chiedere “volete le Olimpiadi?” si dovrebbe chiedere “siete disposti a rinunciare ai servizi pubblici per avere le Olimpiadi?”. Quello che qualcuno ha definito un “libro dei sogni”, il pre-dossier, è invece pieno di buone idee: la visione c’è e non è fallimentare come quella che dal 2006 portò al 2016. Un approccio serio deve partire da un’analisi dei costi e benefici: in questa fase storica un’amministrazione locale o un governo nazionale non possono fare scommesse al buio. Il governo deve tenere conto che il nostro Paese ha bisogno di un riassetto idrogeologico, un piano periferie, un piano di edilizia popolare. Non sono ideologicamente contrario alle Olimpiadi: è possibile una candidatura con sistemi diversi, ma occorrono nuove norme anticorruzione e la revisione legislativa della prescrizione dei reati.Monica Canalis (PD): Oggi la città dovrebbe essere compatta e dimostrare di essere Torino: di saper serrare i ranghi e fare quadrato per vincere. Invece oggi subiamo l’imbarazzo dei consiglieri di maggioranza, non all’altezza della città che dovrebbero governare. Possiamo però ancora farcela e se vinceremo di sicuro non sarà un risultato del Movimento 5 Stelle, ma dei territori. Il capoluogo, infatti, non ha svolto un ruolo da leader, ma è stato trainato con fatica dai sindaci delle valle olimpiche: i veri promotori della pre-candidatura! Dobbiamo cogliere l’occasione per fare un vero piano strategico a livello metropolitano: il 40% del territorio metropolitano è montano e dobbiamo rilanciarlo. Oggi Torino deve tornare capofila e andar avanti con forza, senza tentennamenti: forza Torino!Daniela Albano (M5S): La candidatura olimpica è stata portata avanti dalla sindaca in solitaria, senza alcun confronto con il gruppo. E ora abbiamo dovuto preparare in fretta alcuni punti imprescindibili per il pre-dossier. Da sempre, dal 1960 a oggi, quasi in ogni caso le Olimpiadi si sono rivelate un disastro per le città che le hanno ospitate e hanno sforato i preventivi. Sono un evento privato pagato da soldi pubblici, spinto da banche d’affari, costruttori e compagnie assicurative. Non sappiamo se i cittadini le vogliono: non li abbiamo interrogati! In Svizzera i cittadini hanno detto di no 3 volte! Anche Stoccolma e Innsbruck non le hanno volute. E noi stiamo ancora pagando i debiti del 2006, mentre il Toroc ha chiuso in pareggio solo grazie ai trasferimenti del Comune di Torino! Dovremmo poi capire quali sono le priorità nel nostro Paese: le Olimpiadi o le disastrate palestre scolastiche? Per questo non sosterrò la candidatura olimpica.Monica Pollicino (M5S): Ora ai debiti olimpici del passato, vogliamo cumulare i debiti del futuro. Prevedere un’analisi costi/benefici è un passo in avanti verso la trasparenza e l’efficienza e valuto positivamente i punti programmatici proposti dalla Maggioranza, ma non è sufficiente. Ci sono problemi ambientali e sprechi inevitabili. Proporre Olimpiadi diverse e low cost è un obiettivo meritevole, ma al momento non è possibile: serve un lungo percorso di riforme e di crescita. L’identità di un territorio poi non si afferma con eventi sporadici e frammentari. Il