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  • 14 set 2018

    “Mi piaci se ti muovi” La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile 2018

    di Mobilita Torino

    La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile  è ormai diventata un appuntamento fisso e irrinunciabile per la Città di Torino, che anche quest’anno ha aderito all’iniziativa promossa dalla Commissione Europea con una serie di eventi  ed azioni finalizzate alla sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della sostenibilità ambientale e dell'inquinamento atmosferico e che si svolgeranno dal 16 al 22 settembre. La Settimana Europea della Mobilità si concentra ogni anno su un particolare argomento relativo alla mobilità sostenibile: per l’edizione 2018 è stato scelto come tema su cui focalizzare l’attenzione la multimodalità, cui si accompagna lo slogan “Mix and Move”, "Cambia e vai", a Torino personalizzato  in “Mi piaci se ti muovi” La Città di Torino propone un ampio programma di eventi, in collaborazione con enti e associazioni, per promuovere gli spostamenti a piedi, in bicicletta, con il trasporto pubblico e con mezzi condivisi, secondo il tema individuato e proposto dalla Commissione Europea. In particolare nella giornata di domenica 16 settembre la ZTL Centrale sarà chiusa al traffico motorizzato privato dalle 10 alle 18. Il programma delle iniziative della "Mobility Week"  è disponibile alla pagina: https://www.muoversiatorino.it/mobility-week/

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  • 03 set 2018

    Stazione Rebaudengo: nascerà qui autostazione bus a lunga percorrenza

    di Alessandro Graziano

    Addio al terminal dei bus giusto lungo i marciapiedi di corso Vittorio Emanuele. Il parking davanti al Palagiustizia  sparirà presto!  I bus extra urbani infatti dovranno lasciare  il posto al  cantiere dell'ipermercato Esselunga. E con l’occasione Torino si prepara a mettere la prima pietra della sua nuova autostazione. Il progetto è stato presentato da Bus Company, la società cuneese che gestisce per Flixbus una decina di linee, quelle che partono dal Piemonte. Ed è stato accolto dal Comune, che ha dato il primo via libera all’operazione di trasformazione di un ex capannone industriale, un tempo sede dell’azienda irlandese Mastertaste, produttrice di aromi alimentari. Il progetto prevede la creazione di una rimessa, un punto rifornimento e una officina per i bus gran turismo. E poi biglietterie e sale d’attesa, mentre gli stalli veri e propri, da dove saliranno e scenderanno i passeggeri, verranno realizzati su un’area pubblica accanto alla stazione ferroviaria, che la città darà in concessione alla società. «Torino è attualmente sprovvista di un terminal, le linee gran turismo si fermano in corso Vittorio Emanuele, dove non ci sono servizi, e le operazioni di attesa, salita e discesa dai bus non sono agevoli», fa notare il promotore del progetto, il presidente di Bus Company, Clemente Galleano. E così, con un investimento di qualche milione di euro, la società si prepara ad aprire la prima autostazione della città, con tanto di punti ristoro e sale di aspetto, a pochi passi dal futuro ostello in fase di costruzione alla cascina Fossata. L'interscambio con la stazione Rebaudengo permetterà di raggiungere facilmente il centro con il passante Ferroviario, il nuovo corso Venezia e in futuro proprio da qui dovrebbe passare la metro 2 , quindi potrebbe essere un nodo strategico ben collegato con il resto della città.   La scelta dell’area davanti alla stazione Rebaudengo risolve una questione che si trascina da almeno tre anni, quella della localizzazione del nuovo terminal bus, che al di là del fatto che alla fine si metta mano al cantiere all’ex Westinghouse, lì dov’è non può restare. Si era parlato dell’ex dazio all’imbocco della Torino-Milano, vicino alla stazione Stura, ma quell’ipotesi è poi tramontata. L’area di via Fossata, invece, godrebbe della connessione con la ferrovia metropolitana e, in futuro (chissà?), con la metro 2. Del resto i paletti posti dal Comune sono chiari: «Facilità di collegamento con il sistema del trasporto pubblico, collocazione all’esterno del centro abitato, vicinanza con la tangenziale». E infine «messa a disposizione degli stalli di Flixbus a tutte le società di autolinee a tariffe concordate».

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30 mar 2018

Zego sospende il servizio: ecco il perché!