mio giudizio sul pre-dossier rimane quindi fortemente negativo.Fabrizio Ricca (Lega Nord): Sindaca, accetto le sue scuse per averci dato il materiale solo sabato. Abbiamo già preparato delle modifiche, raccolte in un piccolo dossier, così da non avere solo il contro-dossier della maggioranza. Penso che si debba lavorare tutti insieme sul merito e non sulla contestazione. Le Olimpiadi 2006 sono state un fallimento economico e gestionale: per questo dobbiamo fare qualcosa di diverso; per questo chi azzarda parallelismi oggi dimostra grande mediocrità politica; per questo dico Appendino 1 - Raggi 0. Ai torinesi importa come evitare sprechi, come nuove piste di bob: vogliono qualcosa che si possa usare negli anni successivi. Dunque nessuno stupro alle montagne, ma semmai nuova linfa a valli depauperate dal governo regionale. Il traino che dobbiamo creare con questa occasione deve essere lungo. Avrà Sindaca tutto il nostro supporto per queste Olimpiadi, che mi auguro si svolgano solo a Torino.Marco Chessa (M5S): I Giochi sono solo una tappa in un percorso di sviluppo per Torino, che ha bisogno di un futuro. Il mondo urbano è sempre più competitivo: smettiamola con liti campanilistiche e cominciamo a correre nuovamente. Non dovremmo riproporre plasticamente i Giochi del 2006, che hanno portato esperienze di successo come il policentrismo, ma anche esperienze fallimentari, come quella del debito. La nostra città ha bisogno di un nuovo obiettivo da rincorrere. Le Olimpiadi garantiscono opportunità, ma nascondono problemi. Riuscire a trarre vantaggi locali da un evento globale non è scontato, ma questa città ha bisogno di crescere sotto il profilo della consapevolezza, dell’immagine e dell’economia. L’evento è una vetrina, un’occasione di investimenti, il momento per trasformare e riutilizzare la città. Potremmo provare a espandere in modo strutturale il turismo culturale e urbano, studiare le economie collegate ad esso e provare a incrementare la ricchezza del territorio. Un’occasione di accessibilità, trasporti e collegamenti per i territori svantaggiati della città. Ma un evento diventa catastrofico se non ha un disegno ben preciso. Noi abbiamo posto dei suggerimenti ragionevoli, con visione e responsabilità amministrativa, e riteniamo che un’analisi di costi e benefici sia imprescindibile. Cerchiamo per una volta di remare tutti insieme nella stessa direzione. Da domani abbiamo la possibilità di fare qualcosa di importante per Torino e i torinesi.Antonino Iaria (M5S): Stiamo assistendo al consueto scontro ideologico tra chi mitizza l’evento del 2006 e chi non vuole ripeterlo perché lo ritiene un fallimento. Le Olimpiadi 2026 potrebbero rappresentare l’occasione per recuperare quanto di buono è stato fatto e riparare agli errori fatti. Rispetto a chi ci accusa di dire sempre no o di essere ideologici, rispondo dicendo che non si sono mai posti il problema di dire sì a un’Olimpiade fatta senza alcun controllo pubblico. Nell’affrontare coraggiosamente un processo così difficile, vogliamo aumentare proprio il controllo pubblico sulle decisioni. Le Olimpiadi sono un progetto in cui abbiamo inserito tanti progetti già avviati: non stiamo fermi aspettando il grande evento. Progetti importanti che devono essere fattibili, con precise analisi su costi e benefici. Che altre forze politiche possano apprezzare tutto questo, rimane però una questione interna alla maggioranza. Per questo lo facciamo analizzando dubbi e criticità. Paghiamo ancora debiti per leggerezza della precedente amministrazione e non vogliamo ripetere quegli errori: vogliamo un progetto non illusivo, ma credibile.Roberto Rosso (Noi con l’Italia): Mi complimento con la maggioranza, che ringrazio per il metodo di partecipazione democratica. Sindaca e maggioranza hanno deciso di rendere realizzabile ciò che sembrava non esserlo. È una grande conquista democratica per Torino. Ora dovrete dimostrare di sapere gestire il futuro evento olimpico con un metodo diverso del passato, senza sprechi. Per il villaggio olimpico però abbiamo già le palazzine dell’ex Moi: usiamo quelle, non l’area Thyssen!Chiara Foglietta (PD): Siamo fuori tempo massimo. E vorrei ricordare alla sindaca che non è la sindaca della maggioranza: è la sindaca di tutti, anche di chi non l’ha votata. Perfino della Città metropolitana, anche se a lei non piace, ma deve accettarlo. Si parla ancora di gestione del 2006 e allora vorrei portare alcune suggestioni rispetto al dibattito sull’evento 2006: possibile che vi sia bastato inserire alcuni punti come il non utilizzo della plastica, l’acqua pubblica, il pagamento puntuale e certo dei fornitori (quando i fornitori del Salone del Libro non vengono pagati da tempo)? Questo paragone continuo con il 2026 non è più opportuno. È chiaro che le Olimpiadi a Torino nel 2026 non saranno certamente la salvezza per la nostra città e per il territorio circostante, ma saranno comunque una grandissima opportunità. Sull’ipotesi dell’area Thyssen per il villaggio olimpico: è solo una mossa strappalacrime? Quanto costa e chi pagherà l’eventuale bonifica di quell’area? Infine, avrei preferito fare questo dibattito qualche settimana fa: invece, la sindaca ha ucciso il dibattito politico in quest’aula, trasformandolo in dibattito partitico, anche con la convocazione del proprio capo politico. In ogni caso, volesse tenere in considerazione anche le minoranze, il nostro gruppo non mancherà di farle avere il suo appoggio.Alberto Morano (Lista Civica Morano): Paoli, Albano, Pollicino, Ferrero e Carretto hanno fatto affermazioni rispettabili, ma gravi: tolgono ogni credibilità al dossier! Sindaca, lei è prigioniera di una maggioranza che non si riconosce in lei. Ha veramente minacciato di dimettersi e quali risultati ha portato a casa grazie a Di Maio? Quali stakeholder sono stati coinvolti e che ruolo hanno avuto? Mi sembra nessuno… Questo dibattito, ridicolo e surreale, dimostra che c’è solo la paura di andare a casa. Sindaca, abbia il coraggio di chiedere il voto del Consiglio e di rendere così più forte la candidatura di Torino. Non deve essere come Don Abbondio, sindaca: prenda una decisione!Valentina Sganga (M5S): Negli ultimi anni i grandi eventi, non solo sportivi, sono stati oggetto di numerose critiche, non