Come si legge d alla richiesta ufficiale inviata direttamente alle Istitutizioni del Comune di Torino, Zego ha deciso di autosospendere il servizio a causa delmirato intervento volto esclusivamente a colpire e reprimere indiscriminatamente – non si capisce bene per quali ragioni e sulla base di quali presupposti giuridici – l’attività di carpooling promossa tramite l’app Zego. Zego ha inviato a tutti gli iscritti la mail in cui annuncia la decisione, spiegando che siamo quindi obbligati, nostro malgrado, a sospendere il servizio Zego fino a quando non riceveremo dalle Istituzioni coinvolte tutte le risposte dovute. Zego spera di poter dare presto buone notizie ai suoi utenti, ormai abituati ad utilizzare il servizio in quanto alternativa economica, accessibile e sicura di mobilità in città.  

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23 giu 2018

Tunnel plurimodale sotto al centro per finanziare la Metro 2

Finanziare la costruzione del lotto centrale della linea 2 di metropolitana (Porta Nuova – Scalo Vanchiglia) con la contestuale realizzazione di un tunnel veicolare parallelo al tracciato del VAL nella predetta tratta, a doppia canna ed a pedaggio, che si riconnetta a sud con via Zino Zini ed il sottopasso Giambone, correndo sotto il sedime ferroviario, ed a nord con l'ambito Regaldi e di qui con corso Agudio e la curva delle 100 lire tramite il già previsto sottopasso del Po nel Piano Regolatore. La fattibilità economica dell'opera sarebbe in parte o del tutto ottenuta tramite i futuri proventi dei pedaggi del tunnel (eventualmente estendibili provvisoriamente anche ai tronchi attualmente gratuiti della tangenziale di Torino – configurando una sorta di tassa di scopo) da destinare al soggetto finanziatore dei lavori tramite concessione decennale dell'infrastruttura e dal coinvolgimento di attori economici di rilievo, quali Ferrovie dello Stato, Ativa, ecc., eventualmente premiabili con diritti edificatori nelle aree di loro proprietà interessate dall'opera. Il progetto potrebbe anche essere ampliato, ovviamente in un orizzonte temporale adeguato, con la riconnessione dell'arteria a sud direttamente con la sopraelevata di corso Trieste, correndo sotto il sedime ferroviario tra Lingotto e Moncalieri, ed a nord con lo svincolo di Abbadia di Stura, tramite sottopasso della Barca, e garantire quindi un vero e proprio raccordo autostradale prevalentemente ad uso della città (con uscite laterali in corrispondenza dei maggiori corsi cittadini), ma allo stesso tempo con funzione di chiusura del famigerato anello autostradale “intorno" a Torino: una sola reale alternativa, dunque, alla moltitudine di progetti della tangenziale est così come pensata negli scorsi anni al di là della collina, del discusso tunnel sotto corso Moncalieri, nonché del nuovo Corso Marche. Focalizzando l'attenzione sul predetto lotto centrale della metropolitana e sul ribattezzabile “primo lotto" dell'autostrada urbana interrata, il tunnel plurimodale in questione (nient'altro che il famoso "wafer di corso Marche" trasposto sotto al centro cittadino), potrebbe arricchirsi anche di un collegamento ferroviario misto merci-passeggeri da Porta Nuova a Rebaudengo (utilizzando il trincerone di corso Sempione e non andando quindi a caricare il passante ferroviario) che assurgerebbe alla funzione di gronda merci e linea di servizio ferroviario metropolitano circolare tra Porta Nuova, Rebaudengo, Dora, Porta Susa e Zappata. Allargando invece lo sguardo alle estremità del nuovo collegamento autostradale, è inutile suggerire che questa soluzione viabilistica potrebbe altresì fornire l'occasione per concretizzare a sud della città e nei comuni di Nichelino e Moncalieri utili ricuciture urbanistiche, completando l'abbassamento del piano del ferro tra stazione Lingotto e le stazioni di Moncalieri e Nichelino-Sangone sulle linee per Genova e Pinerolo, ed a nord per consentire l'apertura di un nuovo corridoio tra il centro di Torino e la sponda destra del Po, eventualmente sfruttabile anche per uno sviluppo della M2 verso la zona di Sassi, Borgata Rosa, San Mauro (quindi Pescarito, tramite nuovo superamento del fiume sulla diga del Pascolo), magari alternativo al trincerone di corso Sempione - già utilizzato dalla rinnovata ferrovia urbana - ed intercettante i flussi di mobilità della collina e del Chierese.

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