solo da parte di piagnoni o cretini, ma anche da governi di città e Paesi che negli ultimi anni hanno rinunciato a ospitare i giochi (Sion, Stoccolma, ecc.). I problemi legati all’organizzazione delle Olimpiadi sono complicati da affrontare e sono orgogliosa del fatto che il mio gruppo non abbia aderito all’ubriacatura di entusiastici sì. La città è migliorata dopo le Olimpiadi del 2006, ma non bisogna aderire all’entusiasmo acritico che ho sentito tra alcuni delle minoranze.Abbiamo steso delle proposte e credo che il confronto, anche quello della nostra forza in quest’aula, sia giusto. E credo che ciò sia meglio di 1,5 miliardi di euro di debiti rimasti, quelli di cui si lamentano privatamente, nelle intercettazioni, coloro che in pubblico manifestano convinto entusiasmo. Abbiamo sempre detto che il valore della partecipazione è alto e ora i cittadini sono più consapevoli e sanno che dietro le luci delle Olimpiadi c’è altro. Abbiamo dato un contributo e dimostrato che le cose si possono fare in modo diverso. È stato un lavoro corale. Io non so se siamo uniti o no sulle Olimpiadi: so che sostengo la sindaca e che qui tutti i 23 consiglieri sono convinti che l’alternativa ai debiti e alla cementificazione esista.Ringrazio tutti i miei colleghi per gli argomenti portati. Abbiamo respinto due anni di attacchi sterili e infondati. Ringrazio anche la Sindaca e la Giunta perché siamo liberi da qualunque giogo e da qualunque rapporto extra-istituzionale. Con loro il rapporto è franco e diretto.Ha concluso il dibattito la sindaca Chiara Appendino: Non c’è bisogno di sondaggi: basta andare in giro per la città e parlare con le persone: c’è la volontà di intraprendere il percorso olimpico. La questione è come affrontarlo ed è legittimo avere dubbi su un evento che impatta fortemente sulla vita della città. La maggioranza aveva perplessità e si è messa in gioco, superando dubbi legittimi e ponendo questioni condivise anche dai sindaci delle valli. Il dossier, infatti, non è stato imposto, ma nasce dal confronto con il territorio.Costruiremo governance diverse dal 2006, anche perché ora abbiamo percorsi e strumenti diversi, come la blockchain.Bob e trampolino verranno utilizzati e ri-naturalizzati, mentre la Thyssen sarà un’area da far ripartire nella zona nord di Torino, in un’ottica di rigenerazione urbana e non solo, così come occorrerà intervenire sulle palazzine ex Moi, nell’area sud.Le Olimpiadi non sono certo l’unico volano di sviluppo del territorio, ma possono permettere alla nostra progettualità di avere un impatto ancora più significativo!Dovremo lavorare sodo per mantenere le condizioni perchè il progetto sia credibile e spendibile. Ed è giusto fare un’analisi costi/benefici a livello nazionale: è un valore aggiunto per fare scelte consapevoli e condivise dal territorio.Il percorso delle prossime settimane richiederà le energie di tutti, maggioranza e minoranze. Credo ci sarà la disponibilità a lavorare insieme e penso che, discutendo delle progettualità delle aree in difficoltà, troveremo una sintesi, nell’interesse di tutta la città.   FONTE: Comunicati Stampa Città di Torino

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25 giu 2018

Porta Susa: un manto erboso nell’ingresso Nord

di Alessandro Graziano

Sistemata con prato all'inglese l'area antistante l'ingresso nord della stazione La stazione di Porta Susa continua a vedere novità e nuove sistemazioni. La scorsa settimana è stata sistemata a prato l'area antistante la stazione , nell'ingresso  XVIII Dicembre, conosciuto come ingresso Nord. Il prato piantumato è in realtà quello a rotolo che è stato poi steso come si fa nei campi da calcio. Nel fianco dell'area sono invece state sistemate piante rampicanti che sfruttano la pendenza del terreno per svilupparsi. L'area coem vedete dalle foto risulta molto gradevole e un buon biglietto da visita per chi arriva o parte da Porta Susa. Pochi sono invece i negozi e le attività commerciali all'interno della galleria vetrata che risulta essere un deserto da questo punto di vista, con molti spazi commerciali vuoti e sfitti.

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25 giu 2018

Lavori sulla tranvia dal 25 Giugno al 10 Luglio in zona Bertola!

di Alessandro Graziano

Attenzione alle modifiche della linea tranviaria 4 in occasione di importanti lavori di manutenzione! Dal 25 giugno al 10 agosto 2018 saranno effettuati lavori ai binari in via Bertola e in via San Tommaso che comporteranno la deviazione delle linee 4, 7, 11, 15, 27, 55, 57, 58, 58b, 72, 72b, Star 2 e 92. Durante la prima fase (dal 25 giugno alla fine di luglio) saranno chiuse al traffico via Bertola (solo la corsia riservata ai mezzi pubblici) e via San Tommaso (tra via Bertola e via Santa Teresa). Nella seconda fase (dal 30 luglio al 10 agosto) saranno chiuse via San Tommaso (da via Bertola a via Santa Teresa) e via Santa Teresa all'intersezione con via San Tommaso. Sarà sempre garantito l’accesso ai passi carrai e alle attività di carico e scarico. Queste le deviazioni ai mezzi pubblici: Linea 4 (direzione strada del Drosso): da piazza della Repubblica deviata in corso Regina Margherita, viale I Maggio (Giardini Reali), piazza Castello, via Po, via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, via Sacchi, percorso normale. Linea 7. Percorso provvisorio: piazza Carlina, via Accademia Albertina, via Rossini, corso Regina Margherita, viale I Maggio (Giardini Reali), piazza Castello, via Po, piazza Vittorio Veneto, via Bonafous, corso Cairoli, corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, corso Matteotti, via XX Settembre, corso Regina Margherita, viale I Maggio (Giardini Reali), piazza Castello, via Po, via Accademia Albertina, piazza Carlina (capolinea provvisorio). Linea 11 e 11 festiva (direzione corso Stati Uniti e via Allason): da via San Francesco d'Assisi angolo via Bertola deviate in via San Francesco d'Assisi, via Micca, piazza Solferino, corso Re Umberto, corso Matteotti, via Arsenale, percorso normale. Linea 15 (direzione via Brissogne): da via Micca angolo via San Tommaso deviata in via Micca, via Cernaia, corso Vinzaglio, corso Duca degli Abruzzi, corso Einaudi, percorso normale. Linee 27 e 27 festiva (direzione via XX Settembre) fino al 29 luglio: da via San Francesco d'Assisi angolo via Bertola deviate in via San Francesco d'Assisi, via Micca, piazza Solferino, via Santa Teresa, via XX Settembre, capolinea normale. Linea 55 (direzione Grugliasco): da via Micca angolo via San Tommaso deviata in via Micca, piazza Solferino, corso Re Umberto, corso Matteotti, percorso normale. Linea 57 (direzione corso Bolzano): da via San Francesco d'Assisi angolo via Bertola deviate in via San Francesco d'Assisi, via Micca, piazza Solferino, corso Re Umberto, corso Matteotti, percorso normale. Linee 58 e 58b. Direzione via Bertola: da via XX Settembre deviate in corso Matteotti (capolinea provvisorio). Direzioni via Allason e via Grosso: dal capolinea provvisorio di corso Matteotti a sinistra per via Arsenale, percorso normale. Linee 72 e 72b (direzione via Bertola) fino al 17 luglio: da via Cernaia deviate in via Santa Teresa, via XX Settembre, via Micca, via San Tommaso, via Bertola (capolinea normale). Linea Star 2 (direzione corso Cairoli): da via San Francesco d'Assisi angolo via Bertola deviata in via San Francesco d'Assisi, via Micca, piazza Solferino, via Santa Teresa, percorso normale. Linea 92 (direzione Fiat Mirafiori): da via San Francesco d'Assisi angolo via Bertola deviate in via San Francesco d'Assisi, via Micca, piazza Solferino, corso Re Umberto, corso Matteotti, via Arsenale, percorso normale.

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23 giu 2018

Festa di San Giovanni 2018: tra droni e sfilate storiche!

di Alessandro Graziano

La città di Torino celebra questo weekend la Festa di San Giovanni , il santo patrono del capoluogo piemontese. Il programma della Festa di San Giovanni prevede anche quest’anno tantissimi eventi che si svolgeranno nelle giornate del 23 e 24 giugno: appuntamenti culturali, sportivi, musicali e vari spettacoli organizzati in diversi luoghi della città. Numerosi altri eventi si svolgeranno anche nelle giornate precedenti. I momenti clou delle celebrazioni sono invece rappresentati da alcuni tradizionali appuntamenti: il corteo storico in costumi d’epoca per le vie del centro città, il celebre farò (falò in piemontese) e, novità  di quest’anno, lo spettacolo con 200 droni luminosi  che sostituiscono per questa edizione i fuochi d’artificio. Si tratta di un evento innovativo, realizzato per la prima volta in Europa, a basso impatto acustico e ambientale. Di seguito il programma completo Festa di San Giovanni 2018:  SABATO 23 GIUGNO Murazzi del Po Ore 14.00 – 18.00 – “Cittadini e turisti: tutti in canoa” Uscite sul fiume. Lezioni di canoa e canottaggio A cura del Circolo Amici del Fiume   Via Montebello – zona pedonale Ore 17.00 – Inaugurazione Mostra Internazionale di Illustrazione That’s a Mole – V Edizione A cura dell’Associazione That’s a Mole   Piazza Statuto – Via Garibaldi – Piazza Castello Ore 17.00 – “Aspettando San Giovanni”. Sfilata inaugurale con la partecipazione di un Team della Rappresentativa Nazionale Majorettes F.I.G.M. accompagnato dal Corpo Musicale Torinese in occasione del “Bands and Majorettes Meeting” di Eurobanda – Festa Europea della Musica 2018 Aipfm Mibact A cura della Pro Loco Torino, della Federazione Italiana Gruppi Majorettes e dell’Arbaga (Associazione Regionale Piemontese Bande Musicali)   Piazza Carlo Alberto Ore 10.00 – 21.00 – “Mostra mercato – Extravaganza di San Giovanni (Vintage e Artigianato di eccellenza)” A cura dell’Associazione Effetto Vintage   Corteo storico: lungo le vie del centro Ore 18.30 – 22.00 – Sfilata in costumi d’epoca   Piazza Carignano Ore 17.30 – 19.00 – Concerto di canti popolari del vecchio Piemonte A cura del Coro la Gerla di Torino Ore 19.30 – 20.30 – Spettacolo teatrale “Soffro di realtà aumentata” A cura dell’Associazione Maigret & Magritte   Palazzo Civico Ore 20.00 – “Premio Tesi di Laurea su Torino” – Consegna al Sindaco della Città della tesi di laurea vincitrice A cura dell’ Associazione Premio Tesi di Laurea su Torino   Piazza Castello Ore 22.00 – Accensione Farò Ore 23.00 – 24.00 – Coro gospel “The White Gospel Group” A cura dell’Associazione The White Gospel Group   DOMENICA 24 GIUGNO   Duomo Ore 10.00 – Gianduja e Giacometta con i personaggi dello Storico Carnevale di Ivrea attendono le Autorità sul sagrato Ore 10.30 – Messa Solenne – Distribuzione dei pani della Carità con la partecipazione della Banda del Corpo di Polizia Municipale di Torino A cura della Famija Turineisa   Riva del Po all’angolo tra Viale Michelotti e via San Sebastiano Po Ore 9.30 – Raduno concorrenti per Salgari Wild Trail – Competizione eco-sportiva Outdoor sui rivi e i sentieri salgariani della collina torinese   Piazza Solferino Ore 10.00 – 19.00 – “Bands and Majorettes Meeting” – 31° Raduno Nazionale di Gruppi Majorettes tradizionali e Bande Musicali nell’ambito di Eurobanda – Festa Europea della Musica 2018 Aipfm Mibact, con esibizioni al mattino e alle ore 16.00 grande parata nelle vie centrali della Città A cura della Federazione Italiana Gruppi Majorettes, dell’Arbaga e della Pro Loco Torino con l’assistenza del Cisom – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta   Piazza Castello Ore 10.00 – Arrivo moto raduno motociclisti A cura Sezione di Torino – Motoraduno VVF Italia Ore 10.00 – 13.00 – “Pompierinpiazza” – per i più piccini “Pompieropoli” diventare pompiere per un giorno.   Piazza Castello (fronte Teatro Regio) Ore 10.00 – 12.30 – “San Giovanni sul tram storico” – Corse gratuite ogni 30 minuti. A cura di Associazione Torinese Tram Storici   Fiume Po Ore 9.30 – 19.00 – Regata di canottaggio (Ponte Balbis – Circolo Amici del Fiume) Ore 19.00 – 21.30 – “Palio in canoa” (Ponte Umberto I – Circolo Amici del Fiume) Ore 22.00 – 22.45 – “Fiaccolata” (Castello del Valentino – Circolo Amici del Fiume) A cura del Circolo Amici del Fiume   Corso Moncalieri 18 Ore 10.00 – 21.00 – Torneo di beach volley “San Giovanni 2018” – con sedici squadre, miste, aperto a tutti. A cura del Circolo Amici del Fiume   Murazzi del Po Ore 14.00 – 18.00 – “Cittadini e turisti: tutti in canoa” Uscite sul fiume. Lezioni di canoa e canottaggio A cura del Circolo Amici del Fiume   Via Morgari 14 – Casa del Quartiere di San Salvario Ore 11.00 – 12.30 – “Il farò portatile” – Laboratorio di creazione di lanterne luminose nel cortile della Casa per bambini dai 6 ai 10 anni. A cura dell’Associazione Culturale Pentesilea   Mastio della Cittadella 0re 11.30 – 14.30 e 17.30 – Tre momenti recitativi del “1706 : San Giovanni di guerra” – Rievocazione storica A cura dell’Associazione Actives   Piazza Vittorio Veneto Ore 16.00 – Partenza sfilata auto storiche con Gianduja, Giacometta e le Giacomette, per le vie del centro cittadino A cura della Famija Turineisa in collaborazione con Automotoretrò e Registro Fiat Italiano   Piazza Carlo Felice – Via Roma – Piazza San Carlo Ore 18.30 Partenza sfilata della Fanfara dei Bersaglieri da Piazza Carlo Felice e arrivo ore 19.00 in Piazza San Carlo. A cura dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Sezione A. Lamarmora di Torino   Corso Chieri, 60 – Salgari Campus Ore 18.00 – Salgari Day – Spettacolo teatrale itinerante “Sandokan, l’erba di San Giovanni e i segreti della foresta” A cura dell’Associazione Culturale Via Le Sedie   Piazza Carignano Ore 18.00 – 18.20 – Esibizione gruppo folkloristico peruviano A cura dell’Associazione Franto’s Onlus Ore 19.00 – 20.00 – “TORINO inCanta” – Concerto di canti popolari A cura dell’Associazione Coro Alpette di Torino Ore 20.15 – 21.15 – Concerto del Coro Gospel Pop “Si Fa Soul Singers di Torino” nell’ambito della Festa Europea della Musica 2018 Aipfm Mibact A cura della Pro Loco Torino   Piazza Castello Ore 16.30 – 17.00 – Premiazione vincitori Salgari Wild Trail Ore 17.15 – 17.30 – Esibizione di ballo “Mille note un solo cuore” A cura dell’Associazione Revolution Dance Project Ore 17.45 – 18.30– “Bart Cafè, alla ricerca dello swing italiano” A cura dell’ Associazione PAMM Ore 18.30 – 19.00 – Supereroi e Principesse A cura della Associazione Nazionale Italiana dell’Amicizia Onlus Ore 20.00 – 21.00 – Intrattenimento musicale con la “Band Liberidentro” dirige il Maestro Nino La Piana A cura dell’Associazione Arte di Vivere Ore 21.15 – 22.15 – Esibizione gruppo musicale Ray-Band – Percorsi sonori anni ‘70 – ’80 A cura dell’Associazione Largabanda   Ore 22.30 – SPETTACOLO FINALE DI LUCI E DRONI Ore 23.00 – 24.00 – Pizziche e canti tradizionali salentini A cura dell’Associazione Vampa de Lumera Presenta Elia Tarantino  

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16 giu 2018

TorinoPride: nessun dorma! Oggi 16 Giugno.

di Alessandro Graziano

Il claim 2018 è Nessun dorma!,un invito a tutte e a tutti a rimanere vigili, ad adoperarsi per salvaguardare i diritti acquisiti e a lottare per tutti quei diritti, invece, ancora anacronisticamente negati. Claim sposato pienamente dal Politecnico di Torino e dall’Università degli Studi di Torino che hanno concesso il proprio patrocinio alla parata e per il primo anno hanno deciso congiuntamente di organizzare un incontro di avvicinamento al pride per gli studenti dal titolo Il patrocinio al Torino Pride e il ruolo dell’università nella lotta alle discriminazioni . Nessun dorma!, richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati”. Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più delle edizioni precedenti. L’immagine è quella di un pugno: la mano chiusa con le dita piegate e fortemente strette: un segno di lotta ma anche di forza e di vivido incitamento. Tendere ad afferrare ciò che uno non ha ancora e stringere, invece, ciò che già si è conquistato. La principale richiesta è di investire nella sensibilizzazione, nell’in/formazione e nell’educazione a proposito delle tematiche LGBTTQI*, con l’obiettivo di costruire una società accogliente nei confronti di ciò che è considerato “diverso” e in cui la discriminazione venga condannata, anziché incoraggiata durante i discorsi elettorali. Sabato 16 giugno l’assembramento si svolgerà a partire dalla 16.00 in via San Donato, angolo Piazza Statuto. Il percorso procederà da via San Donato a piazza Vittorio Veneto. Il Pride seguirà il percorso da piazza Statuto- coro San Martino, via Cernaia, Pietro Micca, piazza Castello, via Po per terminare nella grandep piazza Vittorio Veneto. Attenione alle limitazioni a bus e tram riportati sul sito GTT e sull'immagine nell'articolo. Come ogni anno, torna anche il party ufficiale del Torino Pride che si svolge dopo la parata e richiama moltitudini persone. La prestigiosa e centrale location 2018 sono i Cortili del Centralino (via delle Rosine 16), ingresso a 8 euro con una consumazione inclusa fino alle ore 22. Dalle ore 20: street food dautore a 5 euro. Il ricavato è interamente devoluto all’organizzazione del Pride Il prossimo appuntamento sarà con la tappa conclusiva del Piemonte Pride ad Alba il 7 Luglio!   Il Piemonte Pride si svolge con il sostegno e il patrocinio della Regione Piemonte e con il patrocinio del Consiglio Regionale, della Città Metropolitana di Torino, delle Province di Novara e di Cuneo e delle Città di Torino e Alba.     Be Pride!    

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08 giu 2018

Openhouse Torino: 9 e 10 Giugno 100 edifici aprono le porte ai cittadini

di Alessandro Graziano

Più di 140 edifici aperti gratuitamente al pubblico, in un solo fine settimana. Il format Open House dà appuntamento il 9-10 giugno 2018 per la seconda edizione a Torino. Con nuove architetture contemporanee, eccellenze del patrimonio, case private. Le visite sono tutte gratuite e avvengono generalmente per ordine di arrivo. Per alcuni edifici in cui è invece necessaria la registrazione, le prenotazioni online si sono concluse il 26 maggio, alle ore 11 (info alle pagine degli edifici interessati). Open House Torino è un evento pubblico totalmente gratuito, pensato per permettere di visitare residenze, palazzi, luoghi abitualmente non accessibili e scoprire così la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano. Per un fine settimana allʼanno darà la possibilità di visitare edifici storici, moderni o contemporanei, eccellenze in città, uffici, spazi verdi o sociali, strutture recuperate. Lʼevento del 9-10 giugno 2018 è la seconda edizione torinese di un format internazionale. Lʼidea di Open House nasce a Londra nel 1992 dal lavoro della fondatrice Victoria Thornton e da allora si è diffusa nel mondo. Ad oggi le città della rete Open House Worldwide sono più di trenta, distribuite in ogni continente. In Italia, Torino segue Open House Roma (dal 2012) e Open House Milano (dal 2016). La prima edizione è stata un grande successo, con oltre 38mila visite e circa 15mila visitatori. Open House Torino si rivolge a tutti i cittadini, non solo al nucleo di architetti, e chiede a tutti loro supporto come volontari, proprietari, progettisti o semplicemente per aiutare a diffondere il progetto – condividi con #openhousetorino! Lʼobiettivo dellʼevento è conoscere insieme al pubblico un grande patrimonio comune e riflettere sul ruolo dei luoghi in cui viviamo. Con un messaggio: una città progettata meglio negli edifici, negli interni, nello spazio pubblico è una città capace di farci vivere meglio. Open House Torino è un invito alla scoperta, in una grande festa per la curiosità e il senso di appartenenza. Lʼevento è organizzato dallʼassociazione culturale Open House Torino, formata nel 2017 da un gruppo di architetti e appassionati della città.   Per info e mappa visitate https://www.openhousetorino.it/

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